Nella meccanica quantistica, ogni particella o sistema quantistico, come un elettrone o un fotone, è descritto da una "funzione d'onda", spesso indicata con la lettera greca Ψ (psi). Questa funzione d'onda contiene tutte le informazioni possibili sul sistema e ci dice quali sono le probabilità di trovare la particella o qualsiasi altro sistema in diversi stati, ad esempio in una certa posizione o con una certa energia. Tuttavia, a differenza della fisica classica, che descrive i sistemi con grande precisione, nella meccanica quantistica non possiamo mai conoscere con certezza lo stato di una particella prima di osservarla. La funzione d'onda descrive una "sovrapposizione" di stati, il che significa che, fino a quando non eseguiamo una misurazione, il sistema esiste in tutti quei stati contemporaneamente. Un po’ come il famoso integrale sui cammini di Feynman che porta a preferenziare uno di tali cammini in nome della realta’, ma ne lascia scoperti tantissimi altri, anzi infiniti previa la nostra capacita’ appunto di integrare diverse possibilita’ anche se da un punto di vista solo teorico; parimenti sono fortemente attratto dal catalogo di possibilita’ teoriche offerte dal collasso della funzione d’onda fin dalla sua prima formulazione di De Broglie , ma soprattutto con la celeberrima equazione di Schrodinger e lo spassoso corollario del suo gatto vivo o morto, proprio in virtu’ di tale polarita’ di possibilita’. In tale esperimento, un gatto viene posto in una scatola con un meccanismo che ha il 50% di possibilità di ucciderlo in un determinato momento. Finché non apriamo la scatola per verificare lo stato del gatto, secondo la meccanica quantistica, il gatto è sia vivo che morto allo stesso tempo, ovvero in una sovrapposizione di stati. È solo quando osserviamo il sistema che il gatto "collassa" in uno stato definito: vivo o morto. Il collasso della funzione d’onda e’ il momento in cui una particella, ma niente puo’ impedirci di prendere in considerazione una stringa , sceglie di essere in piu’ posti o in piu’ stati e ne preferenzia uno, stabilendo così quella che siamo soliti chiamare realta’, la nostra realta’ definitiva. Dobbiamo immaginarci di far girare una moneta sul tavolo; mentre tale mondeta ruota sul tavolo , non è né testa né croce, ma e’ una ipotesi di entrambe le possibilità insieme. E’ questa ipotesi, un qualcosa di altamente dubbio e aleatorio che ci da’ il senso è della funzione d'onda, laddove una equazione matematica ne definisce con esattezza le probabilità. E’ quindi durante tale misurazione dell’equazione che avviene il Collasso. Se allunghiamo la mano e fermiamo la moneta in quell'istante preciso, la sfumatura dell’ipotesi scompare e la moneta diventa testa o croce. E’ proprio questo passaggio dall'essere una nuvola sfocata di probabilità all'avere un unico valore reale, che si chiama Collasso. Una particella così come una stringa, un elettrone o un fotone, non si trovano in un punto preciso, ma si diffondono come un'onda nello spazio, occupando più posizioni probabili andando a costituire quella che viene detta sovrapposizione quantistica di stati. Quando un dispositivo o un osservatore interagisce con la particella per misurarne la posizione, la natura di ambiguita’quantistica crolla - l'onda di probabilità si riduce istantaneamente a un singolo punto dello spazio:e la particella, la stringa o quello che sia viene rilevata lì e solo lì. Nella fisica classica, lo sappiamo , le cose sembrano esistere in un solo posto preciso anche se non le guardi. In fisica quantistica, è l'atto dell'interazione o della misurazione che costringe il sistema a definire la propria realtà. Quindi la realtà quantistica funziona in due modalità completamente diverse a seconda che qualcuno o qualcosa stia guardando, se nessuno guarda o misura, le cose esistono come onde di probabilità. Non c'è un punto fisso, ma un ventaglio di possibilità sovrapposte. E’ solo con lo sguardo, la misurazione o comunque un intervento esterno che l'onda crolla istantaneamente in un singolo punto. Ed e’ in quel punto preciso e solo in quello che la probabilità diventa un fatto reale.
Ci sono diverse interpretazioni del perché e come avvenga il collasso della funzione d'onda, e alcune sono oggetto di dibattito tra i fisici. Una delle interpretazioni piu' note e' quella di Copenaghen , proposta da Niels Bohr e Werner Heisenberg. Secondo questa visione, la funzione d'onda rappresenta semplicemente le nostre conoscenze sul sistema, e il collasso avviene quando viene effettuata una misurazione. Questa interpretazione pone l'accento sull'importanza dell'osservatore: è l'atto di osservare che fa collassare la funzione d'onda. Un'altra interpretazione interessante è quella dei "molti mondi", proposta da Hugh Everett. Secondo questa teoria, non c'è alcun collasso della funzione d'onda. Invece, ogni volta che viene effettuata una misurazione, l'universo si divide in molti mondi paralleli, uno per ciascuno degli esiti possibili. Ad esempio, nel caso del gatto di Schrödinger, in un universo il gatto sarebbe vivo e in un altro sarebbe morto. Questo significa che tutte le possibilità coesistono, ma in universi separati.
Il collasso della funzione d'onda rappresenta uno degli aspetti più misteriosi e affascinanti della meccanica quantistica. Esso descrive il passaggio da una sovrapposizione di stati quantistici a un singolo stato definito a seguito di una misurazione. Sebbene ci siano diverse interpretazioni di come e perché avvenga il collasso, rimane un concetto fondamentale per comprendere la natura probabilistica e indeterministica del mondo quantistico. La meccanica quantistica, con tutte le sue stranezze, ci ha insegnato che l'atto dell'osservazione non è semplicemente passivo, ma può influenzare profondamente la realtà stessa.
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