martedì 31 marzo 2026

LE DUE METAFORE

Le metafore davvero probanti sull’esistere sono due: quella della nascita e quella della morte ! si d’accordo,  c’’e’ anche quella,  importantissima della conoscenza, che da luogo alla metafora di me stesso  e che va a costituire la coscienza, ma qui vogliamo parlare in esclusiva delle due metafore che caratterizzano l’esistenza senza orpelli di alcun genere, siano essi anche della rilevanza della conoscenza e dell’apprendimento. Nascere e Morire eccola qui ridotta all’essenziale la vita, sia essa vegetale, che animale e ovviamente umana. Ora la prima metafora, quella della nascita ha come suo momento clou il parto, che noi abbiamo sempre guardato dall’esterno, persino colei che lo compie, straziata dal dolore , ma pur sempre condizionata dal visivo, dalla rappresentazione di quel che avviene  anche in prossimità’ dell’evento, la stanza d’Ospedale, o la figura della levatrice, l’odore di sangue e di sudore, il proprio corpo in sofferenza; pero'  fino all’apparire del bambino o della bambina, niente di quello che sta avvenendo, di quello che costituisce il motivo di tutta quella sensazione  e’ percepito dall’occhio. Noi possiamo, dalla testimonianza delle donne esperire il tipo di queste sensazioni, ma assolutamente  non sappiamo nulla di cosa percepisca il frutto di quell’evento, quali siano i suoi pensieri, il suo vedere, il suo sentire , niente di niente, solo  un sentito dire, un senno di poi,  una conoscenza che pure deriva sempre da una metafora, la "metafora
soggetto del parto" . Ora per nostra comodita’, presumiamo che le soggetto sia dotato di un suo proprio raziocinio ed anzi per maggiore nostra comodita’ immaginiamo che non sia solo, ma in compagnia di un gemello con il quale  interloquire , e facciamo partecipi di un loro possibile dialogo “ Che dici….?” chiede l’uno all’altro ci
sara’ una vita dopo il parto, e come potrebbe essere ? Io penso  che qualche cosa dopo debba per forza esserci, senno’ quale lo scopo di tutto questo buio,  di questa nostra angustia? magari chissa’ ci saranno luci mirabolanti con colori vivaci e spazi sconfinati, dove i nostri occhi potranno guardare e le nostre gambe muoversi  e forse potremo respirare l’aria direttamente coi nostri polmoni  e mangiare cibo con la nostra bocca! ”
...” Ma e’ assurdo, camminare e’ impossibile, e mangiare con la nostra bocca poi, il cordone ombelicale  e’ l’unica possibilita’ di alimentazione ed e’ troppo corto perche’ possa permetterci di andare in giro a cercare cibo, te lo ripeto  la vita dopo il parto e’ da escludere ” ”io invece credo che qualche cosa di diverso, di piu’ vasto, di
piu’ grande, di piu’ luminoso debba esserci  debba esserci”
...” gia’ ma nessuno e’ mai tornato dopo il parto a dirci  cosa c’è e se ci sia qualcosa di simi
le a questo fantasmagorico mondo di cui vai cianciando, no credi a me,  il parto e’ proprio la fine  e non c’è niente al di la’, niente di quello che tu ti vai a fantasticare “ ... “ be’ io non so cosa ci possa essere esattamente , ma perlomeno vedremo la mamma !”... “la mamma?!?! ..."Tu credi nella mamma???? E dove credi che sia ora , con noi no , io riesco solo a sentire l’angoscia del nulla””dove dici’?, ma tutt’attorno a noi  e’ in lei e grazie a lei  che noi esistiamo  e magari chissa ‘ ci trasformeremo in qualcos’altro
che riuscira ‘ a percepire un qualcos’altro e anche una mamma “... “ balle, tutte balle, io non credo
ne’ alla mamma ne’ a questo tuo mondo immaginario che dovrebbe divenire reale, non ho mai visto ne’ l’una, ne’ l’altro per cui e’ logico che essi non esistano"
.  A questo punto c'è una sorta di chiosa del primo interlocutore, quello che aveva espresso le perplessita' sulla convinzione che non ci fosse nulla dopo il parto, perplessita' verso  le quali non possiamo non sorridere avanzando la nostra certezza sulla realta' del mondo di quella visione   :  “Eppure  a volte, quando siamo in silenzio mi sembra di riuscire a sentire come una carezza , una sorta di affiato tra i due mondi di cui lei la mamma e’ il tramite e mi sembra anche di percepire  un qualcosa di reale che come ci aspetta  e per il
quale noi ci stiamo preparando”.
Ebbene si la "metafora parto" che possiamo identificare con una "metafora nascita"  e' del tutto equivalente alla "metafora morte" che questa volta possiamo immaginare con due vecchietti su di una panchina di un viale al tramonto a dissertare giustappunto sulla prossima  ravvicinata dipartita....stesse domande, stessi dubbi, nell'uno come nell'altro caso, ma in questa seconda accezione siamo in presenza di una eventualita' di trasformazione dove manca un terzo soggetto, il "soggetto supposto sapere"  tanto per appropriarci di un'espressione 
Lacaniana, colui cioe'   che conosce l'esito di tale trasformazione,  come invece si  era nella precedente , quindi tutti i dubbi, tutte le perplessita' sono destinate a non avere risposta. Viene quindi di affidarci ad una idea di equivalenza tra principio e fine che le antiche culture simboleggiavano nel simbolo dell'infinito, l'Uroboros , il serpente che si morde la coda  e in questa sua eterna azione e trasformazione si avrebbe la significanza del fenomeno vita 

 

  

venerdì 27 marzo 2026

IL TRAUMA COME EZIOLOGIA DI TUTTE LE MALATTIE

 

TRAUM  in tedesco significa sogno, da noi in italiano invece il termine trauma,  che ha solo una "a" in piu' sul finale,  ha il significato di un fatto, un evento in genere di carattere esterno, che ci ha colpiti con effetti  di grave turbmento sia fisico che psichico. Curiosa questa estrema somiglianza semantica di due termini che pur non essendo per nulla coincidenti come significato, tuttavia sottendono una modalita' di rapportarsi con quel qualcosa che elude la coscienza, e che la costringe a rinunciare a tutti i suoi costrutti,  a tutta la sua logica. Per chi non lo avesse capito stiiamo alludendo a tutto quello che non fa parte della coscienza e della nostra tanto decantata razionalita', stiamo parlando dell'inconscio o per dirla alla Groddeck piu' che a Freud, stiamo parlando  dell'ES.
Forse c'è un sogno (traum) a significanza di quello che si sta svolgendo nel sotteso dell'inconscio, cui si alludeve nel precedente articolo su questo stesso Blog, ma certamente   c'e' sempre un trauma a origine e spiegazione di qualsivoglia malattia come quello, diciamo primigenio, che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio ( un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un giovane di 19 anni Dyk che era il figlio di Hamer.)Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche” che  stabilisce che

quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte all’immediato pericolo: 

una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo 
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e
normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione di un passato da cui trarre ispirazione; e’ quanto mai ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanali
si, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e
anche del pensiero: il sogno, oh diamine!  il sogno, ma ti rendi conto?:  da quando in qua un medico, un professore, si mette alla stregua di una volgare “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse:il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci 
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà
giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle e non solo a Londra, ma anche a Praga dove il mistero puo' essere ancora piu' fitto “...perchè non è mai capito!”                                                    Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

martedì 17 marzo 2026

IL SOGNO TRA ANTROPIA E ENTROPIA

.... e rieccomi a ragionare sul sogno, e questa volta facendolo proprio da un punto di vista psicoanalitico, anzi terapuetico, cercando di stabilire se il sogno  sia in effetti uno strumento clinico, ovvero se dobbiamo intendere la psicoterapia che lavora appunto sui sogni come una serie e normale prassi terapeutica o piuttostonon vada considerata  come un qualcosa che cade nella mantica, nella cabala, nel vaticinio? il punto e' che, specie con il fatidico saggio di Freud "L'interpretazione dei sogni" uscito all'inizio di quel controverso XX secolo, sempre piu’ vige l'ipotesi  che dietro a tutto il simbolismo e, spesso e volentieri,  l’assurdo delle rappresentazioni oniriche vi sia, non tanto un significato nascosto come viene  catechizzato in quel libro, interpretabile attraverso i canonici meccanismi del linguaggio, condensazione e spostamento, ovvero metafora e metonimia, quanto tutto un costrutto, un vero e proprio racconto di cui quello che traspare nel ricordo ne e’ solo un pallido riflesso, che però ne conserva i meccanismi di narrazione.  Un assunto, quello della interpretazione 
freudiana dei sogni, confermato  da un po’ tutti i suoi seguaci, anche dal suo piu’ famoso rivale Jung che in merito alla sua spiegazione , piuttosto del  desiderio cui Freud dava un impianto eziologico, vi poneva la compensazione fino ad arrivare a Lacan che pur conservando tutti i meccanismi individuati da
 Freud e anzi aggiungendovi le ultime tendenze della linguistica da De Saussure allo strutturalismo, arriva  addirittura ad equiparare non solo il sogno, ma tutto l’inconscio ad un linguaggio con la  sua appunto famosa formula  “l’inconscio e’ strutturato come il linguaggio”, stabilendovi conseguentemente le sue leggi di funzionamento. Il punto, solo raramente  messo in discussione di queste tesi, e' che la psicoanalisi  ha sempre avuto la pretesa  di catturare la psiche con lo stesso piglio di un fotografo di gossip, perennemente alla ricerca dello scatto fatale, il nudo della first lady di turno, Jacqueline Kennedy in Onassis all'epoca, oggi chissa' Melanie Trump in un'isola caraibica, il bacio tra gli amanti impossibili, insomma per intenderci il fotogramma, o meglio un video sequenza,  in grado di riassumere tutto e mettere d'accordo passato presente e anche futuro. Questo tipo di "hibrys" direbbero gli antichi greci, che potremmo tradurre come presunzione, va a mio parere applicato appunto a quei terapeuti  (praticamente tutti) che lavorano sui sogni  come se fossero segni astrologici o chakra della Kundalini  si sentono quindi autorizzati a delle interpretazioni  che tendono a fare del sogno un qualcosa di prettamente antropico, o meglio sintomatico di un io conscio  che quasi si sente in veste di riordinatore di un inconscio altrimenti  indecifrabile e oscuro (non era Jung che diceva che dov'era l'inconscio dovra' essere l'io  e Freud non paragonava l'opera del disvelamento dell'inconscio al prosciugamento delle paludi dello Zuiderzee ?). Una prassi tutta tesa a ridurre il simbolico dell'inconscio ad un qualcosa di raccatto della coscienza  che e' in verita' quanto di piu' antitetico  alla vera natura delle sue molteplici  manifestazioni, di cui il sogno ne e'  per ammissione di Freud in persona, "la via Regia" IL punto e' che tutte le teorie del sogno  sono protese a ricercarne giocoforza un significato, che ha un riferimento univoco : il sognatore stesso, eludendo il fatto che l'impatto di tale referente  e' tanto invadente e assai spesso devastante quanto  l'operazione di trasformazione che noi facciamo del nostro ambiente e della nostra societa' in cui viviamo : palazzi, strade, fabbriche, ponti, industrie, grattacieli, reti di comunicazione e di smaltimento rifiuti, sono li' a rappresentare  l'impatto della nostra specie su un mondo che stentiamo a riconoscere e sopratutto non siamo riconosciuti , così come il materiale del sogno trasferito alla nostra bisogna, sta a giustificare  quella pretenziosa interpretazione che non solo Freud, ma un po' tutta l'umanita' ha sempre ricercato nel mondo onirico.  la verita' è che questa benedetta psiche non ne vuole sapere di stare li' bella ferma  per farsi riprendere, detesta rimanere in posa ed e' sempre in febbrile movimento, per cui la qualsivoglia teoria psicologica avallata o meno da giganti del pensiero come Freud,
Jung o Lacan, ha una durata relativa rispetto all'incommensurabilita' del tempo, vale ecco tutt'al piu' come un battito di ciglia; proprio come quei famosi palazzi, ponti, strade e reti di vario genere, hanno trasformato l'ambiente in maniera tale da non consentire  di risalire alle forme originarie del paesaggio, così la struttura del sogno ha un fine tutto suo che ha poco a vedere con noi e questo con buona pace  appunto di tutte le variegate interpretazioni che ne sono state fatte nel corso dei millenni e che vorrebbero fare del sogno un qualcosa di connaturato alla nostra essenza e addirittura finalizzato a darci ammaestramenti o aiuti, quasi fossero una sorta di angeli custodi ; ripeto  lo sbaglio e' quello di ricercare nel sogno un carattere antropico, quando in relata' la sua peculiarita' e' semmai quella di essere un meccanismo entropico, volto non all'ordine della ragione e dell'io conscio, ma al disordine  del simbolismo dell'inconscio, uno strumento dell'Es non dell'Io -  da qui si spiega tutto il sotteso del sogno, quei suoi rimandi che non hanno alcuna logica e sottendono sempre altro, sia come svolgimento che come racconto che ha sempre qualcosa di mancante, di non compiuto, ecco di non ordinato, giustappunto del tutto assimilabile  alla entropia che come e'
noto in termodinamica, ma anche in filosofia 
rappresenta la tendenza universale verso il disordine, il caos, la trasformazione  , un concetto che va oltre la fisica per toccare la condizione umana, la conoscenza e il tempo stesso, suggerendo una naturale progressione verso la massima dispersione di energia e informazione, ma anche una lente attraverso cui la mente umana percepisce il mondo e la sua incessante mutazione . Capiremo il sogno solo quando ci porremo dalla parte di questo disordine di questa dispersione, solo allora capiremo perche' i suoi meccanismi alludono sempre ad un qualcosa di sotteso, di oscuro, di non spiegato , insomma quando rinunceremo alla nostra concezione antropica di ordine  e cominceremo a ragionare in termine di entropia ovvero di disordine e di dispersione . Chissa' che l'inconscio di cui i sogni sono una via di accesso privilegiata , tanto per rimanere con Freud , non sia affatto ordine e equilibriio, ma il netto contrario , appunto entropia del tipo,  come accennato,  di un terremoto,  una alluvione, qualsivoglia cataclisma,  che esistono  ed avvengono  senza alcuna logica umana, senza alcuna spiegazione, senza nessun significato se non quello che di volta in volta vogliamo attribuirgli noi

lunedì 2 marzo 2026

FANTATERZA

 

Vogliamo dunque scoprire  quale sarebbe stato l’altro cammino  del nostro integrale sul fascismo , mettendo da subito in ombra la cialtronesca figura di Benito Mussolini e il suo giornalaccio frutto del mercimonio con Francia e Inghilterra ?  Per farlo dobbiamo partire da un’altra Marcia , quella fatta da D’Annunzio su Ronchi  nel settembre del 1919 e preludio all’epopea dell’annessione  di Fiume  con tutti i nessi e connessi ivi compresa la folgorante Carta del Carnaro (8 settembre 1920) emessa a seguito e a sugello della cosidetta Reggenza del Carnaro (proclamata precedentemente  da D’annunzio il 12 agosto 1920) Il potere esecutivo sarebbe stato affidato ad un collegio di sette Commissari ("Rettori" nella versione dannunziana), eletti dall'organo legislativo, che avrebbero dovuto rimanere in carica un anno (rappresentare la Repubblica presso gli altri Stati e dirigere il collegio esecutivo come primus inter pares sarebbe stato compito del Commissario/Rettore agli Affari Esteri). Il potere legislativo avrebbe dovuto essere condiviso da due camere, la Camera dei Rappresentanti e il Consiglio Economico (nella versione dannunziana denominate rispettivamente "Consiglio degli Ottimi" e "Consiglio dei Provvisori"). Non ci sarebbe stato tuttavia bicameralismo perfetto   in quanto ognuna di esse sarebbe stata responsabile di materie diverse; su alcune materie importanti si prevedeva tuttavia la partecipazione all'attività legislativa di
entrambe le camere, per l'occasione riunite in seduta comune nell'Assemblea Nazionale (denominata anche "Arengo" nella versione dannunziana). In caso di pericolo per la Patria l'Assemblea Nazionale avrebbe potuto eleggere per un peri
odo di sei mesi un Comandante (figura ispirata al Dictator dei romani). Ecco questo spirito della Marcia su Roma e della successiva  reggenza di Fiume e’ costitutivo per intendere il diverso integrale sui cammini  che si andra’ costituendo . il soggetto referenziale che e’ come il coagulo di questo nuovo integrale lo abbiamo lasciato a fine guerra insignito tra l’altro anche di una altissima decorazione inglese su proposta di lord Cavan e con il grado di Maggiore . Nell’ultimo mese del ‘18 e’ cte del centro di sgombro a Cividale del FRIULI ,  e tale rimane fino al febbraio del
1919 in cui viene trasferito  al Presidio di occupazione di Trento . Nell’agosto viene collocato in posizione ausiliaria per riduzione quadri. Così nel settembre si sente libero di prendere parte alla famosa marcia su Ronchi  entusiasta fiancheggiatore di D’annunzio anche se contesta il suo americanismo che difatti si sta vedendo cosa porta col suo presidente Wilson . Sara’ s
ubito uno dei protagonisti dell’Impresa di Fiume, ma l’Esercito lo considera fuori legge e lo sospende anche dalla posizione ausiliaria, sicche ’ e’ costretto alle dimissioni per non incorrere  in procedimenti penali  (20 novembre 1919). Così e’ libero di dedicarsi alla stesura della Carta del Carnaro e divenire il piu’ valido collaboratore del Vate. Si trova quindi protagonista nel Natale di sangue  laddove il Generale che comanda la repressione di Fiume e' Enrico Caviglia  e viene arrestato proprio dal suo vecchio amico e commilitone Gastone Gambara. grande tristezza anche se viene liberato pochi giorni e comunque non ne vuole sapere di ritornare nell'esercito, cosa che Caviglia gli aveva prospettato come possibile, magari con un trasferimento in colonia  (febbraio 1921). Invece aderisce al PNF anche se non ha nessuna stima per il suo fondatore Benito Mussolini ( fine marzo 1921)Diviene responsabile del territorio del veneto e trentino alto adige con correlazione con Milano e Roma, Nell’ottobre del 1921 e’ tra i fondatori del PNF e aggiunge la responsabilità’ territoriale dell’Emilia e Romagna . SI lega molto con Italo Balbo che era stato un suo subalterno  nei reparti delle Fiamme Verdi e coordinano insieme numerose iniziative e azioni. Con balbo sara’ l
organizzatore ed anche il coordi
natore della Marcia su Roma , ma di poi e’ fortemente  ostile a Mussolini  tanto che questi  nel 1923 non gli concede la nomina a luogotenente generale della MVSN ma lo fa nominare solo Console. Si presenta comunque alle elezioni del 1924 e viene eletto , ma sempre c’’e’ quella ostilita’ con Mussolini che comunque non puo’ impedire che nel giugno 1924 venga nominato Luogotenente GENERALE. Con questo grado che lo fa responsabile dei servizi di investigazione  del Regno si occupa spasmodicamente del delitto Matteotti  arrivando nell’ottobre sa scoprire che i mandanti   dell’uccisione non erano stati politici fascisti, ma industriali americani per questioni di petrolio nel POLESINE di cui Matteottri stava per svelarne  i retroscena delle loro speculazioni (novembre 1924). La scoperta resa di pubblico dominio il 29 ottobre1924 che addirittura accusa David Rockfeller e alti dirigenti della Texaco, ha un impatto incredibile nell’opinione pubblica, che vede le azioni del PNF risalire velocemente  ma MN vuole approfittare assieme a Balbo e Dino Grandi  della crisi personale di Mussolini  per operare un ribaltamento di direzione del
PNF  facendo leva sulla figura di Gabriele D’annunzio , molto ma molto piu’ rappresentativo, e in quello stesso novembre IL 21  si presenta con un voto di sfiducia di Mussolini e il 23 con la proposta di un Governo D’annunzio di intesa nazionale che si rifa’ ai principi della Carta del
CARNARO   che ottiene la fiducia sia della Camera che del Senato (25 novembre 1924). Quindi caduta del governo Mussolini e  subentra il governo D’annunzio  con lui alla Giustizia, e Presidente della Camera , Mussolini agli Interni , Grandi agli Esteri, Balbo alla Difesa, che comprende anche l’aeronautica , Bottai alla Cultura e Propaganda , Ciano alla marina e Presidente del Senato , vengono anche cooptati membri dell'opposizione, Giovanni Gronchi, Enrico De Nicola, mentre lui e  Balbo nel gennaio 1925 sono  anche nominati SOTTO CAPO di S.M. GENERALE carica cui e' elevato il generale d'Esercito Enrico Caviglia 

 

 

 

ASSO CON CARTE MINORI

  Va sottolineato come alla messa in scena di Trump, citata nel precedente articolo su questo stesso blog,   equiparato piu’ come Asso degli...