giovedì 22 ottobre 2026

L'INCONSCIO COME MULTIVERSO

Ho letto recentemente che una tesi della fisica quantistica ipotizza che i sogni potessero essere dei frammenti di storie di un altro multiverso , uno di quelli che hanno ipotizzato gente come De Vitt, Everett, Pensrose ed anche il povero Hakwings; un multiverso e che anche Richard Feynman ha postulato come percorso alternativo nel suo integrale sui cammini del 1948. Se  fosse davvero così , dato che i sogni , quasi per assioma  ( be’ vox Freudi) sono la VIA REGIA  del canonico inconscio , dovremmo sillogisticamente dedurre che l’inconscio e ‘ la sede di quel multiverso, ove si svolgono fatti, si raccontano storie, proprio come il nostro, con tanto di sotteso e di significato nascosto,  dovuti al fatto del funzionamento tipico dell’inconscio non lineare e logico, ma eminentemente simbolico, strutturato si come un linguaggio come dice Lacan, ma funzionante piu’ come ipotizza Matte’ Blanco nel suo "inconscio come insiemi infiniti", ovvero  piu’ metonimicamente che metaforicamente e con proprietà transitiva che opera pero’ in una rigida simmetria, secondo dettami non logici, ma come dice il suo autore “bi-logici”.                IL “me cojoni” ci sta tutto, perche’ ci pensi.... allora altro che andare a trovare significati e lanciarsi in interpretazioni piu’ o meno fantasiose, quando la verita’ e’ un'altra : sono cose di un altro mondo. -  punto e basta !  GIA',  ma allora come spiegare che nei sogni appaiono persone, luoghi, financo situazioni che fanno parte integrante del nostro mondo, quello quotidiano,  sia pure con qualche  cosettina in piu’, a volte anche  in meno, ma non troppo
dissimile chesso’ di qualche protagonista di fumetti, Super eroi, Nembo Kid, o un bel romanzo 
o film di fantascienza ? Orwell, Huxley, Philip Dick, Lovercraft, ma anche un Poe, un Melville, addirittura un Cervantes  e tutti i protagonisti della notte di villa
Diodati del 1816 arruolati tra  i campioni del multiverso inconscio. Multiverso va bene , ma il termine inconscio  possiamo cominciare a chiamare ES come faceva Nietzsche e soprattutto George Groddeck  che ci fece addirittura il “libro dell’Es”  Ecco, magari sarebbe il caso di andare a recuperare quell'epiteto  "SUPER" e metterlo davanti al termine Es e perchè no, aggiungerlo anche al termine multiverso per andare a costituire qualcosa di veramente inusitato un "super-es-multiverso" roba da coniugare Freud con Groddeck , ma anche un po' con tutti i personaggi che abbiamo fugacemente citato in queste righe . fino magari a pervenire ad una ulteriore  composizione  di un Super Es, che avevamo piu' volte accennato e proposto in merito ad una revisione della seconda topica freudiana, aggiungendovi appunto una nuova figura al posto di Edipo  in quel Narciso che consuma appunto la pulsione di morte nella riflessione speculare di se' stesso  e che ci era sembrato molto piu' aderente alle tesi di Al di la' del principio del piacere.  

 

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