Vogliamo dunque scoprire quale sarebbe stato l’altro cammino del nostro integrale sul fascismo , mettendo da subito in ombra la cialtronesca figura di Benito Mussolini e il suo giornalaccio frutto del mercimonio con Francia e Inghilterra ? Per farlo dobbiamo partire da un’altra Marcia , quella fatta da D’Annunzio su Ronchi nel settembre del 1919 e preludio all’epopea dell’annessione di Fiume con tutti i nessi e connessi ivi compresa la folgorante Carta del Carnaro (8 settembre 1920) emessa a seguito e a sugello della cosidetta Reggenza del Carnaro (proclamata precedentemente da D’annunzio il 12 agosto 1920) Il potere esecutivo sarebbe stato affidato ad un collegio di sette Commissari ("Rettori" nella versione dannunziana), eletti dall'organo legislativo, che avrebbero dovuto rimanere in carica un anno (rappresentare la Repubblica presso gli altri Stati e dirigere il collegio esecutivo come primus inter pares sarebbe stato compito del Commissario/Rettore agli Affari Esteri). Il potere legislativo avrebbe dovuto essere condiviso da due camere, la Camera dei Rappresentanti e il Consiglio Economico (nella versione dannunziana denominate rispettivamente "Consiglio degli Ottimi" e "Consiglio dei Provvisori"). Non ci sarebbe stato tuttavia bicameralismo perfetto in quanto ognuna di esse sarebbe stata responsabile di materie diverse; su alcune materie importanti si prevedeva tuttavia la partecipazione all'attività legislativa di entrambe le camere, per l'occasione riunite in seduta comune nell'Assemblea Nazionale (denominata anche "Arengo" nella versione dannunziana). In caso di pericolo per la Patria l'Assemblea Nazionale avrebbe potuto eleggere per un periodo di sei mesi un Comandante (figura ispirata al Dictator dei romani). Ecco questo spirito della Marcia su Roma e della successiva reggenza di Fiume e’ costitutivo per intendere il diverso integrale sui cammini che si andra’ costituendo . il soggetto referenziale che e’ come il coagulo di questo nuovo integrale lo abbiamo lasciato a fine guerra insignito tra l’altro anche di una altissima decorazione inglese su proposta di lord Cavan e con il grado di Maggiore . Nell’ultimo mese del ‘18 e’ cte del centro di sgombro a Cividale del FRIULI , e tale rimane fino al febbraio del 1919 in cui viene trasferito al Presidio di occupazione di Trento . Nell’agosto viene collocato in posizione ausiliaria per riduzione quadri. Così nel settembre si sente libero di prendere parte alla famosa marcia su Ronchi entusiasta fiancheggiatore di D’annunzio anche se contesta il suo americanismo che difatti si sta vedendo cosa porta col suo presidente Wilson . Sara’ subito uno dei protagonisti dell’Impresa di Fiume, ma l’Esercito lo considera fuori legge e lo sospende anche dalla posizione ausiliaria, sicche ’ e’ costretto alle dimissioni per non incorrere in procedimenti penali (20 novembre 1919). Così e’ libero di dedicarsi alla stesura della Carta del Carnaro e divenire il piu’ valido collaboratore del Vate. Si trova quindi protagonista nel Natale di sangue laddove il Generale che comanda la repressione di Fiume e' Enrico Caviglia e viene arrestato proprio dal suo vecchio amico e commilitone Gastone Gambara. grande tristezza anche se viene liberato pochi giorni e comunque non ne vuole sapere di ritornare nell'esercito, cosa che Caviglia gli aveva prospettato come possibile, magari con un trasferimento in colonia (febbraio 1921). Invece aderisce al PNF anche se non ha nessuna stima per il suo fondatore Benito Mussolini ( fine marzo 1921)Diviene responsabile del territorio del veneto e trentino alto adige con correlazione con Milano e Roma, Nell’ottobre del 1921 e’ tra i fondatori del PNF e aggiunge la responsabilità’ territoriale dell’Emilia e Romagna . SI lega molto con Italo Balbo che era stato un suo subalterno nei reparti delle Fiamme Verdi e coordinano insieme numerose iniziative e azioni. Con balbo sara’ lorganizzatore ed anche il coordinatore della Marcia su Roma , ma di poi e’ fortemente ostile a Mussolini tanto che questi nel 1923 non gli concede la nomina a luogotenente generale della MVSN ma lo fa nominare solo Console. Si presenta comunque alle elezioni del 1924 e viene eletto , ma sempre c’’e’ quella ostilita’ con Mussolini che comunque non puo’ impedire che nel giugno 1924 venga nominato Luogotenente GENERALE. Con questo grado che lo fa responsabile dei servizi di investigazione del Regno si occupa spasmodicamente del delitto Matteotti arrivando nell’ottobre sa scoprire che i mandanti dell’uccisione non erano stati politici fascisti, ma industriali americani per questioni di petrolio nel POLESINE di cui Matteottri stava per svelarne i retroscena delle loro speculazioni (novembre 1924). La scoperta resa di pubblico dominio il 29 ottobre1924 che addirittura accusa David Rockfeller e alti dirigenti della Texaco, ha un impatto incredibile nell’opinione pubblica, che vede le azioni del PNF risalire velocemente ma MN vuole approfittare assieme a Balbo e Dino Grandi della crisi personale di Mussolini per operare un ribaltamento di direzione del PNF facendo leva sulla figura di Gabriele D’annunzio , molto ma molto piu’ rappresentativo, e in quello stesso novembre IL 21 si presenta con un voto di sfiducia di Mussolini e il 23 con la proposta di un Governo D’annunzio di intesa nazionale che si rifa’ ai principi della Carta del CARNARO che ottiene la fiducia sia della Camera che del Senato (25 novembre 1924). Quindi caduta del governo Mussolini e subentra il governo D’annunzio con lui alla Giustizia, e Presidente della Camera , Mussolini agli Interni , Grandi agli Esteri, Balbo alla Difesa, che comprende anche l’aeronautica , Bottai alla Cultura e Propaganda , Ciano alla marina e Presidente del Senato , vengono anche cooptati membri dell'opposizione, Giovanni Gronchi, Enrico De Nicola, mentre lui e Balbo nel gennaio 1925 sono anche nominati SOTTO CAPO di S.M. GENERALE carica cui e' elevato il generale d'Esercito Enrico Caviglia
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