Ho letto recentemente che una tesi della fisica quantistica ipotizza che i sogni potessero essere dei frammenti di storie di un altro multiverso , uno di quelli che hanno ipotizzato gente come De Vitt, Everett, Pensrose ed anche il povero Hakwings; un multiverso e che anche Richard Feynman ha postulato come percorso alternativo nel suo integrale sui cammini del 1948. Se fosse davvero così , dato che i sogni , quasi per assioma ( be’ vox Freudi) sono la VIA REGIA del canonico inconscio , dovremmo sillogisticamente dedurre che l’inconscio e ‘ la sede di quel multiverso, ove si svolgono fatti, si raccontano storie, proprio come il nostro, con tanto di sotteso e di significato nascosto, dovuti al fatto del funzionamento tipico dell’inconscio non lineare e logico, ma eminentemente simbolico, strutturato si come un linguaggio come dice Lacan, ma funzionante piu’ come ipotizza Matte’ Blanco nel suo "inconscio come insiemi infiniti", ovvero piu’ metonimicamente che metaforicamente e con proprietà transitiva che opera pero’ in una rigida simmetria, secondo dettami non logici, ma come dice il suo autore “bi-logici”. IL “me cojoni” ci sta tutto, perche’ ci pensi.... allora altro che andare a trovare significati e lanciarsi in interpretazioni piu’ o meno fantasiose, quando la verita’ e’ un'altra : sono cose di un altro mondo. - punto e basta ! Gia', ma allora come spiegare che nei sogni appaiono persone, luoghi, financo situazioni che fanno parte integrante del nostro mondo, quello quotidiano, sia pure con qualche cosettina in piu’, a volte anche in meno, ma non troppo dissimile chesso’ di qualche protagonista di fumetti, Super eroi, Nembo Kid, o un bel romanzo o film di fantascienza tipo quelli di Orwell, Huxley, Philip Dick, Breadbury, Poe, Lovercraft, ma
anche un Melville o addirittura un Cervantes e tutti i protagonisti della notte di villa Diodati del 1816 arruolati tra i campioni del multiverso inconscio. Multiverso va bene , ma il termine inconscio possiamo cominciare a chiamare ES come faceva Nietzsche e soprattutto George Groddeck che ci fece addirittura il “libro dell’Es” Ecco, magari sarebbe il caso di andare a recuperare quell'epiteto "SUPER" e metterlo davanti al termine Es e perchè no, aggiungerlo anche al termine multiverso per andare a costituire qualcosa di veramente inusitato un "super-es-multiverso" roba da coniugare Freud con Groddeck , ma anche un po' con tutti i personaggi che abbiamo fugacemente citato in queste righe . fino magari a pervenire ad una ulteriore composizione di un Super Es, che avevamo piu' volte accennato e proposto in merito ad una revisione della seconda topica freudiana, aggiungendovi appunto una nuova figura al posto di Edipo in quel Narciso che consuma appunto la pulsione di morte nella riflessione speculare di se' stesso e che ci era sembrato molto piu' aderente alle tesi di Al di la' del principio del piacere. Il multiverso quindi non solo come possibile luogo dell'Es, ma addirittura del Super ES , una figura che la psicoanalisi non ha, non solo mai riconosciuta, ma neppure concepita, quindi una novita' assoluta, che proprio il sogno la canonica via regia per la percorrenza dell'inconscio, potrebbe incaricarsi di disvelare. Sono costretto gioco forza a occuparmi di recenti sogni dove il contesto e il suo sotteso risultano sempre piu' evidenti: in uno di poche notti fa spiegavo ad un mio ex amco comunista, che a seguito dei recenti fatti della pandemia e obbligo vaccinale ho eliso per sempre dalla mia frequentazione e conoscenza, come e perche' la mia indifferenza alle questioni politiche si fosse a seguito, o meglio, alla presenza di tali circostanze, improvvisamente risvegliata e si fosse delineata sulle posizioni di destra estrema, farcite dei testi di Julius Evola che avevano caratterizzato la mia prima giovinezza , grosso modo dagli anni dal 1963 al 1968. Una desposizione lucidissima, dettagliata che ora. oltre ai testi di Evola e di Nietzsche di quei lontani anni, si arricchiva di tutto un percorso di comprensione scandito dai testi di Alain De Benoist, di Costanzo Preve, di Aleksander Dugin e riprendeva in esame l'antico conflitto Servo / Padrone esposto da Hegel in Fenomenologia deello Spirito, bollandolo come epocale abbaglio che aveva ingenerato la invidiosa teoria marxista fondata appunto sulla frustrazione e sullo spasmodico desiderio del primo attore di tale conflitto di sostituirsi al secondo, nella piu' totale accettazione del principio mercantilistico e bottegaio, fondato sul denaro e sul suo consumo e scambio (solo valore di scambio senza nessuno scambio di valore), che ha caratterizzato il mondo occidentale .






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