martedì 31 marzo 2026

LE DUE METAFORE

Le metafore davvero probanti sull’esistere sono due: quella della nascita e quella della morte ! si d’accordo,  c’’e’ anche quella,  importantissima della conoscenza, che da luogo alla metafora di me stesso  e che va a costituire la coscienza, ma qui vogliamo parlare in esclusiva delle due metafore che caratterizzano l’esistenza senza orpelli di alcun genere, siano essi anche della rilevanza della conoscenza e dell’apprendimento. Nascere e Morire eccola qui ridotta all’essenziale la vita, sia essa vegetale, che animale e ovviamente umana. Ora la prima metafora, quella della nascita ha come suo momento clou il parto, che noi abbiamo sempre guardato dall’esterno, persino colei che lo compie, straziata dal dolore , ma pur sempre condizionata dal visivo, dalla rappresentazione di quel che avviene  anche in prossimità’ dell’evento, la stanza d’Ospedale, o la figura della levatrice, l’odore di sangue e di sudore, il proprio corpo in sofferenza; pero'  fino all’apparire del bambino o della bambina, niente di quello che sta avvenendo, di quello che costituisce il motivo di tutta quella sensazione  e’ percepito dall’occhio. Noi possiamo, dalla testimonianza delle donne esperire il tipo di queste sensazioni, ma assolutamente  non sappiamo nulla di cosa percepisca il frutto di quell’evento, quali siano i suoi pensieri, il suo vedere, il suo sentire , niente di niente, solo  un sentito dire, un senno di poi,  una conoscenza che pure deriva sempre da una metafora, la "metafora soggetto del parto" . Ora per nostra comodita’, presumiamo che le soggetto sia dotato di un suo proprio raziocinio ed anzi per maggiore nostra comodita’ immaginiamo che non sia solo, ma in compagnia di un gemello con il quale  interloquire , e facciamo partecipi di un loro possibile dialogo “ Che dici….?” chiede l’uno all’altro “ci sara’ una vita dopo il parto, e come potrebbe essere ? Io penso  che qualche cosa dopo debba per forza esserci, senno’ quale lo scopo di tutto questo buio,  di questa nostra angustia? magari chissa’ ci saranno luci mirabolanti con colori vivaci e spazi sconfinati, dove i nostri occhi potranno guardare e le nostre gambe muoversi  e forse potremo respirare l’aria direttamente coi nostri polmoni  e mangiare cibo con la nostra bocca! ”

  

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