sabato 29 marzo 2025

CIO' CHE E' REALE E' IRRAZIONALE, ANCHE ASSURDO

 

La farsa pandemica e tutte le baggianate subite durante i quasi tre anni di dominio dell’irrazionale piu’ marcato (con buona pace di quell’idiota di Hegel che diceva che solo cio’ che e’ reale e’ razionale e viceversa) ha accentuato non solo il mio io complottista, negazionista e "anti-tutto" di quello che proveniva dal sistema in genere (politica, informazione, mass media, pseudo scienza da Carosello, etc.), ma ha risvegliato un che di fantastico e di lasciarmi trasportare dalle teorie piu’ estreme, per intenderci dai Misteri delle cattedrali di Fulcanelli alle Quattro Lune di Horbiger, dai Templari e la chiave di Hiram, fino al “non siamo mai stati sulla luna” e il “Titanic non e’ mai affondato:” senza dimenticare le astronavi sulla preistoria del buon Peter Kolosimo, agli alieni dallo Zodiaco del mio amico Eufemio del Buono.
i racconti "alieni" dello Zodiaco di E.Del Buono
Una di queste e’ senza dubbio quella degli Anunnaki e del loro pianeta Nibiru, che mi solletica il senso del paradosso e mi spinge a ipotizzare che ….alla fin fine, potrebbe anche esere andata proprio così . Ci sono prove matematiche che indicano l’esistenza di un “Pianeta X” da qualche parte nel profondo del sistema solare. Questo ipotetico pianeta delle dimensioni di Nettuno orbita intorno al nostro Sole in una lunga orbita ellittica, ben oltre Plutone. L’oggetto, soprannominato dagli esperti “Pianeta Nove”, potrebbe avere una massa pari a circa 10 volte quella della Terra e girare intorno al Sole quasi 20 volte più lontano di Nettuno in media. Le antiche fonti lo denominarono Nibiru, che come detto ha una lunga orbita ellittica e passa
vicino alla Terra ogni 3.600 anni. Questo pianeta sarebbero venuti gli Anunnaki di solito indicati come un gruppo di divinità che compaiono nelle mitologie di Sumeri, Accadi, Assiri e Babilonesi. Il nome “Anunnaki” deriva dai caratteri cuneiformi che compongono la parola “Anu” più il suffisso “-naki” che significa “coloro che scendono dal cielo”. Nella mitologia sumera, si dice che siano i figli di Anu e Ki e che abbiano un ruolo importante nel mito della creazione dell’umanità. La storia più famosa che coinvolge gli Anunnaki è l’Epopea di Gilgamesh, in cui Gilgamesh, un re semidio, viaggia per trovare il segreto
dell’immortalità. Lungo il cammino, incontra e fa amicizia con Enkidu, un uomo selvaggio che è stato allevato dagli Anunnaki. Insieme vivono molte avventure, tra cui la sconfitta del demone Humbaba e l’uccisione del Toro del Cielo. Alla fine, Enkidu muore e Gilgamesh si ritrova a piangere l’amico e a riflettere sulla propria mortalità. Si dice anche che gli Anunnaki abbiano dato all’umanità il dono dell’agricoltura e la conoscenza dell’astronomia e della matematica. In alcune storie, si dice addirittura che abbiano creato loro stessi gli esseri umani, per avere una razza di servitori che eseguissero i loro ordini. Che siano amici o nemici, non si può negare che gli Anunnaki siano parte integrante della mitologia mesopotamica. Grazie agli studi e alle pubblicazioni del controverso autore Zecharia Sitchin, l’idea degli Dei Anunnaki ha fatto scalpore
-secondo Sitchin, gli Anunnaki avrebbero alterato il DNA degli uomini preistorici 450.000 anni fa, combinando i loro geni con i loro e impiegandoli per estrarre l’oro che a loro serviva per la sopravvivenza del loro pianeta Nibiru, che ha una lunga orbita ellittica e passa vicino alla Terra ogni 3.600 anni. Ha inoltre affermato che il pianeta ospitava esseri umani altamente superiori, più alti dell’uomo : il genetista di Harvard David Reich ha studiato i genomi dei Neanderthal e di un altro antico gruppo di ominini noto come Denisovani, entrambi coesistenti con gli esseri umanie ha scoperto che il loro DNA risaliva a più di 400.000 anni fa e che includeva geni non ancora scoperti noti come “Junk DNA” (DNA spazzatura), un’espressione coniata negli anni Sessanta. Secondo le ricerche sul DNA condotte da Gregg Braden, autore e scienziato americano New Age, noi utilizziamo solo 22 dei 64 codoni del nostro DNA, il che implica che il nostro DNA è stato modificato geneticamente; Gli Anunnaki hanno usato le loro tecniche avanzate di ingegneria genetica per creare gli esseri umani. Hanno usato il DNA dei Nibiruani e delle scimmie per creare una specie ibrida in grado di lavorare nelle miniere aurifere . Gli Anunnaki furono in grado di creare gli esseri umani perché avevano una grande conoscenza della genetica. Avevano anche la tecnologia per scindere il DNA e creare nuove forme di vita e quindi spiegazione più probabile della origine dell’uomo è che esso sia il risultato di
avanzate tecniche di ingegneria genetica. La storia degli Anunnaki affonda le sue radici in un testo noto come Libro di Enoch, che racconta di sette angeli caduti che scesero sulla Terra e generarono figli con donne umane. Un angelo disceso, di nome Azazel (Enoch dice che tutti coloro che sono discesi sono sotto il suo dominio), divenne il padre dei giganti che vivevano nelle tende nel deserto. Questi giganti furono chiamati Nefilim. I Nefilim divennero grandi guerrieri e uomini forti e iniziarono a terrorizzare la razza umana. Enoch racconta che Azazel insegnò loro a costruire spade, corazze e scudi e mostrò loro come usare i cosmetici., tale testo era popolare nell’antichita’ e arrivo’ addirittura alle prime comunita’ cristiane ma in seguito fu denunciato dalla Chiesa come apocrifo (non considerato parte della Bibbia). Tuttavia, molti cristiani credono ancora nella storia degli angeli caduti che vennero sulla Terra e generarono una razza di giganti nota come Nefilim. L’aspetto più interessante della storia degli Anunnaki è che si tratta di molti altri miti antichi di tutto il mondo, infatti in quasi tutte le antiche culture ci sono storie di divinità o di esseri ultraterreni che scendono sulla Terra e si accoppiano con donne umane. Queste storie spesso comportano la nascita di grandi eroi o mostri, che è esattamente ciò che vediamo nella storia degli Anunnaki. Che cosa significa tutto questo? È difficile dirlo con certezza. Alcuni credono che gli Anunnaki fossero effettivamente degli alieni che visitarono il nostro pianeta in tempi antichi. Altri credono che fossero semplicemente frutto dell’immaginazione di qualcuno. Comunque sia, la storia degli Anunnaki è una storia intrigante che ha affascinato le persone per secoli, quello che infatti intriga particolarmente e’ il fatto della creazione degli esseri umani per assolvere dei compiti di manovalanza Gli antichi testi sumeri raccontano che gli Anunnaki avevano bisogno di lavoratori per estrarre dalla terra oro che serviva a loro per riportarlo nel loro pianeta che ne aveva un estremo bisogno (il perche’ non e’ precisato). Ovviamente come ogni buon servo alle proprie dipendenze , c’era la necesita’ che questi nuovi esseri fossero anzitutto obbedienti al loro volere e costantemente sotto controllo, così a tal fine, impiantarono negli esseri umani una serie di dispositivi che li avrebbero mantenuti appunto docili esecutori
Julian Jaynes 
e poco piu’ . Qui ho gia’ scritto parecchi articoli su come riuscissero a ottenere tale risultato e ho trovato molto illuminante il meccanismo individuato dallo psichiatra americano Julian Jaynes di una mente bicamerale, cioe’ un cervello diviso a meta’ in relazione a due differenti modalita’ di pensiero e comportamentali, fondate sul linguaggio che e’ a ben vedere la specificita’ precipua dell’essere umano come distinzione dal resto del mondo della vita : un emisfero preposto a conoscere sempre meglio attraverso il meccanismo della condensazione di significati , ovvero la metafora che opera appunto per rassomiglianza tra due termini uno gia’ conosciuto e uno ancora no, condensati per similitudine “che cosa e’ questo? - be’ e’ come...quest’altro “ un meccanismo quello della metafora per accrescere la varieta’ e conoscenza di un linguaggio, il secondo invece allocato nell’emisfero opposto del cervello un meccanismo di trascinamento, non di significati tout court, ma di significanti (secondo la distinzione di De Saussure e che riprendera’ con forza lo psicoanalista Jacques Lacan, ovvero tutto uno strascico di implicazioni correlato ad un dato elemento), ovvero quello che nella linguistica si chiama metonimia. Stabilita tale doppia modalita’ di funzionamento , bisognava assicurarsi che tale nuova genia non andasse per proprio conto e quindi sfruttando il meccanismo del trascinamento di significanti, fare in modo che per metonimia si passasse tutto l’insegnamento che era stato loro impartito in relazione al muoversi nel contesto ambentale (detto in parole povere assicurarsi che nulla andasse perduto nella somma delle esperienze) per riuscire appieno in tale fatto bisognava che appena si presentasse una situazione di emergenza, delle voci allucinatorie provvedessero a che le disposizioni fossero non solo udite per poter essere messe in pratica, (fuggire di fronte ad un pericolo improvviso, farvi fronte, occultarsi, opuure come procedere alla costruzione di un argine, etc.)
ma “ob -audite” cioe’ ubbidite, senza esitazione, senza
discussione. Furono quelle “le voci degli dei” che per millenni governarono il comportamento e anche il pensiero umano: forse e’ un po’ azzardato dire che erano gli ammaestramenti o le disposizioni degli Anunnaki, ma certamente furono il meccanismo di presenza al mondo dell’uomo, prima che una di quelle metafore costruite dall’emisferio sinistro, quello del linguaggio articolato, costruisse una metafora particolare di se’ stesso, ovvero un “analogo io" come una percezione di se' in situazione, cioe’ rispetto al contesto ambientale - verrebbe da dire un originario “ESSER-CI” di sapore pre-heideggeriano . Ecco questa metafora unica, questo analogo io e' stato chiamato "coscienza" Nelle varie argomentazioni sugli Anunnaki c'è e' anche quella che sostiene che per arrivare a questo grado di ubbidienza da parte del nuovo genere, essi impiantarono un dispositivo nella ghiandola pineale che gli consentiva un continuo controllo dei meccanismi del sonno degli umani e quindi del loro comportamento che
La ghiandola pineale è una piccola ghiandola 
scientificamente denominata
epifisi, situata nell'epitalamo al centro della scatola cranica, 
quindi a meta' tra i due emisferi cerebrali ed e' preposta alla sintesi e alla secrezione di un ormone la melatonina che ha un ruolo chiave  nella regolazione del ciclo sonno/veglia. Ora ragionando un tantino su tale assunto : al sonno appartiene il sogno che quindi potrebbe essere una modalita' di controllo che e' ancora presente in quanto allocata nella ghiandola pineale:  il sogno come modalita' d'elezione dell'inconscio, anche quando la coscienza soppianta la precedente organizzazione neuronale della mente bicamerale... beh ammettiamolo una tesi indubbiamente affascinante,  che potrebbe rispondere all'enigma del perche' il raccordo tra conscio e inconscio e' stato ed e' sempre tanto problematico e che con buona pace della "intepretazione dei sogni " di Freud e vari predecessori e' ben lungi dall'essere spiegato e costituisce probabilmente  uno dei misteri piu' inquietanti della natura umana,  ovvero uno (la coscienza) che  appartiene agli uomini,  l'altro (l'inconscio) agli dei. Una ghiandola nel bel mezzo dei due emisferi a cavallo tra condensazione e spostamento, tra metafora e mitonimia, potrebbe in effetti rappresentare la soluzione. peccato pero' che la chiave per accedere a questa porta di conoscenza non sembra essere a nostra portata  ed allor e' forse  piu' plausibile fare leva sulle  voci allucinatorie come iniziatrici e regolatrici  del comportamento adattivo umano e magari ripercorrerne  le modalita' regolative originarie,  facendo leva sui
meccanismi inconsci che ancora possono ingenerarle, tipo i sogni, gli stress da adattamento, le conversioni sintomatiche.... e la paura , si proprio lei la paura; quella cui ancora oggi fanno ricorso i cosidetti potenti della terra, ovvero gli eredi dei bottegai, inventandosi virus, pandemie e perseguendo allarmismi  creando venti di guerra e kit di sopravvivenza. 


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