sabato 24 ottobre 2026

I VACCINI COME LE TRE CARTE

 


Oggi 24 ottobre 2026 alla veneranda eta' di 78 anni 4 mesi e 15 giorni leggo questo articolo sui social, che mi fa letteralmente zompare dalla sedia da una parte e indignare peggio di assistere ad un abbraccio tra la Meloni e Zelensky, dall'altra. Il primo impulso e ' piu' che altro di grande stupore nel constatare che dopo tutto quello che abbiamo passato con i governi di Conte e Draghi c'è ancora chi ha il coraggio di parlare di vaccini, non e' bastata l'ignominia di averci costretti ad una sorta di arresti domiciliari e renderci succubi di ridicole disposizioni, umilianti nella loro assurdita' tipo il virus che colpiva in piedi, ma non seduti, a ore stabilite tipo la camera ad ore con una puttana e sopratutto la illogicita' del contorto meccanismo sequenziale che chi non si vaccinava infettava coloro che invece lo erano , tipo io che esco con la pioggia senza ombrello faccio bagnare chi invece l'ombrello ce l'ha. Il secondo impulso e' invece constatare che queste disposizioni, quelle dell'articolo in questione provengono dal Servizio Sanitario Nazionale che così si fa interprete dei piu' biechi interessi economici delle lobbies farmacologiche, quel vero e proprio mercimonio che nell'abnorme diffusione del vaccino (si parla di un 95% della popolazione nazionale ) ha incamerato profitti colossali. "Malimortacci vostra "- scusate l'imprecazione un po' cruda, ma voi ci state accusando di non ammalarci abbastanza per fare arricchire le case farmaceutiche? È davvero il colmo dei colmi. Una pratica inutile, inefficace, in più, altamente iatrogena che viene esaltata in nome della prevenzione, ovvero la cosa più sbagliata e antitetica alla medicina, contrabbandata ancora una volta dagli industriali per aumentare i loro profitti, tipo chesso' le cinture e gli hair back o bag , (non so esattamente come si dice perché io mi picco di non sapere una sola parola della lingua dei bottegai), le mammografie, le analisi ossessive e tutte le stronzate che ci impongono con la frase maledetta "lo facciamo per voi" . Non solo nella medicina e nella terapia non può esservi prevenzione, ma vige un assioma "chi il male se lo va a cercare, stai pur certo che lo trova" che è proprio l'antitesi saggia, giusta e sempre riscontrabile della prevenzione, altra parola, come sicurezza, tanto cara alla mentalità bottegaia, soprattutto quella evoluta di oggi. ecco degli stralci dell'immondo articolo : "INFLUENZA, NON VACCINARSI COSTA ALL'ITALIA QUASI 3 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO: I DATI CHE FANNO DISCUTERE. L'influenza stagionale non è soltanto un problema sanitario, ma ha anche un impatto economico enorme sul nostro Paese. Secondo i dati illustrati in occasione del Congresso nazionale della Società Italiana d'Igiene e riportati da Il Sole 24 Ore, i costi indiretti legati alla circolazione dei virus influenzali vengono stimati in 2,86 miliardi di euro ogni anno, tra assenze dal lavoro, riduzione dei consumi e rallentamento delle attività produttive." quando si dice che la statistica e' non solo la scienza più manipolatoria che esiste (Paul Watzlavitch - Istruzioni per rendersi infelici - change - La realta' della realta' - Pragmatica della comunicazione umana, etc) ma e' anche la piu' aderente agli interessi e alle direttive della cosidetta classe dei potenti, si indicano senza contraddittorio i dati di una situazione senza minimamente considerare quanto l'uso del vaccino influisce sull'andamento del problema , il che costringerebbe ad ammettere un dato inequivocabile che ha un riscontro pressocche' assoluto , ovvero uno zero dove non ha senso usare il segno piu' o meno, perche ' non siamo in termini di numeri immaginari, ma tristemente reali, in quaranta cinquant'anni di somministrazione del cosidetto vaccino (adesso non ricordo a quando risalga tale pratica) non si registra lo scostamento di un solo termine ne' in senso positivo ne' in senso 70) "a ma' i vaccini so' acqua calla nun servono a gniente" e non si parlava allora di effetto iatrogeno; ma continuiamo con le infamita' e illazioni contenute nel famigerato articolo nella riesamina delle manipolazioni contenute nel testo Attualmente, la copertura vaccinale nelle fasce considerate a rischio si ferma al 52,5%, mentre l'obiettivo indicato dal Ministero della Salute è del 75%. Secondo le stime presentate dal professor Andrea Marcellusi, raggiungere questo traguardo potrebbe significare ogni anno:
- Quasi 2.000 ricoveri ordinari in meno.
- Circa 145 accessi in meno in terapia intensiva.
- Quasi 315 decessi evitati, considerando la mortalità diretta e indiretta.
- Oltre 13 milioni di euro di risparmi diretti per il Servizio sanitario nazionale.

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