domenica 17 maggio 2026

SOVRANISMO CONTRO INFLAZIONE


 

Abbiamo tutti presente fotografie del primo dopoguerra  con l’immagine di persone che in Germania  per acquistare un filone di pane erano costrette a trascinare  carriole ricolme di marchi - Le finanze dello Stato in quella meta’ degli anni venti, dopo la sconfitta subita nella guerrra mondiale, si erano azzerate  e enormi quantita’ di immobili e di terreni erano state acquistate da banche e speculatori, di cui buona parte erano  ebrei: e' proprio da tale assunto che  si puo' esperire  un barlume di giustificazione per la sordida rabbia della popolazione tedesca  per  l'etnia ebraica, anche se di certo cio' non e' imputabile agli ebrei  sulle generali, ma solo ad una parte infinitesimale di essi, quella che in sintonia con la rivoluzione iondustriale,  del XVIII  SECOLO , si era impadronita delle leve del potere economico finanziario e industriale quindi un qualcosa di stampo anglosassone. Pertanto la reazione tutta emotiva del popolo tedesco  non vuole essere una giustificazione della persecuzione generalizzata avviata contro gli ebrei negli anni successivi alla presa del potere del Nazional Socialismo, ma semmai  fare un distinguo tra massa e potere e grado di facinoroso indottrinamento quando vengono toccati elementi di vitale importanza come cibo, sussistenza e anche salute. Comunque sia, c'e' da rilevare come le condizioni  della popolazione tedesca per tutti gli anni venti e anche l’inizio dei trenta fosse davvero tragica :  la gente moriva di fame, conduceva una esistenza misarabile ne’ poteva contare su aiuti di nessun genere da parte dello Stato in quanto  la distruzione della sua moneta nazionale  aveva spazzato via tutti i risparmi e anche provocato il
collasso  della piccola e media impresa, si da non consentire nessuna azione di rimedio.  Come dice un autore un po' fuori schema, Daniele Proietti nel l
ibro "Nazione Sovrana" di pochi anni fa : “La Germania dopo la Grande Guerra  era annichilita  e non poteva far altro che soccombere al debito
 e alla speculazione internazionali".   Uno dei punti  fondamentali del programma di ristrutturazione economica messa in atto dal partito Nazional socialista fu proprio quello di riacquistare il controllo sulla creazione della moneta,  opponendosi quindi al cartello  delle banche internazionali e iniziando a stampare moneta propria. Ci si chiede spesso "viene prima l'uovo o la gallina? " così parimenti dalla lettura di tale libro e anche da una riesamina spassionata della storia, non oberata da pregiudizi, viene da chiedersi se alla reazione  della popolazione e al programma indubbiamente forte del nuovo Partito, non sia anche da valutare  l'entita' della furibonda reazione del sistema finanziario internazionale  a tale programma della Germania Nazionasocialista? Si spiegherebbero cosi tutta la serie di comportamenti anche estremi  veicolati alla popolazione tedesca da parte del nuovo partito della popolazione germania e un odio indirizzato sopratutto agli ebrei, ma anche l'assioma che non fu tanto la germania a dichiarare guerra alla comunita’ finanziaria internazionale quanto il contrario, ovvero il sistema speculativo finanziario  fortemente rappresentato dall’Inghilterra, vieppiu’ dagli USA e  con larga rappresentanza ebraica.

Fu questo tipo  diffuso di potere  che fin dall’avvento di Hitler nel marzo 1933 e specie dopo la ratifica sui pieni poteri nell’autunno dello stesso anno, dichiaro’ guerra alla germania, una guerra ancora non armata ma  che si succedette senza esclusione di colpi fino a quel giugno 1939 quando usci’ la legge che nazionalizzava la Banca di emissione 
Germanica ratificando così a beneficio dello Stato la proprietà della moneta.  Era dalla fine del XVII secolo, quando in Europa si era imposto il “signoraggio” ovvero una proprietà congiunta di  enti non statali sulla moneta, che non si verificava un evento simile, e questo,  su opinione di parecchi storici non asserviti al diktat dominante dei Paesi vincitori,  fu il vero motivo dello scoppio della seconda guerra mondiale, il momento preciso in cui l’alta finanza internazion
ale a dominanza anglosassone cui presto si sarebbe aggiunto il colosso statunitense con quelle famose rilevanti frange ebraiche, decise che non avrebbe piu’ tollerato le provocazione naziste, come era successo con l’Anchuluss con l’Austria  e con i Sudeti  nel 1938 e con l’invasione della Cecoslovacchia nel marzo 1939, che tutto sommato non avevano mai rappresentato questo grande  ostacolo ad una politica di compromesso. Lo stesso non avvenne con l’invasione della Polonia, ma il fatto nuovo era non questa nuova provocazione  che in se’ non si discostava granche’ dalla politica espansionista germanica che tendeva a riprendersi quella territorialità che aveva prima della guerra, ma proprio la promulgazione della legge sulla nazionalizzazione della moneta da parte della Banca Centrale del Reich. Il punto e’ che Hitler aveva cominciato la sua rivoluzione economica piuttosto canonicamente con un vasto programma di lavori pubblici,  in osservanza alla teoria di John Maynard Keynes, un economista inglese  e in forte similarità’ con il cosidetto “New Deal” di Franklin Delano Roosveelt  per riparare alla grande crisi del 1929, e anche con l’operativita’ delle
Partecipazioni Statali del regime fascista che avevano portato alla formazione dell’IRI (Istituto Ricostruzione Industriale) sotto la guida e direzione di Alberto Beneduce, ma
la novita’ della prassi nazionalsocialista e’ che  ne aveva  indicato il costo in un miliardo  di marchi non inflazionati chiamati “certificati lavorativi del Tesoro” stampati dal Governo che non avevano riferimento nel  sistema aureo della finanza internazionale, bensì in beni tangibili. Hitler stesso aveva sancito l’assioma “per ogni  marco  stampato noi richiediamo  l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di bene prodotto” in verita' Hitler si era
avvalso delle  teorie economiche  di Hyalmar Schacht  un profondo studioso dei meccanismi economici gia' Presidente dal 1924 al 1930  della Reichsbank, seguace sia delle teorie di Keynes che delle prassi del New deal Roosveltiano e dell'IRI di Beneduce,  che era da lui stato nominato Ministro dell'economia  il quale era fermamente convinto che compito della Banca di emissione fosse  quello di mettere a disposizione tanto denaro  quanto fosse sufficiente allo scambio dei beni. Per questa ragione egli sosteneva  tutte le leggi che regolano le banche di emissione hanno introdotto la cambiale a pagamento delle merci quale elemento fondamentale della loro politica. La cambiale-merci attesta la vendita e lo scambio di una merce,  pertanto, Schacht riteneva che la concessione di crediti da parte della banca di emissione contro cambiali merci non comportasse alcun pericolo d’inflazione e difatti le voci attive della Reichsbank consistevano principalmente in cambiali a pagamento merci. I fornitori dello Stato, dunque, iniziarono a emettere ordini di pagamento (tratte) che venivano accettati dalla società MEFO che pagava con «cambiali-MEFO». era questa una vera e propria  moneta fiscale, ovvero intendendosi per essa l'uso di debiti del governo come mezzo di pagamento  tra privati, di cui
appunto la   
spicca l’impiego delle obbligazioni della Metallurgische Forschungsgesellschaft, le cosiddette  MeFo,  ideate appunto da Schacht e adottate  da parte del governo tedesco nel 1934.  Trattandosi di forniture di merci, le cambiali MEFO erano effetti commerciali cui prestavano triplice garanzia i fornitori, la società MEFO e lo Stato, giustificando così il loro sconto presso la Reichsbank. I funzionari della società MEFO controllavano che tutte le cambiali fossero state emesse solamente per forniture di merci e non per altri motivi: a ogni cambiale MEFO era legato uno scambio di merci proprio per compensare la circolazione monetaria con quella di beni. Le cambiali, che normalmente erano a tre mesi, ricevevano dalla Reichsbank il permesso di rinnovo fino a 19 volte per un periodo complessivo di 5 anni. Ciò era necessario perché la ricostruzione economica avrebbe richiesto un certo numero di anni. Con queste promesse di pagamento spendibili come il denaro ma unicamente entro i confini nazionali, gli imprenditori pagavano i fornitori. In teoria, questi ultimi potevano scontarle presso la Reichsbank in ogni momento e per qualsiasi importo a un interesse del 4% il che rendeva le cambiali MEFO non solo una «quasi moneta corrente» ma anche un denaro fruttifero che poteva essere ritenuto da banche, casse di risparmio e aziende. Non vi è dubbio che se gli effetti MEFO fossero stati presentati all’incasso massicciamente e rapidamente, oltre al rischio
di inflazione, sarebbe diventato evidente ai paesi stranieri che la Germania stava incrementando le emissioni di moneta accrescendo i sospetti che la finalità fosse anche il riarmo. Ciò però non avvenne nel Terzo Reich poiché gli industriali tedeschi si servirono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro:
fino al 1938, in media, la metà degli effetti MEFO fu sempre assorbita dal mercato senza passare all’incasso presso la Reichsbank. Così queste obbligazioni diventarono una vera moneta a circolazione fiduciaria per le imprese che si protrasse per 4 anni, raggiungendo nel 1938 l’importo complessivo di 12 miliardi di marchi, con una media annuale di erogazioni pari a circa 3 miliardi l’anno.
Questa fu la mossa determinante che fece ritornare sotto il controllo politico la sovranità monetaria della Germania.Quando Schacht aveva preso nel 1933 la gestione della finanza pubblica si era appunto inventato  la MEFO, Metallurgische Forschungsgesellschaft. Una piccola società privata, senza uffici e personale, che emette cambiali a tre o a sei mesi ma
garantite sempre dal governo. Le cambiali, di qualsiasi entità, erano scontate al 4%. C’era quindi uno stimolo reale a portarle subito in banca per fruire del netto ricavo. 
Nel 1938, visto che il sistema MEFO funzionava a meraviglia, Schacht lo fece cessare, ma a quel punto era stato raggiunto il pieno impiegoMa c’è dell’altro. Con la linea di Schacht, i creditori della Germania sono pagati in marchi, che presuppongono comunque l’acquisto di merci tedesche. E inoltre, invece di credere alle magnifiche sorti e progressive delle opere pubbliche e degli appalti, Schacht impose la costituzione di un “Esercito del lavoro” che pagava poco, ma pagava sempre e, soprattutto, impiegava la massa lavoratrice dove davvero serviva: infrastrutture, reti, grandi lavori. L’organizzazione, poi, se le fabbriche accettavano la manodopera da essa selezionata, li faceva immettere nel normale circuito privato... Si realizzò in tal modo un mutamento fondamentale della strategia economica nazionale che permise allo Stato di riprendere in mano le leve del finanziamento dello sviluppo sostituendo la sua autorità a quella del mercato.
Un esempio da manuale di come una politica di sostegno alla domanda finanziata da un’espansione monetaria non convenzionale abbia permesso all’economia di uscire dalla depressione e di conseguire la piena occupazione. La nuova moneta emessa dal Governo non produsse affatto l’inflazione prevista dalla teoria classica poiché offerta e domanda crebbero di pari passo lasciando i prezzi inalterati. Attraverso questo metodo in soli due anni, la piaga della disoccupazione  venne risolta e il Paese comincio’ vertiginosamente a risalire la china . Un altro metodo di grande efficacia del programma
nazionalsocialista , fu la tecnica del baratto  adottata negli scambi commerciali coi  paesi esteri, ovvero niente intermediari, nessun passaggio di denaro, ma solo scambio di materie prime, ovvero offrire agli altri quello che si aveva in gran quantita’ e ricevere quello di cui si abbisognava in sostanza il meccanismo di stimolo in ispecie nel settore manifatturiero  funzionava davvero comne un baratto di merci tangibili senza  utilizzo di denaro e evitando al masimo grado qualsiasi forma di intermediazione finanziaria e fuoriuscita di capitali;  si puo' dire quindi che questo sistema  di scambio diretto che come abbiamo fatto cenno ricalcava l
'antico baratto delle comunita' primordiali  era una sorta di scoperta dell'acqua calda che aveva il vantaggio   di non creare alcun debito o deficit commerciale e riusciva quindi in maniera veloce ad  assicurare  benefici e prosperita'. Così in pochissimio anni la Germania nazionalsocialista riusci' a realizzare un programma di sviluppo  che non solo assicuro' l'uscita dalla crisi economica che aveva afflitto il Paese dalla fine della guerra, ma riusci' altresì a far decollare uno sviluppo inusitato praticamente in tutti gli scibili di pertinenza della Nazione in un periodo brevissimo, poco piu' di un decennio  dal 1934 al
 1945, considerando anche l'emergenza dei tempi di guerra, sviluppare una scienza e una cultura,  alternativa a quella affermatesi nell'Europa e negli USA  in oltre due secoli, pervenendo altresì a risultati, se non superiori perlomeno  equivalenti a quelli in cui la mobilitazione di tutti i cervelli delle potenze avversarie  erano arrivati ad esempio nella produzione dell'arma atomica previ gli studi sulla scissione dell'energia dell'atomo . E' difatti cosa certa che se non ci fosse stata la distruzione  dei depositi di acqua pesante in Norvegia  da parte di un commando di nativi norvegesi ma addestrati dal comando britannico (i celeberrimi eroi di Telemark) la germania sarebbe arrivata per vie del tutto diverse prima degli Alleati alla bomba atomica (le famose armi segrete di  Hitler di cui anche da noi in Italia nella repubblica Sociale si favoleggiava  che sarebbero arrivate per la primavera, laddove si cantava appunto "a primavera s'apre la partita e i continenti faranno fiamme e fior....) e di certo la storia avrebbe avuto una tutt'altra narrazione 

martedì 12 maggio 2026

MOVESI IL VECCHIAREL...

  

Come ho piu' volte rimarcato, in questa estrema vecchiezza  (dopo i sessant'anni e' tutta estrema vecchiezza, figuramoci  superati i settanta) faccio sogni davvero favolosi, ma inevitabilmente al mattino li ho quasi del tutto dimenticati , dico quasi perche  mi rimane il senso di pienezza, di soddisfazione, anche di gioia che li ha caratterizzati. L’altra notte ad esempio ho sognato che avevano ripristinato la libreria Maraldi lì vicino le Mura Vaticane ed anzi ne avevano fatto un complesso fantasmagorico a piu’ piani dove c’erano tutti i libri del mondo anche e soprattutto i miei preferiti : Evola, De Benoist, Junger, Eliade, Jung, Freud, Matte’ Blanco, Milton Erickson, Paul Watzlavitch  e ovviamente il numero uno in assoluto : il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza di Julian Jaynes . Nei sogni ho una forma perfetta e mi trovo nelle situazioni piu’ disparate delle  quali sono sempre padrone sapendo perfettamente come gestirle. Questa notte, o meglio questa mattina, intorno alle cinque dopo uno dei miei numerosi risvegli notturni per pisciare (PSA , o come si chiama lui,  piuttosto alto, ma a mio modesto parere, assai piu’ rilevante  una situazione psicologica che ti vede sempre alle prese con problemi di territorialita’ e quindi cercare di marcare appunto i diversi territori che la vita mi pone  davanti, di dietro, di lato e persino sotterranei come opportunamente diceva Giunone nell’Eneide “ flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo” ) ho fatto un sogno in cui i soliti parametri di bellezza, sensualita’, avvenenza sono stati tutti annichiliti. Ero in presenza di due donne madre e figlia, entrambi bruttissime ma intelligentissime e in piena

sintonia con il mio vissuto culturale ; il discorso specie con la madre passava al sesso e io mi dichiaravo pronto a farlo con lei anche se non era quel campione di sensualita’ e così ci accingevamo a farlo con uscita di sceno della figlia che mi raccomandava di essere  delicato dato che  la madre non lo faceva da 25 anni, Lo vedi l’ho sempre detto, nei sogni c'è un sotteso che non fa parte del nostro sistema conscio, è come se ci fosse tutto un altro vissuto con regole che sembrano essere quelle della nostra realtà, ma le trascendono: viene da pensare che l'inconscio sia infinitamente più grande del conscio in grado di contenere infinite storie di cui appunto le nostre sono solo il riflesso e non viceversa.  Qui infatti viene sotteso  un io non in linea con la solita attrazione per la bellezza, in ispecie le belle fiche, ma molto portato a soprassedere  (e non zompo addosso alle persone come faceva Peppino De Filippo in Pappagone) sul fattore estetico privilegiando quello di affinita’ culturale
Questo assunto farebbe sì che tutte le interpretazioni dei sogni ivi compresa quella di Freud basata sulla condensazione e spostamento di significato e significante e cioè gli assi del linguaggio , metafora e metonimia, siano solo dei pallidi riflessi di qualcosa di molto più vasto, per intenderci un po' come la torcia che fa luce per un ristrettissimo spazio in relazione alla infinita immensita' del buio che ci circonda e che va molto oltre la famosa siepe. Sogniamo e non sappiamo che sognando partecipiamo di un infinitesimale che ci trascende e che per intenderlo non bastano semplici calcolucci con numeri reali, ci vogliono proiezioni anche di negativi e quindi immaginari e poi coniugarli per addivenire al simbolico (Lacan parlava appunto di questi tre registri reale, immaginario, simbolico)...ricordiamoci però che il simbolico (cioè il ri-mettere insieme il tutto della rappresentazione) opera sempre simmetricamente,
 cioè come a rimbalzo reattivo, come Eco la ninfa che era innamorata di Narciso. Ecco direi che tutto questo  fa venire in mente che forse Narciso non era solo uno innamorato di se stesso, ma uno che ha molto a che fare con la pulsione di morte di Al di là del principio del piacere di Freud?
. Se Freud fosse stato coerente con la sua scoperta, la sua seconda topica alternativa alla Libido davvero quell'al di là del principio del piacere, allora avrebbe cambiato Edipo con Narciso identificando Eco con la funzione trascendente simbolica e simmetrica e ci avrebbe dato una quarta figura nella struttura della psiche, ovvero dopo un "io"e un "es" e un po' monco  “Super io”  in quanto rappresentato   da tutte quelle imposizioni dettate da regole sociali,  un tutto da scoprire "Super ES”.
Un Super es come contrappunto e come conclusione di una quadripartizione e non una tripartizione della struttura psichica,  che chiuderebbe il cerchio della rimozione  che costruisce la pietra angolare  di tutta l’impalcatura freudiana, collocabile nel famoso schema dell’iceberg  non  al di sotto  o al di sopra della linea a specchio dell’acqua , ma proprio a filo tra la demarcazione tra conscio e inconscio, del tutto simile allo sguardo di Narciso che nel riflesso cerca se’ stesso e vi trova solo la morte, con testimone la presenza  della ninfa Eco che da parte sua non puo’ far altro che ripetere all’infinito non solo la voce, ma anche l’intero dramma della presenza umana . Ribadisco la mia grande perplessita’  di come mai Freud ha lasciato a modello anzi a simbolo  di tutto il suo sistema psichico un personaggio  come Edipo  che puo’ anche avere una sua ragione d’essere nella prima delle sue costruzioni quella della Libido, ma proprio nulla a che fare  con la seconda  fondata sulla pulsione di morte  e non ha invece approfondito  la figura di Narciso che
sembra  adattarsi a perfezione alle sue nuove considerazioni?  Limite tra conscio e inconscio, proprio come nella linea del mare  che puo’ essere liscia ma anche mossa e frastagliata tipo onda,  ma che sempre porta alla fusione di essere col non-essere  e quindi alla morte. Da tutto questo ragionamento se ne deduce un vero e proprio imprimatur alle nuove teorie psicoanalitiche di Freud : il riferimento a Narciso e non a Edipo innesca altresì quella figura del Super Es che probabilmente potrebbe chiudere il cerchio di una composita struttura, come dicevo sopra , quadri- e non tri- partitica della psiche umana con la sua identificazione "tout court" in una sola figura che tutto racchiude e in cui tutto culmina : la morte, di cui non possiamo dire granche' perche ' essa resta racchiusa nel simbolico della riflessione di cui unica testimone e' la ninfa Eco, il cui linguaggio simbolico di simmetria di immagine non abbiamo imparato ad interpretarlo . Il sogno che ancora Freud definiva come la "via Reale" per l'inconscio, nelle misure piu' composite con tutto un fiorire di ipotesi, senza che nessuno abbia mai avanzato l'ipotesi che il sogno non sia una via, ma piuttosto una piazza, un punto di raccolta
di tutto quello che le 4 figure della psiche, all'unisono ovvero  Io,  Es,  Super Io e Super Es hanno da dirci sulla loro composizione  -  anche il sogno e' fatto come un iceberg quello che crediamo di ricordare  ha in verita' tutto un sotteso che e' fatto di accenni e di non  acquisito . Sostanzialmente e con questo ribadisco la mia tesi:  c'è un sotteso del sogno del quale  perlomeno con la coscienza , siamo destinati a non sapere niente....mai! QUESTO SOTTESO ha un suo racconto, una sua storia, ma le sue modalita' espressive non sono quelle della coscienza; sono altre, altre regole, altra sintassi, altra intenzione, altra eventuale comprensione. Altro che sogno come esaudimento di desiderio (Freud) o come compensazione (Jung), tutte le accezioni psicoanalitiche non sono in grado di dire alcunche' sul sogno, proprio perche' utilizzano altri meccanismi espressivi

INTERPRETAZIONI

 

In genere e' invalso l'assioma di  considerare l'essenza della fisica quantistica nella Scuola di Copenaghen di Niels Bohr con la celeberrima "interpretazione" giustappunto di tutti i fenomeni quantistici , fondata sul Principio di Indeterminazione  di Werner Heisenberg, ovvero quell'altrettanto celeberrimo principio che sostiene che e' impossibile  determinare contemporaneamente  la posizione e la quantita' di moto  di una particella.  Lo stesso principio ci avverte anche che non è possibile misurare contemporaneamente e con estrema esattezza le proprietà che definiscono lo stato di una particella elementare. Se ad esempio potessimo determinare con precisione assoluta la posizione, ci troveremmo ad avere massima incertezza sulla sua velocità.

Questo concetto si può esemplificare pensando a come, in linea di principio, si potrebbe misurare la posizione di una particella così piccola da sfuggire dall'osservazione ad occhio nudo. Utilizzando un microscopio, sempre più potente, si può pensare di individuarne la posizione con sempre maggiore precisione. Tuttavia, così facendo, noi dobbiamo illuminare la particella con un fascio di luce, ad esempio, e, così facendo, dato che la luce porta energia ed impulso, la nostra particella riceverebbe una piccola spinta che cambierebbe il suo stato di moto. E più si illumina la particella con potenti microscopi, più le si da energia, più si cambia il suo momento, cioè la sua velocità, e meno possiamo determinare la sua velocità di partenza. In altre parole le due misure, della posizione e dell' impulso (massa moltiplicata per la velocità) comportano un'indeterminazione complessiva. Il principio di indeterminazione da un punto di vista concettuale significa che l'osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento, nel misurare le cose, produce degli effetti non calcolabili, e dunque un'indeterminazione che non si può eliminare. S
e indichiamo con ∆x e con ∆p rispettivamente le indeterminazioni nella posizione e nella quantità di moto di un corpo materiale, Heisenberg, partendo dallo studio della natura ondulatoria di tutte le particelle, arrivò alla conclusione seguente: ∆x * ∆p ≈ h/2π , dove h è la costante di Planck e ha un valore fisso. In parole semplici, più è piccolo il ∆x (cioè più la misura di x, o posizione, è accurata), tanto più il ∆p è grande (cioè la misura della quantità di moto è imprecisa). Questo principio vale per tutti i corpi, sia macroscopici sia microscopici, però per gli oggetti che ci circondano (macroscopici) ha delle conseguenze pratiche quasi inesistenti, perché la costante di Planck è molto piccola e le indeterminazioni ∆x e ∆p sono trascurabili rispetto agli errori di misura, comunque sempre presenti. Esiste anche una seconda formulazione del principio di indeterminazione di Heisenberg; in questo caso parliamo di indeterminazione sul tempo e sulla misura dell’energia: ∆t * ∆E ≈ h/2π. Questo vuol dire che se su un sistema si esegue una misura di energia, la precisione con la quale è possibile fornire il risultato è determinata dalla durata della misurazione: più la misura è breve e più impreciso sarà il valore trovato dell’energia. Al contrario, se si vuole conoscere quello che succede in un intervallo di tempo molto piccolo, il comportamento quantistico dei sistemi impone che si debbano utilizzare energie elevate. Siamo quindi in grado di affrontare la funzione d'onda In un’onda elettromagnetica difatti vibrano il campo elettrico e il campo magnetico. Cosa vibra in un’onda di materia? La fisica quantistica dice che quello che vibra in un’onda di materia è una grandezza che non può avere un’interpretazione classica, ed è chiamata con il termine ampiezza di probabilità o funzione d’onda. Introducendo l’ampiezza di probabilità la fisica quantistica da' quindi il senso della Interpretazione di Copenaghen e quindi spiega il principio di indeterminazione di Heisenberg. L’indeterminazione sulla posizione della particella (∆x) è di solito diversa da zero, cioè non si sa dove si trova la particella all’interno di una regione di spazio che ha le dimensioni di ∆x. È quindi necessario ritenere che la particella sia diffusa in questa zona di spazio. Ci si trova quindi di fronte a una nuova forma di descrizione dei fenomeni meccanici. Con le leggi della meccanica si può calcolare esattamente la posizione occupata dal corpo in ogni momento, purchè si conoscano posizione e velocità iniziali del corpo, massa e forze che agiscono su di esso. In fisica quantistica questo non è possibile, perché possiamo solo calcolare l’ampiezza di probabilità e quindi la probabilità che il corpuscolo si trovi ad un certo istante in una certa posizione.  Il punto e' che il Principio di indeterminazione  non si limita alla coppia "posizione-velocita" , ma si applica a tutte le coppie di grandezze  complementari osservabili, come ad esempio "tempo-energia": possiamo dire che su tutto si applica  la regola della probabilita' che fa  il paio con la casualità, ovvero la stragrande maggioranza delle cose  non possono essere osservate  o conosciute con precisione. E' la cosidetta visione ortodossa della Fisica Quantistica e  perlomeno dal 1927 quando il principio fu enunciato, rappresenta il grosso di tutta la comunita' scientifica internazionale. Il grosso, ma non tutto, ci sono difatti stati alcuni fisici di portata davvero immensa che dell'interpretazione di Copenaghen non ne hanno mai tenuto conto, ed in primis il piu' famoso di tutti Albert Einstein, cui fa immediatamente seguito uno dei piu' geniali, quasi altrettanto famoso, sopratutto per il suo famoso "gatto" sto parlando di Erwin Schrodinger;  anche De Broglie, Plank, Von Laue, Dirac  e in parte Pauli   e persino Feynman, che sono andati sostenendo altri filoni. A cominciare col disaccordo fu proprio Einstein  che in quello stesso anno della "interpretazione" il 1927,  gridò a Bohr la famosa frase "Dio non gioca a dadi  con l'universo" per esprimere il suo disaccordo con quel concetto di casualita' cui si basava appunto il principio di indeterminazione e quindi la Interpretazione di Copenaghen;  per lui era difatti inaccettabile  che le leggi di natura avessero a che fare con il caso , e Schrodinger rincarava la dose ritenendo che la probabilita'  fosse solo una sorta di stratagemma della scienza per non ammettere la propria ignoranza  e assoluta disconoscenza dei fenomeni naturali. Comunque sia, Einstein assieme ad altri due fisici Boris Podolsky e Nathan Rosen  escogito' un esperimento  proprio per dimostrare l'incompletezza  della interpretazione di Copenaghen che prese il nome di "paradosso EPR" dalle  rispettive iniziali dei  cognomi dei tre fisici, e divenne noto come "entanglement" quantistico .
Tale paradosso innanzi tutto viola il principio di localita'  per cui due oggetti distanti fra loro non possono  avere alcuna influenza reciproca . L'entaglement non fece altro che dare ulteriore forza  alla equazione d'onda che Schrodinger aveva elaborato nel 1925/26  e che poteva appunto applicarsi  alla evoluzione temporale  dello stato di qualsiasi  sistema, sia esso una particella, un flusso,  un'onda, un atomo, un elettrone, una molecola. 
L'equazione d'onda cui diede il simbolo della lettera  greca  ψ per la cui elaborazione Schrodinger  era partito dall'ipotesi dell'onda di materia di un altro grande fisico Louis De Broglie,  era una equazione differenziale  alle derivate parziali, lineare, complessa e non relativistica che aveva giustappunto come incognita la funzione d'onda, e che aveva il proposito di abbandonare ogni tentativo di misurazione degli elettroni con le leggi della
meccanica classica e adottare una interpretazione probabilista  tramite la fisica quantistica-, calcolando le onde di probabilita', ovvero le orbite intorno al nucleo ove l'elettrone si trova ad orbitare con maggiore probabilita'
L'insieme di queste onde di probabilità individua una regione dello spazio  atomico, detta orbitale atomico, nella quale “probabilmente” si muovono gli elettroni. c'e' da dire che con l'entanglement e la equazione di Schrodinger sussiste la concreta possibilita' di porre fine alla concezione ottocentesca di certezza in fisica . Difatti con essa non e' piu' possibile  conoscere esattamente  l'orbita delle particelle, ma solo immaginare in quali regioni dello spazio atomico potrebbe trovarsi . Un ragionamento che sara' ripreso da Feynman nel 1948 col suo "integrale sui cammini"  e ancora da altri grandi fisici come Hakwing e Pensrose

sabato 18 aprile 2026

ASSO CON CARTE MINORI

 

Va sottolineato come alla messa in scena di Trump, citata nel precedente articolo su questo stesso blog,   equiparato piu’ come Asso degli arcani minori,   che come il Matto degli arcani maggiori  ha preso parte , non e' ancora dato sapere quanto consapevolmente  anche il piu’ importante rapptresengtante dell' asse politico europeo di ispirazione trumpiano : Giorgia Meloni.  Il Capo del Governo italiano stava subendo i rinculi della guerra tra sovranisti e globalisti, iniziando a pagare in termini di favori popolari man mano decrescenti a causa dei suoi avvicinamenti a Trump e c’e’ stato recentemente il primo elemento a sfavore  della sua carriera politica, la sconfitta al referendum della giustizia, cosa di per se marginale e di nessuna rilevanza politica,  ma indubbiamente un segnale di diniego della popolazione verso la sua prassi politica che non poteva che allarmare. Ci voleva appunto questa mossa di Trump con il Papa, laddove anche la Meloni si e’ schierata in difesa
del Papa e contro  Trump. Ora questo non si sa quanto di getto o quanto in un calcolo programmato con il suo referente,  di certo c’è stato un risultato eclatante per molti versi similare a quello dei bergoglisti in seno al vaticano, ovvero  tutti in difesa della Meloni, finanche il PD, costretto a disarmarsi delle armi narrative del “governo pericoloso” con le ombre della polizia Ice agitate nel sottofondo. La segretaria del PD nella sua impacciata  grossolanita' politica  ha fatto un discorso bello quanto sterile, non capendo come e quanto sia stata fottuta politicamente, avendo di fatto  consegnato agli avversari lo strumento di ogni possibile iniziativa di opposizione. 
Quindi altro che Il MATTO degli arcani maggiori , nel recente attacco al Papa Trump  ha dimostrato di essere un vero asso  strategico con la visione di un Cesare e di un Federico II di svevia e
l'ardire di un Barone Rosso e lo ha dimostrato non in astruse cabale piu’ o meno misteriche ma con le carte di tutti i giorni, gli arcani minori ovvero le comunissime carte di scopa, scopetta, briscola, scopone scientifico;  un asso che vieppiu’ p
otremmo definire  genio, senza bisogno di lampada,  dato che ha saputo  magistralmente proteggere i suoi asset politici  facendoli muovere in un teatrino che ha dissestato i piani alle vecchie strutture interne alla Chiesa e alla macchina politica dello Stato italiano, che si stavano scatenando contro il Papa e il Governo. Ora pero' VIGE UN DISTINGUO : sara' proprio così' ? -  che la Meloni concordi con Trump un
piano così raffinato di altissima strategia politica  e rimanga in realta' la piu' fidata alleata degli USA, oppure si tratta di disquisizioni di un vecchio pensionato con il vezzo delle grandi operazioni strategiche alla Cesare appunto o magari alla Scipione o alla Eugen di Savoia o ai disegni politici di Federico II DI Svevia?  di certo quello accaduto dopo  non conforta tale prospettiva : la trionfale accoglienza riservata ad un cialtrone come Zelensky, gli aiuti sia economici che di armi  destinati 
alla sua causa persa,  malgrado  le prove di corruttela sue e dei membri del governo ucraino , il rinnovato appoggio alla criminale politica della Van der Leyen e della infigarda UE  e in ultimo persino una riconciliazione con tanto di baci e abbracci con un
figuro come Macron . Peggio del peggio. insomma siamo proprio sicuri che la Meloni sia così raffinata da perseguire questo tipo di strategia? oppure no rimane una figura di mezza calzetta che persegue il suo particolare momento di auge, proprioaffidandosi a strutture corrotte malate e, si spera,  destinate al fallimento e alla  cancellazione dal novero delle istituzioni
internazionali. Io mi auguro che non sia così perche' ho ravvisato nella Meloni qualcosa che potrebbe caratterizzarla la piu' grande figura politica di tutta la nostra storia, una sorta di novella Tanaquilla , una figura femminile della Roma dei tempi dei sette Re, moglie del Re Servio Tullio, che il grande studioso Bachofen nelle sue ricerche sul Matriarcato, che avrebbe preceduto tutte le piu' antiche civilta'
della terra,  poneva a base dell'origine della grandezza di ROMA .  Ma stiamo pur certi che una Tanaquilla non avrebbe mai abbracciato un Zelensky, una Van der Leien, un Macron , quindi speriamo bene che questa seconda eventualita' di una Meloni  che vada cercando  la sua forza nella UE possa essere quanto prima  contradetta  dai fatti 

 


venerdì 17 aprile 2026

ARCANI MAGGIORI E ARCANI MINORI

 

"O ci e' , o ci fa ?" di chi stiamo parlando ? beh e' piu' che ovvio, direi, dati i tempi di oggi,   lapalissiano:  di Trump  che per i piu' e' identificato  il Matto degli Arcani Maggiori, ma se ci riflettiamo un attimo e valutiamo tutto l'assurdo che caratterizza il suo comportamento, forse  potremmo essere  piu' portati a identificarlo con un asso di una qualsiasi delle figure  degli arcani minori  ovvero l'asso di denari che trova geniali soluzioni  a problemi economici, l'asso di bastoni che e' quello che incute punizioni, l'asso di spade che e' quello che non esita ad usare la forza, ed infinel'asso di coppe, che e' colui che e' in grado di festeggiare con opportune libagioni ai successi del suo operato -   tutte  e quattro le figure piu' di rilievo  giustappunto degli Arcani Minori ovvero le figure destinate a giochi piu' a portata dei misteriosi tarocchi  meno implicate in cabale astruse e divinatorie, ma appunto piu' a portata di mano di noi comuni mortali  - scopa, briscola , scopone scientifico, rubamazzo . Insomma Arcani maggiori, un tantino di di esoterismo  e figura del Matto per una interpretazione che cede ad un certo cabalismo piu' o meno gratificato di cultura,  oppure Arcani  Minori con la concretezza dell'asso in un gioco piu' a portata, dove vale chi e' piu' bravo, piu' abile -  da parte mia, mi vado sempre piu' convincendo che Trump rappresenti per davvero quello sconvolgimento che necessita, per fare si che le forze del male bottegaie e sciento/poopuliste ipocrite e buonoliste, non tornino ai fasti della pandemenza e del virus inventato, ovvero che potrebbe proprio essere da una parte il Matto degli arcani maggiori, ovvero l'unica figura in grado di cambiare lo stato delle cose così come si sono protratte, perlomeno dal 1945 in poi, e dall'altra possa anche essere rappresentato come quell'Asso di tutte le figure degli arcani minori. Certo, lo ammetto il personaggio e' megalomane, spocchioso, esagerato e sulle prime, ai tempi della sua prima elezione nel 2016 lo avevo giudicato anche io una sorta di
Capitan America che chissa' quali casini avrebbe combinato, ma poi quella Presidenza senza guerra, unica nella storia dei mandati statunitensi, gli indubbi risultati economici e la rabbia sempre piu' sordida degli avversari democratici, sopratutto di personaggi abbonati allla massima nocivita' umanita' con il loro esasperato bottegaismo tipo Soros, Gates, Schwab, Morgan, Rockfeller, Rotschild, mi avevano cominciato a familiarizzare con la figura del Matto e quella degli Assi nel contempo, in un melanges di Maggiore e Minore applicato a figure di gioco. La truffaldina vittoria del demente Joe Biden, verificatasi in piena pandemia nel 2020 e probabilmente grazie ad essa, mi aveva quindi straconvinto che tutta la distopia che in quei tristi anni si stava vivendo praticamente in tutto il mondo, con il risibile pretesto di un devastante virus che altro non era che una comunissima influenza, aveva quindi rafforzato la mia idea che fosse in atto un tentativo da parte di forze ostili all'umanita' e asservite solo al dio denaro e quindi a quell'odioso spirito bottegaio di stampo anglosassone, di soggiogare l'intera popolazione mondiale ad una distopia del tipo di quella postulata da autori tipo Orwell e Huxley . D'altronde tutto in quel periodo contrassegnato appunto dalla Presidenza Biden negli Usa e da tutta una serie di politici nel mondo asserviti al potere economico e finanziario ( Europa e singoli Paesi membri con l'eccezione dell'Ungheria e della Bielorussia, Russia) parlava il linguaggio della distopia non solo riconosciuta, ma anche avallata e osannata dallo stuolo di cavalier serventi dei mondi della cultura, dello spettacolo dei cosidetti "social ". Impossibile stilare un elenco di tali novelli volenterosi carnefici di liberta' e ragione nei mondi sopracitati, vi figurano esperti scientifici, filosofi, fisici premi nobel, scrittori , praticamente tutto il mondo
del giornalismo e dei cosidetti influencer , molto più veloce fare menzione dei pochi che non si sono venduti, limitandoci qui da noi in Italia che e' stato forse il Paese piu' ossequioso ai dettami delle elites pandemiste, ovvero Vittori Sgarbi, Sara Cunial , Meluzzi, Paragone, Orsini, Enrico Ruggeri, Enrico Montesano, Eleonora Brigliadoro, Hether Parisi e uno per tutti, l'eroe che e' sfuggito agli sgherri con quella corsa liberatrice lungo la spiaggia. nella seconda meta' del 2022 la grande farsa cominciava a segnare il passo e cominciava anche a ritornare prepotentemente l'ipotesi di un ritorno di Trump per un secondo mandato, dilazionato di 4 anni debbo dire, questa volta da me spasmodicamente sostenuto e profondamente desiderato come unica grande possibilita' per dimenticare il triste periodo passato ed avviarci verso un futuro dove non si avessero mai piu' a ripetere tentativi di nefandezza simile. quando quel 5 novembre si aveva la notizia della travolgente vittoria di Trump ebbene lo ammetto sono letteralmente impazzito dalla gioia e ho realmente pensato che potesse avviarsi quel
mondo al futuro anteriore che ho sempre reputato come sorta di ritorno all'eta' dell'oro (un
passato, una tradizione che prendono forma e sostanza in un futuro che e' non solo tecnologia
e denaro ). perche' parliamoci chiaro io sono sempre stato convinto che ci deve essere un qualcosa (una tradizione) ed un qualcuno (un personaggio fuori dell'ordinario, chiamalo come vuoi : un po' matto, un po asso in grado di stbilizzare un equilibrio siffatto). Diciamo che dopo i fasti del primo anno di mandato il 2025, questo 2026 ha dato adito a piu' di una perplessita' e io stesso sono entrato in forte crisi, ma poi negli ultimi giorni, proprio a seguito di questi tiri e molla, di questo continuo contraddirsi del personaggio, ho cercato di fare la spola tra arcani maggiori e arcani minori tra il Matto e l'Asso, anzi gli Assi e sono pervenuto al quanto di cui si legge nel presente articolo. Forse quanto mi ha fatto piu' riflettere e' stato il recente attacco dialettico al Papa , che forse addirittura piu' dei dazi, della Colombia, dell'Iran ha dato ulteriore lustro al Matto degli Arcani Maggiori , ma ecco dismettiamo un tantino l'aricolato sistema dei tarocchi e pensiamo invece ai molto piu semplici giochi di carte che si fanno con gli arcani minori e a quella marcata superiorita', anche nominalistica che caratterizza l'asso , be'... e' indubbio che l'impatto di una simile mossa riveste una genialita' politica e emozionale di notevolissima
caratura; dicendo che il Papa e' un debole , al il la della superficialita' dell'espressione, si rimarca che Trump ha semplicemente operato una provocazione, provocazione a bella posta dei media i quali hanno reagito come al solito "di pancia" cioe' esternando riprovazione, addirittura i scomposti anatemi , facendo quindi il gioco del loro provocatore e questo ha anche significato che tutti , specie in ambito ideologico religioso nonche' politico che praticamente tutti sono stati costretti a schierarsi, a posizionarsi in una certa casella che mai e poi mai avrebbero liberamente scelto se ecco , il Matto degli Arcani MAggiori non avesse deciso di trasformarsi nell'Asso, anzi in tutti gli Assi degli Arcani Minori e lanciare i suoi strali strategici. Ad esempio tutti i Cardinali, specie quelli orfani di papa Bergoglio e del suo mondanismo estremo, anche loro sono stati costretti ad andare in difesa del Papa, esaltando la sua sobrieta' , il suo equilibrio, il non essere sceso nell'alterco, e questo quando fino a pochissimo tempo prima lo stavano delegittimando proprio per aver impresso appunto una svolta non politica al pontificato; difatti Leone XIV ha risposto benissimo alla provocazione di Trump esaltando la propria missione spirituale proprio sottolineando quella non politicita' della Chiesa che era stata invece la caratterizzazione piu' marcata di Bergoglio e che aveva visto confondersi l'opera della Chiesa con le piu' trite operazioni di marketing di una multinazionale. Ricordiamo tutti come Papa Bergoglio aveva identificato in toto il proprio
pontificato con la prassi della pandemia esaltando i vaccini, definendoli "un atto d'amore" e facendosi promotore delle piu' odiose misure repressive verso coloro che non sottostavano alla dittatura sanitaria della vaccinazione e aveva portato il Vaticano a farsi una sorta di succursale delle multinazionali dei farmaci e dei vaccini in una pedissequa osservanza delle disposizioni dell'ONU e dell'OMS. Io, per laa verita' sono fermamaente convinto che quello che ha veramente fatto saltare il diabolico piano di sottomissione in un distopia tipo Grande Fratello, non sia stato ne' la presa di coscienza delle persone, ne'il fatto che vaccini e misure di repressione abbiano platealmente dimostrato la loro inutilita' , no! quello che ha fatto saltare, se non tutto, perlomeno i lati piu' estremi della operazione e' stato il fatto che a livello di elites di potere, a livello dei vari Soros, Gates, Schwab, Vanguard, Blackrock, finanza internazionale, ONU, NATO, OMS, Vaticano, Musk e chissa' chi altri, non si sono messi d'accordo, pero' dobbiamo anche ammettere che il nostro Donald Trump ha avuto una parte di tutto rispetto in tale fallimento e piu' che mai il fatto di avere dissolto ogni regurgito Bergogliano di una chiesa concepita come piattaforma del politicamente corretto del Deep State con la nuova mossa apparentemente antipapale e sempre meno da matto, ma propria di un vero asso, rappresenta forse il piu' nobile atto per ridare dignita' e restituire il suo ruolo alla piu' antica istituzione del mondo. Dignita' che puo' essere recuperata solo facendo ritorno alla funzione d'origine della Chiesa così come aveva tentato di fare il predecessore di
Bergoglio, papa RATZINGHER non a caso sollevato a forza dal suo mandato con modalita' che ancora oggi hanno del misterico ed anche dell'abuso. Ci voleva uno come Trump, con la sua dirompenza, con quel suo fare da Capitan America, i suoi modi chiassosi a volte decisamente estremi, il parlare senza metafore, il disprezzo per gli avversari, per sottolineare come le funzioni della Chiesa non hanno proprio nulla a che fare con la religiosita' mondana e coi modi radical chic che tanto piacevano a papa Francesco

   


















martedì 31 marzo 2026

LE DUE METAFORE

Le metafore davvero probanti sull’esistere sono due: quella della nascita e quella della morte ! si d’accordo,  c’’e’ anche quella,  importantissima della conoscenza, che da luogo alla metafora di me stesso  e che va a costituire la coscienza, ma qui vogliamo parlare in esclusiva delle due metafore che caratterizzano l’esistenza senza orpelli di alcun genere, siano essi anche della rilevanza della conoscenza e dell’apprendimento. Nascere e Morire eccola qui ridotta all’essenziale la vita, sia essa vegetale, che animale e ovviamente umana. Ora la prima metafora, quella della nascita ha come suo momento clou il parto, che noi abbiamo sempre guardato dall’esterno, persino colei che lo compie, straziata dal dolore , ma pur sempre condizionata dal visivo, dalla rappresentazione di quel che avviene  anche in prossimità’ dell’evento, la stanza d’Ospedale, o la figura della levatrice, l’odore di sangue e di sudore, il proprio corpo in sofferenza; pero'  fino all’apparire del bambino o della bambina, niente di quello che sta avvenendo, di quello che costituisce il motivo di tutta quella sensazione  e’ percepito dall’occhio. Noi possiamo, dalla testimonianza delle donne esperire il tipo di queste sensazioni, ma assolutamente  non sappiamo nulla di cosa percepisca il frutto di quell’evento, quali siano i suoi pensieri, il suo vedere, il suo sentire , niente di niente, solo  un sentito dire, un senno di poi,  una conoscenza che pure deriva sempre da una metafora, la "metafora
soggetto del parto" . Ora per nostra comodita’, presumiamo che le soggetto sia dotato di un suo proprio raziocinio ed anzi per maggiore nostra comodita’ immaginiamo che non sia solo, ma in compagnia di un gemello con il quale  interloquire , e facciamo partecipi di un loro possibile dialogo “ Che dici….?” chiede l’uno all’altro ci
sara’ una vita dopo il parto, e come potrebbe essere ? Io penso  che qualche cosa dopo debba per forza esserci, senno’ quale lo scopo di tutto questo buio,  di questa nostra angustia? magari chissa’ ci saranno luci mirabolanti con colori vivaci e spazi sconfinati, dove i nostri occhi potranno guardare e le nostre gambe muoversi  e forse potremo respirare l’aria direttamente coi nostri polmoni  e mangiare cibo con la nostra bocca! ”
...” Ma e’ assurdo, camminare e’ impossibile, e mangiare con la nostra bocca poi, il cordone ombelicale  e’ l’unica possibilita’ di alimentazione ed e’ troppo corto perche’ possa permetterci di andare in giro a cercare cibo, te lo ripeto  la vita dopo il parto e’ da escludere ” ”io invece credo che qualche cosa di diverso, di piu’ vasto, di
piu’ grande, di piu’ luminoso debba esserci  debba esserci”
...” gia’ ma nessuno e’ mai tornato dopo il parto a dirci  cosa c’è e se ci sia qualcosa di simi
le a questo fantasmagorico mondo di cui vai cianciando, no credi a me,  il parto e’ proprio la fine  e non c’è niente al di la’, niente di quello che tu ti vai a fantasticare “ ... “ be’ io non so cosa ci possa essere esattamente , ma perlomeno vedremo la mamma !”... “la mamma?!?! ..."Tu credi nella mamma???? E dove credi che sia ora , con noi no , io riesco solo a sentire l’angoscia del nulla””dove dici’?, ma tutt’attorno a noi  e’ in lei e grazie a lei  che noi esistiamo  e magari chissa ‘ ci trasformeremo in qualcos’altro
che riuscira ‘ a percepire un qualcos’altro e anche una mamma “... “ balle, tutte balle, io non credo
ne’ alla mamma ne’ a questo tuo mondo immaginario che dovrebbe divenire reale, non ho mai visto ne’ l’una, ne’ l’altro per cui e’ logico che essi non esistano"
.  A questo punto c'è una sorta di chiosa del primo interlocutore, quello che aveva espresso le perplessita' sulla convinzione che non ci fosse nulla dopo il parto, perplessita' verso  le quali non possiamo non sorridere avanzando la nostra certezza sulla realta' del mondo di quella visione   :  “Eppure  a volte, quando siamo in silenzio mi sembra di riuscire a sentire come una carezza , una sorta di affiato tra i due mondi di cui lei la mamma e’ il tramite e mi sembra anche di percepire  un qualcosa di reale che come ci aspetta  e per il
quale noi ci stiamo preparando”.
Ebbene si la "metafora parto" che possiamo identificare con una "metafora nascita"  e' del tutto equivalente alla "metafora morte" che questa volta possiamo immaginare con due vecchietti su di una panchina di un viale al tramonto a dissertare giustappunto sulla prossima  ravvicinata dipartita....stesse domande, stessi dubbi, nell'uno come nell'altro caso, ma in questa seconda accezione siamo in presenza di una eventualita' di trasformazione dove manca un terzo soggetto, il "soggetto supposto sapere"  tanto per appropriarci di un'espressione 
Lacaniana, colui cioe'   che conosce l'esito di tale trasformazione,  come invece si  era nella precedente , quindi tutti i dubbi, tutte le perplessita' sono destinate a non avere risposta. Viene quindi di affidarci ad una idea di equivalenza tra principio e fine che le antiche culture simboleggiavano nel simbolo dell'infinito, l'Uroboros , il serpente che si morde la coda  e in questa sua eterna azione e trasformazione si avrebbe la significanza del fenomeno vita 

 

  

venerdì 27 marzo 2026

IL TRAUMA COME EZIOLOGIA DI TUTTE LE MALATTIE

 

TRAUM  in tedesco significa sogno, da noi in italiano invece il termine trauma,  che ha solo una "a" in piu' sul finale,  ha il significato di un fatto, un evento in genere di carattere esterno, che ci ha colpiti con effetti  di grave turbmento sia fisico che psichico. Curiosa questa estrema somiglianza semantica di due termini che pur non essendo per nulla coincidenti come significato, tuttavia sottendono una modalita' di rapportarsi con quel qualcosa che elude la coscienza, e che la costringe a rinunciare a tutti i suoi costrutti,  a tutta la sua logica. Per chi non lo avesse capito stiiamo alludendo a tutto quello che non fa parte della coscienza e della nostra tanto decantata razionalita', stiamo parlando dell'inconscio o per dirla alla Groddeck piu' che a Freud, stiamo parlando  dell'ES.
Forse c'è un sogno (traum) a significanza di quello che si sta svolgendo nel sotteso dell'inconscio, cui si alludeve nel precedente articolo su questo stesso Blog, ma certamente   c'e' sempre un trauma a origine e spiegazione di qualsivoglia malattia come quello, diciamo primigenio, che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio ( un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un giovane di 19 anni Dyk che era il figlio di Hamer.)Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche” che  stabilisce che

quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte all’immediato pericolo: 

una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo 
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e
normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione di un passato da cui trarre ispirazione; e’ quanto mai ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanali
si, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e
anche del pensiero: il sogno, oh diamine!  il sogno, ma ti rendi conto?:  da quando in qua un medico, un professore, si mette alla stregua di una volgare “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse:il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci 
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà
giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle e non solo a Londra, ma anche a Praga dove il mistero puo' essere ancora piu' fitto “...perchè non è mai capito!”                                                    Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

SOVRANISMO CONTRO INFLAZIONE

  A bbiamo tutti presente fotografie del primo dopoguerra  con l’immagine di persone che in Germania  per acquistare un filone di pane erano...