venerdì 17 gennaio 2025

SI CAMBIA REGISTRO E UNIVERSO

 

Se si cominciano a proiettare i numeri negativi scoprendone la valenza immaginaria che poi attraverso la moltiplicazione per il suo coniugato ovvero lo stesso numero ma di segno invertito, restituisce  la sua parte reale si perviene a risultati davvero di interesse; risultati pero' , spurgati da quel razionale che mi ha sempre dato tanto fastidio in quanto correlato a quello che ho sempre considerato il peggiore dei filosofi : Giorgio Hegel. Con un reale non più razionale, ma anzi marchiatamente irrazionale si ha, a mio parere, il destro per pervenire al registro del simbolico e quindi al linguaggio specifico dell’inconscio. Ricordiamo che è proprio grazie al calcolo infinitesimale che passiamo da uno stato ad un flusso e quindi a quella funzione d’onda che con la coniugazione  del numero negativo riflesso produce appunto quei numeri reali nel registro simbolico, dove ci si misura anche con l’irrazionale (chi potrebbe negare che nel funzionamento dei sogni, delle fantasie, e di tutto l’armamentario dell’inconscio non sia presente un dato di irrazionalità?) .Chiaramente la radice quadrata di un numero negativo non può essere rappresentata sul piano cartesiano, perché è un numero che rompe le regole dei numeri cartesiani di tutti i giorni. Ma per questo motivo non è un numero che ha meno diritti degli altri, è semplicemente un numero diverso che merita il proprio “asse cartesiano”, magari con un nome diverso. I matematici dei secoli successivi definirono quindi i numeri immaginari come un’estensione dei numeri reali, aventi la loro algebra e i loro assiomi. il numero “1″ è un numero “normalissimo”, reale, che rispetta gli assiomi dei numeri reali. Tuttavia è sommato (o sottratto) con un numero immaginario (la radice di -1). Che senso ha, e come può essere rappresentato questo numero? I matematici lo definirono numero complesso, cioè un ibrido tra numero reale e numero immaginario. Un numero complesso venne definito come un oggetto costituito da due parti: una parte reale e una parte immaginaria. La parte reale e la parte immaginaria sono rappresentate comunque da numeri reali, quindi in un certo senso un numero complesso non è altro che una coppia di numeri reali che soddisfa alcune proprietà speciali. Vedremo tra poco il senso di questa affermazione. Per comodità di notazione fu definito un simbolo speciale per l’unità immaginaria, “i“, in modo che ogni numero immaginario sia un suo multiplo:

Dal XVIII secolo in poi i numeri complessi vennero considerati un’estensione dei numeri reali, nel senso che un numero reale non è altro che un numero complesso con parte immaginaria nulla.

 Prendiamo un vettore a componenti reali, innocentissimo, bidimensionale: una freccia. Se moltiplichiamo il vettore per il numero “-1” ne invertiamo la direzione:

Siccome i vettori possono essere ruotati sul piano, possiamo interpretare l’inversione come una rotazione di un angolo piatto!

La rotazione di 180 gradi di un vettore restituisce il suo inverso.

Quindi il numero -1 è un numero molto speciale perché esegue la stessa mansione di una rotazione di 180 gradi. Il punto è che potremmo anche arbitrariamente pensare che la rotazione di 180 gradi sia un processo a due step, una composizione di due rotazioni di 90 gradi:

Due rotazioni consecutive di 90 gradi generano una rotazione di 180 gradi.

Uno può quindi chiedersi: esiste un numero speciale in grado di ruotare un vettore di 90 gradi moltiplicando entrambe le sue componenti per esso?
Assumiamo che esista, a quel punto dobbiamo riconoscere che moltiplicare il vettore due volte consecutive per questo numero equivale a ruotare il vettore di 180 gradi, e quindi questo numero deve avere a che fare con “-1″, perché esegue la stessa azione

Applicare due volte la moltiplicazione per un numero speciale “a” equivale a ruotare il vettore di 180 gradi.

Quindi se il vettore è ruotato di 180 gradi deve valere

Quindi il quadrato di questo numero deve dare -1: deduciamo che “a=i”, cioè proprio l’unità immaginaria. Possiamo quindi sostenere che i numeri complessi possono essere utilizzati per ruotare degli oggetti! Per questo motivo i matematici inventarono un piano cartesiano dedicato ai numeri complessi, il piano di Gauss! In questo piano abbiamo due assi: l’asse reale e l’asse immaginario. Un numero complesso è “molto simile” a un vettore, perché ha una componente reale a una componente immaginaria date dalle proiezioni su questi assi ortogonali:

Il piano di Gauss dei numeri complessi.

Il vantaggio algebrico di avere un numero che moltiplicato per se stesso dà “-1” è il potere di ruotare degli oggetti moltiplicandoli tra loro! Se prendiamo come riferimento l’angolo tra il numero complesso e l’asse reale, la moltiplicazione di due numeri complessi ha l’effetto di produrre un nuovo numero complesso avente come nuovo angolo la somma degli angoli iniziali, come mostrato in figura:

La moltiplicazione di due numeri complessi ha restituito un numero complesso la cui angolazione è data dalla somma dei due angoli iniziali: abbiamo quindi eseguito una rotazione usando la moltiplicazione.

Infatti si ha, per le regole stabilite sopra:

E questa è secondo me la principale utilità dei numeri complessi: ci permettono di trasformare oggetti usando la notazione più compatta possibile. Infatti se “ρ” è il modulo del numero complesso (definito proprio come il modulo dei vettori):

Il modulo di un numero complesso si ottiene facendo la radice della somma dei quadrati delle parti reale e immaginaria (esclusa la “i” ovviamente).

Allora possiamo scrivere le componenti reale e immaginaria usando la trigonometria proprio come si fa per i vettori in notazione polare. Se θ è l’angolo formato con l’asse reale si ha

La quantità tra parentesi (che ha modulo unitario per via della relazione trigonometrica fondamentale) può essere semplificata usando una relazione utilissima dimostrabile in analisi matematica, la quale lega il numero di Eulero con i numeri complessi:

La famosa relazione di Eulero. Può essere dimostrata sviluppando in serie di Taylor entrambi i membri dell’equazione.

Quindi un numero complesso può essere espresso con la elegantissima notazione

Un numero complesso in notazione polare.

La moltiplicazione di due numeri complessi ha quindi il seguente effetto:

Con questa notazione è anche più facile vedere che gli angoli si sommano, grazie alla proprietà degli esponenziali. In sostanza, i numeri complessi sono davvero uno spasso (di sicuro sono meno monotoni dei numeri reali),. In sostanza, non solo non esiste un modo semplice per formulare la meccanica quantistica usando solo variabili reali, ma la versione della teoria senza numeri complessi non è in grado di replicare le previsioni sperimentali della teoria complessa. Tanto per rimanere in tema di Fisica, i numeri immaginari sono rilevantissimi nella teoria della relatività ristretta  in quanto giocano  un ruolo  significativo nel calcolo  della separazione spazio/temporale e quindi si rivestono sempre per la solita moltiplicazione col loro coniugato, di irrazionalità che gioca una parte fondamentale nel registro simbolico, anzi per la precisione  nella relatività il fattore temporale è immaginario  ed è dato appunto da “ i”     “c” dove “c” è la velocità della luce. Diciamo quindi che  il fattore immaginario è coniugato a quello riflesso di segno ed è sempre inferiore a quello spaziale, ovvero  per quanto riguarda gli eventi  in cui c’è molto movimento  spaziale in intervalli di tempi brevi  i numeri che descrivono la separazione spazio/temporale  sono reali e quelli immaginari possono essere omessi per tornare nei calcoli una volta restituiti al reale, ma irrazionale, ed ecco quindi che abbiamo  l’ambito precipuo della relatività : fu il fisico Stephen Hawking. Condannato da una terribile malattia alla paralisi progressiva Hawking che applico'la teoria della relatività e quindi il calcolo infinitesimale, con tanto di equazione d’onda e un forte

riferimento alla teoria delle stringhe, anzi delle Super stringhe, all’origine dell’Universo: il punto è che, lo ammetto, ho avuto anche io , sempre una forte attrazione per i numeri negativi quel “ -1” mi ha sempre dato l’idea di contrastare la spocchia dei razionalisti e super positivisti, per non dire peggio progressisti e modernisti  come un mio vecchio ex amico, che oggi mi guarderei bene  persino da rivolgergli la parola, stante che da buon sinistroide è ovviamente oggi un convinto e fanatico scientista, vaccinista inde-fesso, seguace dei vari Soros, Gates, Fauci, Draghi etc. e del loro tentativo di deciso affossamento della Libertà  che diceva  sempre “non siamo mica all’anno zero!” “già !...” rispondevo io a quella sua asserzione presuntuosa, presupponente e sostanzialmente ignorante  “non siamo all’anno zero, infatti siamo all’anno meno uno”   fascino dei negativi, delle mancanze che debbono essere ricolmate, di quel che manca al reale per divenire non razionale, ma comprendere nella sua varietà soprattutto l’irrazionale che per me e per tutti coloro che amano il dubbio, l’incertezza, la non sicurezza si identifica con il “simbolico” quel ri-mettere insieme le cose del mondo che la coscienza ha diviso e separato : il caro vecchio “-1”, che diventa ancora più fascinoso e stimolante se poi usi la proiezione, giustappunto  la radice quadrata, entrando quindi nel mondo dei numeri immaginari, che sostanzialmente rappresentano una ulteriore possibilità per i numeri reali di comprendere, se non il tutto, perlomeno molto di più della cosidetta realtà, indagando le sue accezioni immaginarie e quindi pervenendo alla complessità del conscio e dell’inconscio, resi calcolabili grazie all’inversione coi coniugati  e l’accesso al simbolico. Riprendiamo però da Stephen Hawking che come sopraccennato fu il primo a coniugare la teoria della relatività di Einstein (direi più quella ristretta) all'origine dell'Universo: quale fu il suo ragionamento? bhe  considerando il fatto che all'inizio di un processo di origine  la materia è molto condensata, si suppone che non ci sia questo gran movimento  e quindi la separazione spazio/temporale  può essere assimilata ad una entità immaginaria, per cui è del tutto legittimo usare numeri immaginari ovvero proiezioni di numeri negativi. In particolare Hawking si accorse che tale separazione spazio/temporale  diventava immaginaria quando le  le distanze spaziali erano meno significative di quelle temporali e questo può applicarsi non solo ad un inizio tipo l'universo, ma a tutti gli inizi di un qualcosa , moltiplicandosi quindi all'infinito tale processo, persino al quotidiano della nostra vita : consideriamo ad esempio una distanza tra Londra  e New Jork  presa la prima alle 17,07 la seconda alle 17,00: è chiaro che la distanza di circa 8000 chilometri  è più significativa di quella temporale che è di soli 7 minuti - se ora  calcoliamo la separazione spazio/temporale tra una stessa città di un solo minuto , la dimensione spaziale diventa prossima al nulla, mentre quella temporale è giustappunto di un minuto. Questo significa che abbiamo viaggiato nel tempo, ma non nello spazio, per cui il termine spaziale non è reale, ma immaginario. Il colpo di genio di Hawking fu di ipotizzare  che anche gli intervalli di tempo di questi primissimi istanti di ogni inizio, potessero essere immaginari (proiezioni di negativi), egli ipotizzò infatti che  i fattori temporali coinvolti  all'inizio dell'Universo  fossero molto molto piccoli, ecco ......
infinitesimali! 
Dato che a causa di tale infinitesimale non si può misurarli ecco che scatta il procedimento della proiezione di negativi, ovvero accedere al fattore immaginario: sostituendo il tempo dell'inizio con un numero immaginario, la separazione spazio/temporale  risulta reale se moltiplicata per il coniugato dell'immaginario, accedendo all'insieme dei numeri complessi spurgato di quell'accezione di razionale, ovvero un  conscio che non consentiva di pervenire al simbolico e quindi all'inconscio. Una volta tornato reale con il suo correlato di irrazionale, ecco che simbolicamente anche  l'inizio dell'Universo, come tutti gli inizi,  poteva essere assimilato ad una realta'.

sabato 11 gennaio 2025

P.U.P.C. = PARTITO UNICO POLITICAMENTE CORRETTO

 

IL GIURAMENTO DELLA PALLACORDA
Si d’accordo la Destra mi e’ sempre piaciuta di piu’  e la sinistra mi ha sempre fatto un po’ ribrezzo stante quelle sue attestazioni di eguaglianza, di democrazia, di buonismo e di tutto quello che mi e’ sempre sembrato il gioco del cucuzzaro  e l’ho sempre sentita lontana dalla mia essenza, ma siamo in un pleonasmo dato che oramai oggi, specie dopo la buffonata della falsa pandemia  di quel virus da operetta dove gli si e’ dato addirittura una corona, sinistra e destra non esistono o perlomeno non esistono

più nei termini in cui la differenza cominciò a manifestarsi, ovvero in quella famosa prima adunata della assemblea Nazionale  parlamento del 20 giugno 1789, dove appunto  i membri dell’Assemblea Nazionale (nata tre giorni prima) trovarono chiusa la solita sala riunioni del Palazzo di Versailles e decisero quindi di riunirsi in un’altra sala, di solito dedicata al gioco della Pallacorda. Lì giurarono solennemente di non sciogliere l’assemblea prima di aver scritto una nuova Costituzione, e tale evento e’ passato alla storia come Giuramento della Pallacorda. È in questo contesto che nascono la destra e la sinistra. Sin dalle prime riunioni, infatti, si schieravano alla destra del Presidente i membri dell’Assemblea con posizioni più moderate, più inclini al compromesso e alla trasformazione graduale del vecchio ordine. Nella parte sinistra, invece, sedevano i membri più rivoluzionari. Al centro quelli con posizioni intermedie.
Pur nelle numerose declinazioni che le parole “destra” e “sinistra” hanno assunto da allora, l’idea che la prima fosse più tradizionalista e la seconda più favorevole al cambiamento sociale ha costituito una costante
Come si vede stiamo parlando per l'epoca di una posizione politicareale e non immaginaria e neppure simbolica. Ammettiamo pure che per un certo periodo parecchio prima di Marx, la sinistra abbia occupato lo spazio realedella costituzione delle classe subalterne, ma a poco poco e’ scivolata  verso posizioni sempre più immaginarie, proprio a somiglianza dei numeri, inventati due secoli prima,"immaginari" che erano proiezioni di numeri reali ma negativi, quindi √-1 = i  . 
Come dice Costanzo Preve, che fu forse uno dei primi filosofi di estrazione marxista, approdati poi ad un più corretto pensiero, il pensiero unico e il politicamente corretto sono una cosa sola. Il primo difatti ne rappresenta l'aspetto di destra di una unità organica di cui il secondo ne è l'aspetto di sinistra. Hai presente la particella di Heisenberg che se cambi il punto di vista ti diventa l'onda di Schrodinger, e magari se ti piazzi nel bel mezzo dell'esperimento, o magari sotto, un po' alla Giunone virgiliana del"flectere si nequeo Superos , Acheronta movebo", sei nella Stringa di Veneziano o in quella Super di Witten o Susskind, be' sempre secondo Preve,oggi si potrebbe fare la sigla PUPC alla tendenza di questo mondo post moderno (Partito Unico Politicamente Corretto) e così niente più destra e sinistra

mercoledì 1 gennaio 2025

IMMAGINARIO SUI NUMERI

 

Premetto che io credo molto poco a queste elucubrazioni coi numeri e questo per un semplice motivo, che spiegavo a mia nipote Federica che invece su questa cosidetta scienza dei numeri ci ha costruito una vera e propria fissa:  i numeri sono un mezzo inventato dagli uomini per districarsi in disquisizioni dal sapore tutto sommato pratico anche se a volte sembrano del tutto teoriche ed in questo si e’ costruito una vera e propria scienza con le sue regole, i suoi teoremi, corollari e quant’altro (la chiamano matematica). Il poter misurare le cose del mondo e’ sembrato fin dai primordi della civilta’ un qualcosa di assolutamente essenziale e in questo dobbiamo riconoscerlo, l’uomo si e’ in ogni epoca disbrigato eccellentemente. Appunto pero’ ....“in ogni epoca” e presso ogni civilta’ la scienza dei numeri e la loro applicazione a problemi pratici ha avuto risultati d’eccezione : dalle ancora misteriose  misurazioni anche siderali di antichissime civilta’ tipo quella sumera, assiro babilonese, anche egizia all’incisione posta sul frontespizio dell’  Accademia di Platone
“Qui non entri chi non e’ geometra“ geo-metra nel senso proprio della parola  geo=terra,  metra=misura e alle precisazioni del calcolo infinitesimale, i limiti, le derivate, gli integrali e la scoperta dei numeri immaginari nell’ambito dei numeri reali, ovvero la proiezione di negativi da ricondurre poi tramite inversione coniugata all’ambito del calcolo differenziale. Tutto materiale interessantissimo e fortemente utile, ma ecco del tutto proprio di una determinata civilta’ e fortemente contingente. Come si fa a dare valenza assoluta ad un qualcosa di prettamente specifico, obiettavo sempre a mia nipote “prendi ad esempio la sfortuna che si adduce al numero 17: con il nostro sistema numerico di derivazione araba 1,2,3 etc, non ha senso addurre tale effetto di portare sfortuna ad un tale numero, che e’ invece qualcosa che abbiamo ereditato
dai numeri romani ove il XVII appunto il 17 anagrammato ma solo nella numerazione romana  dava il termine VIXI che tradotto significa “vissi” quindi  non sono piu’ vivo,  sono morto, ed ecco lì il significato negativo. Ancora di piu’ questo trascinamento di significante  addotto ad un numero, nella fattispecie l’anno oramai in corso 2025, che secondo i calcoli tutti particolari della nostra numerazione risulta
un quadrato perfetto, per la precisione è il quadrato di quarantacinque: 45² = 2025.  Certo e’ un tipo di calcolo piuttosto raro, ma ripeto sempre nell’ottica della nostra numerazione ove  tra l’altro qui siamo in presenza di un’altra forzatura non piu’ solo matematica , ma anche storica : diamo per scontato la validita’ assoluta di un evento storico la nascita di Cristo dal quale si diparte la
misurazione del tempo giustappunto negli ultimo 2025 anni: evento storico, diciamocela tutto di cui non v’e’ alcuna certezza e di cui molti (tra cui me stesso) non ne ammettono neppure la reale esistenza. Ajvoglia gli esperti di calcolo a ripeterci che  per la maggior parte di noi questo  sarà l’unico anno quadrato perfetto in tutta la vita, essendo stato l’ultimo nel 1936  con il il 44² = 1936, e  il prossimo sarà il 2116  con 46² = 2116. Gli e’ che tutte queste fattorizzazioni in numeri primi sono sempre piuttosto eleganti  :  3⁴ × 5² - 2025 è divisibile per 1, 3, 5, 9, 15, 25, 27, 45, 75, 81, 135, 225, 405, 675 e, ovviamente, 2025. La somma di tutti i divisori è 3751 che, curiosamente, è anche la rappresentazione di 2025 in ottale. - 45 è un numero di Kaprekar (dal nome del matematico indiano Dattatreya Ramachandra Kaprekar), ovvero un numero il cui quadrato può essere suddiviso in due parti che, sommate tra loro, forniscono nuovamente il numero di partenza: 45² = 2025, 20 + 25 = 45. Il prossimo anno con questa proprietà sarà il 3025, in quanto 55² = 3025 e 30 + 25 = 55. Ripeto tutta roba elegante e stimolante ma sempre in un ambito di circostanzialita’ sia pure diffusa come quella del calendario cristiano, ma fondata su di una astrazione che non può
 avere alcuna correlazione con un mondo reale per dirla con Kant di “cosa in se” . Possiamo dire allora che anche nella conoscenza del reale cjhe abbiamo con la matematica e persino con la storia  siamo sempre in una accezione di “possibilita’” mai di certezza, per insistere con Kant,  del reale e del suo mondo fenomenico possiamo avere solo una conoscenza noumenica, mai di “cosa in se” e questo i  fisici quantistici ce lo hanno ripetuto fino alla saturazione,  con i loro principi di indeterminatezza (Heisenberg), magari con un semplice gatto in una scatola (Schrodinger) e con una ridda di possibilita’ nell’integrale sui cammini (Feynman)

venerdì 20 dicembre 2024

IL RISVEGLIO DELLA RAGIONE NEL FUTURO ANTERIORE

 

Io un buon libro di di saggistica lo leggo mediamente dieci quindici volte, con punte di oltre cento e magari duecento, per saggi davvero eccezionali, tipo Al di la’ del principio del piacere di Freud,  l’io e l’inconscio di Jung, Fuga dalla liberta’ di Fromm, Rivolta contro il mondo moderno di Evola, il Tramonto dell’Occidente di Spengler,  Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza di Jaynes, Terra e mare di Schmitt. In tal senso come sto messo con Aleksander Dugin ? Be’ piu’ o meno come De Benoist, Preve, Badiou: un po’ a mezza strada!...diciamo una cinquantina di volte e magari per
stralci; così in questi ultimi giorni del dicembre del 2024 dopo le esaltanti notizie della vittoria di Trump in Usa e le preoccupazioni per la forzata e anche inaudita interruzione delle elezioni in Romania per non far vincere
  il candidato sgradito al sistema dominante,  Calin Georgescu  mi sono ritrovato a rileggere il breve ma informante saggio di Dugin “Contro il Grande Reset”  del 2022 con la illuminante introduzione di Francesco Borgonuovo, uno dei principali oppositori di casa nostra a tutta la farsa del Coronavirus e altre facezie e malefatte del sistema dei bottegai. Scrive quindi Dugin “Il grande Reset inizia con la vittoria di Biden.” Io magari dico “no! si ratifica con il rimbambito, ma non comincia con lui,  tutto aveva avuto inizio qualche mese prima,   con la farsa di un virus inventato e con l’aver fatto passare una banale influenza  per una micidiale pestilenza, manipolando tutti i dati statistici e correlandoli ad una mortalita’ del tutto ordinaria, spacciata come dovuta al virus, ma in realta’ non suffragata da alcun dato referenziale di spazio/tempo e di diffusione -  i leader mondiali, i capi delle grandi corporazioni – Big Tech, Big Data, Big Pharma, Big Finance, etc. si sono riuniti e mobilitati per  sconfiggere i loro avversari, in primis proprio Trump, che, come aveva riconosciuto espressamente il capo del Forum  di Davos  Klaus Schwab il massimo teorico appunto del “Great Reset”, era in quanto Presidente degli USA il massimo ostacolo alla realizzazione del piano di distruzione dell’umanita’ e questo perche’, sempre per sua ammissione “non e’ possibile alcun Great Reset senza gli Stati Uniti”. Diciamo quindi che l’estromissione di Trump e l’ascesa di Biden, non 
importa quanto mentalmente ritardato e
palesemente
  inadeguato, permette ai globalismi  di riprendere il cammino  da dove Trump e altri poli del multipolarismo  l’avevano interrotto. E’ proprio in questo momento,  osserva Dugin, che la censura, la manipolazione di tutti i social media, le segregazioni in casa, i passaporti sanitari, i cosidetti green pass introdotti in Italia, (la nazione che piu’ di tutte si era andata distinguendosi in misure repressive)  grazie all’atmosfera da caccia alle streghe diffusa a bella posta, che il Grande Reset  prevede di alterare  drammaticamente tutte le strutture di controllo  delle elites globaliste  sulla popolazione mondiale, e quindi Dugin non manca di rimarcare ( o meglio non mancava perche’ lo scritto e’ del 2022)  che il Grande Reset in geopolitica  si tradurra’ in una combinazione  di “promozione della ipocrita democrazia” e strategia aggressiva  neoliberista di dominazione  su larga scala, tramite appunto un  Presidente degli USA totalmente demente che non sa neppure dove e come si trova, che portera’ al rafforzamento della Nato e all’ingerenza degli USA in tutto il mondo, e quindi allo scoppio di sempre nuove guerre (quella con l’Ucraina era gia ‘ scoppiata appunto nel 2022). Dugin riconosce insomma che la vittoria di Biden non fu un episodio casuale , ma ha segnato appunto l’annuncio di un contrattacco globalista che ha i suoi prodromi nel passaggio dal medioevo al cosidetto umanesimo e poi anche rinascimento, che segno’  la fine della mentalita’ corale e di somma di esperienze quali si espressero  nello stile artistico del gotico con le sue cattedrali e che raggiunse la sua maturita’ con la cosidetta Rivoluzione Industriale ( fenomeno eminentemente anglosassone) e l’inaugurarsi dell’era della macchina come sostituto referenziale della stessa essenza
umana. Facile riconoscere il modello e l’antesignano del filosofo russo
  nell’Italiano Julius Evola (1898-1974) che in tutta la sua opera e in ispecie nello straordinario saggio “Rivolta contro il mondo moderno“ del 1934, ha sottolineato con acume e profondita’ questo capitale passaggio. Se quindi avevamo molto da preoccuparci all’epoca della pubblicazione del saggio di Dugin (2022)  in quanto prima, il successo della farsa pandemica del covid (cui anche il sottoscritto non ha mancato di ipotizzare che avesse proprio tra i suoi fini principali quello di spodestare Trump dalla Presidenza degli USA, favorendo con la scusa del contagio di promuovere un inusitato ricorso della votazione per corrispondenza infinitamente piu’ manipolabile e falsificabile di quella ordinaria) e poi la vittoria di Biden , stavano chiaramente  a indicare che  il principale vettore della civilta’ europea in direzione del progresso interpretato pero’ in un ottica liberalista di predominio capitalista e quindi erede dello spirito bottegaio anglosassone, avevano oramai partita vinta. Prima di saltare a pie’ pari questi ultimi due anni e valutare quello che e’ invece accaduto negli USA nel novembre 2024  spendiamo ancora un paio di paroline per affrontare il tema della seconda parte del saggio di Dugin : difatti ecco che la pag.51 cita il titolo del capitolo IV  con uno slogan che rappresenta il diretto opposto del precedente : non un “grande reset”, ma un “Grande Risveglio” Questo slogan  e’ stato coniato dagli antiglobalisti americani, ben rappresentati dal conduttore Alex Jones  del canale  Infowars e soprattutto dagli attivisti di QAnon, il Gruppo fondato da Steve Bannon  che ha rappresentato il centro di attrazione degli oppositori  al micidiale pericolo delle elites globaliste, e di tutti coloro che hanno resistito alle malefatte della cattivita’ Bideniana  a tutt’oggi non ancora conclusa (dic.2024)  e che, come una serpe velenosa cui non e’ ancora stata schiacciata la testa,  continua a spargere il suo veleno (vedi i fatti in Romania sulla ignominiosa sospensione forzata  delle elezioni a discapito del candidato anti globali sta Caline Georgescu, in quanto avviato ad una trionfale affermazione). Il Grande Risveglio,  afferma Dugin “e’ la risposta spontanea  delle masse umane al grande reset…le elite liberali controllano a tutt’oggi tutti i principali processi di civilizzazione , controllano le finanze del mondo e possono fare qualsiasi cosa con esse, dall’emissione illimitata a qualsivoglia manipolazione degli strumenti e delle strutture finanziarie ; nelle loro mani c’è l’intera macchina  militare statunitense  e della NATO, praticamente tutti i giganti dell’alta tecnologia sono subordinati ai liberisti, computer iPhone, telefoni cellulari e reti sociali sono strettamente controllati  dai membri del club globalista, tecnologia, centri scientifici, formazione e informazione, cultura, Media, medicina, sanita’, tutto e’ nelle loro mani, eppure ecco che Dugin ci parla di UN GRANDE RISVEGLIO, un qualcosa cui fare appello da parte di tutte quelle nazioni che non hanno rinunciato del tutto ad avere e coltivare un cervello pensante, una umanita’ che ha capito la farsa di una inventata pandemia e ha cominciato a soppesare i danni che questa ha provocato nella struttura sociale.  Ecco pero’ che a due anni dalle speranze scritte di questo ultimo grande pensatore  che abbiamo un primo concreto riscontro proprio negli Stati Uniti  : il ritorno di Trump con la sua strepitosa vittoria alle elezioni USA
del 5 novembre 2024 contro le elite globaliste e tutto il loro progetto di transumanesimo
 sempre piu’ infimamente rappresentate da Kamala Harris la vice del presidente rimbambito --  certo assistiamo a quegli squallidi colpi di coda da bestia ferita tipo il citato esempio della truffaldina sospensione delle elezioni in Romania o la grazia concessa al figlio dal rimbambito, l'autorizzazione ai missili a lunga gittata da usarsi nella guerra in Ucraina, tutte manovracce successive all' essere sconferrato dal popolo, ma per una assurda clausola (non l'unica della legislazione USA)  mantenuto al potere fino al 20 gennaio successivo. Ritorno che lascia ben sperare che questo famoso Grande Risveglio sara' prassi  effettiva  a cominciare dal 20 gennaio 2025 . ammettiamolo il mondo non e' mai stato tanto interessante come ora, anche perche' sussiste la possibilita' di interrompere il gran crimine dell'umanita' perpetrato dai bottegai a cominciare dal 1347 e svolto attraverso tutta una serie di iniquita' : la inghilterra della regina elisabetta nel XVI secolo e la compromissione con l'interesse economico, le sette tipo la massoneria, la Rivoluzione industriale, le rivoluzioni continentali, le guerre, il potere crescente del denaro e della meccanizzazione del mondo, il globalismo, lo sconsiderato progressimo, lo scientismo, il Liberalismo,  la cosidetta Societa' Aperta di Popper/Soros. Come sara' il mondo a venire ancora non possiamo dirlo, ma di certo la sua modalita' di realizzo nel rispetto dell'umanita', della tradizione, del valore e della ragione non potra'mai essere un qualcosa di semplice che sconfina nel  semplicistico tipo l'astratto futuro cui fanno riferimento liberalisti, progressisti e scientisti, ma sempre qualcosa di composto, di complesso come i numeri che dovranno informare un futuro anteriore, quel "sara' stato" che informa il nostro presente in una tradizione che si realizza in un av-venire 

sabato 7 dicembre 2024

L'UOMO MONUMENTO

 

Ecco lo vedete questo alpino che ebbi modo di conoscere personalmente nel 1963 ad un raduno degli alpini a Milano : credo sia l’unica persona al mondo che si sia visto dedicare un monumento da vivo, e che monumento : quello di un massiccio alpino, lui appunto, che solleva un enorme masso per lanciarlo contro i nemici che in un furioso combattimento stavano oramai conquistando un ridottino  denominato “Ridotta Lombardia”  in Cirenaica,  precisamente presso Derna nella notte tra l’11 e il 12 febbraio  1912 -  azione, dettata dal fatto che i difensori del ridottino erano rimasti senza munizioni e stavano oramai soccombendo, quando quell’alpino che era in quell’ottobre di tanti anni dopo, li’ avanti a me in totale  ammirazionecon  un bel bicchiere di vino,  a raccontare ancora una volta quel suo  impulsivo gesto di utilizzare i grandi massi come estrema difesa contro gli assalitori,  gesto che fu  presto imitato dagli altri commilitoni del btg, Edolo del 
5° alpini, e che
 porto’ al respingere il nemico e salvare così la posizione. La medaglia d’argento col suo un po’ stinto nastrino azzurro  spiccava sul bavero della giacca del vecchio signore che aveva una lunghissima  barba a due punte  facendolo somigliare ad un personaggio preso da qualche antica favola, e per la verita’ mi venne da pensare che quella sola medaglia d’argento era ben poca cosa per uno che aveva segnato una così eroica reazione, addirittura inscritta nella pietra di un monumento;  altro che la stampella di Enrico Toti che nessuno, a pensarci bene,  avrebbe mai potuto notare nella enorme confusione di un attacco sul Carso (ho anzi letto da qualche parte a proposito del gen.Cigliana, comandante dell’XI Corpo d’armata, unita’ che assieme al VI Corpo di Capello in  quell’agosto del 1916 stava avanzando nell’ambito dell’offensiva verso Gorizia, che mentre stava esaminando l’entita’ dei caduti verso la zona di quota 85 sopra Monfalcone, un ufficiale gli fece “e qui pare sia anche morto, sa quel bersagliere senza una gamba, di cui molti anche la stampa hanno parlato, certo Enrico Toti, non un militare effettivo, ma una specie di mascotte, andava all’assalto assieme alle truppe combattenti con la stampella  ….”  “come come ? “pare ribadisse il Generale “e me lo dice così? -  quella stampella… diamine facciamo lanciaglierla in faccia al nemico” ”Ma signor generale” osservo’ il subalterno “ chi vuole che possa aver fatto caso nel corso di un assalto di migliaia di uomini, con gli shrapnels, le pallottole, i gas, alla  stampella di un singolo, tra l’altro neppure un militare di linea?” “Ci abbiamo fatto caso noi! “ Sentenzio’ imperioso il Generale “mi trovi il comandante del reparto dove questo Toti si appoggiava e gli faccia preparare la motivazione di una medaglia d’oro al valor militare sul campo”) - come Enrico Toti probabilmente anche tante altre
medaglie d’oro con motivazioni quanto mai stiracchiate e spesso e volentieri anche inventate, magari ecco in relazione al grado e all’importanza del personaggio in questione. Ricordavo che anni prima quando ero alle elementari la maestra Marinelli ci porto’ ad una conferenza di un grandemutilato di guerra Carlo Delcroix cieco e  senza mani, e rimasi stranito che anche lui avesse solo la medaglia d’argento, mentre mi pareva che altri che l’avevano avuta d’oro non avessero poi questi grandi meriti in piu’;anche Menini il cte del battaglione alpini d’africa fu decorato solo di medaglia d’argento mentre un suo sottoposto e non altrettanto conosciuto come 
 nome, 
anzi quasi del tutto  sconosciuto ai piu’, il capitano Pietro Cella, la ebbe d’oro. Diciamo che puo' esserci una sorta di fortuna anche nella concessione delle medaglie, a volta in crescendo , ma a volte anche a decrescere di  valore Questa pero’ dell’alpino Antonio Valsecchi da Civate (Como)  cl.1888divenuto poi Sergente  era forse la piu’eclatante;  c’era li’ in piena Milano il monumento in bronzo che lo rappresentava  scolpito dallo scultore Emilio Bisi nel 1914, e ristrutturato nel 1948,  di cui negli anni successivi ne avrebbero eretto altre copie a Merano (1938) a Edolo (1954), quindi un qualcosa di estremamente concreto quasi un aggiornamento dell’oraziano “Exsegi monumentum aere perennius”perche’ qui oltre al bronzo del monumento  c’era il personaggio  vivente che 
parlava e scherzava, e poteva infiammare noi che gli eravamo dappresso e in ispecie un ragazzetto come me, innamorato della storia militare, di quella degli alpini in particolare per una questione di familiarita’ stante l’appartenenza a tale Corpo del proprio nonno e omonimo Mario Nardulli cl. 1888, come Valsecchi ma che non era vissuto cosi’ a lungo. Per quel che ne ho saputo Antonio Valsecchi mori’ due anni dopo quell’incontro nel 1965 a settantasette anni, ma di certo nessuno piu’ di lui ha incarnato l’eroismo così come me lo ero costruito io nella mia familiarita’ con la figura di mio nonno, anche lui alpino, anche lui con quella medaglia d’argento  che non esauriva e forse neppure testimoniava adeguatamente tutto il vissuto di un eroismo che magari poteva anche rifarsi alla teoria di Junger sull'idealismo eroico ed anche alle concezioni in tal senso di Evola. Il punto e’ che in quell’ottobre del 1963 tutto in me  aveva come una interazione, che saltellava a mo’ di diavoletto di Maxwell tra il Monumento e il Personaggio , una sorta di 
applicazione di “vis viva” leibneziana nel calcolo infinitesimale, per la misurazione non di uno stato, ma di un flusso,  in cui si muovevano limiti, derivate e integrali, frammentandosi in tanti cammini che erano tutte possibilita’ di realizzare la probabilita’ piu’ opportuna. Discorso molto complesso e presa di posizione su di  una certa direzione, suscettibile pero’ di grande cambiamento, un cambiamento  indotto da fatti esterni, dall'evoluzione ovviamente in peggio della situazione sociale (quindi una involuzione, una decadenza) venuta in luce quasi improvvisamente,  quasi sessant’anni dopo (2020)  quando i metri di giudizio a causa di una diversa
Junger e Evola
emergenza avevano cambiato i termini del contendere : il cammino eroico di Junger ed Evola che era stato anche il mio, specie nella giovinezza, che avevo respirato nella casa di via Nicolo’ V alimentato da sciabole, medaglie, cappello d’alpino con penna bianca (mio nonno dopo la seconda guerra mondiale era stato nominato
 Colonnello del Ruolo d’Onore) tempestata dei segni di rossetto dei baci delle ragazze come si addice ad un vecio, ora assumeva tutt’altri parametri, il cappello con la penna bianca senza segni di rossetto e tutto azzimato, senza pieghe e rientri, con l’aquila generalizia bordata rosso e tre stelle stava dalla parte della paura, del conformismo, del pecoronismo, mentre l’eroismo quello vero, quello che rievocava il masso di  Antonio Valsecchi, era dalla parte di un uomo che correva sulla spiaggia a fronte mare per sfuggire alle infami persecuzioni del potere
 e dei suoi servi e volenterosi carnefici.  Eroismo e liberta’, senza neppure quella modesta attestazione di riconoscimento, ma un atto degno, anzi superiore a tutte le Medaglie d’oro,Victorie cross, Legion d’Onore, Pour le merite' proprio come il monumento di Valsecchi, che nella fattispecie  si fa dinamico e assume l'aspetto dei passi di corsa del fuggitivo che merita un elogio con il titolo del 
libro di un famoso saggio di Henry Laborit "Elogio della fuga" che puo ' divenire la piu' alta forma di eroismo, non un idealismo eroico, ma un vero e proprio pragmatismo eroico 
 

lunedì 2 dicembre 2024

ESTETICA E CLERICALESIMO

 

La Democrazia Cristiana per quasi mezzo secolo ha dato una impronta baciapile e bacchettona alla politica italiana e stante quel che e’ seguito dopo,  non si puo ‘ certo dire che tale fatto costituisca un’onta per il nostro Paese, anzi….persino persone come me, da sempre atea e contrarissima ad ogni religione e persino ad ogni fideismo, ha rappresentato una sorta di onta che si riveste di paradosso. Ma come? abbiamo passato una vita a dir male dei preti, della DC, salvo poi
a fare un po’ come don Camillo e Peppone di Guareschi:
  un alterco  pacioccone, quasi giullaresco con sul finale un po’ l’addio alla stazione successiva, abilmente orchestrato da Don Camillo, ma senza il contro paradosso di improvvisarsi facchino . C’eravamo tanto “amati/odiati “ chissa’ ? …. ma a conti fatti  e a posteriori  i vari Prodi, Ciampi, Napolitano,  eh si!  anche Berlusconi per non parlare di quelli ancora dopo,  Monti Bersani, Renzi e proprio al fondo del barile i politici della farsa pandemica,  Conte, Draghi, Speranza, Di Maio, Brunetta, Renzulli e vari cavalier serventi  gratificati del titolo di esperti : Bassetti, Burioni, Crisanti, Silieri, piu’ la stragrande maggioranza dei giornalisti e della gente dello spettacolo (davvero un patetico aggiornamento dei  volenterosi carnefici di ….) hanno finito per farci rimpiangere i vari “a Fra che te serve?” e le infelici  tirate clericali, facendo assurgere il famosissimo detto Montanelliano “Turatevi il naso ma votate DC!” ad un 
vero e proprio Imperativo categorico di stampo kantiano. Non si puo’ difatti dire “eh certo se non ci fossero state tutte queste clericalate, chi sa che cosa avremmo potuto avere? ,
  perche ci sono belli pronti questi citati personaggi che ti danno subito la risposta super dettagliata : “peggio, mille volte peggio!”. Un qualcosa di simile sempre a riguardo della perniciosa influenza della Religione nel mondo,  ho osservato riguardo al fattore estetico proprio della rappresentazione artistica. Non solo il Medioevo, piu’ o meno buio, ma anche rivisitato con i vari Guenon, Evola,  Le Goff, e persino Fulcanelli, Cattedrali e stile  Romanico e poi Gotico, Dante e Federico II, la renovatio Imperi,  ma anche il fior fiore del Rinascimento, con l’Umanesimo ed anche il Barocco e tutto lo stuolo dei sommi maestri
che caratterizzarono piu’ di tre secoli , Brunelleschi, Alberti, Bramante, Leonardo, Michelangelo, Piero della Francesca,  Bernini, Borromini solo per citarne qualcuno . Come sarebbe stata quella incredibile fioritura artistica se non fosse stata condizionata dal fattore religioso, col suo corredo di Madonne, Cristi in croce, martirii di santi e quant’altro?
  Immaginiamoci un Raffaello, un Michelangelo,un Bernini,  alle prese con fatti di   cronaca, eventi realiprefi ati a blandi rituali, che solo ingegni e talenti straordinari impedirono di divenire terribilmente noiosi . Solo nel XVIII secolo la artisticita’ diffusa in pittura, scultura ed anche architettura  comincio’ ad abbandonare i temi clericali, ma purtroppo questo passaggio non si espresse in forme di pura liberta’ espressiva, ma anche questo nacque condizionato da un tema che di fatto sostitui’ le tematiche religiose, l’asservimento al tema parimenti deificato, della “macchina” quale si era venuta a delineare con la cosidetta Rivoluzione Industriale , ovvero il prevalere di uno spirito e di una prassi fondati sul fattore economico, sul commercio, sul denaro, una modalita’ di approccio al mondo inaugurata dai mercanti gia’ del XIV secolo che difatti cominciarono a fare piazza pulita della poco economica  mentalita’ medioevale  e del troppo lento stile di rappresentazione, per operare nei secoli successivi una vera e propria strategia  fondata sull’economia della quale si fece principale interprete lo spirito anglosassone,  sia a livello nazionale (la Gran Bretagna della Regina Elisabetta del XVI secolo ), sia a livello di una organizzazione per sette (la Massoneria dei primi decenni del XVIII secolo). Importante sottolineare come detta preferenziazione  procedurale che investi’ tutto il modo di fare dello spirito anglosassone in tali due accezioni , trovo’ anche un elemento specifico di applicazione e di realizzazione nel mare , ovvero un mondo fluido, senza confini, aperto alle piu’ ardite delle scorribande, che si fece subito alternativo a quel mondo di terra benstretto tra confini della sua territorialita’  e 
giurisdizione . “ Terra e Mare ” titola un suo saggio del 1942 il grande filosofo e
  geo politico Carl Schmitt e ne individua il vero contendere delle potenze del mondo nell’appartenenza ad una di queste due specifiche, quella  terricola fondata sulla territorialita’ appunto, su solidi  confini, sull’appartenenza e quindi anche sulla tradizione, quella talassica invece, senza  confini, quale si addice all’elemento fluido per eccellenza delle distese marine, dove tutto e’ sempre di nuovo in gioco e non v’è alcun limite all’espansione equiparata al nuovo dio denaro, mobile anche esso e in continuo movimento   che prende il posto dell’antico dio e ne soppianta anche l’immagine  .

I RIMBAMBITI RITORNANO

Dopo quanto occorsomi al compimento dei 78 anni, be' non dal 9 giugno, ma dal giorno dopo, rinnego .... (preferirerei usare il termine s...