sabato 31 ottobre 2026

ORIGINALITA' MA ANCHE VERITA'

 In quanto ad originalita' di pensiero pochi possono competere  con Guglielmo Ferrero uno scrittore, saggista politico molto poco conosciuto anche da noi in Italia che qualsiasi periodo affronti ti colpisce per la sua originalità, ma anche per la verita'  delle sue argomentazioni che gettano sempre nuova luce su eventi e personaggi affrontati. Gia’ parecchi anni fa la rilettura di un suo saggio sulla prima campagna d’Italia di Napoleone quella del 1796/97 “Avventura”, mi illumino’, eh si! "quasi d’immenso" ribaltando completamente l’opinione, un po’ da libro di scuola e da filmati agiografici tipo il famoso film Napoleon di Abel Gance, che avevo sul cosidetto “grande Corso”. Ma quale grande generale? Uno squattrinato militare asceso a gli alti gradi in un periodo e contesto in cui le carriere vertiginose (che solo molto tempo dopo furono da lui appunto definite napoleoniche) erano quasi la norma, dovute tra l’altro sempre alla presenza di una sorta di pigmalione, nel suo caso l’influentissimo Paul Barras che appunto nel 1793 in seguito ad una operazione  che questi gli aveva affidato durante l’assedio di Tolone e che  lui da giovane capitano di artiglieria aveva condotto  con una certa brillantezza (la conquista del forte dell’Eguillette),gli fece conferire la nomina diretta a Generale di brigata.

Barras fu l’anno seguente uno dei principali artefici della deposizione di Robespierre e non fece troppo caso alle voci che indicavano  il giovane generale nell'entourage nell’entourage del fratello del Dittatore, ricordandosi di lui lo scelse per sedare una rivolta di realisti presso la Chiesa di san Rocco  dove nuovamente  fece il suo dovere di esperto di artiglieria, sparando questa volta sulla folla . Ma piu’ di queste gesta di perizia prettamente militare, Napoleone ancora Buonaparte e non Bonaparte, si era messo in mostra con il sempre piu’ potente oramai accreditato  protettore, condividendone l’amante ovvero una avvenente e anche intelligente creola che era stata la moglie di un generale ghigliottinato  Alexandre de Beauharnais. Per carita’ trattavasi di una condivisione per nulla segreta, anzi Josephine Beauharnais , era famosa per la spregiudicatezza con la quale era solita cambiare partner  e il fatto di essere sempre legata a Barras era diventato per lui un vero e proprio peso.
PROLOGO AL CDO D'ARMATA 
 Napoleone era solo uno dei tanti amanti  pero’ e questo fatto comincio’ a farsi strada nella mente del piu’ influente membro del Direttorio, poteva essere il soggetto ideale per togliersi dai piedi l’oramai ingombrantissima amante . Bastava promettere all’ambizioso e giovane generale un qualcosa di veramente eclatante : il comando di una Armata , per la verita’ non una Armata  della stessa importanza di quelle sul fronte occidentale, ma pur sempre un’Armata combattente , l’Armata  d’Italia. Contraccambio ? Sposare la Joesephine Beauharnais sicche’ liberarlo dalla donna che oramai era per lui solo motivo di litigi e preoccupazioni . Ecco l’esordio del piu’ grande genio militare dei tempi moderni, un accomodamento con contropartita alquanto squallidiuccia, che pero' Ferrero con il suo saggio “Avventura” , provvedera’ a dettagliare che anche le sue famose folgoranti vittorie sul suolo italiano da Cairo Montenotte al Ponte di Lodi, ad Arcole, a Rivoli e al successivo armistizio di Campoformio furono piu’ che altro merito dei suoi subalterni generali Divisionari in primis Andre’ Massena , quindi il rozzo Augereau e anche il piu’ compito e istruito Serurier (era l’unico generale proveniente dai ranghi ufficiali dell’esercito) che provvide ad erudire il giovane generale sulle spregiudicate e dirompenti teorie tattiche  di un Generale della generazione precedente Guibert, che costituirono l’ossatura del successo della campagna di Napoleone in quel 1796/97 ( estrema agilita’ e velocita’ delle truppe, niente carriaggi, salmerie o artiglieria pesante , riferimento alle antiche compagnie di ventura che vivevano di razzia (la guerra che si alimenta della guerra) e soprattutto, cosa in cui il nostro fu davvero maestro: massima spregiudicatezza, nessuna assicurazione , e nessun rispetto di limiti o confini  di stati anche neutrali. Nel saggio Avventura di Ferrero tali notizie sono riportate con dovizia di particolari e  maniacale precisione, sicche’ si puo’ dire che se Ferrero fosse solo diventato un tantino piu’ famoso , del mito di napoleone genio militare oggi non ci sarebbe 
traccia . In un altro libro meno circostanziato “POTERE:  i Geni Invisibili della citta’” sono numerose le certezze che vengono meno,  grazie alla arguzia e allo spirito davvero critico e anticonformista culturale di questo autore  “l’uomo” afferma il Ferrero “e’ la piu’ paurosa delle creature  e trascorre la vita in mezzo ad ogni sorta di paure , ma pur vivendo così  si distingue dagli animali perche’ aspira ad essere coraggioso. Fra tutte le contraddizioni  della natura umana quella piu’ basilare  e’ “ l’uomo e’ un essere pauroso  che vuole vincere la propria paura”  E’ questa la contraddizione  
che definisce  compiutamente la civilta’. In tal senso Ferrero fa un po’ il verso al Freud de Il disagio della civilta’ quando afferma che lo Stato, la societa’ stessa  non furono create per l’amore o la conoscenza ma piuttosto  per acquisire sicurezza e far fronte alla paura. Nel cercare un senso al suo stesso titolo e sottotitolo  pero’ Ferrero  fa una precisazione non da poco conto : man mano che l’uomo si libera delle sue paure  tende a istituire dei princìpi, princìpi che Ferrero definisce di legittimita’. L’intima natura dei princìpidi legittimita’ e’ la facolta’ di esorcizzare la paura , anche quella paura misteriosa e reciproca che insorge sempre tra il Potere e i suoi soggetti . E’ giusto quindi che tali principi siano venerati come  “Geni della citta’”  Se in un Societa’ coloro che detengono il potere e coloro che vi ubbidiscono  concordano  su tali princìpi, li riconoscono giusti e si impegnano a rispettarli ecco che i “geni della citta’” sono operanti  e quindi nasce l’accordo di legittimita’ che e’ in sostanza un qualcosa che umanizza e addolcisce sia il comando che l’obbedienza. Ad esempio e’ un errore rappresentarsi le monarche assolute del passato come regimi di terrore e di oppressione, questa tendenza di “senno di poi” e’ fuorviante e non permette di capire nulla di un dato periodo storico e diciamoci la verita’ e’ un errore in cui specie la societa’ moderna e post moderna e’ incorsa praticamente sempre “la storia la fanno i vincitori “ e’ piu’ di una frase veritiera , e’ una attestazione di fatto  e ha una derivazione anglosassone e americana,  le nazioni o meglio le civilta’ che hanno vinto le ultime due grandi guerre mondiale all’insegna di quello spirito commerciale e utilitaristico che il sottoscritto bolla come “spirito bottegaio” Purtroppo tutta la storia del XX secolo e vieppiu’ questo inizio del XXI che e’ anche l’inizio di un terzo millennio sembrano dimostrare che l’unico principio di legittimita’ in vigore e’ quello appunto “bottegaio” fondato sul commercio sull’economia e sui mercati , quindi detto in una parola.  fondato sul denaro  che e’ tra l’altro sempre meno tangibile e concreto e sempre piu’ virtuale e finanziario: v’e’ anche da aggiungere una connotazione spaziale ovvero l’individuazione di una localizzazione in determinate nazioni che hanno sviluppato determinate peculiarità’ invece che altre, e qui giova assumere un altro grande pensatore il filosofo geo politico Carl Schmitt che nel suo libello Terra Mare e successivamente nel piu’ corposo “il
Nomos della terra” ha  distinto appunto potenze di terra e potenze di mare come peculiari di un modo di rapportarsi con la legittimita’ del proprio potere . Le prime le potenze di terra  contando sulla territorialità e appartenenza del propria essenza, ovvero tradizione, confini, regole, disciplina  le seconde potenze di mare, fondate invece sulla fluidita’ del mare, senza confini, senza tradizioni se non formali e sempre soggiacente a meccanismi  utilitaristi e commerciali ( titoli nobiliari concessi  fin dal cinquecento a pirati, briganti e a tutt’oggi appannaggio di gente
che ha fatto fortuna economicamente, che e’ un buon business: dal capitano d’industria, al commerciante, al filosofo  sempre e comunque con riscontro economico  tipo chesso’ Popper, o  anche al cantante famoso tipo i Beatles, Tom Jones all’attore Alec Guinnes ma anche Sean Connery, al  campione di formula ,  John Surtees, Jack Brabham,  Jackie Stewart , etc.) . Ebbene se si vanno a studiare giustappunto le vicende storiche di questi ultimi duecento, forse anche trecento  anni vedremo che esse con poche eccezioni hanno sempre  
questo scontro di civilta’, terricola o  talassica e quindi di differente legittimita’. Il deprecato postmodernismo, le famose invettive di Spengler, Guenon, Evola contro il mondo moderno, hanno di controparte la almeno finora,  vittoria della tendenza talassica e quindi commerciale:  la predominanza della lingua inglese, l’esasperato consumismo, i detti informanti tipo "ognuno ha il suo prezzo", l’esaltazione del successo commerciale, la finzione e il recitare parti alla bisogna per tutto e anche fatti, eventi, financo persone fisiche completamente inventate e estrapolate dalla realta’ con un massiccio onnipresente impiego di mezzi (stampa , cinema, televisione, mass media, oggi i cosiddetti social );  vedi come esempio la realta’ parallela e del tutto inventata di Hollywood, John Waine che non aveva fatto neppure il soldato divenuto Colonnello dei Marines per merito cinematografico, i massacri dei nativi americani come fulgida epopea, e non solo Hollywood anche da noi italiano  si vincono i premi, con le menzogne, i rifacimenti , i falsi storici ,   non parliamo di tempi ancora piu’ recenti : un virus inventato addotto prima a pipistrelli poi a chissa’ quale fantomatico microbo, spacciato per una pestilenza micidiale in grado di paralizzare l’intero pianeta in nome di una pandemia totalmente inventata che non ha spostato di una virgola l’indice di mortalità per nazione, la menzogna elevata a sistema, la cosidetta democrazia  mortificata da annullamento di elezioni  in caso di risultato non gradito dal potere in vigore, e così via. Insomma il cosidetto potere di legittimita’ forse lo si puo ‘ intendere ancora in vigore, purchè lo si intenda di legittimita’ della menzogna elevata a sistema dominante, mentre la connotazione  distintiva storica fondamentale individuata da Ferrero  nei due principi  del monarchico e democratico risulta forse piu’ profonda  se accoglie anche la connotazione spaziale di terricola o talassica di Carl Schmitt

 

LE MIRIADI VERITA' OCCULTATE

 

Io direi di cominciare a impostare una nuova storia, piu' vera e piu' giusta evitando i luoghi comuni per la maggior parte falsi o manipolati dell'ideologia dominante : siamo percio' indotti a sfatare un altro di quei falsi miti della propaganda bottegaia e sinistrorsa , quello che Hitler si sia rifiutato di stringere la mano al vincitore di piu' medaglie d'oro della manifestazione Jesse Owens, e stizzosamente si sia allontanato dallo stadio al momento della premiazione. Per molto tempo ci hanno appunto fatto credere che alle Olimpiadi di Berlino del 1936 Hitler si fosse portato in una di queste due maniere, ovvero rifiutando di stringere la mano all'atleta di colore o avesse lasciato lo stadio per disprezzo razziale. In realtà, lo stesso Owens chiarì nella sua autobiografia che il Führer, passandogli vicino, lo salutò con un cenno della mano e Owens ricambiò. la verita' e' che si tratto' di una questione di protocollo a seguito di un'indicazione del Comitato Olimpico Internazionale che imponeva di congratularsi con tutti i vincitori oppure con nessuno e pertanto Hitler aveva solamente deciso di attenersi alla seconda delle disposizioni, cioe' non premiare personalmente nessun atleta. Di conseguenza, non ci fu alcuno "snobbo" mirato esclusivamente a Owens. Anzi Lo stesso Owens ricordò spesso, che il vero torto non arrivò da Hitler, ma dagli Stati Uniti: il presidente Franklin D. Roosevelt
difatti non lo invitò alla Casa Bianca né gli fece telegrammi di congratulazioni, e al suo ritorno in America continuò a subire le leggi sulla segregazione razziale.
C'era stato inoltre durante le stesse Olimpiadi un episodio di cameratismo e fratellanza di Ovens con con Luz Long un atleta tedesco, che durante la gara di salto in lungo, questi pur essendogli avversario aiutò Owens con un consiglio tecnico decisivo per evitare l'eliminazione, e non si perito' di abbracciare l'atleta negro davanti agli occhi di Hitler che a quanto risulta non solo non ebbe niente da ridire, ma tanto meno rimprovero' o applico' sanzioni per tale gesto - era accaduto in gara nella semifinale del salto in lungo, infatti, qualcosa che sarebbe passato alla storia come il più fulgido esempio di lealta' spportiva, ma sopratutto  umano e sportivo. All’Olympiastadion, davanti a centomila spettatori, si era capito subito che l’oro sarebbe stato un affare tra Luz e Jess. Ma mentre l'atleta di casa 
era concentratissimo in pedana, tanto da stabilire il nuovo primato del mondo in semifinale 7,73, l’americano era distratto  dall’impegno nelle batterie dei 200 metri. Dopo due salti nulli, Owens rischiava seriamente di essere eliminato.  Fu allora che Luz, prima del terzo e decisivo salto,  si avvicinò all’atleta nero e gli sussurrò all’orecchio  “Parti più indietro di 30 centimetri”, poi con un fazzoletto segnò il punto preciso di battuta.  Owens accettò quel consiglio e si qualificò per la finale in cui  vinse l’oro e stabili il nuovo  record del mondo con 8,06 ai danni proprio di Long, che  dovette  accontentarsi della medaglia di bronzo. Un abbraccio tra i due sugellò una grande amicizia che spinse Owens a dichiarare, qualche anno dopo: ” Fondendo tutte le medaglie e coppe vinte nella mia carriera, nulla potrà essere paragonato al senso di amicizia a 24 carati,
che in quel momento provai per Long”.  Successivamente i due atleti si scambiarono una corrispondenza piena di sentimenti. 
l'amico ebreo Renzo Ravenna di Balbo 
Ante litteram fu un po' come il famoso caffe' preso in pieno centro di Ferrara da Italo Balbo assieme ad vecchio amico ebreo, in barba alle leggi razziali da poco promulgate. E' proprio dalla rassegna e dalla riproposizione di personaggi di tal fatta che prima di ogni cosa si distinguono per lealta', onore e vero e pieno senso di umanita' che unendosi alla revisione della storia, partendo anche da fatti apparentemente secondari, che riposa la speranza di noi non bottegai e non sinistri di costruire un mondo migliore

domenica 25 ottobre 2026

ONDE PER MULTIVERSI

Non so se davvero l'universo obbedisca  alle leggi che un gruppetto di geni dei primi trent’anni del XX secolo era andato formulando ( Einstein, De Broglie, Dirac, ma sopratutto Erwin Schrodinger  che sanci' l’equazione d’onda e il suo collasso,  come  creatrice di una realta' per l’intero Universo.  Avete sentito bene l’intero Universo e cioè Galassie, nebulose, pianeti, stelle, comete, asteroidi, buchi neri, materia oscura, e forse anche chissa' anche quella ipotesi di Multiversi, con dunque non una sola di realta' ma molteplici e forse infinite - tutto  quanto coinvolto in una unica equazione d’onda che non collassa una sola volta, ma appunto infinite volte dando ogni volta origine ad un inizio, che quindi coinvolge anche noi, infinitesimi abitanti di un minuscolo pianeta, equiparati ad uno o molti universi o ad una sola  particella . Tale funzione d’onda è un numero complesso, ovvero caratterizzato da una parte reale e da una parte immaginaria con la peculiarità quest’ultima di essere restituita alla sua parte reale previa moltiplicazione per il suo coniugato ovvero il numero negativo cambiato di segno, che però perde la sua implicazione razionale, assorbendo anche l’irrazionale e quindi andando a comprendere il simbolico che come hanno osservato parecchi filosofi e psicoanalisti (Freud, Lacan, ma con più precisa formulazione Mattè Blanco) è la modalità di funzionamento dell’inconscio o Es, come forse più correttamente dovremmo denominarlo (alla Groddeck) . Va notato difatti che questo
allargamento al simbolico dei numeri complessi consente di interpretare le funzioni d’onda come le intendeva Heisenberg ovvero “tendenze”
 a trovare il sistema  di riferimento in una certa posizione ad un dato istante;  ma ecco che sorge subito il problema che tali funzioni d’onda  in quanto esperienze senzienti non possono essere  valutate perchè le tendenze così riflesse nella coniugazione di un negativo con un positivo sono equiparate al reale, ma un reale che accoglie nella sua accezione non più solo il razionale ma anche l’irrazionale, per cui con buona pace di Hegel, la realtà partecipa, deve partecipare, di quell’irrazionale che va comporre il simbolico. Torniamo quindi all’ipotesi davvero geniale cui è pervenuto Hakwing e di cui abbiamo già fatto cenno nel blog fratello "unasolidainsicurezza.blogspot.com" : la funzione d’onda  di un grande oggetto come un pianeta e persino dell’intero universo può essere paragonata  alla funzione d’onda o tendenza riflessa di un qualcosa di abbastanza familiare : un gruppo in una città; ecco dato

 che siamo in questo periodo in cui ciò tende ad avvenire frequentemente  Il gruppo che andiamo a prendere in esame è giustappunto quello, molto determinato e molto attuale, di persone che tendono a radunarsi in un dato punto della città a forte impatto emozionale, ecco ad esempio a Roma Piazza del Popolo, piazza della Bocca della Verità, a Parigi Place de la Concorde, a Vienna la Hofburg, a Londra Trafalgar Square….la funzione d’onda è questa tendenza a trovarsi in un dato punto in un dato tempo; analogamente la funzione d’onda per un insieme
  di pianeti  è la tendenza a raggrupparsi in una certa zona dell’Universo  che potrebbe avere anche essa una determinata caratteristica di opportunità: la descrizione della tendenza a trovarsi in un certo posto e in un certo istante è appunto la funzione d’onda che altro non è che la tendenza di una certa circostanza a verificarsi , quando viene coniugata con la riflessione del segno cambiato (quindi una simmetria)  che ci dice  dove è più probabile trovare  le proprietà consensuali di un oggetto, di una persona, di un elettrone, di una particella, di un pianeta, di una folla, e alla fin
fine dell’intero universo. Ecco è proprio su questo ultimo passaggio
  che Stephen Hawking ha  compiuto  il suo vero “balzo” intellettuale : sostituendo l’entità più piccola – la particella o anche il flusso  con quella più vasta l’Universo intero. Invece di pensare  ad una particella  o ad un flusso la cui funzione si estende  ovunque, ha pensato ad un Universo dove la funzione d’onda è dappertutto. Il ragionamento si presta quindi a dilatarsi ulteriormente  andando a comprendere non più un solo Universo , ma una pluralità di Universi, tutti con un loro inizio e quindi una loro origine. E’ questa la premessa logica e necessaria per intendere l’ipotesi del principio degli Universi paralleli che in Hawking affianca quella di Everett e De Witt, stabilendovi però una differenza : nella concezione di Everett e De Witt  gli universi paralleli sono indipendenti e non hanno nessun collegamento tra di loro,  in Hakwing che si trova ad applicare le equazioni di Einstein della Relatività generale, gli universi paralleli sono localizzati nella discontinuità di tali equazioni e hanno quindi interconnessioni tra di loro attraverso condotti spazio-temporali che, d’accordo nessuno è mai riuscito finora a trovare, ma come diceva l’ultimo film di Sean Connery su James Bond : “mai dire mai”; va sottolineato inoltre che concordando con Hakwing, ma anche con tutti i fisici quantistici specie  quelli della teoria del flusso e quindi dell’onda (Einstein, De Broglie, Dirac, Feynman e appunto Hawkings)  più di quelli particellari (Bohr, Heisenberg, Pauli) l’Universo  sembra dotato di una tendenza ad esistere per se stesso ed è una tendenza che non si verifica una sola volta , ma molteplici, anzi infinite, presupponendo  qualcosa o qualcuno che ha cominciato a osservarlo coniugando la sua funzione d’onda , ovvero riflettendo la sua essenza senziente, trasformando  la sua tendenza
in realta’ non solo reale, ma  anche immaginaria e quindi  simbolica.
 Come alcuni dei suoi abitanti, cioè noi essere umani dotati di intelletto e non tutti, ma solo alcuni, del tipo dei personaggi sopracitati, cui qualcun altro potremmo anche aggiungere e non solo fisici quantistici, ma poeti, artisti, filosofi, romanzieri, sciamani, l’Universo è curioso, ovvero è un Universo
  senziente, sognante  e capace di riflettere su se stesso: più si espande e più si autoriflette. Proprio come noi  quando ci svegliamo la mattina, chiedendoci chi siamo, cosa facciamo, cosa vogliamo, dove andiamo  e la curiosità ci costringe a guardarci allo specchio , dove ci riflettiamo  e considerando la nostra immagine riflessa acquistiamo la nostra personalità, la nostra essenza. Analogamente  il nostro universo  è il suo stesso osservatore , il suo riflettente, il suo auto creatore. Tutte le antiche mitologie le credenze primigenie hanno questo principio:  il dio Awanawilona dei nativi americani Zuni ha concepito se stesso attraverso il pensiero e si è dato forma di nebulosa, il dio  indù  Purusha si è pensato e diviso in maschio e femmina, i greci immaginavano le parti
dell’universo riflettersi in un uovo cosmico diviso in due, anche i Navajo delle americhe pensavano ad una divisione tra cielo e terra che crea il mondo. Ogni mito cosmologico è caratterizzato da una simmetria di opposti e da una diagramma simile a quella dell’equazione d’onda con una parte reale, una parte immaginaria
  ossia “a+ib” ed una parte coniugata “a-ib” che fa accedere al simbolico e quindi ad una realtà composita che riflette sia l’essere che il non essere, e che e' anche un po' la riflessione di Narciso che si misura appunto  tra l'essere e il non essere ovvero un diaframma tra vita e morte 

sabato 24 ottobre 2026

I VACCINI COME LE TRE CARTE

 

Oggi 24 ottobre 2026 alla veneranda eta' di 78 anni 4 mesi e 15 giorni leggo questo articolo sui social, che mi fa letteralmente zompare dalla sedia da una parte e indignare peggio di assistere ad un abbraccio tra la Meloni e Zelensky, dall'altra. Il primo impulso e ' piu' che altro di grande stupore nel constatare che dopo tutto quello che abbiamo passato con i governi di Conte e Draghi c'è ancora chi ha il coraggio di parlare di vaccini, non e' bastata l'ignominia di averci costretti ad una sorta di arresti domiciliari e renderci succubi di ridicole disposizioni, umilianti nella loro assurdita' tipo il virus che colpiva in piedi, ma non seduti, a ore stabilite tipo la camera ad ore con una puttana e sopratutto la illogicita' del contorto meccanismo sequenziale che chi non si vaccinava infettava coloro che invece lo erano, tipo io che esco con la pioggia senza ombrello faccio bagnare chi invece l'ombrello ce l'ha. Il secondo impulso e' invece constatare che queste disposizioni, quelle dell'articolo in questione provengono dal Servizio
Sanitario Nazionale che così si fa interprete dei piu' biechi interessi economici delle lobbies farmacologiche, quel vero e proprio mercimonio che nell'abnorme diffusione del vaccino (si parla di un 95% della popolazione nazionale ) ha incamerato profitti colossali. "
Malimortacci vostra "- scusate l'imprecazione un po' cruda, ma voi ci state accusando di non ammalarci abbastanza per fare arricchire le case farmaceutiche? È davvero il colmo dei colmi. Una pratica inutile, inefficace, in più, altamente iatrogena che viene esaltata in nome della prevenzione, ovvero la cosa più sbagliata e antitetica alla medicina, contrabbandata ancora una volta dagli industriali per aumentare i loro profitti, tipo chesso' le cinture e gli hair back o bag , (non so esattamente come si dice perché io mi picco di non sapere una sola parola della lingua dei bottegai), le mammografie, le analisi ossessive e tutte le stronzate che ci impongono con la frase maledetta "lo facciamo per voi" . Non solo nella medicina e nella terapia non può esservi prevenzione, ma vige un assioma "chi il male se lo va a cercare, stai pur certo che lo trova" che è proprio l'antitesi saggia, giusta e sempre riscontrabile della prevenzione, altra parola, come sicurezza, tanto cara alla mentalità bottegaia, soprattutto quella evoluta di oggi. ecco degli stralci dell'immondo articolo : "INFLUENZA, NON VACCINARSI COSTA ALL'ITALIA QUASI 3 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO: I DATI CHE FANNO DISCUTERE. L'influenza stagionale non è soltanto un problema sanitario, ma ha anche un impatto economico enorme sul nostro Paese. Secondo i dati illustrati in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana d'Igiene e riportati da Il Sole 24 Ore, i costi indiretti legati alla circolazione dei virus influenzali vengono stimati in 2,86 miliardi di euro ogni anno, tra assenze dal lavoro, riduzione dei consumi e rallentamento delle attività produttive." quando si dice che la statistica e' non solo la scienza più manipolatoria
che esiste (Paul Watzlavitch - Istruzioni per rendersi infelici - change - La realta' della realta' - Pragmatica della comunicazione umana, etc) ma e' anche la piu' aderente agli interessi e alle direttive della cosidetta classe dei potenti, si indicano senza contraddittorio i dati di una situazione senza minimamente considerare quanto l'uso del vaccino influisce sull'andamento del problema , il che costringerebbe ad ammettere un dato inequivocabile che ha un riscontro pressocche' assoluto , ovvero uno zero dove non ha senso usare il segno piu' o meno, perche ' non siamo in termini di numeri immaginari, ma tristemente reali, in quaranta cinquant'anni di somministrazione del cosidetto vaccino (adesso non ricordo a quando risalga tale pratica) non si registra lo scostamento di un solo termine ne' in senso positivo ne' in senso 70) "a ma' i vaccini so' acqua calla nun servono a gniente" e non si parlava allora di effetto iatrogeno; ma continuiamo con le infamita' e illazioni contenute nel famigerato articolo nella riesamina delle manipolazioni contenute nel testo
Attualmente, la copertura vaccinale nelle fasce considerate a rischio si ferma al 52,5%, mentre l'obiettivo indicato dal Ministero della Salute è del 75%. Secondo le stime presentate dai cosidetti esperti raggiungere questo traguardo potrebbe significare ogni anno:
- Quasi 2.000 ricoveri ordinari in meno.
- Circa 145 accessi in meno in terapia intensiva.
- Quasi 315 decessi evitati, considerando la mortalità diretta e indiretta.
- Oltre 13 milioni di euro di risparmi diretti per il Servizio sanitario nazionale.
Numeri che riportano al centro dell'attenzione il valore della prevenzione, soprattutto per gli anziani e le persone più fragili. ....ecco la solita falsita' e arbitraria manipolazione di dati , laddove un minimo di verita' traspare nelle note successive : "La vaccinazione antinfluenzale non elimina completamente il rischio di ammalarsi, ma può ridurre le complicanze e le conseguenze più gravi dell'infezione.". ma anche in tali precisazioni si evince la solita falsita' e assoluta mancanza di riscontri , quando mai lder influenze stagionali, anche per anziani sono state fonte di gravi conseguenze ? tutti abbiamo contratto quel tantino di tosse e raffreddore, magari qualche linea di febbre (io per la verita' e' dal 1963 e cioe' da ben sessantatre anni che non ho una linea di febbre ) ma in genere sono bastati qualche latte caldo, un po' di miele , e tempo tre giorni e' tutto passato. E comunque ecco il finale del vergognoso articolo dove si esalta, con tanto di cuoricino, ancora una volta la convinzione piu' deleteria per noi, ma piu' conveniente per i profitti case farmaceutiche edi tutta la struttura sanitaria fondata sulla medicina cosidetta tradizionale, falsamente preventiva , per il semplice fatto che non ci puo' essere prevenzione in medicina, in realta' solo altamente iatrogena
❤️ PREVENIRE NON SIGNIFICA SOLTANTO PROTEGGERE SE STESSI, MA ANCHE CONTRIBUIRE A RIDURRE LA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI.
leggi invece prevenire significa proteggere... si ! ma non solo proteggere, ma ampliare a dismisura quei famosi profitti di tutta una industria collegata ad una chimera concettualmente sballata come la prevenzione, per cui in merito alla chiosa finale , qui riportata, che mobilita l'opinione pubblica ovviamente ipotecando la risposta nel senso dei loro interessi , mettiamoci in fondo un bel ....
💬E VOI COSA NE PENSATE? FATE IL VACCINO ANTINFLUENZALE OGNI ANNO O PREFERITE NON FARLO? RITENETE CHE IN ITALIA SI INVESTA ABBASTANZA NELLA PREVENZIONE?






giovedì 22 ottobre 2026

L'INCONSCIO COME MULTIVERSO

Ho letto recentemente che una tesi della fisica quantistica ipotizza che i sogni potessero essere dei frammenti di storie di un altro multiverso , uno di quelli che hanno ipotizzato gente come De Vitt, Everett, Pensrose ed anche il povero Hakwings; un multiverso e che anche Richard Feynman ha postulato come percorso alternativo nel suo integrale sui cammini del 1948. Se  fosse davvero così , dato che i sogni , quasi per assioma  ( be’ vox Freudi) sono la VIA REGIA  del canonico inconscio , dovremmo sillogisticamente dedurre che l’inconscio e ‘ la sede di quel multiverso, ove si svolgono fatti, si raccontano storie, proprio come il nostro, con tanto di sotteso e di significato nascosto,  dovuti al fatto del funzionamento tipico dell’inconscio non lineare e logico, ma eminentemente simbolico, strutturato si come un linguaggio come dice Lacan, ma funzionante piu’ come ipotizza Matte’ Blanco nel suo "inconscio come insiemi infiniti", ovvero  piu’ metonimicamente che metaforicamente e con proprietà transitiva che opera pero’ in una rigida simmetria, secondo dettami non logici, ma come dice il suo autore “bi-logici”.                IL “me cojoni” ci sta tutto, perche’ ci pensi.... allora altro che andare a trovare significati e lanciarsi in interpretazioni piu’ o meno fantasiose, quando la verita’ e’ un'altra : sono cose di un altro mondo. -  punto e basta !  Gia', ma allora come spiegare che nei sogni appaiono persone, luoghi, financo situazioni che fanno parte integrante del nostro mondo, quello quotidiano,  sia pure con qualche  cosettina in piu’, a volte anche  in meno, ma non troppo dissimile chesso’ di qualche protagonista di fumetti, Super eroi, Nembo Kid, o un bel romanzo o film di fantascienza tipo quelli di Orwell, Huxley, Philip Dick, Breadbury, Poe, Lovercraft, ma

anche un Melville o addirittura un Cervantes  e tutti i protagonisti della notte di villa
Diodati del 1816 arruolati tra  i campioni del multiverso inconscio. Multiverso va bene , ma il termine inconscio  possiamo cominciare a chiamare ES come faceva Nietzsche e soprattutto George Groddeck  che ci fece addirittura il “libro dell’Es”  Ecco, magari sarebbe il caso di andare a recuperare quell'epiteto  "SUPER" e metterlo davanti al termine Es e perchè no, aggiungerlo anche al termine multiverso per andare a costituire qualcosa di veramente inusitato un "super-es-multiverso" roba da coniugare Freud con Groddeck , ma anche un po' con tutti i personaggi che abbiamo fugacemente citato in queste righe . fino magari a pervenire ad una ulteriore  composizione  di un Super Es, che avevamo piu' volte accennato e proposto in merito ad una revisione della seconda topica freudiana, aggiungendovi appunto una nuova figura al posto di Edipo  in quel Narciso che consuma appunto la pulsione di morte nella riflessione speculare di se' stesso  e che ci era sembrato molto piu' aderente alle tesi di Al di la' del principio del piacere.  Il multiverso  quindi non solo come possibile luogo dell'Es, ma addirittura del Super ES , una figura che la psicoanalisi  non ha, non solo mai riconosciuta, ma neppure concepita, quindi una novita' assoluta, che proprio il sogno la canonica via regia  per la percorrenza dell'inconscio, potrebbe incaricarsi di disvelare. Sono costretto gioco forza a occuparmi di recenti sogni dove il contesto e il suo sotteso risultano sempre piu' evidenti: in uno di poche notti fa spiegavo ad un mio ex amco comunista, che a seguito dei recenti fatti della pandemia e 
obbligo vaccinale  ho eliso per sempre dalla mia frequentazione e conoscenza, come e 
perche' la mia indifferenza alle questioni politiche si fosse a seguito, o meglio,  alla presenza di tali  circostanze,  improvvisamente risvegliata e si fosse delineata sulle posizioni di destra estrema, farcite dei testi di Julius Evola  che avevano caratterizzato la mia prima giovinezza , grosso modo dagli anni dal 1963 al 1968.  Una desposizione lucidissima, dettagliata che ora. oltre ai testi di Evola e di Nietzsche di quei lontani anni,  si arricchiva di  tutto un percorso di comprensione scandito dai testi di Alain De Benoist, di Costanzo Preve, di Aleksander Dugin  e riprendeva in esame l'antico conflitto Servo / Padrone esposto da Hegel in Fenomenologia deello Spirito, bollandolo come epocale abbaglio che aveva ingenerato  la  invidiosa teoria marxista fondata appunto sulla frustrazione e sullo spasmodico desiderio del primo attore di tale conflitto  di sostituirsi al secondo, nella piu' totale accettazione del principio mercantilistico e bottegaio, fondato sul denaro e sul suo consumo e scambio (solo valore di scambio senza nessuno scambio di valore), che ha caratterizzato il mondo occidentale . moltissimi altri sogni dove realta' e immaginario si mescolano con incredibile varieta' contraddicono di fatto sia la tesi freudiana del sogno come desiderio  sia la tesi junghiana del sogno come compensazione, ma sottendono qualcosa di molto differente, come di un mondo contestualmente composito, ma con accezione via via cangiante, dove appunto realta', immaginazione, fantasia giocano una partita con regole a noi del tutto sconosciute, tanto da poter immaginare un altro mondo, appunto un multiverso  

 

venerdì 9 ottobre 2026

MA QUALE HEGEL, IL REALE E' IRRAZIONALE, ANZI ASSURDO

 

La  recente disavventura che l'umanità ha appena attraversato, con non ancora del tutto superati dei regurgiti distopici,  ha indubbiamente prodotto dei vistosi cambiamenti in gente come me che tutto sommato fino al marzo 2020 non  si lasciava tanto condizionare  da illazioni piu’ o meno fantasiose su di un presunto e costante complotto di oscure e imprecisateorze a danno dell’intera umanita’ con palesi intenti di predominio e prevaricazione; insomma i libri di Huxley , di Orwell e anche quelli di un Philip Dick, di un Breadbury, di un Matheson restava

no nel serbatoio della fantasia, mescolando scienza e politica giustappunto con quella  parola di premessa “fanta” che aveva un correlato forse ancora più immediato piu’ che nei romanzi di Ian Fleming, nella serie di traduzione cinematografica che ne era stata fatta dell’agente 007 James Bond, cui ancora oggi il volto dell’attore Sean Connery ne resta il piu’ convincente protagonista, in  perenne lotta contro il subdolo Dottor No di una ancora piu’ fantomatica setta  denominata Spectre, dove tutte le paure e apprensioni in materia di distopia e complotti venivano come accantonate e mantenute in una sorta di cassetto di ripiano piu’ basso, riservato appunto alle fantasie e sogni meno probabili.  Quello che e’ accaduto nel marzo 2020 e l’incubo dei mesi, addirittura anni successivi, perlomeno fino alla fine dell’estate del 2022 ha spalancato quel cassetto  e all’improvviso tutto il materiale informe in esso contenuto a cominciato a prender forma, andandosi a depositare sui neuroni del nostro cervello con lo specchio di disvelare un qualcosa che si era sempre relegato alla fantasia, all’irrazionale e di colpo siamo stati costretti a fare marcia indietro, anzi nettamente opposta alla famosa asserzione di un filosofo che forse con troppa faciloneria la cultura internazionale aveva eletto tra i propri campioni : l’Hegel di “cio’ che e’ reale e’ razionale e cio’ che e’ razionale e’ reale” diventava di colpo “cio’ che è reale e’ irrazionale e cio’ che e’ irrazionale e’ reale “  e non solo in termini di idea ma con tanto di attori atti a recitare la parte del Dr.No con molta piu’ veridicita’ dei vari attori che nei film di James Bond si erano succeduti, ovvero i quanto mai vivi e vegeti quindi concreti reali  Rotschild, Rockfeller, Soros, Gates, Schwab, con in piu’ gli svariati livelli di  servi (Macron, Trudeau, Merkel,etc.) i vari finanzieri e banchieri (Draghi, 
Monti,etc) fino alle infime

categorie dei giornalisti, opinionisti e pseudo esperti da TV. (talmente infimi da non meritare neppure una menzione )sia su interpretazioni storiche, che per me però hanno un riscontro preciso in teorie e prassi emerse negli ultimi secoli, con l'avvento di una concezione del mondo incentrata sul denaro, il commercio, l'economia,il mercato e il riferimento ad un solo valore, dopo l'elisione di tutti i valori che un tempo si scambiavano, che è il valore di scambio. Beh!!! non nego che qualche volta anche io avevo inceduto in una sorta di ombra di dubbio sul fatto che fossimo stati sulla luna, che invece del Titanic fosse affondato il suo piroscafo gemello Olimpic, e mi ero anche entusiasmato , da buon pensatore sempre di destra  portato per la tradizione, la sacralita' e anche in qualche modo una certa fantasia  della teoria delle quattro lune di Horbiger e di un po' tutte le storie riportate da un ricettacolo di simili  informazioni che fu il libro di Pauwels e Bergier “Il mattino dei Maghi”   da
la prima edizione italiana del 1963
me letteralmente divorato nel lontano 1963 cioe' a 15 anni   nella fanciullezza che mi aveva familiarizzato con l'alchimia e il Mistero delle Cattedrali di Fulcanelli, ma anche con la scissione dell'atomo e le problematiche della fisica quantistica,
pero’ ecco mai e poi mai,  mi ero lasciato minimamente convincere dagli avvistamenti di UFO, alieni e roba del genere con tanto di rapimenti, malgrado negli anni sessanta e settanta ero un assiduo frequentatore del caffe’ lo Zodiaco , il cui proprietario Eufemio Del Buono straconvinto assertore della, non solo esistenza ma addirittura frequentazione di frotte di alieni nel nostro mondo, ti si sedeva nel tavolo dove eri magari con una bella ragazza (essendo un locale romanticissimo sul costone di Monte Mario con una vista di Roma da urlo, era quello il primo vero motivo per cui ci si andava ) , per raccontarti le sue strampalate avventure di alieni, mostrandoti anche un ritratto del capo di tali alieni, ovviamente suo intimo amico  che guarda caso  era spiccicato a lui.... "Oh cazzo Eufemio ! ma sei tu!!!!" gli feci a bruciapelo , distraendomi per un attimo  degli occhi dalla fanciulla e giu' tutti a ridere, anche le coppie dei travolini accanto .
Agli UFO quindi no, neppure alla Spectre di James Bond col suo onnipresente Dottor No , di volta in volta interpretato da attori sempre piu’ orripilanti , ma nessuno della carica di negativita’  dei personaggi reali tipo Rockfeller, Soros, Schwab, Rotschild, Draghi, Speranza, questo tanto per dare ulteriore assunto al titolo di questo post che non solo il Reale e’ irrazionale, ma anche infinitamente piu’ brutto  di qualsiasi fantasia

giovedì 8 ottobre 2026

BRUTTE PAROLE

 

Fede, speranza e carita’, ecco tre parole che fin dall’infanzia, diciamo tanto per stabilire un principio, dai corsi di catechismo per la prima comunione alla parrocchia di S.Maria delle Fornaci,  nel marzo 1956, subito dopo la Grande Nevicata del ’56,  mi sono risultate oltremodo sgradevoli e fastidiose. Io ero a 8 anni tutto preso dai libri di mitologia che mi erano stati tramandati di mio nonno, che parlavano di eroi, di battaglie, di Ercole e le sue fatiche, di Giasone e del vello d’oro, di Teseo e il Minotauro, e poi leggevo come fumetto l’Intrepido dove c’erano le gesta del principe Chioma d’oro e della sua tigre Marana, di Roland Eagle  e anche sul piu’ leggero Il Monello dove si muovevano personaggi come Conterios e la sua bella Rosaria  e anche Nizar e il crudelissimo Kindra che si contendevano la bellissima Fiordistella. Un mondo di epica, di coraggio, di ardimento e mi si  viene a parlare di queste parole tristarelle, squallide, che inducono alla rassegnazione, alla preghiera, al lamento - no, non sono proprio roba per me, e difatti nel maggio altro che comunione, mi espellono dal corso, dice il prete a mia madre “signora suo famiglio e’ blasfemo!  E questo perche’ ? Perche’ avevo
obiettato sulla logicita’ del peccato originale “ se Gesu’ Cristo e’ venuto a redimerci, perche’ dobbiamo essere battezzati? E perche’ avevo anche  chiesto cosa aveva fatto Gesu’ dopo resuscitato “ e’ andato da Erode, gli ha rotto il culo !? (ovvio che qll’epoca non ho  detto così, pero’ il senso ci sta tutto), ha tagliato le mani a Ponzio Pilato e neppure
a nominare quello che aveva fatto a Giuda, anche se si era gia’ ammazzato  (avete presente quel processo a quel Papa che avevano fatto da morto riesumando il suo cadavere e sistemandolo negli scranni del tribunale) . Rien a’ faire, fuori dal corso di catechismo e niente Comunione, se ne parlera’ un altro anno . di certo questo gran dispiacere non me l'avevano fatto, perche' ripeto, tutto quello che si riferiva alla religione cristiana mi dava  il voltastomaco, proprio il netto contrario del mondo greco romano che invece mi appassionava sempre piu'. Dopo la mitologia greca, la guerra di Troia, le gesta di Ulisse che avevo anche visto nel film di Comencini con Kirk Douglas e la Mangano e quindi il mondo romano con il prode Scipione  ed anche Caio Mario che si chiamava come me  e come mio nonno ( all'epoca non mi ero reso ancora conto quanto fosse comune il nome Mario, ma sopratutto erano la' da venire i due capi del governo che ti avrebbero fatto vergognare di portare tale nome).  Tre parole dunque
davvero repellenti, ma di certo non sono le sole;  cogli anni se ne sono aggiunte  un bel po' e le andiamo a considerare quasi come una sorta di integrali sui cammini, mi scuso con Feynman per l'appropriazione del suo famoso diagramma, ma in questo caso  va considerato con tutto il suo correlato di significante in negativo . Una prima di questo significante tutto in negativita' e' dato, lo ripeto parlo  sempre per me, dalla parola "sicurezza" Sicurezza di cosa? la nostra vita così come conformata e' l'antitesi della sicurezza, si nasce per caso e con rischio, rischio che aumenta con il crescere e con l'affrontare le sfide dell'ambiente di un mondo che non conosciamo, anche se cerchiamo di farlo ossessivamente, ma il dramma piu' grande non e' tanto questa disconoscenza, quanto il fatto che e' un mondo che  non conosce noi . Un'altra parola abietta e' "prevenzione"  ecco questa non informa solo una trista nota in merito al nostro comportamento, ma si fa subito un qualcosa di collettivo, di sociale , in quanto va ad informare  tutta una modalita' di intendere il rapporto con il mondo, fondata sull'apprensione , sulle misure da esercitare per raggiungere determinati stati delle caratteristiche della parola precedente - diciamo che e' una parola sociale, ma e' un sociale nell'aspetto piu' deleterio del termine dove si da' di gomito a tutte quelle peculiarita' che informano una modalita' d'essere ossessiva, maniacale, e se vai a approfondirne bene il senso, correlata sempre all'aspetto economico della societa', quello fondato sull'interesse commerciale, sulle modalita' di scambio nei Mercati  e che nel nome della prevenzione sacrifica  liberta' e gioia di vivere consegnandole all'apprensione e al seguire le direttive che sono sempre imposte da qualcuno non certo per il nostro bene . Un'altra parola brutta assai e' "attacco" - usata sopratutto in termini militari e' in verita' una sorta di patente di incapacita' per generali e comandanti in
genere;  quando non si e' in grado di usare il cervello per impostare manovre sia tattiche che strategiche , ecco che si ricorre all'attaco, per lo piu' frontale, così come un toro a testa bassa, o uno squalo contro una gabbia, senza discernimento, fino a sfondare o per lo piu' a venire sfondato - parola usata sopratutto dai generali della prima guerra mondiale, quelli italiani, francesi e inglesi pero' non certo quelli tedesche non generali come Hindeburg, Ludendorf, Dellmisinger o financo un semplice tenente come Erwin Rommel che nel corso della ritirata di Caporetto, proprio non  attaccando mai frontalmente, ma sempre  manovrando le sue esigue truppe, non piu' di trecento uomini per i lati o dal di dietro, si impadroni' di importantissime postazioni e  fece prigioniera un intera divisione italiana. La peggiore di tutte comunue e' " paura ", questa e' veramente la bestia nera del mio lessico, e penso della stragrande maggioranza delle persone. I
l suo solo pronunciarla, gia' e' sinonimo di cedimento di tutte le qualita' umane e con questa parola  si ratificano tutte le piu' brutte parole del mondo  



































 


 

giovedì 1 ottobre 2026

I POLMONI E LA PAURA DI MORIRE

Ogni affezione ai polmoni, specie il cancro, corrisponde alla paura di morire, alla paura della morte. Sono le teorie di Rick Geerd Hamer che hanno ratificato questa considerazione che e' oramai certezza, ma che molti di noi hanno intuito anche prima di conoscere le teorie di Hamer ( per molti di noi intendo persone che hanno avuto a che fare con questo rapporto ravvicinato con la morte sia a livello soggettivo che a livello di persone vicino a se')  Mi spiego con esempi concreti , difatti nel 1995 mia cognata ebbe modo di riferirmi di un accidente che le era capitato su di una barca, ritrovandosi all’improvviso alla merce’ di un mare fattosi nel giro di pochi secondi, burrascoso. il suo racconto era estremamente accorato e ancora partecipe, la barca era piuttosto grossa e c’erano anche molte altre persone a bordo (il marito, i figli , degli amici e anche una bimba piccola che lei aveva associato al suo prossimo destino di affogata ) ho ancora nelle orecchie le sue parole “ “Mario non so come spiegartelo, ma ho visto veramente la morte, e malgrado la mia famiglia, la vista di quella bambina, che sarebbe affogata mi ha come anticipato la morte e all’improvviso mi sono sentita disperata e sola, abbandonata da tutto e da tutti”  Parole che mi sono tornate alla mente appena una ventina di giorni dopo che una stizzosa tosse si era rivelata una diagnosi di cancro ai polmoni e dei peggiori, a detta della medicina tradizionale,  uno dei piu’ maligni, come se si potesse stabilire una gradualita’ nella perniciosita’ del tumore. All’epoca , lo non ero ancora in possesso della conoscenza della teoria Hameriana  con le sue cinque Leggi Biologiche,  pero’ l’associazione tra trauma e malattia, l’avevo fatta subito, immediatamente. Forse cio’ era dovuto al fatto che fin da ragazzino fui vittima di una paura di affezione tubercolare (1959) che letteralmente mi
squasso’ la giovinezza
  e della quale in seguito  ero sempre andato a ricercarne la misteriosissima causa, ritrovandola parzialmente nel libro di Groddeck Il Libro dell’ES, in certi passi sull’Orgone di Reich, e nel suo concetto di Armatura Caratteriale, perfino nella traslazione simmetrica  di classi di appartenenza dell’inconscio come insiemi infiniti di Matte’ Blanco. Poi c'erano state malattie vere e non presunte delle quali ero riuscito sempre a trovarne una ragione, spesso una finalita’ (orecchioni a 15 anni, epatite virale a 20, quindi bronchite cronica, tosse, e anche affezioni a carico dell’apparato locomotorio, etc) e aggiungici determinate malattie che avevano colpito dei miei cari : un tumore al seno di una nonna a 51 anni,a conseguenza di problemi di problemi di casa,  un infarto dell’altra nonna  dopo una ristrutturazione di casa, una fortissima depressione di mio padre per via di svalutazione per motivi lavorativi con affezioni a carico dell’apparato escretorio. In realta’ ancor prima di conoscere le teorie di Hamer ero una persona  abbastanza convinto dell’incidenza della psiche sul corpo, e di certo il cancro ai polmoni e’ sempre stato uno dei piu’ terrificanti e minacciosi. Nel 1958 in Sicilia ci fu un signore amico di mia nonna certo ing.Ascione che aveva appunto tale malattia  e capitò che eravamo in vacanza a Giacalone in Sicilia, per cui ebbi modo di terrorizzarmi alquanto, anche perche’ mi era capitato di andare in bagno dopo di lui e mia nonna mi aveva ripreso “Mario che cavolo vai in bagno dopo quello, non lo sai che sputa sangue ????” questa frase mi fece una impressione enorme, che forse l’anno dopo riportai nella mia paura della tubercolosi dato che canonicamente aveva questa  caratteristica (lo sputare sangue) .

La tubercolosi aveva pero’ piu’ peculiarita’in quell’autunno del ’59 di imprimersi con maggiore immaginario terrorifico
  sulla peculiarita’ del sangue  - avevo da poco visto il Film Dracula il Vampiro con Christopher Lee, poi c’erano dei racconti di mia nonna sulla sorella che l’aveva avuta e che appunto sporcava di sangue il fazzoletto dopo un colpo di tosse, e poi sembrava davvero l’inverazione del vecchio adagio “quando hai un martello tutte le cose ti sembrano chiodi” aprivi la TV e davano La Traviata , in vacanza a Palermo nell’estate,  c’era il cartellino “morta di dura tisi” delle donne  mummificate ancora negli stinti vestiti della cripta dei Cappuccini e via dicendo, senza contare quelle diverse denominazione tubercolosi, tisi, e forse la peggiore di tutte in quanto solo tre parole TBC, insomma  Forse in quel lontano 1959 per una ragazzino di 11 anni era piu’ facile lasciarsi  suggestionare da una malattia col sapore di antico che da una molto meno letteraria, tanto piu’ che  Il cancro ai polmoni come ha sempre detto Hamer è difficile che si sviluppi naturalmente in un individuo, esso è sempre la conseguenza di qualche evento catastrofico: di un evento cioè che mette in gioco la stessa esistenza, la vita dell'uomo; ad esempio era molto  sviluppato dai soldati al fronte, dai soldati in trincea durante una guerra oppure dagli abitanti di qualche città dell'antichità assediata e messa a ferro e a fuoco, che tra l’altro in tempi antichi non era neppure riconosciuto come tale ma come polmonite, bronchite acuta, e giustappunto tubercolosi.
Oggi dopo la disvelazione di Hamer e cioe’ grosso modo solo dagli anni ottanta, fino al mio limite addirittura del 2017 che avevo dovuto attendere la sua morte per scoprirne la sconvolgente portata delle sue scoperte , sappiamo bene
  che per sviluppare il cancro ai polmoni è necessario che l'individuo abbia davanti agli occhi nitida la visione della sua fine, della sua morte (come appunto mia cognata). Il cancro ai polmoni è difficilissimo che lo sviluppino gli animali, tranne in eventi eccezionali. Non avendo gli animali cognizione della morte è improbabile che essi sviluppino un tumore ai polmoni. In realtà anche gli uomini - prima che la medicina capitanata da BIG PHARMA diventasse l'unica medicina consentita dallo establishment - difficilmente sviluppavano un tumore ai polmoni. Il tumore ai polmoni ai nostri giorni è diventato così frequente, così "popolare" fra la gente proprio grazie ai dogmi, alle diagnosi di una corporazione medica indottrinata dalla medicina ufficiale, dagli agenti di Big Pharma. Oggi infatti, sparite le guerre e gli assedi, l'individuo sviluppa un cancro ai polmoni quasi esclusivamente dopo una diagnosi medica che predice la sua fine, la sua morte. Di regola le diagnosi mediche che mettono l'individuo a tu per tu con la morte sono quelle che gli diagnosticano un tumore, un cancro o una qualche grave patologia mortale in qualche parte del suo corpo. Le dichiarazioni da parte del medico al paziente del tipo "hai un cancro maligno al fegato, hai un tumore al seno particolarmente aggressivo e invasivo, ti restano pochi mesi di vita, hai l'AIDS, ecc"...tutte queste dichiarazioni colpiscono il paziente come una condanna a morte, come una sentenza di totale annichilimento. "Anche cercare informazioni su un particolare sintomo su Internet con innumerevoli siti Web che propagano il concetto di malattie maligne può facilmente attivare un conflitto di paura della morte". Di regola quindi sono principalmente le diagnosi mediche nella nostra epoca che scatenano nell'individuo la paura della morte e con essa il tumore ai polmoni, difatti l'individuo messo di fronte alla MORTE si sente mancare l'aria, si sente come se stesse per soffocare, come se si trovasse nella condizione di non respirare o di non potere più assorbire l'aria.
Noi di regola associamo la morte di un individuo con la mancanza di respiro. Quando un individuo smette di respirare noi lo dichiaramo morto: "ha esalato l'ultimo respiro", si dice di regola. Ed è per questo motivo che associamo la morte alla mancanza d'aria. Non a caso noi quando ci troviamo di fronte ad un evento mortale contraiamo il diaframma per ingerire, per inghiottire più aria - e quale evento è più mortale di una diagnosi medica che ti dà qualche mese di vita a causa di un tumore che dal punto di vista della medicina del dottor Hamer è del tutto innocuo?
Dal momento in cui l'individuo ha paura di morire egli allarga i polmoni come per sfuggire ad una situazione di soffocamento, ad una situazione in cui l'aria viene a mancare. L'individuo che ha paura di morire, a cui è stato diagnostico una malattia mortale sente il bisogno di respirare a pieni polmoni, di fare il pieno di ossigeno. Il metodo che ha escogitato la natura per permettere all'individuo spaventato dalla morte di assorbire una maggiore quantità d'aria è quello di sviluppare un tumore. Il tumore come sappiamo è una proliferazione cellulare, una crescita in eccesso di cellule nell'organo bersaglio, nel nostro caso il polmone. Avendo l'individuo bisogno di respirare meglio, di assorbire più aria delle cellule tumorali proliferano negli alveoli polmonari con il compito di catturare più ossigeno. Negli alveoli polmonari deputati all'incameramento dell'ossigeno cioè cresce un tessuto supplementare, delle cellule tumorali, dei noduli rotondi con la funzione di catturare una maggiore quantità d'aria. Il compito delle cellule tumorali nei polmoni è quindi quello di incamerare più ossigeno per permettere all'individuo di sfuggire alla morte. Anche nel tumore ai polmoni - come in tutti i tumori - quindi non c'è niente di maligno di degenerativo, nessuna cellula impazzita. Il polmone si dilata per permettere all'individuo di sfuggire alla morte ingerendo una maggiore quantità d'aria. Il tumore continua a crescere fino a quando l'individuo teme per la sua vita, fino a quando è spaventato dall'idea della morte. Mentre, al contrario, il tumore smette di crescere, si arresta quando l'individuo supera il suo conflitto, quando vince la paura di morire. Una volta superato il suo conflitto l'individuo non ha più bisogno di ingerire più aria e quindi il suo tumore diventa superfluo, non più necessario. Arrivati a questo punto il cervello dà l'ordine ai micobatteri della tubercolosi di smantellare, di distruggere il tumore, il tessuto di polmone cresciuto in eccesso. Il tessuto demolito dai batteri viene poi espulso dalla bocca provocando tosse con catarro. L'espettorazione contiene anche muchi frammisti a pus e potrebbe contenere anche sangue. Questo processo di GUARIGIONE - l'espettorazione del tessuto polmonare demolito dai batteri - la medicina ufficiale lo chiama "tubecolosi polmonare". Tutti i tumori - come abbiamo visto anche nel tumore al seno e nel tumore allo stomaco - vengono smantellati, demoliti dall'azione dei batteri quando non sono più necessari. E con il tumore ai polmoni questa legge non cambia. "La secrezione tubercolare , escreta attraverso l'espettorato, è ricca di proteine. Se la fase di guarigione è lunga e intensa, la carenza di proteine potrebbe essere fatale. La morte, tuttavia, non è causata dall infezione della tubercolosi, ma piuttosto dall'esaurimento delle proteine (per questo motivo, la tubercolosi era precedentemente chiamata "consumo", o anche " tisi").
oggi come ieri : farse gonfiate 

Questo è esattamente ciò che accadde durante l' epidemia di tubercolosi polmonare del 1919 detta Spagnola  dopo che milioni di persone avevano risolto i conflitti subiti durante quattro anni di guerra. La fine della guerra ha avviato una guarigione di massa. A causa dell'estrema povertà causata dalle crisi economiche mondiali seguite alla prima guerra mondiale, le persone affette da tubercolosi non hanno ricevuto il cibo ricco di proteine necessario per la guarigione. Solo coloro che potevano permettersi un'alimentazione adeguata erano in grado di sopravvivere. I poveri non avevano possibilità". Non fu quindi un presunto virus nella cosiddetta "pandemia" chiamata SPAGNOLA che portò alla morte milioni di persone alla fine della prima guerra mondiale ma la mancata guarigione dal tumore dovuta, nelle masse povere, ad una adeguata alimentazione ricca di proteine.
Eh si! la cosidetta malefica elite di quattro bottegai arricchiti, sa che la paura di morire per tramite di un virus invisibile svilupperà nelle masse spaventate dal presunto VIRUS,  un cancro ai polmoni. 

 

ORIGINALITA' MA ANCHE VERITA'

  In quanto ad originalita' di pensiero pochi possono competere   con Guglielmo Ferrero uno scrittore, saggista politico molto poco con...