martedì 11 agosto 2026

il CO-MONDO DEI QUANTI

 

MI PROPONGO DI CHIOSARE  UN TITININ un'interpretazione della fisica quantistica  proposta da Carlo Rovelli nel 1996. Secondo questa visione, che a me pare estremamente interessante e molto stimolante per avviare studi su di essa,  la realtà non è composta da oggetti con proprietà fisse, ma da una rete di relazioni e interazioni. Un oggetto ha proprietà solo rispetto a un altro oggetto che osserva. Qualsiasi oggetto fisico può essere un osservatore. Velocità o posizione esistono solo durante un'interazione fisica. Il mondo è fatto di scambi di informazioni, non di sostanze isolate. Un buon esempio potrebbe essere una tazza sul tavolo, che ha una sua posizione nello spazio, un suo colore  e se piena,  chesso’ di caffe’ anche un suo odore, oltre ad una consistenza con diverse accezioni di percezione , come calda, fredda, etc. ora sostiene Rovelli, la tazza esiste e ha tutta questa serie di attributi  solo perche’ interagisce con la luce, con il tavolo, con l’aria, con i nostro occhi, con il nostro tatto e se viene fatta cadere anche con il nostro udito . Se mancano queste relazioni  sia dell’ambiente che nostre, addurre delle proprietà alla tazza non ha alcun senso fisico. Dal che se ne deduce che la realtà oggettiva e indipendente non esiste. Il mondo non è un insieme di cose, ma un tessuto di relazioni. Non esistono particelle isolate con proprietà fisse. Gli oggetti nascono e si definiscono solo nel momento in cui interagiscono  l'uno contro l'altro. La fisica, una vera fisica, che possiamo anche chiamare quantistica, non studia come sono fatti gli oggetti, ma come si influenzano a vicenda. Ogni osservatore ha una descrizione del mondo corretta, ma parziale e diversa dagli altri.
Misuriamoci anche noi col celeberrimo esperimento del gatto di Schrödinger, ovvero  con il gatto chiuso in una scatola  che finche ‘ qualcuno non apre tale scatola e’ nel contempo vivo o morto, ammesso che gli sia stata inoculato del veleno all’interno della scatola ed è contemporaneamente sia vivo che morto, si trova cioe’ in una sovrapposizione di stati  essendo precluso il risultato dell’effetto del veleno . Per la fisica classica  siamo in presenza di un paradosso, ma non per la fisica quantistica  e per Schrodinger, in quanto rispetto alla scatola o a se’ stesso,  il gatto e’ sia ancora vivo, sia gia’ morto, ma rispetto  a te che sei fuori dalla scatola, entrambi gli stati sono veri in quanto dipendono dal tipo di relazione che stiamo considerando e quindi il gatto si trova in una sovrapposizione  . Rovelli e piu’ originariamente Schrhodinger non hanno torto perche’ il nostro mondo è in sostanza un "co-mondo" ovvero un mondo di energie in relazione , interrelato e traente energia proprio dalla rete infinita di tali relazioni che vanno anche a costituire insiemi energizzati che possono essere osservati dalla coscienza, ovvero da noi e dal nostro sistema osservante. Tale sistema osservante, ovvero il sistema che ci permette di interagire con il contesto e’ costituito da mattoni i famosi mattoni della nostra percezione e la modalita' di come esperiamo il contesto, ovvero vista, cenestesi, udito, propriocezione, tanto studiati dalla PNL di Bandler e Grinder ma anche dalla Scuola di Palo Alto di Bateson e poi
Watzlavitch, Haley, Weakland e l'immenso imprimatur di Milton Erickson, sono gli elementi che ci permettono di costruirci esperienza e conoscenza. Il punto e' che tali forme di energia possono anche essere supposti operanti in insiemi non percepiti dai nostri sistemi osservanti e cataloganti, bensì in un sistema diverso, cui qualcuno ha dato il nome di inconscio ed ecco allora, che, come dice un seguace di quel qualcuno, tale inconscio diviene come "insiemi infiniti" .
Nevvero signor Freud e signor Matte' Blanco? 
Sempre facendo riferimento alla fisica quantistica  e al rappresentante piu’ famoso  del nuovo modo di intendere il rapporto con il nostro mondo in accezioni inusitate ,  nel 2018, l'Università Ebraica di Gerusalemme, custode dell'archivio di Einstein, ha digitalizzato 80.000 pagine dei suoi appunti. Tra formule, lettere e bozze, è stato trovato un appunto senza data. Non di fisica. Non di matematica. Un'osservazione sulla percezione del tempo, tipico di Einstein e della sua relativita’ “un’ora trascorsa con una bella ragazza” c’era scritto “dura un secondo, lo stesso tempo passato in una anticamera d’attesa, una eternita’ - fin qui tutto pacifico ma erano state alcune righe successive a destare  perplessità’   "Il tempo accelera quando la mente prevede, rallenta quando la mente e’ sorpresa” o il che e’ lo stesso, accellera,  quando misura, fa di conto, ragiona, insomma utilizza a pieno l’emisfero sinistro del cervello, mentre rallenta quando si lascia trasportare dalla fantasia, dalla intuizione e si,  insomma,  si lascia sorprendere. Cosa significa accelerare  e rallentare in termini di qualita’ di vita? Significa vivere  piu’ o meno pienamente:  con la velocita’ si va al concreto, al risultato, magari al riscontro obiettivo, ma con la lentezza si gode del processo, dell’attimo, e’ il “Carpe diem” oraziano  e si da’ spazio alla fantasia, alla bellezza, si da’ valore al processo e non all’esito, si gode appieno di ogni particolare . Per vivere a lungo ed appagati sembra quindi suggerire Einstein, rifacendo il verso ad Orazio, ma anche a tutti i saggi della umanita’ e non esclusi gli psicoanalisti come Freud Jung o Matte’ Blanco, bisogna preferenziare l’emisfero destro, lasciarsi sorprendere dalla vita e rifarsi piu’ all’inconscio che al conscio, seguire idealmente tutti i suoi insiemi infiniti della sua costituzione. Pochissimi anni fa, nel periodo piu’ buio dell’umanita’ quello sotto la pressione di un virus e di una pandemia, completamente inventati e una restrizione di tutte le

peculiarità di convivenza sociale  nel  2021, il neuroscienziato David Eagleman ha pubblicato uno studio che dimostrava come Einstein avesse descritto, con quelle poche frasi,   il  reale meccanismo di funzionamento del cervello. Ecco le sue osservazioni “Il cervello non "misura" il tempo come un orologio. Crea una percezione del tempo basata sulla quantità di nuove informazioni - Quando si fa qualcosa di familiare, il cervello elabora una quantità minima di dati. Tutto è prevedibile. Il tempo si "comprime". Un anno è uguale all'altro e vola via come un secondo nella memoria. Quando si fa qualcosa di NUOVO, il cervello elabora da 5 a 8 volte più informazioni. Ogni momento viene "registrato" in modo più completo e intenso . Il tempo si "dilata". Ecco perché l'infanzia sembra infinita: ogni giorno è pieno di prime impressioni: la prima neve, la prima bicicletta, il primo amico. Il cervello registra tutto, ed il tempo si rallenta in maniera straordinaria permettendoci di goderne ogni passaggio, l’intero processo poi crescendo le acquisizioni diminuiscono e il tempo si velocizza , dopo i 30 anni subentra la routine: lavoro, casa, gli stessi percorsi. Il cervello non ha più nulla da registrare e tempo  vola via senza lasciare traccia .  ce lo dicono quasi tutti i poeti, Saffo Alceo Mimnerno, i Cipressi cha Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filare di carducciana memoria  la Siepe dell’Infinito Leopardiano,  le tamerici salmastre dannunziane , ce lo dicono anche le canzonette ”come una fiaba l’amore passa, c’era una volta poi non c’e’ piu’…. “passa il tempo per chi non ha
avuto…” e ce lo dice l’incipit di un eccezionale romanzo non troppo famoso di Carlo Levi L’Orologio dove nell’incipit si parla giustappunto della differenza del tempo dell’infanzia e della maturita’ anticipando in tutto e per tutto, anche nella stretta accezione spaziotemporale diremmo proprio quantistica, le osservazioni del neuroscienziato Nella sua conclusione Eaglemen quindi,  rifacendosi a Einstein ma anche a Freud, a Orazio, a Matte Blanco e perfino a Modugno  e riprendendo di quasi para patta  l’accennato incipit di Carlo Levi sul tempo e l’infanzia   che l’autore fa profferire ad un certo Martino , fissa una sorta di FORMULA PER FERMARE IL TEMPO  "Se vuoi che la tua vita ti appaia lunga e piena , smetti di ripeterti , il cervello non conta gli anni, conta le novita’ , fatti sempre sorprendere dalla tua vita . 

 



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