.jpg)
.... e rieccomi a ragionare sul sogno, e questa volta facendolo proprio da un punto di vista psicoanalitico, anzi terapuetico, cercando di stabilire se il sogno sia in effetti uno strumento clinico, ovvero se dobbiamo intendere la psicoterapia che lavora appunto sui sogni come una serie e normale prassi terapeutica o piuttostonon vada considerata come un qualcosa che cade nella mantica, nella cabala, nel vaticinio? il punto e' che, specie con il fatidico saggio di Freud "L'interpretazione dei sogni" uscito all'inizio di quel controverso XX secolo, sempre piu’ vige l'ipotesi che dietro a tutto il simbolismo e, spesso e volentieri, l’assurdo delle rappresentazioni oniriche vi sia, non tanto un significato nascosto come viene catechizzato in quel libro, interpretabile attraverso i canonici meccanismi del linguaggio, condensazione e spostamento, ovvero metafora e metonimia, quanto tutto un costrutto, un vero e proprio racconto di cui quello che traspare nel ricordo ne e’ solo un pallido riflesso, che però
ne conserva i meccanismi di narrazione. Un assunto, quello della interpretazione freudiana dei sogni, confermato da un po’ tutti i suoi seguaci, anche dal suo piu’ famoso rivale Jung che in merito alla sua spiegazione , piuttosto del desiderio cui Freud dava un impianto eziologico, vi poneva la compensazione fino ad arrivare a Lacan che pur conservando tutti i meccanismi individuati da Freud e anzi aggiungendovi le ultime tendenze della linguistica da De Saussure allo strutturalismo, arriva addirittura ad equiparare non solo il sogno, ma tutto l’inconscio ad un linguaggio con la sua appunto famosa formula “l’inconscio e’ strutturato come il linguaggio”, stabilendovi conseguentemente le sue leggi di funzionamento. Il punto, solo raramente messo in discussione di queste tesi, e' che la psicoanalisi ha sempre avuto la pretesa di catturare la psiche con lo stesso piglio di un fotografo di gossip, perennemente alla ricerca dello scatto fatale, il nudo della first lady di turno, Jacqueline Kennedy in Onassis all'epoca, oggi chissa' Melanie Trump in un'isola caraibica, il bacio tra gli amanti impossibili, insomma per intenderci il fotogramma, o meglio un video sequenza, in grado di riassumere tutto e mettere d'accordo passato presente e anche futuro. Questo tipo di "hibrys" direbbero gli antichi greci, che potremmo tradurre come presunzione, va a mio parere applicato appunto a quei terapeuti (praticamente tutti) che lavorano sui sogni come se fossero segni astrologici o chakra della Kundalini si sentono quindi autorizzati a delle interpretazioni che tendono a fare del sogno un qualcosa di prettamente antropico, o meglio sintomatico di un io conscio che quasi si sente in veste di riordinatore di un inconscio altrimenti indecifrabile e oscuro (non era Jung che diceva che dov'era l'inconscio dovra' essere l'io e Freud non paragonava l'opera del disvelamento dell'inconscio al prosciugamento delle paludi dello Zuiderzee ?). Una prassi tutta tesa a ridurre il simbolico dell'inconscio ad un qualcosa di raccatto della coscienza che e' in verita' quanto di piu' antitetico alla vera natura delle sue molteplici manifestazioni, di cui il sogno ne e' per ammissione di Freud in persona, "la via Regia" IL punto e' che tutte le teorie del sogno sono protese a ricercarne giocoforza un significato, che ha un riferimento univoco : il sognatore stesso, eludendo il fatto che l'impatto di tale referente e' tanto invadente e assai spesso devastante quanto l'operazione di trasformazione che noi facciamo del nostro ambiente e della nostra societa' in cui viviamo : palazzi, strade, fabbriche, ponti, industrie, grattacieli, reti di comunicazione e di smaltimento rifiuti, sono li' a rappresentare l'impatto della nostra specie su un mondo che stentiamo a riconoscere e sopratutto non siamo riconosciuti , così come il materiale del sogno trasferito alla nostra bisogna, sta a giustificare quella pretenziosa interpretazione che non solo Freud, ma un po' tutta l'umanita' ha sempre ricercato nel mondo onirico. la verita' è che questa benedetta psiche non ne vuole sapere di stare li' bella ferma per farsi riprendere, detesta rimanere in posa ed e' sempre in febbrile movimento, per cui la qualsivoglia teoria psicologica avallata o meno da giganti del pensiero come Freud, Jung o Lacan, ha una durata relativa rispetto all'incommensurabilita' del tempo, vale ecco tutt'al piu' come un battito di ciglia; proprio come quei famosi palazzi, ponti, strade e reti di vario genere, hanno trasformato l'ambiente in maniera tale da non consentire di risalire alle forme originarie del paesaggio, così la struttura del sogno ha un fine tutto suo che ha poco a vedere con noi e questo con buona pace appunto di tutte le variegate interpretazioni che ne sono state fatte nel corso dei millenni e che vorrebbero fare del sogno un qualcosa di connaturato alla nostra essenza e addirittura finalizzato a darci ammaestramenti o aiuti, quasi fossero una sorta di angeli custodi ; ripeto lo sbaglio e' quello di ricercare nel sogno un carattere antropico, quando in relata' la sua peculiarita' e' semmai quella di essere un meccanismo entropico, volto non all'ordine della ragione e dell'io conscio, ma al disordine del simbolismo dell'inconscio, uno strumento dell'Es non dell'Io - da qui si spiega tutto il sotteso del sogno, quei suoi rimandi che non hanno alcuna logica e sottendono sempre altro, sia come svolgimento che come racconto che ha sempre qualcosa di mancante, di non compiuto, ecco di non ordinato, giustappunto del tutto assimilabile alla entropia che come e' noto in termodinamica, ma anche in filosofia rappresenta la tendenza universale verso il disordine, il caos, la trasformazione , un concetto che va oltre la fisica per toccare la condizione umana, la conoscenza e il tempo stesso, suggerendo una naturale progressione verso la massima dispersione di energia e informazione, ma anche una lente attraverso cui la mente umana percepisce il mondo e la sua incessante mutazione . Capiremo il sogno solo quando ci porremo dalla parte di questo disordine di questa dispersione, solo allora capiremo perche' i suoi meccanismi alludono sempre ad un qualcosa di sotteso, di oscuro, di non spiegato , insomma quando rinunceremo alla nostra concezione antropica di ordine e cominceremo a ragionare in termine di entropia ovvero di disordine e di dispersione . Chissa' che l'inconscio di cui i sogni sono una via di accesso privilegiata , tanto per rimanere con Freud , non sia affatto ordine e equilibriio, ma il netto contrario , appunto entropia del tipo, come accennato, di un terremoto, una alluvione, qualsivoglia cataclisma, che esistono ed avvengono senza alcuna logica umana, senza alcuna spiegazione, senza nessun significato se non quello che di volta in volta vogliamo attribuirgli noi