lunedì 23 febbraio 2026

EPOPEA

C’è la presa di Gorizia e la dichiarazione di guerra anche alla germania, cosa che, appena fatto ritorno al battaglione  il 28 agosto  lo induce ad una forte invettiva contro tale  risoluzione . La cosa pero’gli costa la denuncia da parte di un capitano di S.M. sicche’ il 2 settembre e’ sottoposto a commissione disciplinare che gli costa 20 gg. di fortezza a Peschiera  (4-24 settembre 1916). Nell’ottobre scontata la pena e usufruito di una breve licenza torna nella zona del Dente del pasubio nel btg.monte Suello. Pur essendo fortemente contrario alla guerra si porta con estrema perizia nelle operazioni di conquista del Dente Austriaco, ma viene bloccata qualsiasi istanza di decorazione o promozione. Rimangono queste riserve su di lui da parte dei superior comandi . Così con il nuovo anno  il 1917 e’ sempre al monte Suello cte di compagnia ma le sue note referenziali non cambiano  “ ufficiale preparatissimo e coraggioso, molto valente, ma poco affidabile per le sue convinzioni filo tripliciste e contrarie all’attuale condotta di guerra”nel giugno viene  reintegrato al btg Vestone  e assegnato alla 52^ divisione alpina per l’offensiva dell’ortigara  dove si distingue penetrando  con la sua compagnia nel costone dei Ponari, e vi rimane sebbene ferito non gravemente - c’è la proposta di una decorazione  che come al solito viene sospesa . E’ a Cima di val Caldiera  ove si scontra nuovamente con superiori comandi per le sue feroci critiche a tutta l’operazione dove non manca di  rimarcare anche la famosa diceria della fama di menagramo del cte dell’armata gen. Mambretti . Viene sospeso dal comando e sottoposto nuovamente a commissione d’inchiesta il  2 giugno 1917 e questa volta  viene condannato a 40 gg. Di fortezza Paradosso nel rientro in servizio non viene destinato ad un reparto operativo, ma  nell’ufficio informazioni della 1^ armata alle dipendenze del magg, Pettrorelli Lalatta  che sta impegnato in una delicatissima azione di intelligence con un possibile confidente boemo dell’esercito austriaco . Considerato intelligente e capace nonche’ profondo conoscitore dello spirito composito dell’esercito  asburgico, grazie anche alla sua affinita’ con il mondo asburgico  viene subito incaricato al caso in supporto al pettorelli , elemento ideale per scoprire se dietro il tradimento del maggiore Pviko ci sia un piano del servisio segreto austriaco . Seguendo le fasi del pianio non puo’ nascondere un profondo disprezzo per il portamento dell’interlocutore e difatti chiede di essere esonerato dall’operazione (20agosto 1917) ed essere invece destinato alla XI battaglia  dell’Isonzo sulla Bainsizza . Il Lalatta che lo stima cerca di parlarci e  portargli le ragioni di una simile operazioni , ma lui non si convince. Di fronte alla ferma opposizione del piano in quanto il nostro  riteneva non onorevole vincere sia anche la guerra per un tradimento, il Lalatta non trovo’ altra soluzione che  destituirlo dall’incarico  e così il 23 agosto si ritrovo’ sullo Jelenik in forza al XXIV  corpo d’armata del gen. Caviglia  che considerate le note dell’ufficiale gli fece un breve discorsetto,  anche lui si dichiaro’ favorevole alla Triplice, “ma ora dobbiamo fare il nostro dovere “ gli disse  e lo nomino’ cte di un reparto misto di alpini e arditi  sullo Jelenik appena conquistato per ridiscendere verso l’Oscedrick ...Tutte azioni che svolge in maniera impeccabile  ottenendo  da Caviglia le proposte di promozione a Maggiore per merito   di guerra e la croce di Savoia.SSulla promozione niente da fare, il Cdo formula parere negativo mentre  dopo un certo insistere da parte di Caviglia,  il 15ottobre gli arriva la croce di cavaliere dell’ordine militare di Savoia  e Caviglia lo vuole al suo SM aggregandolo alla brigata Verona  di stanza sull’Oscedrik e tale rimane fino a Caporetto dove nella terribile ritirata  assolve a compiti di ufficiale di collegamento con tutti i reparti del corpo d’armata , compito che assolve magnificamente  contribuendo non poco al famoso salvataggio delle due divisioni del limitrofo  XXVII C.d’A di Badoglio.Quale ufficiale particolarmente distintosi, laddove Caviglia era  tornato a proporlo per la promozione a Maggiore per merito di guerra   ( 11 novembre 1917),  viene fatto tornare negli alpini il 17 novembre  e preposto alla difesa del Grappa.  Il cte della IV Armata Mario Nicolis di Robilant aveva adottato per la difesa del massiccio  una tattica "elastica" che risultò molto efficace: anziché difendere una zona fino all'annientamento, i settori in maggiore difficoltà vennero lasciati al nemico per poi essere
riconquistati con un rapido contrattacco La prima battaglia difensiva - quella di arresto dell'avanzata nemica - si svolse in due fasi: dal 14 al 26 novembre e dall'11 al 21 dicembre 1917. Preceduti da un attacco ch'era stato però contenuto sull'Altopiano di Asiago, gli austro - ungarici, dopo una massiccia e violenta preparazione di artiglieria, il 14 novembre  avevano attaccato in forze le nostre nuove linee avanzate, tra Cismon e Piave;
la lotta era sempre più aspra e accanita ed il nemico fece ricorso a tutti i mezzi di distruzione in suo possesso: dalle granate di grosso calibro, ai lancia fiamme, ai gas asfissianti. Aggrediva da est e da ovest il massiccio del Grappa e ne sgretola le difese avanzate  - dal 16 novembre vengono via via coinvolti il M. Tomatico, il M. Roncone e il Prasolan; poi, dal 20 novembre, le quote ed i costoni che convergono a raggiera su Cima Grappa: Col Caprile, M. Pertica, M. Fontanasecca, Col della Beretta, M. Salarolo, M. Spinoncia e M. Tomba. .Per più volte il nemico viene respinto, ma ripete gli attacchi accanitamente, con forze sempre maggiori. Il 20 novembre, ad esempio, gli austro-germanici occuparono il Monte Tomba e Fontana Secca ma tre giorni dopo vennero ricacciati sulle loro posizioni iniziali e sul Fontana Secca  il 23 novembre rifulse la sua perizia e ardimento che era stato interinalmente nominato cte di un battaglione alpini valle il val VARAITA, tanto che il De Robilant su consiglio anche di Caviglia se ne frego’ delle sue note negative e di motu proprio  lo propose anche lui per la promozione a Maggiore per merito di guerra sul campo , giusto il giorno del suo ventinovesimo compleanno (25 novembre 1917). Intanto il giorno seguente Il 26 novembre, con un violento combattimento, la brigata "Aosta", reparti del 94° fanteria e del battaglione alpino "Val Brenta" avevano ricacciato da Col Beretta al divisione austro - ungarica "Edelweiss" ed ha termine la prima fase della battaglia di arresto.  Fu Solo dopo questa dura prova che, riacquistata la fiducia nelle nostre reali capacità, le truppe Alleate affluite in Italia, il 5 dicembre entrarono in linea da Monfenera a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV C.A. britannico, ma ecco che  l'11 dicembre il nemico riprende con rinnovato vigore l'offensiva. Riappaiono ancora nel vivo della lotta Col della Beretta, Col dell'Orso, M. Spinoncia, Col Caprile, M. Asolone.  Per lui ancora non e’ arrivata la sospirata promozione a Maggiore , stante l’opposizione di determinati soggetti all’alto Comando  pero’  il  18 dicembre viene nominato  cte di un reparto misto dell’organico di un battaglione,  di alpini e arditi denominato “ FIAMME GRIGIE  che opera tra  Fontana Secca il col dell’Orso e lo Spinoncia . Ferito proprio la vigilia di natale alla gamba resta in linea per tutta la giornata di natale respingendo reiterati attacchi nemici e inglobando nel suo gruppo  reparti di arditi , per contrattaccare con successo il 27 dicembre sullo Spinoncia , ma  rimanere nuovamente ferito nell’azione e per non voler abbandonare  reparto e posizione nel contrattacco austriaco  viene catturato  dagli austriaci  e tradotto al loro ospedale da campo nelle retrovie e poi trasferito a Rovereto. Ricoverato a Rovereto gli alti comandi austriaci vengono a conoscenza delle sue idee e sue traversie e indubbiamente lo trattano in maniera privilegiata . Viene trasferito nell marzo dopo che si e’ rimesso delle ferite di cui e’ stato egregiamente curato in un campo Baracche dove lui dispone di una camera a solo presso Villach ed e’ trattato indubbiamente con molto riguardo anche rispetto agli altri ufficiali.Da qui il 18 maggio riesce a fuggire e a raggiungere rocambolescamente Lubiana  da cui poi Fiume e di qui fingendosi un marinaio mercantile riesce  a raggiungere Pola  e il 29 maggio Chioggia, per presentarsi quindi al comando italiano di Ferrara il 31 maggio 1918. Immediatamente reintegrato il sottocapo di SM Badoglio cerca di eccepire sul suo comportamento  e le modalita’ della sua fuga, troppo facile a suo parere, la verita’ e’ che teme che possa  rivelare dei retroscena sul salvamento delle sue divisioni . ma lui ha anche da eccepire che  che sia stato sostituito il gen. Di Robilant alla guida dell’armata del Grappa con il gen.Giardino un generale notoriamente  poco operativo ma in grazia degli alti comandi; nel periodo in cui era stato prigioniero   era successo che di sua iniziativa  il De Robilant aveva consegnato al Re  durante una sua visita il 31 dicembre 1917 la proposta di medaglia d’oro al v.m. sul campo descrivendolo come uno degli ufficiali che hanno meglio operato in tutta la battaglia d’arresto e di cui non si sa ancora se disperso o fatto prigioniero , e quindi con Decreto Luogotenenziale del 19 gennaio 1918 gli era stata  conferita la medaglia d’oro sul campo non si sa ancora se alla memoria. Reintegrato nell'esercito per il momento quindi e’ a disposizione del Presidio di Ferrara addetto al nucleo contraerei senza che gli venga dato alcun incarico  operativo e neppure concessagli quella famosa promozione a Maggiore  che due generali Caviglia e di Robilant gli avevano proposto;  quando pero’ il 23 giugno  Caviglia  subentra al gen.Pennella al comando dell’8^ armata sul Montello , si ricorda di lui e gli affida il cdo di un battaglione di arditi nella  Divisione Speciale d’Assalto A nelle ultime fasi della battaglia del Solstizio 

 

 

 

 

 

 

 

  


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