E' piuttosto notorio quanto io detesti la vecchiaia ! ho piu' volte fatto il panegirico delle liriche di Mimnerno "noi quali le foglie, che genera la fiorita stagione, simili ad esse...." e mai e poi mai mi sono trovato a esaltare, ma diro' di piu' neppure a giustificare, i sommi danni della vecchiaia e la repulsione che nutro per questa parte della vita, della quale a stento ammetto la qualifica di vita, e' stata sempre, fin da ragazzino altissima; d'accordo , si dira' questo e' scontato della giovane eta' che disprezza la vecchia, ma e' un fatto che nel mio caso il disprezzo, la repulsione sono andati addirittura aumentando, sicche' alle geremiadi di Mimnerno ci sono andato ad aggiungere il Sileno nicciano della risposta al re Mida sul senso della vita in La nascita della tragedia: "Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggioso non sentire? Il meglio è per te non essere nato, non essere, essere niente." Eppure debbo ammettere che nel mio personale caso, la vecchiaia addirittura quella estrema, ovvero sui settant'anni, ha caratterizzato parecchie novita' decisamente positive: anzitutto un deciso risveglio culturale un anno prima dell'ingresso nei temutissimi settant'anni ovvero nel 2017 sessantanovesimo anno di vita, essendo io della classe 1948, che mi ha dato la piece piu’ costruttiva: la Nuova Medicina di rick Geerd Hamer con le sue 5 Leggi Biologiche, che e’ stata, a livello di conoscenza e percezione, qualcosa di equivalente a quello che avevo avuto con la scoperta della psicoanalisi di Freud e via via, Jung, Ferenczi, Sullivan, Milton Erickson, la PNL di Bandler e Grinder, Lacan, Matte’ Blanco; appena due anni dopo, a 71 anni, un forte recupero della forma fisica che mi ha fatto perdere 20 chili, anzi 21, da 98 a 77 chili e, guarda un po’, paradossalmente al principiare della farsa pandemica che specie sulle prime mi stava gettando nella piu’ cupa disperazione, si sono congiunte le due cose , fisico e mentale all'insegna di un con ha ritorno all’interesse per la politica, quasi una inverazione del detto “se non ti interessi della politica, vedrai che "prima o poi la politica si interessera’ di te “ – be’ diciamo che nelmio caso e’ stato un intervallo che e’ durato 56 anni, dal 1964 ovvero dalla delusione della batosta di Barry Goldwater all’elezione USA, fino appunto alle prime manifestazioni della farsa pandemica che ha cominciato a toccarmi sulla pelle (segregazione, uso forzato di museruole, restrizioni e poi addirittura obbligo vaccinale e lasciapassare a mo’ di nazismo della fine ) e comunque è stato un ritorno quasi spiccicato alle istanze della prima giovinezza, quelle di estrema destra, che oggi magari tendo a chiamare “super”, a mo’ di stringhe, simmetria e temi della fisica quantistica, ma anche al famoso uomo di Nietzsche e perche’ no anche alla Super Corte Maggiore, la potente benzina italiana con un occhieggio ad una delle persone da me piu’ stimate sebbene il suo ruolo di preminenza in uno dei periodi da me al contrario piu’ aborriti: Enrico Mattei. Ritorno proprio come Mito, eternizzato da registi e attori preferiti Julius Evola, Guenon, Junger , Schmitt, Freud, Jung, Heidegger, cui si aggiungono e si correlano acquisizioni piu’ recenti Lacan, Matte’ Blanco, De Benois , Rick Geerd Hamer, e vanno a coprire praticamente ogni pertugio, ogni anfratto, ogni buio oltre la siepe della conoscenza. Sono campioni e scenari che fanno parte dell’Es e infatti popolano i sogni, tutti i sogni delle notti con frequenti risvegli par fare punto che poi inevitabilmente al mattino si dissolve in un oblio carico di significante ma con pochissimo significato, ovvero niente condensazione (metafora) ma un continuo spostamento (metonimia); ecco allora che l’Es della triade delle topiche freudiane sia prima quella della libido che la seconda che invece e’ al di la’ del piacere, si carica di valenze inusitate e diventa Super Es facendo non piu’ riferimento allo stracco Edipo, ma ad un molto piu’ profondo Narciso, che nella riflessione e’ al cospetto della famosa pulsione di morte e tale viene registrata dalla ninfa Eco. L’ho detto piu’ di una volta : io mi interessai moltissimo di politica dal 1963 dal 1965, militante dell’estrema destra, ammaliato dalla filosofia di Evola che arrivai a conoscere personalmente in una riunione nella sua casa di Corso Vittorio Emanuele ove era presente anche Pino Rauti e il principe Junio Valerio Borghese e via via familiarizzatomi con le figure di Drieu de La Rochelle, Guenon, Mircea Eliade, Ernst Junger, Carl Schmitt; poi pero’ dopo la disfatta alle elezioni presidenziali USA del ’64 di Barry Goldwater ritirai tutta quella passione per oggettiva scarsa applicazione nel mondo reale. ed ecco, che come ho precedentemente accennato, l’interesse per la politica doveva tornarmi nel marzo 2020 per via dell’infame tentativo da parte delle cosidette elites economiche e finanziarie (insomma quel deleterio spirito bottegaio di stampo anglosassone) che con la complicita’ della, malgrado tutto mai amata sinistra, stava portandoci ad una societa’ distopica tipo Grande Fratello con il patetico ma sempre efficace spauracchio dell’emergenza sanitaria.Superfluo sottolineare che non ho mai creduto, neppure per un nanosecondo al virus del covid 19 sia esso costruito in laboratorio o proveniente dalla fantasiosa ridda di poveri animali innocenti, pipistrelli, scimmie, topi, scarafaggi proprio come era stato nel lontano 1348 ai tempi della cosidetta peste nera. Debbo dire che in questo ero oramai ben approntato a non credere in fandonie, in quanto oramai da qualche anno, appartenente alla non nutrita, ma fortemente motivata teoria dei convinti ed entusiasti assertori e seguaci delle Leggi biologiche della nuova medici- na del Dottor Rick Geerd Hamer. Ovviamente ridevo delle paure della gentina e scrollavo le spalle agli improperi affinche ‘ mi mettessi la ridicola mascherina, nei fatti non una maschera ma una vera e propria museruola in quanto coprente bocca e naso, o osservassi la cosidetta distanza di sicurezza o peggio salutassi le persone con il gomito. Sulle prime la cosa era piuttosto esilarante, pigliavo per il culo la gente e soprattutto gli addetti ai lavori, cioe’ medici, infermieri e farmacisti e potrei citare decine di episodi davvero spassosi con testimoni parecchi amici che anche se magari non la pensavano esattamente come me, erano trascinati dalla mia assoluta mancanza di paura e di qualsiasi forma di prevenzione , poi pero’ la cosa comincio’ a farsi piu’ pesante, addirittura gravosa e pur restando una cosa ridicola, assumeva tutti i crismi della vera distopia che nulla aveva a che invidiare ai romanzi di Orwell, di Huxley o magari di Breadbury, Philip Dick e occasionalmente anche Camus (tutti autori che conoscevo fin troppo bene da tempo immemorabile, ecco proprio dal periodo in cui mi interessavo di politiche nella fila del MSI e dell’organizzazione giovanile Giovane Italia e anche quella piu’ estrema di Ordine Nuovo, che fu l’ultima mia frequentazione in tal senso). Le imposizioni sempre piu’ gravose e assurde , con l’acuirsi delle stesse, quando fu immesso nelmercato lo pseudo vaccino, cominciarono davvero a rivelarsi intollerabili, e fu allora che cominciai a fare due piu’ due eguale quattro, ovvero sembrava proprio che tutto quel ridicolo ambaradam fosse stato allestito a bella posta proprio per imporre un uso generalizzato, direi addirittura totale e onnicomprensivo, di tale vaccino visto come siero miracoloso in grado di salvare l’intera umanita’, ovvero letto nei termini piu’ concreti far guadagnare miliardi su miliardi alle case farmaceutiche produttrici di vaccini , tipo Pfixer, Astrazecna, Moderna etc. - “ti conosco mascherina” era il caso di dire, “dietro a tutto c’è sempre lo sporco denaro” quel dannatissimo spirito bottegaio di stampo anglosassone che oramai si profondeva in tutto il mondo , come diceva Palmerston uno degli esponenti piu’ biechi di tale mentalita’ “noi non abbiamo nemici eterni e non abbiamo neppure amici eterni, abbiamo solo interessi eterni” . Guaio piu’ grosso doveva rivelarsi il fatto che l’Italia si stava distinguendo come il Paese piu’ sollecito a mettere in atto il diabolico piano di spauracchio sanitario, un vero e proprio paese-kapo’ , specie con la ascesa al ruolo di capo del governo di uno dei piu’ indefessi difensori degli interessi finanziari e bancari della Unione Europea la famigerata UE, in verita’ un ragionerucolo da quattro soldi, del tutto incompetente anche nel suo specifico dell’economia, che mai e poi mai ho considerato una materia degna di considerazione se non come aggiornamento del vecchio “conto della serva” . Come tutti i servi, o kapo’ chiamiamoli come piu’ ci aggrada, che voglionofar bella figura col loro padrone (e qui il padrone ha appunto la fumosa connotazione delle grandi societa’ finanziarie tipo Vanguard, Blackrock, Goldman Sachs, etc o i piu’ antichi Rotschild e Rockfeller) il servetto di turno italiano volle far di piu’ e si invento’ l’obbligo vaccinale previo allontanamento dal posto di lavoro e misure sempre piu’ restrittive , tipo un lasciapassare chiamato ovviamente all’inglese “green pass” per accedere ai luoghi pubblici e addirittura l’obbligo di farsi iniettare il siero per le persone al di sopra dei 50 anni, siero di cui tra l’altro gia’ si andavano manifestando preoccupanti effetti iatrogeni e che diverranno ancora piu’ deleteri negli anni a venire, come piu’ di uno studioso (uno per tutti il premio Nobel per la medicina Montaigner) aveva predetto. A quel punto la mia permanenza in Italia era divenuta insopportabile, non v’era giorno che non litigassi, anche pesantemente con qualcuno, la rottura persino con amici di antica data veniva irreparabilmente compromessa, e così decisi di espatriare e ritirarmi a Tenerife nelle Isole Canarie, dove in effetti anche se qualche idiozia tipo l’uso delle museruole nei luoghi chiusi, si respirava un’aria di maggiore liberta’. in tutto questo evolversi dei fatti, diciamo così di cronaca, era andato in parallelo accentuandosi il mio ritorno ai temi della politica sia internazionale che nazionale. Come la disfatta di Goldwater nel 1964 aveva segnato il mio allontanamento così la ingiusta e manipolata sconfitta di Trump nel 2020 segno’ il mio pieno e interessatissimo ritorno e lo caretterizzo’ riprendendo i temi della destra di tradizione, di giustizia, ma non di eguaglianza e meno che mai di democrazia e liberalismo e soprattutto torno’ moltiplicata per un milione la mia ripugnanza per la sinistra , e tutti i partiti e movimenti che ad essa si ispiravano (socialismo, comunismo, socialdemocrazia, e nella fattispecie attiale PD, 5 stelle e vari movimentucci e partitini tipo chessò Liberi e Uguali, Piu’ Europa ed anche il patetico Italia via (o via Italia, mi sbaglio sempre) di Renzi
LENARDULLIER
L'associazione tra il titolo del blog LENARDULLIER con l'architetto LECORBUSIER tende ad un parallelismo con l'Archè = Principio, che deve misurarsi con la modernità = Technè, quindi un "futuro anteriore" applicabile a diversi specifici di conoscenza
lunedì 14 settembre 2026
mercoledì 9 settembre 2026
UCCELLI DEL MALAUGURIO COME I ROMPICOGLIONI (NON MUOIONO MAI)
Riflettevo stamane, alla vista dell’ennesimo spot di uno di quei famosi scienziati che la televisione e i cosidetti “social”ci hanno impietosamente propinato negli ultimi anni, sulla pericolosità del prossimo virus venturo con tanto di esortazioni a vaccinarci e mi dicevo “ma possibile?” possibile che la gente e’ tanto sprovveduta da credere ancora a questi figuri, ultima incarnazione del famoso e lugubre archetipo/spauracchio dell’uccello del malaugurio ?” Embe’ sembra proprio di si ! Sennò come si spiega il fatto che case farmaceutiche, poteri forti, i vari Soros, Bill Gates di sempre e loro adepti tra politici, giornalisti, opinionisti e non poche cosidetti “esperti” continuino a sbracciarci per convincerci che il prosssimo virus e’ alle porte, che ci saranno centinaia di milioni di vittime, e quindi di affrettarci a provvedere ad inocularci il “sacro vaccino” senza stare a guardare se e’ la quarta, quinta, decima dose. Pochi giorni fa a Roma tra la Fontana di Trevi e il Pantheon, in una traversa del Corso piena di bancarelle con libri e souvenir, che ti vedo ? i canonici truffatori col gioco delle tre carte che turpilinavano i passanti i quali come pere
mature tiravano fuori le banconote da minimo 10 euro per metterle sopra la fatidica carta sempre sbagliata ; ricordo che l'ultima volta che avevo visto un simile deprimente spettacolo era stato a Porta Portese, ma ero in compagnia di mia madre , quindi minimo trenta anni fa, e proprio lei alla vista del famoso banchetto con sopra le tre carte che magari erano diventate campanelle, o piattini, ochissa' cos'altro, si chiedeva "ma come diavolo fanno a esistere ancora simili scene? hanno fatto film, fatto inchieste in tivù. scritto libri, spiegato a destra e manca che si tratta di una truffa e guarda la' ..... il solito truffatore coi due compari, i quali tra l'altro, ritornando all'altro ieri,appena visto che stavo fotografando, mi si sono avvicinati minacciosamente, imponendomi di metter via il cellulare. la morale e' sempre quella, il reale per paradossale e sbagliato che sia, non cessa di essere tale, tutto insomma tranne che razionale, come sosteneva un famoso filosofo, che diciamocela tutta, non ci aveva proprio capito nulla. Quindi sempre la la solita tiritera dei rompicoglioni, (ai quali possiamo tranquillamente equiparare i truffatori ) non muoiono mai.Il famoso binomio tra realta’ e razionalita’ va quindi semmai completamente rovesciato “cio’ che e’ reale e’ invero altamente irrazionale e cio’ che e’ irrazionale costituisce la piu’ parte del reale”. Le eccezioni sono poche pochissime, le abbiamo viste ai tempi delle recente farsa del coronavirus e della totalmente inventata pandemia che ha tuttavia imperversato per oltre due anni con altissime punte di partecipazione e convinzione del della popolazione mondiale (specie da noi in Italia Paese particolarmente influenzabile e pecorone, una vergognosa percentuale del 95% ), con solo sparute eccezioni, tipo uno come me, che neppure per un attimo ha creduto e si e’ piegato al credo dilagante o come i pochi che hanno costituito quella mirabile eccezione, forti solo della loro ragione e del loro coraggio, che non si è lasciata convincere a generare i mostri della intolleranza e del vile servaggio. Milioni, decine , centinaia , migliaia di milioni di persone sono cadute nella rete e quel che e’ peggio ci cadono ancor, proprio come le vittime del gioco delle tre carte, ovvero gente talmente sprovveduta e così altamente influenzabile, che appena sente una minaccia al loro "particulare" come diceva Guicciardini, paffete precipitano nellapaura e diventano docile gregge, con somma soddisfazione e massimo gaudio dei cosidetti potenti e di tutti i loro servi, insomma, ancora rifacendoci a Hegel i protagonisti della famosa dialettica Padrone/servo della bottega, così come riportata in quel libraccio che e’ La Fenomenologia dello Spirito, che sono sempre a disposizione per andare contro la gente normale, ovvero la gente che la bottega la frequenta solo per lo stretto necessario e non per ordire oscure trame e trarne infame profitto. Le case farmaceutiche come tutte le lobbies di oppressione e mercimonio hanno ben assimilato questo assunto e per questo prezzolano alcuni sgherri per continuare a ripetere all'infinito, fino all'esaurimento il loro "al lupo, al lupo" - agli intelligenti , ai razionali e ragionevoli , il messaggio scorre via, ma ai milioni e milioni di pecoroni finisce per fare effetto e così l'inganno e la manipolazione si perpetuano anche al semplice sentito dire.e'questa la tragedia del genere umano e viene da domandarsi del perche' siamo stati fatti in maniera siffatta, che soggiaciamo alla prima minaccia che viene perpetrata contro di noi, sospendendo tutte le facolta' della ragione (il famoso razionale, non certo pero' quello che intendeva Hegel ) e facendoci invece irretire dal puro irrazionale fino al punto di farci dominare da semplici minacce e governare da pochi mascalzoni il cui obiettivo e' sempre quello di sfruttarci e far prosperare la loro squallida bottega . Il punto e' che questa inquietante propensione a lasciarsi suggestionare e quindi a soggiacere alle piu' infami nequizie solo in vista di una possibile integrita' salutare, induce a riflettere sulla natura umana che sembra davvero strutturata per fini di subordinazione e servaggio , come lascerebbe intendere ad esempio la teoria della evoluzione accellerata e assistita da esseri di provenienza extraterrestre secondo le ben note supposizioni di Zecharia Sitchin (ad esempio gli Anunnaki) che in qualche modo sono state spesso affrontate in sede di fantascienza ed anche di cinema come in un film di notevole successo Stargate, laddove un essere proveniente da un altro pianeta aveva creato, prendendoli dagli animali non dissimili dalle scimmie esseri si, ragionevoli, ma solo lo stretto necessario perche' ubbidisssero docilmente al suo volere. Ne e' passata di acqua sotto i ponti e l'essere unmano da quella antica struttura subalterna e di condizionamento si e' in qualche modo evoluto addivenendo ad una propria coscienza che lo ha posto in situazione al contesto (l'analogo io metaforico individuato da Julian Jaynes autore dello sconvolgente saggio "il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza" a cui rimando anche in non meno di trecento articoli di tutti i miei blog, dove si prospetta una coscienza emersa per condensazione di metafore dal linguaggio articolato, che ha via via sostituito l'arcaica mente bicamerale, sviluppata e distinta attraverso i due emisferi cerebrali, lasciando pero' uno strascico di suggestione e forzata obbedienza che ancora fa parte della mente umana e di cui manifestazioni come quella del coronavirus o del lasciarsi imbrogliare dal gioco delle tre carte, sarebbero come una cartina al tornasole. Processo che per qualche oscuro motivo le classi che hanno finito per divenire dominanti si sono impadronite e lo hanno largamente usato per tenere in cattivita' la gran parte dell'umanita'. Ad un tale processo di subordinazione ad un qualcosa di oscuro, una suggestione ed anche un messaggio ripetuto (che spiegherebbe il perche' i poteri impiegherebbero ancora tempo e denaro per far ripetere ai loro servi le oscure minacce di uccello del malaugurio) va ricondotta la nostra propensione a farci influenzare da un sintomo fino a farci letteralmente sopraffarre. entriamo qui in un ottica che alla fantascienza, alla fantastoria, giustappunto una fantamedicina, dove il sintomo, un dolore al petto , un colpo di tosse, un prurito insistente, un tremore delle gambe, si carica di valenze inusitate fino a farci perdere del tutto quel tanto di coscienza ovvero di analogo io metagforico che solo da tempi recenti abbiamo acquisito
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lunedì 31 agosto 2026
NIETZSCHE E JAYNES PREVIO NOSTRADAMUS
I
Il pensiero umano, quello che conta per davvero, non certo quello farlocco di un Hegel o di un Marx, per non parlare poi di quei ronzini che cataloghiamo come "economisti" tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, Stuart Mill, col loro cumulo di sciocchezze tipo mani invisibili, mercati autoregolantesi, e lasciar spazio a qualsivoglia speculazione, per lo piu' tutti di estrazione anglosassone , non si e' mai distinto per preveggenza - ecco su tale facolta' molto meglio tener conto di romanzieri di pura fantasia tipo Verne, Poe, Abbot, Orwell, Dick, Huxley e moltissimi altri, ma c'è una eccezione obvvero Nietzsche che del pensiero umano e' un sorta di Nostradamus: le sue previsioni non hanno neppure l'ambigua incertezza delle sestine del famoso indovino, eccolo infatti dire la sua sulla coscienza "La coscienza è l'ultimo e più tardo sviluppo dell'organico e di conseguenza anche il più incompiuto e il più depotenziato. Si pensa che qui sia il nocciolo dell'essere umano: ciò che di esso è durevole, eterno, ultimo, assolutamente originario! Si considera la coscienza una stabile grandezza data! Si negano il suo sviluppo, le sue intermittenze! La si intende come unità dell'organismo! Questa ridicola sopravvalutazione, questo travisamento della coscienza hanno come corollario un grande vantaggio, consistente nel fatto che con ciò è stato impedito un troppo celere perfezionarsi della medesima. Perchè gli uomini ritenevano di possedere già la coscienza, si sono dati scarsa premura per acquistarla, e anche oggi le cose non stanno diversamente!" . In questo passo sembra, non solo anticipare Freud e l'inconscio, cosa che prima di lui avevano fatto in parecchi, Cervantes, Poe, Melville, ma addirittura delineare chiaramente Julian Jaynes e la sua mente bicamerale e quindi porre l'origine della coscienza molto ma molto più ravvicinata in quanto derivata del linguaggio e a questo posteriore (grosso modo tremila anni fa o giù di là). Ci pensi alla sconvolgente affermazione “La coscienza e’ posteriore al linguaggio” quante incredibili conseguenze determina nella nostra cultura e persino civilta’? significa ammettere che l’uomo ha fatto tutta una serie di cose, dal costruire paesi, citta’, monumenti, realizzare diverse civilta’, fare guerre, il tutto, senza esserne cosciente, ma semplicemente facendo leva su di un altro meccanismo neuronale, uno appunto non derivato dal linguaggio, ma su qualcos’altro. Beh e’ notorio che c’è stato un certo signor Freud che ha dato il nome a questo “qualcos’altro” perfettamente biologico, denominandolo “inconscio”. Ma e’ anche vero che da tempo immemorabile l’uomo ha sempre avvertito questo “esser-ci”- altro, molto molto prima di Freud e anche di Heidegger cui quel “ci” ha dato comunanza all’essere, e alquanto piu’ poeticamente l’aveva chiamato “eta’ dell’oro” Una età dell’oro, una denominazione comune un po’ a tutte le civilta’ del passato la cui peculiarita’ era quella di essere caratterizzata da voci ? Voci allucinatorie tout court identificate con le voci degli dei, anzi l’unica modalità di manifestazione di non meglio precisati dei. E per quanto tempo durarono queste voci, per quanto tempo questi dei abitarono qui sulla terra ? Di certo assai più dei tremila anni scarsi della coscienza, stante la sua dipendenza dal linguaggio articolato, diciamo una temporalità indefinita, fatta di decine, centinaia di migliaia di anni, chi può dirlo, mancante l’elemento di trascrizione di una data esperienza? Mancando quell’analogo-io in grado di mettere in situazione se’ stesso con uno scritto? Ecco che qui entra in gioco un pensatore piu’ recente di Freud o di Heidegger, un pensatore a noi contemporaneo che nel 1976 scrisse un saggio di fondamentale importanza “il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza" giustappunto il sopracitato Julian Jaynes. Cosa significa mente bicamerale?Significa un cervello ben distinto nelle sue funzioni: una funzione pratica adattiva per sbrigare le faccende del quotidiano con una certa rispondenza fondata sulla condensazione di un significato acquisito che prendeva in esame la modalita’ comunicativa degli esseri umani, quella appunto di un linguaggio articolato , in grado cioe’ di comprendere sempre piu’ dati e trasmetterli al proprio simile, quindi un codice metaforico un “cosa e’ questo?.... beh e’ come quest’altro….” Metafora e’ parola greca e significa letteralmente “portare nei pressi, nell’intorno“. avvicinare un significato ad un altro per effetto di rassomiglianza. Tale funzione eminentemente metaforica quindi si allocava nell’emisfero sinistro del cervello con tanto di specializzazioni nelle varie aree (Broka, Vernicke, etc). significa pero’ anche una diversa parte allocata nell’emisfero opposto dello steso cervello, preposta ad una funzione assai differente : sfruttare l’esperienza acquisita del singolo, del gruppo e trasmetterla alla comunita’ non per condensazione, non metaforicamente ma per spostamento, per trascinamento di quel significato letterale correlato ad un oggetto, che va anche caricandosi di tutta una serie di implicazioni correlate all’essere in una certa situazione e quindi, secondo la teoria di De Saussure diventa “significante”, una operazione che la retorica linguistica indica con il nome di metonimia e che resta compresa appunto dal meccanismo di trascinamento di significante quale puo’ essere una composita esperienza a fronte di un determinato evento di tipo eccezionale (l’attacco di una belva feroce, una alluvione, un incendio, altri tipi di eventi piu’ o meno naturali. Una mente bicamerale quale quella descritta da Jaynes può in effetti essere durata centinaia di migliaia di anni e lo stesso può dirsi se un tale paradigma viene applicato e adattato ad un qualcosa di così misterioso, così fumoso, per nulla documentato come la prima Era della Umanità quella dell’oro , quella degli dei, della quale non ci rimangono che illazioni e una forma comune a tutte le culture, di larvata nostalgia , quel “perché gli dei non ci parlano più?” Come dovettero essere tali voci, abbiamo detto, o meglio ci ha detto esaurientemente Jaynes nel suo saggio – stress, situazioni nuove, adattamento all’ambiente , modalità non discutibile della comunicazione auditiva, etc’- semmai , è il caso di andare a scoprire che fine abbiano fatto tutte queste voci, una volta che l’emisfero sinistro del cervello ha costruito quell’analogo io che ha consentito di mettere l’individuo “in situazione” e narratizzare la sua presenza e quindi di quelle prescrizioni non ha alcun bisogno? Sembrerebbe avallata l’ipotesi di zona muta, se difatti una voce non ha più nulla da indicare a livello comportamentale, a cosa serve l’emisfero destro? a niente! è un emisfero del tutto superfluo in quanto le zone corrispondenti a quelle del linguaggio articolato non rivestono più alcuna utilità. Così sembrerebbe se utilizziamo il referente della singola eventualità comportamentale, ma cosa succede se prendiamo in esame un qualcosa di molto più generalizzato? cosa succede se ci focalizziamo sul “desiderio” che della vita ne costituisce l’essenza? Succede che viene investito qualcosa di molto più complesso e articolato di una singola evenienza; la modalità allucinatoria delle parti dell’emisfero destro del cervello, preposte alle suggestioni e comandi s in correlazione a quella costruzione di analogo io, perde quella funzione di rapporto tra i due emisferi e si precisa in un qualcosa che assume una essenza a sè stante, quella appunto che informa il desiderio, tutto il desiderio come correlato sempre presente fin dall’apparizione dell’uomo e di quel suo distacco dallo stato animale, che attenzione non è la coscienza, ovvero l’analogo io, è un qualcosa che sta localizzata nell’emisfero destro che esaurita la sua funzione allucinatoria/prescrittiva, la evolve in una generalizzazione di quello che da sempre ha rappresentato l’istanza della presenza dell’uomo sulla terra, una sorta di pieno ritorno a quel “de-sidera” ovvero quel “venire dalle stelle”.Un’entità più o meno misteriosa, certamente ancora sconosciuta, che ha rappresentato l’inizio della vita, ovvero, come dice Freud in Al di là del principio del piacere, un turbamento in un qualcosa di preesistente alla sua apparizione, ovvero una fenomenologia irrelata dove è presente un corpo turbato (il pianeta, terra, lo stato inanimato) che tende incessantemente a ritornare nello stato precedente a tale turbamento e un corpo turbante (l’apparire della vita, non insita allo stato inanimato, ma proveniente da altrove) che ha invece una duplice istanza : quella di permanere nel proprio stato a tutti i costi (il famoso “la vita ama la vita), ma anche quella di tornare anch’essa da dove è venuta, una nostalgia, direbbe Freud “una coazione a ripetere” ovvero da altrove , lo spazio, il cielo...le stelle... e quindi ri-tornare tra le stelle (de-sidera). Della reazione della prima entità, la terra, che potremmo anche definire totale assoluta indifferenza, ne abbiamo continuamente esaurienti prove: terremoti, inondazioni, mareggiate, eruzioni vulcaniche, sconvolgimenti tellurici, cambiamenti climatici, caldo, freddo, gelo, diciamo che la terra è un ambiente quanto mai inidoneo all’ordine delle volontà e dei disegni umani, mentre per la seconda entità, avendo invece una duplice istanza, quella del permanere e quella del ritornare, si era reso necessario, nell’essere vivente maggiormente evoluto grazie allo sviluppo del suo cervello, suddividere appunto tale cervello in due distinte parti/funzioni, una preposta a tutti i problemi del difficile adattamento ad un ambiente ostile/indifferente, grazie ad uno strumento di aggregazione ovvero il linguaggio articolato che nominasse ogni cosa e provvedesse grazie ad un meccanismo di paragone/condensazione a nominarne sempre di nuove, un’altra invece che doveva giocoforza trovare in una diversa, anzi opposta localizzazione cerebrale, la sua manifestazione: non quella di nominare tutte le cose, ma di trascinarne più che il significato, il significante, ovvero il sentito dire, quindi una metonimia ovvero tutte le possibili eventualità che una certa azione comportasse, applicandovi una sorta di imprimatur rappresentato dalla somma delle esperienze in situazioni simili, che appunto si imponessero come assolute in termini di comportamento. Questi potrebbero essere stati i tempi di dominio degli dei, giustappunto l’età dell’oro, che non ha bisogno di spiegazioni, non ha bisogno di giustificazioni e meno che mai ha bisogno di temporalizzazione: essa si manifesta in sé stessa, giustappunto in una voce, informante nel suo stesso porsi “Va! Fa! Agisci!“ Le voci ovvero le manifestazioni degli dei, ad un certo punto della storia, che non è la banale storia evolutiva delle moderna società umana, questo è un giudizio di merito prettamente umano, si esauriscono per il banalissimo motivo che “non hanno più nulla da dire”, e quindi a quella mente che Jaynes ha denominato bicamerale si sostituisce la coscienza, ovvero quell’analogo Io, che prodottosi nell’emisfero sinistro del cervello, consiste nel mettere in situazione il proprio vissuto senza più aver bisogno di attendere l’allucinazione/prescrizione trasmessa dal corrispondente emisfero destro e che il gruppo, la socialità, l’evolversi della civiltà aveva arbitrariamente attribuito agli dei. L’evoluzione del linguaggio una volta consentito che tramite un analogo che aveva fatto di se’ stesso, l’uomo fosse in grado di mettere se’ stesso in relazione agli eventi, non abbisognava più delle antiche voci ammonitorie e prescrittive di fantomatici dei, e torna quindi imperiosa la domanda : che fine hanno fatto tali voci e più specificamente che fine ha fatto tutta una parte del cervello che per millenni e’ stata preposta a tale compito? Come anzidetto non si tratta di un banale giudizio di merito o demerito , di valore o di non valore, quale l’uomo, specie da Platone in poi con la sua invenzione del concetto (un uno che sta per molti) ha applicato praticamente ad ogni suo scibile, si tratta della stratificazione della tradizione, un qualcosa di eminentemente simbolico che non cataloga, non elenca, non giudica , e che noi in questa sede denominiamo inconscio una funzione vestigiale che non si è estinta, non è diventata un’area muta del cervello come vorrebbero ipotesi scientiste, ma semmai diciamo che si è andata ad occupare di un qualcosa di molto più generale, insita in quella seconda istanza che abbiamo visto appartenere all’elemento turbatore, ovvero assolte, diciamo al meglio o perlomeno autonomamente, le funzioni di adattamento ad un ambiente ostile o indifferente, quindi di condensazione della propria permanenza, si è andata ad occupare del trascinamento di quell’eterno ritorno nei dettami del desiderio, ovvero quel “de-sidera” che non si contenta di un semplice elenco con termini sempre nuovi, ma vuole il senso di quel suo operare in un contesto che non lo conosce, che lo avversa, che lo opprime e contro il quale deve sempre lottare: vuole ritrovare la sua più profonda essenza, quella che solo il ritorno da dove è venuto può forse spiegare e giustificare.Così se il “crollo della mente bicamerale”, prospettato tanto brillantemente da Jaynes ingenera giocoforza una “origine della coscienza” per logica associazione dovremo asserire che ingenera altresì una “ORIGINE DELL’INCONSCIO” Ammessa così una origine non solo della coscienza, ma anche dell’inconscio, Il desiderio non è più un singolo evento circoscritto e limitato da risolvere previa una voce allucinatoria e strettamente contingente, ma diviene il desiderio in senso lato, quello originario all’apparire della vita e del turbamento ingeneratosi nell’ambiente; ovvero è l’intera vicenda del genere umano che pervenuto al linguaggio ha specializzato tale strumento fino a coprire praticamente tutti o quasi i conflitti di attribuzione delle cose del mondo circostante, ha piegato il mondo ad una sua capillare nominalizzazione, ma ha tralasciato tutto quello che faceva parte del desiderio della sua stessa essenza, non solo adattarsi all’ambiente con la sua vita, con il suo “esser-ci” e quindi una condensazione/permanenza, ma anche fare ritorno da dove era venuta e quindi tornare intorno alle stelle (de-sidera) ovvero trascinare un significante nei meandri del proprio desiderio, non prendendo più in esame una singola conflittualità, ma il conflitto in sè: l’essere qui gettato in un mondo che non ci conosce e che ci osteggia con la sua totale indifferenza: insomma le eterne domande del genere umano ”chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”, che da tempo immemorabile sono sprofondate in una diversa accezione del linguaggio articolato, prerogativa di sciamani, auguri, indovini, ma anche artisti, poeti, musicisti, filosofi, e negli ultimi secoli anche studiosi, fisici, pensatori, che hanno costruito un linguaggio parallelo e alternativo a quello della cosidetta logica e che uno di questi ne ha individuato la struttura profonda e metodologica del suo manifestarsi, e qui facciamo ritorno a Sigmund Freud, che gli ha dato il nome di “INCONSCIO” e che noi in questa sede azzardiamo che, come la coscienza ha anche esso una origine e questa origine può benissimo trovare, come in un ulteriore estremo integrale sui cammini, una sua spazialità ed una sua temporalità del tutto indefinita si ma anche coincidente con tutto quello che l’uomo ha considerato comedesiderio e che non ha i dettami della localizzazione (vedi la fisica quantistica e la teoria degli insiemi ) e neppure della banale evoluzione a linea diretta da uno stato primitivo ad uno di cosidetto progresso, ma piuttosto la spezzata a zig e zag del ritorno, la teoria dell'eterno ritorno dell'identico nuovamente di Nietzsche che diviene il mito dell’eterno ritorno in Mircea Eliade, ma supposto dalle infinite voci della tradizione, un ritorno all'Eta' dell'Orolunedì 17 agosto 2026
COLLASSI D'ONDA
Nella meccanica quantistica, ogni particella o sistema quantistico, come un elettrone o un fotone, è descritto da una "funzione d'onda", spesso indicata con la lettera greca Ψ (psi). Questa funzione d'onda contiene tutte le informazioni possibili sul sistema e ci dice quali sono le probabilità di trovare la particella o qualsiasi altro sistema in diversi stati, ad esempio in una certa posizione o con una certa energia. Tuttavia, a differenza della fisica classica, che descrive i sistemi con grande precisione, nella meccanica quantistica non possiamo mai conoscere con certezza lo stato di una particella prima di osservarla. La funzione d'onda descrive una "sovrapposizione" di stati, il che significa che, fino a quando non eseguiamo una misurazione, il sistema esiste in tutti quei stati contemporaneamente. Un po’ come il famoso integrale sui cammini di Feynman che porta a preferenziare uno di tali cammini in nome della realta’, ma ne lascia scoperti tantissimi altri, anzi infiniti previa la nostra capacita’ appunto di integrare diverse possibilita’ anche se da un punto di vista solo teorico; parimenti sono fortemente attratto dal catalogo di possibilita’ teoriche offerte dal collasso della funzione d’onda fin dalla sua prima formulazione di De Broglie , ma soprattutto con la celeberrima equazione di Schrodinger e lo spassoso corollario del suo gatto vivo o morto, proprio in virtu’ di tale polarita’ di possibilita’. In tale esperimento, un gatto viene posto in una scatola con un meccanismo che ha il 50% di possibilità di ucciderlo in un determinato momento. Finché non apriamo la scatola per verificare lo stato del gatto, secondo la meccanica quantistica, il gatto è sia vivo che morto allo stesso tempo, ovvero in una sovrapposizione di stati. È solo quando osserviamo il sistema che il gatto "collassa" in uno stato definito: vivo o morto. Il collasso della funzione d’onda e’ il momento in cui una particella, ma niente puo’ impedirci di prendere in considerazione una stringa , sceglie di essere in piu’ posti o in piu’ stati e ne preferenzia uno, stabilendo così quella che siamo soliti chiamare realta’, la nostra realta’ definitiva. Dobbiamo immaginarci di far girare una moneta sul tavolo; mentre tale moneta ruota sul tavolo , non è né testa né croce, ma e’ una ipotesi di entrambe le possibilità insieme. E’ questa ipotesi, un qualcosa di altamente dubbio e aleatorio che ci da’ il senso è della funzione d'onda, laddove una equazione matematica ne definisce con esattezza le probabilità. E’ quindi durante tale misurazione dell’equazione che avviene il Collasso. Se allunghiamo la mano e fermiamo la moneta in quell'istante preciso, la sfumatura dell’ipotesi scompare e la moneta diventa testa o croce. E’ proprio questo passaggio dall'essere una nuvola sfocata di probabilità all'avere un unico valore reale, che si chiama Collasso. Una particella così come una stringa, un elettrone o un fotone, non si trovano in un punto preciso, ma si diffondono come un'onda nello spazio, occupando più posizioni probabili andando a costituire quella che viene detta sovrapposizione quantistica di stati. Quando un dispositivo o un crolla - l'onda di probabilità si riduce istantaneamente a un singolo punto dello spazio e la particella, la stringa o quello che sia viene rilevata lì e solo lì. Nella fisica classica, lo sappiamo , le cose sembrano esistere in un solo posto preciso anche se non le guardi. In fisica quantistica, è l'atto dell'interazione o della misurazione che costringe il sistema a definire la propria realtà. Quindi la realtà quantistica funziona in due modalità completamente diverse a seconda che qualcuno o qualcosa stia guardando, se nessuno guarda o misura, le cose esistono come onde di probabilità. Non c'è un punto fisso, ma un ventaglio di possibilità sovrapposte. E’ solo con lo sguardo, la misurazione o comunque un intervento esterno che l'onda crolla istantaneamente in un singolo punto. Ed e’ in quel punto preciso e solo in quello che la probabilità diventa un fatto reale.
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| Niels Bohr e Werner Heisenberg. |
Un'altra interpretazione interessante è quella dei "molti mondi", proposta da Hugh Everett. Secondo questa teoria, non c'è alcun collasso della funzione d'onda. Invece, ogni volta che viene effettuata una misurazione, l'universo si divide in molti mondi paralleli, uno per ciascuno degli esiti possibili. Ad esempio, nel caso del gatto di Schrödinger, in un universo il gatto sarebbe vivo e in un altro sarebbe morto. Questo significa che tutte le possibilità coesistono, ma in universi separati. Il collasso della funzione d'onda rappresenta uno degli aspetti più misteriosi e affascinanti della meccanica quantistica. Esso descrive il passaggio da una sovrapposizione di stati quantistici a un singolo stato definito a seguito di una misurazione. Sebbene ci siano diverse interpretazioni di come e perché avvenga il collasso, rimane un concetto fondamentale per comprendere la natura probabilistica e indeterministica del mondo quantistico. La meccanica quantistica, con tutte le sue stranezze, ci ha insegnato che l'atto dell'osservazione non è semplicemente passivo, ma può influenzare profondamente la realtà stessa.
martedì 11 agosto 2026
il CO-MONDO DEI QUANTI
MI PROPONGO DI CHIOSARE UN TITININ un'interpretazione della fisica quantistica proposta da Carlo Rovelli nel 1996. Secondo questa visione, che a me pare estremamente interessante e molto stimolante per avviare studi su di essa, la realtà non è composta da oggetti con proprietà fisse, ma da una rete di relazioni e interazioni. Un oggetto ha proprietà solo rispetto a un altro oggetto che osserva. Qualsiasi oggetto fisico può essere un osservatore. Velocità o posizione esistono solo durante un'interazione fisica. Il mondo è fatto di scambi di informazioni, non di sostanze isolate. Un buon esempio potrebbe essere una tazza sul tavolo, che ha una sua posizione nello spazio, un suo colore e se piena, chesso’ di caffe’ anche un suo odore, oltre ad una consistenza con diverse accezioni di percezione , come calda, fredda, etc. ora sostiene Rovelli, la tazza esiste e ha tutta questa serie di attributi solo perche’ interagisce con la luce, con il tavolo, con l’aria, con i nostro occhi, con il nostro tatto e se viene fatta cadere anche con il nostro udito . Se mancano queste relazioni sia dell’ambiente che nostre, addurre delle proprietà alla tazza non ha alcun senso fisico. Dal che se ne deduce che la realtà oggettiva e indipendente non esiste. Il mondo non è un insieme di cose, ma un tessuto di relazioni. Non esistono particelle isolate con proprietà fisse. Gli oggetti nascono e si definiscono solo nel momento in cui interagiscono l'uno contro l'altro. La fisica, una vera fisica, che possiamo anche chiamare quantistica, non studia come sono fatti gli oggetti, ma come si influenzano a vicenda. Ogni osservatore ha una descrizione del mondo corretta, ma parziale e diversa dagli altri. Misuriamoci anche noi col celeberrimo esperimento del gatto di Schrödinger, ovvero con il gatto chiuso in una scatola che finche ‘ qualcuno non apre tale scatola e’ nel contempo vivo o morto, ammesso che gli sia stata inoculato del veleno all’interno della scatola ed è contemporaneamente sia vivo che morto, si trova cioe’ in una sovrapposizione di stati essendo precluso il risultato dell’effetto del veleno . Per la fisica classica siamo in presenza di un paradosso, ma non per la fisica quantistica e per Schrodinger, in quanto rispetto alla scatola o a se’ stesso, il gatto e’ sia ancora vivo, sia gia’ morto, ma rispetto a te che sei fuori dalla scatola, entrambi gli stati sono veri in quanto dipendono dal tipo di relazione che stiamo considerando e quindi il gatto si trova in una sovrapposizione . Rovelli e piu’ originariamente Schrhodinger non hanno torto perche’ il nostro mondo è in sostanza un "co-mondo" ovvero un mondo di energie in relazione , interrelato e traente energia proprio dalla rete infinita di tali relazioni che vanno anche a costituire insiemi energizzati che possono essere osservati dalla coscienza, ovvero da noi e dal nostro sistema osservante. Tale sistema osservante, ovvero il sistema che ci permette di interagire con il contesto e’ costituito da mattoni i famosi mattoni della nostra percezione e la modalita' di come esperiamo il contesto, ovvero vista, cenestesi, udito, propriocezione, tanto studiati dalla PNL di Bandler e Grinder ma anche dalla Scuola di Palo Alto di Bateson e poi Watzlavitch, Haley, Weakland e l'immenso imprimatur di Milton Erickson, sono gli elementi che ci permettono di costruirci esperienza e conoscenza. Il punto e' che tali forme di energia possono anche essere supposti operanti in insiemi non percepiti dai nostri sistemi osservanti e cataloganti, bensì in un sistema diverso, cui qualcuno ha dato il nome di inconscio ed ecco allora, che, come dice un seguace di quel qualcuno, tale inconscio diviene come "insiemi infiniti" . Nevvero signor Freud e signor Matte' Blanco?
Sempre facendo riferimento alla fisica quantistica e al rappresentante piu’ famoso del nuovo modo di intendere il rapporto con il nostro mondo in accezioni inusitate , nel 2018, l'Università Ebraica di Gerusalemme, custode dell'archivio di Einstein, ha digitalizzato 80.000 pagine dei suoi appunti. Tra formule, lettere e bozze, è stato trovato un appunto senza data. Non di fisica. Non di matematica. Un'osservazione sulla percezione del tempo, tipico di Einstein e della sua relativita’ “un’ora trascorsa con una bella ragazza” c’era scritto “dura un secondo, lo stesso tempo passato in una anticamera d’attesa, una eternita’ - fin qui tutto pacifico ma erano state alcune righe successive a destare perplessità’ "Il tempo accelera quando la mente prevede, rallenta quando la mente e’ sorpresa” o il che e’ lo stesso, accellera, quando misura, fa di conto, ragiona, insomma utilizza a pieno l’emisfero sinistro del cervello, mentre rallenta quando si lascia trasportare dalla fantasia, dalla intuizione e si, insomma, si lascia sorprendere. Cosa significa accelerare e rallentare in termini di qualita’ di vita? Significa vivere piu’ o meno pienamente: con la velocita’ si va al concreto, al risultato, magari al riscontro obiettivo, ma con la lentezza si gode del processo, dell’attimo, e’ il “Carpe diem” oraziano e si da’ spazio alla fantasia, alla bellezza, si da’ valore al processo e non all’esito, si gode appieno di ogni particolare . Per vivere a lungo ed appagati sembra quindi suggerire Einstein, rifacendo il verso ad Orazio, ma anche a tutti i saggi della umanita’ e non esclusi gli psicoanalisti come Freud Jung o Matte’ Blanco, bisogna preferenziare l’emisfero destro, lasciarsi sorprendere dalla vita e rifarsi piu’ all’inconscio che al conscio, seguire idealmente tutti i suoi insiemi infiniti della sua costituzione. Pochissimi anni fa, nel periodo piu’ buio dell’umanita’ quello sotto la pressione di un virus e di una pandemia, completamente inventati e una restrizione di tutte le
peculiarità di convivenza sociale nel 2021, il neuroscienziato David Eagleman ha pubblicato uno studio che dimostrava come Einstein avesse descritto, con quelle poche frasi, il reale meccanismo di funzionamento del cervello. Ecco le sue osservazioni “Il cervello non "misura" il tempo come un orologio. Crea una percezione del tempo basata sulla quantità di nuove informazioni - Quando si fa qualcosa di familiare, il cervello elabora una quantità minima di dati. Tutto è prevedibile. Il tempo si "comprime". Un anno è uguale all'altro e vola via come un secondo nella memoria. Quando si fa qualcosa di NUOVO, il cervello elabora da 5 a 8 volte più informazioni. Ogni momento viene "registrato" in modo più completo e intenso . Il tempo si "dilata". Ecco perché l'infanzia sembra infinita: ogni giorno è pieno di prime impressioni: la prima neve, la prima bicicletta, il primo amico. Il cervello registra tutto, ed il tempo si rallenta in maniera straordinaria permettendoci di goderne ogni passaggio, l’intero processo poi crescendo le acquisizioni diminuiscono e il tempo si velocizza , dopo i 30 anni subentra la routine: lavoro, casa, gli stessi percorsi. Il cervello non ha più nulla da registrare e tempo vola via senza lasciare traccia . ce lo dicono quasi tutti i poeti, Saffo Alceo Mimnerno, i Cipressi cha Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filare di carducciana memoria la Siepe dell’Infinito Leopardiano, le tamerici salmastre dannunziane , ce lo dicono anche le canzonette ”come una fiaba l’amore passa, c’era una volta poi non c’e’ piu’…. “passa il tempo per chi non ha avuto…” e ce lo dice l’incipit di un eccezionale romanzo non troppo famoso di Carlo Levi L’Orologio dove nell’incipit si parla giustappunto della differenza del tempo dell’infanzia e della maturita’ anticipando in tutto e per tutto, anche nella stretta accezione spaziotemporale diremmo proprio quantistica, le osservazioni del neuroscienziato Nella sua conclusione Eaglemen quindi, rifacendosi a Einstein ma anche a Freud, a Orazio, a Matte Blanco e perfino a Modugno e riprendendo di quasi para patta l’accennato incipit di Carlo Levi sul tempo e l’infanzia che l’autore fa profferire ad un certo Martino , fissa una sorta di FORMULA PER FERMARE IL TEMPO "Se vuoi che la tua vita ti appaia lunga e piena , smetti di ripeterti , il cervello non conta gli anni, conta le novita’ , fatti sempre sorprendere dalla tua vita .
peculiarità di convivenza sociale nel 2021, il neuroscienziato David Eagleman ha pubblicato uno studio che dimostrava come Einstein avesse descritto, con quelle poche frasi, il reale meccanismo di funzionamento del cervello. Ecco le sue osservazioni “Il cervello non "misura" il tempo come un orologio. Crea una percezione del tempo basata sulla quantità di nuove informazioni - Quando si fa qualcosa di familiare, il cervello elabora una quantità minima di dati. Tutto è prevedibile. Il tempo si "comprime". Un anno è uguale all'altro e vola via come un secondo nella memoria. Quando si fa qualcosa di NUOVO, il cervello elabora da 5 a 8 volte più informazioni. Ogni momento viene "registrato" in modo più completo e intenso . Il tempo si "dilata". Ecco perché l'infanzia sembra infinita: ogni giorno è pieno di prime impressioni: la prima neve, la prima bicicletta, il primo amico. Il cervello registra tutto, ed il tempo si rallenta in maniera straordinaria permettendoci di goderne ogni passaggio, l’intero processo poi crescendo le acquisizioni diminuiscono e il tempo si velocizza , dopo i 30 anni subentra la routine: lavoro, casa, gli stessi percorsi. Il cervello non ha più nulla da registrare e tempo vola via senza lasciare traccia . ce lo dicono quasi tutti i poeti, Saffo Alceo Mimnerno, i Cipressi cha Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filare di carducciana memoria la Siepe dell’Infinito Leopardiano, le tamerici salmastre dannunziane , ce lo dicono anche le canzonette ”come una fiaba l’amore passa, c’era una volta poi non c’e’ piu’…. “passa il tempo per chi non ha avuto…” e ce lo dice l’incipit di un eccezionale romanzo non troppo famoso di Carlo Levi L’Orologio dove nell’incipit si parla giustappunto della differenza del tempo dell’infanzia e della maturita’ anticipando in tutto e per tutto, anche nella stretta accezione spaziotemporale diremmo proprio quantistica, le osservazioni del neuroscienziato Nella sua conclusione Eaglemen quindi, rifacendosi a Einstein ma anche a Freud, a Orazio, a Matte Blanco e perfino a Modugno e riprendendo di quasi para patta l’accennato incipit di Carlo Levi sul tempo e l’infanzia che l’autore fa profferire ad un certo Martino , fissa una sorta di FORMULA PER FERMARE IL TEMPO "Se vuoi che la tua vita ti appaia lunga e piena , smetti di ripeterti , il cervello non conta gli anni, conta le novita’ , fatti sempre sorprendere dalla tua vita .
sabato 27 giugno 2026
I RIMBAMBITI RITORNANO
Dopo quanto occorsomi al compimento dei 78 anni, be' non dal 9 giugno, ma dal giorno dopo, rinnego.... (preferirerei usare il termine siciliano "rifardiarsela",.... quindi "me la rifardio" su tutto quanto detto a proposito di Trump e questo proprio in quanto scontratomi proprio nel mio ritorno a Palermo con il passare degli anni e quindi con l'invecchiamento dei soggetti che specie in molti vecchi amici, ha quanto mai lampanti somiglianze con l'ex presidente joe Biden, cui duole dirlo, con questo 2026 Donald Trump somiglia ogni giorno di piu'. Non mi ero reso conto quanto pesa la vecchiaia nel rimbambimento di un individuo....davvero tantissimo e non ci si sfugge , davvero nessuno, neppure io - Vecchio = Rimbambito e' un assioma inscindibile e il nostro presidentone degli Usa ne e' una sorta di cartina al tornasole. Lo vedi anche questa pero' e' una acquisizione tarda dei 78 anni , non ancora pero' degli ottanta e quindi dell'ingresso ufficiale nel mondo del rimbambimento, dove come nell'Ade di del XI canto dell'Odissea si affollano attorno alla pozza di sangue, le ombre dei defunti che cercano di lambire l'attenzione del Laerziade. OMERO pero', forse perche non e' stato un personaggio reale, sapeva come collocare ciascuna di queste ombre , dal petulante, alla vecchia madre, all'ombra maestosa di Achille che si allontanava per il prato coperto di asfodeli, dopo aver pronunciato quell'invettiva che in verita' e' un po' in contrasto con la concezione greca " .: «Non abbellirmi, illustre Odisseo, la morte! Vorrei da bracciante servire un altro uomo, un uomo senza podere che non ha molta roba; piuttosto che dominare tra tutte questi corpi che la morte consunse" I corpi consunti di Omero sono oggi i nostri ottantenni che si aggirano nel nostro mondo investiti di un potere e di una considerazione che non gli si addice e che anzi dovrebbe essere negletta come la peggiore della anomalie umane. il vecchio decrepito e rimbambito che ancora ha ruolo e importanza e' quanto di peggio abbia prodotto il cosidetto progresso. Biden il tristo presidente che gli USA hanno avuto dal 2020 al 2024 , non a caso gli anni in cui il potere economico ha cercato di imporre la sua piu' totale e generalizzata dittatura, e' stato come fatto cenno, l'emblema di questa sconcezza , ma altri personaggi hanno partecipato di tale discrasia e alcuni ancora vi partecipano : george Soros, Schwab, le stirpi dei Rotschild e dei Rockfeller, il principe consorte d'inghilterra Filippo e la stessa Regina Elisabetta e da noi in Italia ....uuuuuh quanti ne vuoi : i Ciampi, i Prodi, i Napolitano, lo stesso attuale presidente della Repubblica e anche i Monti, i Draghi che forse non hanno compito gli ottanta anni, ma non e' che i settanta siano molto differenti. la verita', io penso e ' come nelle carriere dello Stato, i Generali dell'esercito, i funzionari di enti, a 65 anni quasi generalmente la pensione ed e' giusto che sia così, perche' gia' dopo i 65 anni nessuno conserva piu' le facolta' che rendono spendibile una vita umana . Si lo ammetto ho il massimo del disprezzo per i vecchi e di certo non sottraggo me stesso a tale giudizio.
Due anni fa avevo sinceramente esultato per la vittoria di Trump, pensavo davvero che malgrado le gestualita' da capitan America, il portamento tronfio, sbruffoncello che tanto mi ricordava un fumetto della mia infanzia SUPERBONE, edito sul Monello negli anni cinquanta, poteva davvero cambiare il mondo, ma quello che ha fatto quest'anno il 2026 che non a caso e' giusto il suo ottantesimo anno eh be' bisogna dire appunto che debbo proprio rifardiarmela : le sconsiderate azioni di guerra tra l'altro strategicamente fallimentarI, il portamento in varie occasioni davvero alla Biden e in ultima la sua uscita con la nostra Presidente di Consiglio Giorgia Meloni, lo collocano decisamente nel cerchio dei vecchi rimbambiti. Ah! a proposito !!!! proprio ieri ho rivisto una recente sortita di Joe Biden in pubblico che ineggiava ad una non meglio precisata america libera e padrona di se, imbarazzante come sempre, non tanto l'america quanto lui, con le sue frasi sconnesse e il vagare per il contesto alla ricerca di chissa' quali fantasmi
o mostri della sua demenza . Ecco !!!! Trump dovrrebbe fare attenzione , perche' non sono solo i fantasmi o vampiri che "a volte ritornano" molto piu' frequentemente e ragionevolmente sono i rimbambiti che lo fanno lo fanno
o mostri della sua demenza . Ecco !!!! Trump dovrrebbe fare attenzione , perche' non sono solo i fantasmi o vampiri che "a volte ritornano" molto piu' frequentemente e ragionevolmente sono i rimbambiti che lo fanno lo fanno
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ESTREMA VECCHIEZZA, MA....
E' piuttosto notorio quanto io detesti la vecchiaia ! ho piu' volte fatto il panegirico delle liriche di Mimnerno "noi qua...
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