mercoledì 20 luglio 2022

ALTRE OPERE, ALTRI GIORNI

ho sempre detestato, specie in storia, in psicologia, in filosofia,  gli schemi, le griglie, i metodi, le categorie,,,,per intenderci da Cartesio a Kant ma soprattutto ad Hegel con la sua risibile dialettica, enfatizzata manco a dirlo da un pensatore ancora piu' confuso come Marx e tutta una serie di epigoni tra cui i livelli piu' infimi sono stati raggiunti da Popper . L'unica eccezione di questa mia repulsione per lo schematico la pongo nel libro di Esiodo

Ἔργα καὶ Ἡμέραι" Le Opere e i giorni , dove lo schematico applicato alle "eta' del mondo" risulta parte integrante di una intera storia della civilta' che ha somiglianza con i racconti di tutte le zone del mondo
Età dell'oro: Gli uomini vivevano senza preoccupazioni, perennemente giovani, nutriti spontaneamente dalla terra. La morte li rapiva nel sonno e dopo la loro estinzione vennero trasformati in spiriti protettori degli uomini.Vissero sotto Crono, che era sovrano del cielo: vivean di Numi al pari, con l’animo senza cordoglio,senza fatica, senza dolor; né su loro incombevala sconsolata vecchiaia; ma forti di piedi e di mani,scevri di tutti i mali, passavano il tempo in conviti, morian come irretiti dal sonno
Età dell'argento: Zeus. Gli uomini vivevano per cent'anni presso le madri; stolti, anche una volta cresciuti non si astenevano dalle liti tra di loro e non veneravano gli dei. Per questo vennero fatti estinguere da Zeus e divennero demoni inferiori
Età del bronzo. In questa età vissero uomini possenti, ma prepotenti e violenti la cui unica preoccupazione è la sopraffazione dell'altro, lo scontro e l'annientamento dei propri simili; si estinsero per la loro stessa scelleratezza. "care essi avean, di pianto feconde, e le ingiurie. Non pane era il lor cibo: il cuore feroce, nel sen, d’adamante: informi: aveano immane vigore: indomabili mani su le gagliarde membra sporgevan dagli omeri: l’armi avean tutte di bronzo, costrutte di bronzo le case: solo foggiavano il bronzo, ché il cerulo ferro non c’era. Ed anche questi, gli uni domati per mano degli altri, entro la squallida casa disceser del gelido Averno, senza ricordo lasciare: sebbene tremendi, li colse livida morte, e del sole lasciaron la fulgida luce.
Età degli eroi. In quest'età vissero appunto gli eroi, uomini-dei o semidei, stirpe giusta e coraggiosa pronti a perire per le loro cause. Alcuni di loro furono condotti da Zeus nelle Isole dei Beati dove vissero in pace in terre fertili e ricche di greggi. Questa età è l'unica a non essere definita con il nome di un metallo. "E questi, anche, la Guerra maligna e la Rissa odïosa strussero, alcuni sotto le porte settemplici, nella terra di Cadmo, mentre pugnavan pei greggi d’Edipo; ed altri, entro le navi, sui gorghi infiniti del mare, quando li addussero a Troia"
Età del ferro: è la stirpe che tuttora vive sulla terra caratterizzata dalla sofferenza, dall'ingiustizia e dal fatto di dover lavorare per sopravvivere. Esiodo non intravede alcuna possibilità di salvezza per l'uomo. "Deh, fra la quinta stirpe non fossi mai nato, ma prima io fossi morto, oppure più tardi venuto alla luce! Poiché di ferro è questa progenie. Né tregua un sol giorno avrà mai dal travaglio, dal pianto, dall’esser distrutta e giorno e notte; e pene crudeli gli Dei ci daranno "    
Esiodo pone 5 eta' o cicli  dove solo una di tali eta' non e' contrassegnata da un metallo, ed e' grosso modo l'epoca in cui comincia la coscienza con la scrittura , ma le interpretazioni successive piu' qualificate tipo quella di Guenon  e di Evola aggiungono o tolgono interi cicli contrassegnandoli con una temporalita' differente. Guenon porta le Ere a quattro, come nella tradizione indu' e parla dell'ultima era quella del Ferro  (nella tradizione indiana il Kali Juga" che ha anche la denominazione di "eta' dei servi" in termini estremamente dilatati, che sarebbe cioe' iniziata 6000 anni fa, mentre Evola si mantiene piu' prudente e  ammette una sorta di sotto-era corrispondente alla eta' degli eroi piu' come eccezione dell'eta' del bronzo o dei mercanti in termini di nostalgia per l'argento e la stirpe dei guerrieri (per intenderci un po' il Sacro Romano di Carlo Magno Impero fino Federico II di Svevia, stabilendo quinte tempi un po' meno allungati per ogni eta' e piu' rispondenti ad un giudizio piu' circostanziato . Ora in questo mio articolo mi rifaccio ad una sola età di quelle elencate dalla teoria dei Cicli, quella del bronzo  (o acciao) , l’età dei mercanti ovvero del predominio economico e del principio del baratto e poi dell’accumulazione di denaro che è il leit motive del suo svolgersi, laddove la successiva quella dei Servi o del ferro la vedo piu' come appendice di tale  età dei mercanti che sta  sta alla base della liquidazione definitiva dell’età dei guerrieri (la tradizione greco/romana) e di quella di tentativo di recupero degli eroi (il medioevo con il Sacro Romano Impero , le caste e la tradizione corale), il cui svolgimento e deterioramento  sta alla base della recente anzi quotidiana distopia che stiamo vivendo. Viviamo quindi in una sorta di passaggio: passaggio ad una età dove ai pochissimi magnati che hanno accumulato buona parte di  tutto il denaro del mondo, (le lobbies farmaceutiche con il loro terrorismo mediatico sanitario diffuso a bella posta grazie al servilismo della loro faccia nascosta quella di un buonismo sinistrorso e il mercimonio dell’informazione  rappresentato dai cosidetti Media ) fa riscontro una massa  spaventata e ignorante pronta a farsi ridurre allo stato di Servi. La mia preoccupazione e inquietudine e’ data appunto dal riscontrare come questa tabella di marcia dell’ipercapitalismo consumista e comunista, stia procedendo col vento in poppa e giustappunto mi rivolgevo ad un saggio di sicura affidabilità quale il “Cavalcare la tigre”  di Julius Evola per trovare indicazioni sul da farsi in questi tempi oscuri .
In tale articolo ne è scaturito appunto su consiglio di Evola, questa antica formula dello Zen giapponese ed in genere della cultura orientale più che occidentale, riflessa anche dalla parole del dio Krisna al guerriero/eroe Arjuna  nella  Baghvadad Gita: adattarsi, non affrontare direttamente l’avversario.  Le forze nemiche sono troppo forti, quindi non conviene contrapporglisi contro in maniera diretta, per il momento glissare, ma nel contempo mai dismettere l’azione, agire d’astuzia e mostrare quel tanto di ardire per montare su il dorso della tigre, come dei tigrotti più intrepidi.  Questo consiglia Evola nel suo “Cavalcare la tigre” in questo tristissimo periodo  laddove nel mio caso lo studio, l’analisi, senza ricercare assurde compensazioni dialettiche alla Hegel o alla Marx (non solo ronzini, ma anche cialtroni della filosofia e della economia), l’approfondimento, la verifica, l’apertura alle tesi più ardite, si rivela nel dettaglio di un calcolo che ha i tratti del calcolo infinitesimale e  che ho definito narcisistico in quanto passante in rassegna tutte le componenti di un integrale sui cammini, proprio come quello individuato da Feynman . Per il chiarimento di ognuno di questi “cammini “si profilano magari non solo come integrale, ma anche  come limite e come derivata, per cui affrontando il tutto da un punto narcisistico si profila l’occasione di pervenire con maggiore precisione e chiarezza ad una loro rappresentazione Ho manifestato il sospetto che ad ogni cambiamento epocale di ciclo, o era, o età, come la si voglia definire,  corrisponda una qualche improvvisa e quanto mai roboante malattia che colpisce l’intera comunità. Le ragioni di tale manifestazione possono essere spiegate razionalmente ma solo fino ad un certo punto,  difatti nella seconda fase di quella del primo contagio  assistiamo in genere al passaggio da una fase di affezione di tipo dermatologico- esempio più marchiano  la peste bubbonica del 1348,  ad una di tipo polmonare che si rivela estremamente più letale, come in effetti successe nei due anni successivi  (impressionanti sono gli  addentellati con la seconda  Legge Biologica di Hamer, quella delle due fasi , attiva o simpaticotonica la prima, risolutiva o vagotonica la seconda) L’affezione del derma ha una spiegazione abbastanza logica, sempre restando alla grande pandemia di metà trecento, dovuta all’inurbamento delle città a causa della spopolazione delle campagne motivata da una micidiale carestia della metà degli anni quaranta e anche da oggettivi fatti di disagio tipo guerre, assedi, che aveva quindi spinto la popolazione delle città a vivere molto più ammassata con collasso delle misure igieniche, ma quella delle vie aeree del corpo, polmoni, bronchi, alveoli  ???? Sempre da Hamer traiamo l’assioma che ogni affezione del corpo ha la sua ferrea motivazione: così il bubbone  rappresenta un forte disagio della vita fattasi all'improvviso  di troppa comunanza, ma la tosse, la malattia polmonare, che è tra l’altro molto più letale, anzi è proprio quella che nel 1348, ma anche a Roma nel 1528 dopo il Sacco della città da parte dei Lanzichenecchi,  nel 1630 dopo la lunghissima guerra dei trent’anni che si era particolarmente fatta sentire nei Ducati lombardi di Milano, Mantova e in genere dell’Italia Settentrionale ????? la matrice della malattia dell’apparato aereo del corpo è sempre una : la paura. Paura! che ha si elementi oggettivi, ma anche la peculiarità di poter essere facilmente indotta, creata a bella posta, per favorire certi interessi che stiamo pur sicuri… ieri come oggi, non sono mai a favore del popolo e della povera gente, ma sempre e solo di chi detiene il potere ed è in grado di esercitarlo facendo leva su volenterosi “cavalier serventi” che si prestano a far da diffusori di tale paura. Per ogni ciclo o età del mondo si è cercato di trovare qualcosa di corrispondente  (i guerrieri e l’argento per la grande stagione greco/romana fatta  di olimpici, epiche battaglie (Termopili, Maratona, Alessandro il Grande, formazione di un grande Impero con personaggi d’eccezione tipo  Giulio Cesare, Augusto) i mercanti e il bronzo, con il loro rintuzzo di “eroi” da Carlo Magno a Federico II e la grande stagione della coralità medioevale, fino al precisarsi della vocazione bottegaia e commerciale nel corso di sette secoli, e  la minaccia di essere pervenuti all’ultima era, quella del ferro e della definitiva divisione in pochi magnati (i mercanti evolutisi ) e servi, si è fatta la inquietante scoperta che ad ogni cambiamento o passaggio epocale fa riscontro un qualcosa di “indotto” non naturale, ma fortemente pilotato, giustappunto di questa classe di mercanti, si da imporre la propria concezione di servilismo al resto della popolazione mondiale. Un qualcosa che ha inquietanti rassomiglianze nel corso del tempo appunto degli ultimi settecento anni, e che proprio la recentissima e coeva farsa di un supposto micidialissimo virus con relativa inesistente pandemia ha riportato drammaticamente in evidenza, fornendo la oramai lampante prova che quando quei famosi mercanti hanno convenuto di operare una accelerazione ai loro piani di  assoggettamento delle masse si sono serviti di tutto il loro potere per provocare guerre, carestie, disagi di varia entità, ma soprattutto, vera e propria ciliegina sulla torta, di una malattia o morbo elevata al grado di  pestilenza, e quindi di pandemia,  che fosse in grado di catalizzare tutta la paura del cosidetto livello di immaginario collettivo delle genti.
E’ per questo che ritroviamo una malattia e quindi il suo innalzamento a livello di pandemia, ogni qual volta ci sono stati davvero cambiamenti epocali:
  tutti gli strumenti di informazione e di diffusione di massa sono stati impiegati per convincere il più possibile la popolazione, così se prima era solo un sentito dire  (a mò della famosa aria del venticello della calunnia),  unita ad una manipolazione di dati sempre con la tendenza alla esagerazione, fatta a livello di documentazione storica (gli irrealistici 50 milioni di morti della peste nera di metà trecento, quelli più circostanziati, ma drammaticamente rappresentati della peste di Roma del 1528, e ancor più,  di quelli dei Ducati di Milano e Mantova all’indomani della guerra dei trent’anni del 1630, con tanto di “Colonna Infame” celebrata dal Manzoni, fino ad arrivare alla vera e propria cantonata statistica della cosidetta Spagnola dopo la Grande Guerra del 1914-18, dove si è strombazzato fino alla noia che c’erano stati  più morti di un solo anno di pandemia (1919)  che dei caduti di tutti gli eserciti combattenti  nei cinque di  tutta la guerra - un misero 2/3 % dei reparti richiamati, contro il 100 %  di una intera popolazione, quindi un indice referenziale del tutto erroneo, solo emozionale atto a fare impressione e diffondere paura - lezione quanto mai appresa e ripetuta in questi nostri tempi iper tecnologici, dove le conoscenze cosidette scientifiche, il tanto decantato progresso, la democrazia, le pseudo libertà, non ci hanno evitato di cadere nella trappola delle elites di potere, come e anche più di settecento anni fa; un qualcosa, attenzione ....
 meticolosamente ordita con la servile collaborazione dei “media” e il supporto di una mentalità ipocrita e buonista come quella della ideologia falsamente egualitaria di sinistra che in quanto faccia nascosta della stessa medaglia del capitalismo e iperconsumismo
  si è assunta ben volentieri il compito di volenterosa carnefice di quella libertà, che poteva essere l’unico antidoto  alla sopraffazione di pochi magnati. Orbene per tutti questi cicli di cambiamenti abbiamo più di un integrale sui cammini, che  come ho fatto cenno può essere rappresentato da una nuova forma di conoscenza che si è aggiunta a quella di prima riesamina (nella fattispecie la Teoria delle Ere del mondo vista come involuzione e non come evoluzione, appunto dall’oro al ferro )   Noi, e lo abbiamo chiaramente premesso fin dall’inizio della serie di questi articoletti di ragguaglio  sui cicli assimilati ai cammini e quindi suscettibili della loro riduzione ad integrale, ci atteniamo alla versione evoliana ricercando quindi i parallelismi tra la situazione odierna e quella di settecento anni fa, (1348),  effettuando una prima riesamina a proposito del tanto strombazzato Umanesimo e seguente Rinascenza,  visto/i  come equivalente dell’altrettanto strombazzato “Great reset” odierno, ovvero la prospettiva di Brunelleschi equivalente di un microchip odierno, il codice Dorico/Jonico/Corinzio come codice binario, la macchina a vapore della rivoluzione industriale come presupposto al drone di oggi  e via dicendo. Solo così mantenendo cioè “umana” la interpretazione, servendoci magari di raccordi al simbolismo, a metafore un tantino esagerate sulla scansione temporale, possiamo davvero azzardare qualche inusitato nuovo “integrale sui cammini” prendendo a sugello le stesse parole di Feynman : “una possibilità può essere una traiettoria che vada fino al comò di casa nostra, un’altra quella di andare e venire nello stesso tempo alla galassia di Andromeda”, e quindi adottare numerosi riferimenti, anche quelli dell’impiego di numeri immaginari : i = radice quadrata di -1, e cioè proiezioni di negativi, per demolire quella pretestuosa formula del più presuntuoso dei filosofi Hegel “ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale” e far paccottiglia di tutti i suoi spiriti della storia che lo stesso filosofo credeva di veder incarnati nel primo caporaluccio di passaggio solo perché aveva vinto una scaramuccia, per ritrovare la complicità dei mercanti (banchieri, oligarchi, magnati di ipercapitalismo etc) in tutti i grandi eventi di una storiografia per la quasi totalità gonfiata, artefatta, falsa, quale si conviene sia stata la cosidetta età del bronzo: abbiamo in altre parole una sorta di grimaldello per aprire tutte le porte di una dilagante falsificazione, che ci consente di passeggiare sui famosi cicli delle età del mondo, tutte, o meglio quasi tutte : l’argento dei guerrieri, il bronzo dei mercanti, il ferro dei servi, però ecco che non abbiamo nulla o quasi nulla per capire qualcosa dell’età dell’Oro ovvero quella degli Dei. Chi erano questi dei???? E come mai, come lamenta Esiodo questi dei ci hanno abbandonati, non ci parlano più ? Dobbiamo far fede che erano immortali, che non conoscevano vecchiaia e che possedevano poteri che mai più alcun essere vivente ha avuto nel nostro pianeta; come dice Evola rappresentavano un qualcosa che “mediante un passaggio dalla derivata all’integrale desume da attributi e titoli, gli elementi di assoluta incommensurabilità alla storia conosciuta” Ecco allora che prendono corpo le teorie delle Quattro Lune di Horbiger, quella degli Elohim di Biglino, o comunque della visita in tempi ancestrali di misteriosi esseri da altri pianeti. C’è al contrario degli altri cicli, un deciso trascendere delle modalità di ordinaria razionalità, dobbiamo per così dire “cambiare registro”, fare come in fisica quantistica : doppia fenditura, ma anche principio di indeterminazione (Heisenger) ovvero particella o flusso, equazione d’onda con tanto di collasso (Schrodinger), dobbiamo spostarci dal reale che tutto è tranne che razionale, percorrere l’immaginario (quel famoso “i”) che però resta in attesa dell’ulteriore ultimo passaggio, ovvero il Simbolico. L’età degli dei, o Età dell’oro, possono essere affrontati, dalla nostra mente solo facendo ricorso al simbolico, rinunciando cioè alla più peculiare delle caratteristiche umane : la coscienza. La coscienza : c’è chi la ritiene connaturata alla stessa specificità umana, una sorta di kit che ha sempre fatto parte del bagaglio del suo pensiero, un qualcosa di atavicamente biologico, diciamo una “essenza” e in tal senso, spesso e volentieri, storia, mito e scienza, perfino religione, sono andati a braccetto: che cos’è difatti il famoso “albero della conoscenza del bene e del male”? e la “famosa mela?” se non l’apparire di una coscienza ovvero la capacità di narratizzare se’ stessi, il situazionarsi in relazione all’ambiente ? “ aprirono gli occhi ed entrambi e s’accorsero che erano nudi” (Genesi 3:6-7). “...e la scintilla che Prometeo rubò agli dei dalla fucina di Vulcano? tutte le ulteriori varianti dei miti dell’origine : l’intelligenza pietrificata di Schelling, i protocolli neurologici che vanno anche alla ricerca di una localizzazione di questa fantomatica coscienza? C’è sempre sottesa la ipotesi di una infrazione, una disubbidienza, un furto, e come di un qualcosa che deve essere mantenuto nascosto, occultato: certamente custodito..., dove? ovviamente la parte privilegiata è quella più recente dell’encefalo, nella corteccia cerebrale, nel foglietto embrionale dell’ectoderma, in sinapsi non meglio identificate, financo in qualche neurone specchio, ma la discussione è sempre aperta. Ho già fatto più volte cenno ad uno psichiatra americano Julian Jaynes, che intorno alla metà degli anni ’70 dello scorso secolo pubblico’ un libro davvero epocale che per sua stessa ammissione rappresentava il frutto di tutta una vita di intuizione e studio “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” che dell’assunto che la coscienza sia un qualcosa di biologicamente innata e connessa alla stessa evoluzione dell’essere umano, non se ne dà per inteso; per lui la coscienza è un derivato del linguaggio articolato e quindi incredibilmente più recente di tutte le precedenti argomentazioni, altro che specifica connaturata alla biologia umana: per ipotizzare un’origine della coscienza non si va a più di tremila anni da oggi. Il suo libro sollevò un enorme scalpore: Accuse di antiscientificità, biologia e neurologia all’unisono per contraddire tale ipotesi “la coscienza vecchia di appena tremila anni?” Ma siamo matti? e prima che c’era? come funzionava l’essere umano?” La coscienza è un derivato del linguaggio “ insisteva Jaynes “ha le stesse impostazioni linguistiche di condensazione e di spostamento, quelle che Freud aveva stabilito per il sogno, ovvero anche lo stesso sogno è una manifestazione di un linguaggio, come ha osservato Lacan, mettendo sul piatto la concezione di inconscio e quelle che De Saussure aveva sancito nel suo “corso di Linguistica Generale, come assi portanti di una lingua ovvero la metafora e la metonimia, che debbono essere intese come un trattato di retorica strutturale La straordinaria importanza di un linguaggio, spiega Jaynes nel suo libro risiede nella sua capacità di conformare analoghi, analoghi tra la volizione e il comportamento “com’è quella data cosa? bhe e’ proprio come quel…. “è come…” è così che il lessico di una lingua si arricchisce, nomina le cose, le fa più vicine o più distanti, più a portata, meno a portata, le fa ….“come..” .ovvero immettendo una esperienza precedente come a collaudo di una nuova, inserendo tra di esse un giudizio di rassomiglianza; l’uomo nomina le cose attraverso la metafora e la metonimia, tutte le cose che fanno via via parte del suo ambiente, ma solo piuttosto tardi nella storia della sua evoluzione riesce a cogliere la sua presenza in relazione a quelle date cose, prima difatti non disponeva di un analogo riguardante sè stesso da mettere in relazione all’ambiente, in una parola diciamo che non era in grado di “narratizzare”. Ecco appunto! la coscienza è questo tipo di narratizzazione di sè stesso in relazione a... è in altre parole : un “analogo io” Si risponde così a quella domanda “cosa c’era prima della coscienza?” non c’era una analogo io, c’era qualcosa altro, qualcos’altro in grado di assolvere a tutte quelle funzioni eminentemente pratiche, si da assicurare un perfetto adattamento e inserimento nell’ambiente circostante, sia a livello naturale, che a livello di aggregazione, di gruppo, un qualcosa che rappresentava una sorta di codifica e amalgama di tutte le prescrizioni, tutti gli ammonimenti, tutti gli accorgimenti che nel corso del tempo e dell’evoluzione, l’ambiente esterno aveva richiesto all’individuo e alle sue successive aggregazioni: da clan, a gruppo, a tribù, a città, appunto quel qualcosa che appunto Jaynes denomina “mente bicamerale” In cosa consiste quindi questa Mente Bicamerale???? Detto così alla buona in una vera e propria formazione neuronale che aveva la sua topica nell’emisfero destro del cervello e in stretta corrispondenza di quello sinistro, in quelle aree che ancora adesso si ritengono deputate al linguaggio: la corteccia motoria supplementare, nella parte alta del lobo frontale sinistro, l’area di Broca, più in basso sempre nello stesso emisfero ed infine l’area di Wernicke, la più estesa che occupa la quasi totalità della parte posteriore del lobo temporale sinistro e che si ritiene fondamentale ai fini della formazione del linguaggio articolato. La domanda che Jaynes si fa e la cui risposta costituirà il paradigma della sua straordinaria ipotesi è “come mai le aree del linguaggio, una peculiarità così fondamentale per la nostra stessa essenza di esseri umani, si trovano tutte e solo nell’emisfero sinistro? Perchè questa marcata settorializzazione e sopratutto cosa c’è nelle corrispondenti parti dell’emisfero destro? la famosa plasticità del cervello, oggi consente di verificare che in individui che hanno subito danni all’emisfero sinistro, data l’assoluta importanza della funzione del linguaggio, questa si sposta appunto sulle corrispondenti aree dell’emisfero destro, ma ecco!... si tratta pur sempre di casi eccezionali, sporadici e non probanti ai fini di una vera risposta alla domanda di fondo: cosa c’è, o magari cosa c’era, nell’emisfero destro in alternativa al linguaggio? L’emisfero destro è notorio, è tradizionalmente, ma anche un pò fumosamente e misteriosamente, ritenuto il ricettacolo della intuizione, delle emozioni, della fantasia; se stimoliamo le aree corrispondenti a quelle individuate nell’emisfero sinistro, non abbiamo nessun effetto di vistosa sintomatologia, tipo afasia, arresto, imbrigliamento di parole, dimenticanza o quant’altro, niente di niente, anzi si è altresì rilevato che in casi di asportazione chirurgica di vaste aree di detto emisfero, a volte dell’intera area corrispondente a quella di Wernicke nell’emisfero sinistro, non si sono riscontrati che deficit sorprendentemente esigui per l’intera funzione mentale e nessuno di entità linguistica, pertanto si è arrivati alla conclusione che l’emisfero destro è perlopiù un emisfero “muto” o perlomeno suscettibile di essere topicizzato come appunto ricettacolo di tutte quelle “fumose” manifestazioni riferibili genericamente all’emozione, alla fantasia, ad una non meglio precisata “intuizione”, che restano un qualcosa di poco catalogabile, senza precisi riscontri di causa effetto, nè tanto meno di ripetibilità. La tesi di Jaynes è che non avendo oggi le aree dell’emisfero destro, alcuna manifestazione importante osservabile, con tutta probabilità l’avevano un tempo, in una fase dell’evoluzione umana antecedente all’attuale, una fase in cui l’uomo non disponeva di quella funzione di narratizzare se’ stesso in relazione all’ambiente e al sociale, non disponeva cioè di un “analogo io” , e pertanto aveva bisogno che un altro analogo, gli desse indicazioni sul da farsi, su come far fronte alle necessità, ai bisogni che un mondo non certo accogliente, gli poneva costantemente di fronte. La mente bicamerale altro non è che tale paradigma: da una parte una funzione eminentemente operativa, strumentale, ovvero un linguaggio sempre più articolato che consente attraverso la metafora, quel …. “è come…” di nominare le cose e raggrupparle per per associazione di rassomiglianza si va ad allocare in una sola parte del cervello; dall’altra, nell’emisfero opposto, abbiamo una funzione, meno circostanziata, meno sintomatica, ma parimenti importantissima, eminentemente simbolica (nel senso proprio del termine: che ri-mette insieme comportamento e ambiente) dove la somma di tutte le situazioni, tutte le esperienze si vanno a codificare in un qualcosa di analogale si, ma con caratteristiche di ammaestramento: un linguaggio anch’esso, ma profondamente diverso e con elementi di ineluttabilità. Tali peculiarità si vanno a topicizzare nelle aree dell’emisfero destro del cervello, presumibilmente corrispondenti a quelle opposte del linguaggio articolato, e questo perchè, anche in questo caso si tratta di un linguaggio, anche se l’analogia non è incentrata su acquisizioni di nuovi termini, messi in relazione dalla metafora , quel “è come…” che opera per meccanisni di paragone e rassomiglianza, ma per prescrizioni di carattere comportamentale che è necessario che siano il più possibile categoriche. Un linguaggio e quindi una voce si, ma una voce un pò particolare, che più che per metafora operi per metonimia, ovvero non per condensazione di significazione di termini, ma per trascinamento di significante, un “sentito dire” che si fa prescrizione, norma , ammaestramento, ovvero una voce con carattere allucinatorio, non portata da apparati fonetici, ma evocata mentalmente da una formazione neuronale che si assume il compito di sostituirsi a quella ordinaria quando sono in gioco fattori di sopravvivenza dell’individuo e del gruppo. La componente allucinatoria e’ resa necessaria dal carattere prescrittivo del messaggio, che non può limitarsi al fatto di essere “udito”, ma deve essere “ubbidito” cioè “ob-audito”: non si tratta dell’acquisizione di un nuovo termine che arricchisca il linguaggio articolato, ma di un suggerimento, una prescrizione, una norma che non può essere elusa, una sorta di imperativo categorico, che non abbisogna di spiegazione, ma di esecuzione, pronta esecuzione: “vai a costruire quell’argine!” “porta arco e frecce quando ti indentri nella foresta!” “lascia delle tracce nel tuo cammino!”, un qualcosa che solo una voce allucinatoria, che promana però dal profondo della tua mente, può importi. Con tutta probabilità il primo referente di questo tipo di comunicazione altra, non metaforica, ma metonimica, con carattere prescrittivo,dovette essere il Capo del Gruppo, il membro dominante, il soggetto appunto preposto alla guida e alla conduzione del gruppo, le cui indicazioni assumevano un che di efficiente, di consolidato e di non discutibile, appunto quell’’ob-audire=ubbidire, da parte dei membri del gruppo, in quanto in gioco la sopravvivenza stessa di tale gruppo e nel suo farsi clan, tribù, comunità, città, stato. Però in seguito, con la morte fisica, di questo capo, di questo Re, le sue voci, i suoi precetti avrebbero rischiato di venire dimenticati se non fossero stati messi in atto determinate procedure che favorissero invece una costante rammemorazione : ecco che assistiamo quindi ad una serie di procedimenti riscontrabili in tutte le antiche civiltà: l’abitazione del capo morto viene dipinta di rosso, spesso e volentieri dotata di un parapetto rialzato dove viene acceso un fuoco che una classe sacerdotale è incaricata di mantenere acceso, lo stesso successore al suo ruolo di capo, viene investito di una funzione di interprete degli antichi ammaestramenti, finche’ alla sua morte fisica si stabilisce una sorta di continuità: l’antica abitazione, diviene la dimora non del singolo Re, ma di tutti i Re, dove continuano ad assommarsi tutti precetti, finchè ad un certo punto il Re morto impersonando se’ e i suoi successori, diviene un Dio vivente, il sepolcro diviene una statua da adorare, la casa un tempio, il più distinguibile, il più visibile possibile, quasi sempre al centro dell’abitato, in posizione rialzata e tutti quegli ammaestramenti, quei consigli, quelle voci non sono più ascrivibili ai singoli re, ma diventano un’unica grande voce, la voce del dio, degli dei viventi. E’ così che nell’uomo nel Gruppo si forma la idea degli dei, da una serie di stimoli visivi, ma sopratutto da stimoli auditivi, da una sorta di codice neuronale che localizzato attraverso termini in sempre continua evoluzione /specializzazione (il”come se…” della metafora) potessero essere tradotti nell’emisfero opposto in prescrizioni con la peculiarità di ricezione non metaforica, di condensazione di significato, ma come trasferimento di significanti, una comunicazione non esterna, portata da un linguaggio di attribuzione, ma interna con caratteristiche di voce non articolata, ma allucinatoria, che più che udita dovesse essere obbedita. Ho un po’ insistito su tali precisazioni : metonimia ovvero spostamento di significanti e non metafora o condensazioni di significati, allucinazioni auditive nell’accezione però di ob-audire e non semplice au-dire, una formazione neuronale degli dei prima che l’uomo arrivasse a quell’analogo io che gli consente di narratizzare se’ stesso, mettersi in situazione rispetto ad un ambiente che lo impegna …., cosa succede se applichiamo tutto questo paradigma a quella famosa, misteriosa, sconosciuta eta’ dell’oro (un simbolo anch’esso) e a degli dei, che proprio perché soppiantati da una coscienza derivata dal linguaggio, non ci parlano più, se non attraverso meccanismi che questa coscienza la eludono?????? Gli dei dell'età dell'oro diventano loro : dei meccanismi neuronali e delle voci che agiscono per metonimia; il tutto in una accezione che con la formazione della coscienza per pressioni di adattamento selettivo, opera per antitesi simmetrica tra emisferi cerebrali in maniera simbolica, che è la peculiarità di comunicazione dell'inconscio

domenica 17 luglio 2022

RELIGIONE E SCIENZA : MADRE E FIGLIA

L'IDENTIFICAZIONE TRA SCIENZA E RELIGIONE MI SEMBRA MOLTO PROBANTE IN QUANTO E' UNA SORTA DI MECCANISMO EREDITARIO FIN TROPPO RICONOSCIBILE : IL TORQUEMADA DI IERI E' IL FAUCI DI OGGI E LO STUOLO DEI CARDINALI DEL SIDONO E' RAPPRESENTATO OGGI DAI VARI SOROS, GATES, SCHWAB. Tutte malefiche persone che   non si discostano gran che dall'istituzione chiesastica di antico lignaggio rappresentata chessò dalle grandi famiglie tipo Rochfeller, Rotschild e da tutto l'apparato liturgico che oggi fa parte delle lobbies farmaceutiche e anche delle più avanzate società di High Tech. Terrorismo mediatico-sanitario e tecnologia digitale avanzata, una miscela ideale per soggiogare l'intera umanità, come mai era riuscito prima a nessun feroce dittatore del tipo di Stalin, Hitler, Mussolini, Mao, Ceauscescu, Pinochet, Bokassa e l'eredità dell'oppressione religiosa anche se come dice Scoglio "Non c’è più religione…o meglio, c’è ormai un’unica e ultima religione: la religione del Virus! Una religione a cui anche tutte le altre confessioni -dal cristianesimo al buddismo passando per l’Islam- si sono sottomesse. Papa Bergoglio per parte sua è stato fra i primi a riconoscere la supremazia della religione del Virus. Per questo “coerentemente” ha fatto cessare le messe cristiane, perché la messa non può garantire il distanziamento e rischia dunque di sollecitare l’ira del Divino Virus; ha fatto cessare le comunioni perché l’ostia, che un tempo era portatrice del corpo di Cristo, ora può diventare portatrice del Virus, “entità suprema” che ha quindi scacciato la divina presenza del suo predecessore; ed è sempre per questo che ha invitato tutti i fedeli ad abbandonare la fiducia nel potere salvifico della comunione, riponendola invece nell’unico e ultimo strumento di salvezza: il “santo-vaccino, in questo seguito subito a ruota niente popò di meno che dallo stesso Dalai Lama (il “profeta delle star di Hollywood”). In effetti e a ben vedere, il Virus ha tutte le caratteristiche del Dio-di-prima. Come quello è invisibile, tanto che l’unico modo per relazionarsi con lui è attraverso un Credo fideistico sostenuto dalla Casta dei Sacerdoti Virali! Come il Dio-di-prima, anche il Virus è Uno e Trino: quando si è rivelato ai sacerdoti virologi di Wuhan, Esso infatti si manifestò da subito (e senza prove) in 3 forme diverse e in 3 diversi pazienti, e tuttavia era sempre Uno e come Uno fu adorato! In verità però, questo nuovo essere divino sembra molto più potente del Dio-di-prima, che si incarnò una sola volta: questo, in appena poco più di un anno ha manifestato circa 1 Milione e 300.000 incarnazioni (quelle che i sacerdoti della religione virologica chiamano “sequenziamenti”).Come il Dio-di-prima, il Virus è insieme buono e terribile, come quello-di-prima risparmia i suoi fedeli e punisce i suoi nemici. Esso è mite fino alle ore 18 o al massimo le 22, per poi scatenare la sua ira nelle ore successive. Colpisce quelli in piedi, non i seduti ai tavoli. Ma soprattutto “egli” sa riconoscere i suoi Fedeli: quelli che i Sacerdoti e i Regnanti Virologici chiamano “vaccinati”. E’ vero che ci sono numerosi deceduti post-vaccinali, ma anche il Dio Virus, come quello di prima, chiama sempre i migliori a Sé! Ma a tutti gli altri vaccinati “Egli” accorda il privilegio di essere sottoposti a prove di “fede” differenti dai non toccati dal “sacro crisma” dell’inoculazione: infatti per i “vaccinati” i test molecolari PCR sono più benevoli, con meno di 28 cicli, mentre per tutti gli altri –apostati!- servono i “canonici” 40 e più cicli. In questo modo “Egli” libera i suoi fedeli dallo stigma reclusivo della positività al virus, che riserva, assieme all’esclusione sociale, a chi non si converte alla Sua religione vaccinale!E come quello di prima che, nella sua manifestazione come Figlio di Dio, fondò sulla pietra che era Pietro la sua Chiesa, così anche il Dio Virus mantiene una grande e potente Chiesa fatta di Sacerdoti Virologi, che, nella più pura tradizione della priorità del potere spirituale su quello temporale, travasano il loro esoterico sapere -che definiscono “scientifico”- su Regnanti che possono solo sottomettersi, dato che fondano la loro legittimità di fronte al Popolo proprio sulla benedizione e del sigillo dei Sacerdoti viro-farmacologici. Anche il modo della comunicazione della nuova Chiesa Virologica non è molto diverso da quello della Chiesa precedente: in entrambi i casi il linguaggio e altamente esoterico, assolutamente incomprensibile al popolo e a chiunque altro non faccia parte della Casta dei Virologi. Il loro nuovo Linguaggio è altrettanto inaccessibile di quello in uso quando la (ex) Santa Messa era in Latino, e veniva recitata a un popolo che per lo più sapeva nulla di Latino. Ora che anche il Papa della vecchia religione si è convertito alla Religione Virologica, i nuovi Sacerdoti Virologici adottano le stesse tecniche della precedente Casta Sacerdotale per apparire come gli unici che possono comunicare col Dio Virus e interpretarne gli editti!E così come con la Chiesa di prima la Comunione -sacramento che, una volta introdotto nel corpo diventava fonte di salvezza, facendovi entrare proprio il Corpo di Dio- ora con la nuova Chiesa accade lo stesso: il suo sacramento, il Vaccino, viene iniettato nel corpo del fedele introducendovi il Sacro Corpo del Dio Virus che, entrando in una forma meno terribile e più amica (almeno così raccontano i sacerdoti virologici), dovrebbe rendere il fedele immune dalla futura ira del Dio, donando così al fedele la “certezza” di essere da esso risparmiato e poi salvato.Come quello di prima il Dio Virus è il Signore di un Paradiso, chiamato dai nuovi Sacerdoti “immunità” o immunizzazione”; e non di meno di un Inferno, detto “infezione” e/o “contagio”. E come spesso con la religione del passato la paura dell’Inferno era usata per tenere il popolo sottomesso e vendere indulgenze, lo stesso accade con questa nuova religione, che controlla il popolo col terrore dell’Inferno virale, mentre vende a caro prezzo le nuove indulgenze: mascherine, disinfettanti, certificati di immunità. Questa nuova religione è talmente universale che non eredita i suoi caratteri centrali da una sola religione, ma le include tutte. Dalla tradizione monastica buddista ha preso la reclusione nella propria cella per dedicarsi completamente alla visione televisiva del Dio Virus. E cosa è la mascherina, simbolo della devozione al Dio Virus, se non una versione moderna e più universale del chador o del burka di tradizione musulmana? Nella tradizione musulmana coprire il volto delle donne era strumento di salvezza, perché la pubblica visibilità della donna poteva scatenare impulsi aggressivi e dunque potenzialmente violenti e distruttivi nell’uomo. Oggi, il Dio Virus pretende la stessa rinuncia alla pubblica visibilità, perché Egli non ama la socialità e non sopporta che gli esseri umani si dedichino gli uni agli altri, perché richiede fedeltà assoluta, e vuole i suoi Fedeli pienamente concentrati sulle terribili conseguenze che Egli può lanciare su chi non gli è Fedele, scatenando la sua sacra ira. Gli “Infedeli” affermano che questo Dio in effetti non esiste, che non può arrecare nessun danno, e che i danni semmai derivano tutti dalla somministrazione dei suoi presunti sacramenti vaccinali. Ma gli Infedeli sono una minoranza, silenziata con il solito mix di indifferenza e repressione, e così i contestatori sono resi innocui. Questo anche grazie alla conversione dei contestatori di prima: sinistri e femministe mai avrebbero accettato la discriminante e umiliante copertura musulmana del volto delle sole donne; ma il Dio Virus, più equo e politicamente corretto, impone la copertura di tutti, donne e uomini indistintamente. E poiché tale rinuncia a mostrarsi ha come premio non la promessa di una astratta salvezza ultraterrena, come faceva la religione di prima, ma la promessa di una concreta salvezza terrena (che gli Infedeli gridano essere un trucco), tutti i politicamente corretti, e persino le femministe, accettano con convinzione di vestire questa nuova versione del chador o burka. Veramente, insomma, non c’è più religione…

Queste osservazioni le ho tratta dal libro "Apandemia" di Stefano Scoglio , una delle pochissime persone sulla quale in questi tempi oscuramento della ragione, si puo' far riferimento. Io per la verità, in tempi recentissimi avevo provato ad accostare, per rassomiglianza di nulla essenza, il virus con le Stringhe e magari le Super Stringhe della M- Theory supposta da scienziati del calibro di Veneziano, Feydman, Susskind, Witten, Greene che ponevano a fondamento ultimo del tutto appunto delle microscopiche stringhe di energia che risuonavano per strane associazioni spazio temporale in svariate diverse dimensione (fino a 11) utilizzando spazi/tempi del tutto inusitati fatti di accartocciamenti, con super simmetrie in anti materia tipo ad esempio il promettente spazio di Calabi-Yau per esperire un sequel di insiemi di multiuniversi, che per certi versi ricorda l'inconscio come insiemi infiniti di Mattè Blanco e per altri decifra quella "M" della sopracitata Theory con le parole di Mistero e anche di Magico.


Non mi sentirò appagato finche' non avro' messo in sinergia giustappunto la psicoanalisi, quella più avanzata , dalla pulsione di Morte e la coazione a ripetere del "Al di là del principio del piacere" in Freud , il citato inconscio come insiemi infiniti di Mattè Blanco e la sua simmetriacome funzionamento tra classi di appartenenza non ancora super come per le stringhe e la loro simmetria ed anche un super Es, ovvero un super inconscio come completamento della famosa seconda topica freudiana che è dal 1921 che attende una quarta conclusiva figura. Il mio è comunque una correlazione di futuro anteriore,un "sarà stato" mentre quello di Scoglio, di virus con religione: un presente remoto "è fu-stato"che può facilmente divenire "fru-strato" se i campioni dell'infame iperconsumismo farmacologico e digitale dovessero prevalere e dispensare solo "fru-state" per coloro che si ostinassero a voler usare la ragione

sabato 16 luglio 2022

CON HAMER SI O NO?

 


Va fatta una doverosa precisazione, sul come e dove potremmo considerare e  localizzare la teoria di Hamer : dal punto di vista teorico, ovvero come impianto scientifico/culturale o dal punto di vista pragmatico come prassi terapeutica? Freud, Jung, Lacan, Jaynes, Lacan, Mattè Blanco, sono senza dubbio una eccezionale forma di conoscenza, non viziata da dogmi o da interessi particolaristici, però ecco dal punto di vista terapeutico hanno sempre lasciato a desiderare, questo sopratutto perchè si sono sempre attenute ad una metodologia molto speculativa, ma poco pratica. Se vogliamo fare il punto  sul terapeutico ci dobbiamo spostare addirittura di continente e cioè portarci in ambito americano, tradizionalmente e direi per sua stessa costituzione, più pragmatico e operativo, laddove veramente la terapia, ovvero un concreto adoperarsi per lenire o addirittura far scomparire determinate sintomatologie ascende a criteri misurabili e spesso e volentieri replicabili  Tale istanza era contenuta già nei primi operatori del settore  tipo Harry Stack Sullivan che anche se ispirato dal forte impianto teorico  di esponenti europei tipo   Alfred Adler  e sopratutto di Melanie Klein che si era trasferita negli USA, ma ha uno straordinario picco con l’eccezionale e per molti versi anomala figura di Milton H. Erickson, ovvero quello che Freud avrebbe definito una sorta di terapista selvaggio, ma che in verità ha rappresentato probabilmente il più straordinario ed efficace terapeuta di ogni tempo e di ogni luogo, che si avvaleva non solo di una terapia fondata sulla seduzione e la manipolazione ma anche sull’ipnosi, che proprio grazie al suo operato dismetteva i baracconi da fiera per trovare un consesso di efficacissima applicazione negli studi  terapeutici.
Sul modello di Erickson con l’aggiunta
  di un forte impianto culturale ad indirizzo pragmatico comunicazionale dei fondatori della Scuola di Palo Alto in California :  Avyla Jackson e Grigory Bateson, sorge appunto tale Scuola che in verità ha rappresentato  un vero e proprio indirizzo terapeutico che ha contraddistinto  con altri  fantastici protagonisti del calibro di John Weakland, Paul Watzlavitch, Jay Haley,  Robert Dilts, e altri  tutti gli anni settanta, ottanta e novanta del XX secolo, per affacciarsi nel III millennio e localizzarsi anche da noi in Italia con la terapia strategica breve di Giorgio Nardone. sempre dall’alveo Ericksonino e della Scuola di Palo Alto.  Un ultimo doveroso accenno, sempre in tema di efficacia terapeutica  va fatto alla cosidetta Programmazione Neurolinguistica  che ha, non solo utilizzato, ma sistemizzato la prassi un pò confusa, improvvisata e tutto sommato artistico/geniale  di Milton Erickson costituendo un vero e proprio “Milton Model” di incomparabile valore sotto il profilo della ripetitività terapeutica; la produzione originaria dei due fondatori di questa PNL, Richard Bandler  e John Grinder, va senz’altro ascritta a questo particolare momento di grande e proficua diffusione dell’istanza terapeutica; i testi scritti in connubio di questi due studiosi sono vere e proprie pietre miliari (La struttura della Magia, La metamorfosi terapeutica, La Ristrutturazione, PNL, I modelli terapeutici di Milton Erickson, Ipnosi e trasformazione)
Peccato che dopo il loro divorzio la PNL sia scaduta al livello di una prassi di efficientismo
  manageriale di tipo comunicativo  anche merceologico, perdendo sempre più di vista il dato terapeutico. Torna quindi la domanda :  dove ci vogliamo collocare con la teoria Hameriana? sul proseguo di Freud o piuttosto nel solco dei grandi movimenti operativi a scopo terapeutico? ovvero una “grande teoria” o una “efficace prassi”? Qualcuno potrebbe obiettare che Freud e compagnia erano quasi tutti medici e anche Hamer è un medico,  pertanto l’istanza terapeutica è stata sempre sottesa  al loro operare….ma  qui vige un antico adagio:  “tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”, oppure come ha chiosato qualcuno, “c’è anche  la possibilità di fare parecchi errori” e diciamola tutta, in quanto a cura, la psicoanalisi non può annoverare questi grandi risultati, (a parte la boutade di “talking cure” di Anna O., i cui sintomi nevrotici hanno tratto ben poco giovamento dal celeberrimo trattamento con Freud, c’è da dire che  il famoso “piccolo Hans” si ripresentò alla società psicoanalitica  molti anni dopo la morte di Freud, oramai adulto e con problemi nevrotici per nulla risolti dalla sua canonica terapia effettuata anche lui sempre con Freud, lo stesso dicasi per l’altrettanto famosissimo “Uomo dei lupi” anche lui sempre alle prese con marcati sintomi nevrotici, sebbene il suo anch’esso canonico “caso” )   da qui la constatazione che la psicoanalisi non  è mai riuscita ad intaccare  il complesso della medicina classica, neppure nell’ambito delle affezioni psichiche che anzi  ha visto quest’ultima appropriarsi dei suoi meccanismi per affibbiargli etichette diagnostiche  con tanto di protocolli nosologici e addirittura creare nuove branche di specializzazione. Ora in quanto a terapia come la mettiamo con Hamer? abbiamo titolato l'articolo olo “con Hamer  si o 
no ! ”    sottendendo il fatto che con la conoscenza delle 5 Leggi Biologiche della sua Teoria  si va a disporre di una eccezionale metodo di spiegazione delle malattie, una eziologia finalmente centrata sull’entità integrata biologica di corpo e cervello, una spiegazione al dettaglio di ogni manifestazione, di ogni sintomo e persino di ogni simbolo sotteso alla presenza di un uomo in un ambiente che lo impegna e quindi ingenera traumi e conflitti, ma in verità non si è in presenza di una terapia, di un metodo di cura, ma solo di un forma di conoscenza. La domanda è “può solo una conoscenza e non una prassi essere utilizzata su di sé e gli altri come forma di cura, di guarigione?” - No non può! ….sulle teorie di Hamer ricadono le osservazioni fatte per la psicoanalisi , straordinario sapere ma sempre “supposto sapere” come giustamente osserva Lacan, che ci servirà per acquisire straordinarie conoscenze e informazioni, persino spiegazioni, giustificazioni e storia di ogni affezione, più una esauriente mappatura di tutte le relative manifestazioni, ma in quanto a   elemento di terapia,…. eh bhe! molto meglio far riferimento alla tradizione della medicina allopatica. Semmai ecco una conoscenza vera delle cause, il senso finalmente dispiegato di  ogni malattia, la catalogazione  non per astratti protocolli nosologici, ma per derivazione dai relativi foglietti embrionali, consentirà  davvero di realizzare quella sinergia  di intervento,  ottimale ai fini    del “ben-essere” dell’individuo . Una sinergia  tra psicoanalisi e Leggi di Hamer che come abbiamo più volte fatto cenno, rappresenterebbe  un po’ il fine, l’obiettivo, oserei dire  il “Kairos” , ovvero quello che i greci antichi intendevano come “il momento opportuno in cui si dispiega il “pro-getto, del presente scritto, ma che proprio con un ripensamento di tutto il corpo della medicina cosiddetta  tradizionale,  comporta una terza  entreè: eh si!  lei stessa  la medicina tradizionale con tutto il suo bagaglio di farmacologia e terapia di pronto intervento, che può davvero rappresentare una occasione che e' stata sempre travisata . Il perche' di questo travisamento  ha per così dire "un cuore antico...ma non troppo" : duecento, massimo duecento cinquanta anni, ovvero come conseguenza della cosidetta "Rivoluzione Industriale" che col suo emergente consumismo, addirittura giustificato da piu' o meno razzaffonate teorie filosofiche (la ridicola asserzione di Hegel "cio' che e' reale e' razionale" e viceversa - i cosidetti testi teorici liberisti Adam Smith, Say, Ricardo, Malthus, e infine persino la ferragginosa impalcatura sociale di Karl Marx) si e' andata a correlare con la pratica medica appena faticosamente uscita dalla stregoneria dei tempi antichi e dalla prassi del cerusico tra cataplasmi, salassi, e piu' che disponibile ad assumere nuovi parametri che non potevano non essere che quelli peculiari appunto della nuova mentalita' consumista, quindi facile preda dei protagonisti della cosidetta rivoluzione, i vari Rotschild, Carnegie, Rockfeller .
Gli eredi dei banchieri, dei mercanti con tutta la loro mentalita' bottegaia e esaltazione al massimo grado dell'interesse economico fondato sul danaro e sul valore di scambio, da parte loro individuarono facilmente l'elemento merceologico sotteso al fattore salute, immettendovi il meccanismo del farmaco come distinguo e come preferenziato elemento di intervento e di diffusione,
arrivando con Rockfeller e Flexner  nel 1910 a farne un protocollo di assolutezza terapeutica con totale dispregio di ogni altro approccio che non fosse quello chimico e industrializzato e portando quindi alla creazione di BIG PHARMA.

mercoledì 13 luglio 2022

I MICROBI/ POMPIERI DI HAMER

 

SENTO SEMPRE IL BISOGNO DI FISSARE PIU' SCRITTI POSSIBILI SULLA FANTASTICA, TEORIA DI RIKE GEERD HAMER, DI GRAN LUNGA LA PIU' IMPORTANTE SCOPERTA DEL XX SECOLO (BHE!!! MAGARI A PARA PATTA CON LA PSICOANALISI DI FREUD) Se si conoscono le 5LB è impossibile non notare le "somiglianze" di come la "medicina ufficiale" abbia in passato "raccontato" l'AIDS esattamente come stanno facendo da un anno col presunto INVENTATISSIMO COVID19, O MEGLIO , NON INVENTATO, MA SEMPLICEMENETE UTILIZZATO UN QUALCOSA CHE C'ERA SEMPRE STATO: UNO STATO DI AFFEZIONE LEGGERO CHE HA ANCHE RISCONTRI LETALI SPECIE IN PAZIENTI ANZIANI O CON PRECEDENTI PATOLOLOGIE, I VARI VIRUS PRESENTI IN UNA BANALE INFLUENZA. VIEPPIU' SI FA SEMPRE PIù ADERENTE L'ASSOCIAZIONE VIRUS E MICROBI IN GENERE= POMPIERI. Come in pompieri in un incendio difatti i vari microbi incanalati per foglietti embrionali (in questo stralcio meravigliosamente spiegato da Hamer nel suo fondamentale libro "Testamento per una nuova medicina" ) si attivano per riportare lo stato di normalità in un corpo

Detta in due parole: STANNO UTILIZZANDO L'INTUIZIONE DI HAMER CHE ALLA BASE DI TUTTE LE PATOLOGIE C'E' SEMPRE LA PAURA, INDOTTA DA MEDIA, MEDICINA UFFICIALE MAINSTREAM ECC, PERCHÈ LORO, PROPRIO GRAZIE ALLE SCOPERTE DI HAMER, LO SANNO BENISSIMO CHE LA PAURA È UNA DELLE ATTIVAZIONI BIOLOGICHE PIÙ POTENTI IN NATURA, CIOÈ... È PROPRIO LA "PAURA DI UNA DETERMINATA COSA", CHE "INNESCA LA COSA STESSA"...
Programmi speciali biologici sensati
secondo la conoscenza della Nuova Medicina Germanica® del Dr. med. Ryke Geerd Hamer
AIDS – Come una diagnosi può uccidere!
Già nel 1987 quando l’invenzione del panico dell’"AIDS" andava a gonfie vele scrissi nel mio libro "Testamento di una Nuova Medicina", come l’"AIDS" fosse il più grande imbroglio del nostro secolo e questo per vari motivi!
L’argomento principale contro L’AIDS come "malattia" a se stante, sono le cognizioni sul sistema ontogenetico dei tumori e sul derivante sistema ontogenetico dei microbi (funghi, batteri, virus). "Come dimostrano le mie ricerche empiriche su più di 15.000 pazienti, è completamente impensabile, e addirittura molto semplice da confutare, che sia l’agire di un virus "cattivo", a voler distruggere per così dire le difese dell’organismo, indipendentemente dai processi psichici e cerebrali, come presupposto in provetta.
La regola ferrea del cancro dice che ogni cosiddetta malattia, cioè programma speciale biologico sensato della natura (non solo cancro), viene causata da una DHS (Dirk-Hamer-Syndrom), cioè da uno choc conflittuale biologico molto specifico, che nel momento stesso causa un focolaio di Hamer, verificabile con la TAC cerebrale, nel relè del cervello (HH) inerente all’organo e nell’organo causa cambiamenti corrispondenti come tumori, paralisi, disturbi funzionali, ecc.
Il sistema ontogenetico dei tumori, che trovai nel 1987, pone ogni malattia oncologica o malattia oncoequivalente secondo la sua appartenenza agli foglietti embrionali, cioè secondo i foglietti embrionali, che si evolvono già nelle prime settimane dello sviluppo embrionale umano: endoderma, mesoderma ed ectoderma.
Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene dal punto di vista della storia evolutiva, una parte cerebrale specifica, un determinato tipo di contenuto conflittuale, come anche una specifica formazione cellulare istologica.
Il sistema ontogenetico dei microbi attribuisce i microbi ai tre foglietti embrionali, questo comporta:
1. che i microbi più antichi (funghi e batteri fungiformi: micobatteri) sono responsabili per l’endoderma, in parte anche per il mesoderma del cervelletto, ma in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico,
2. che i microbi antichi, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati,
3. che i giovani, cosiddetti microbi, cioè i virus, che nel senso stretto non sono veri microbi, cioè non sono esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale.
Essere "responsabile" in questo contesto significa che ogni gruppo di microbi "elabora" solo determinati gruppi organici, che hanno appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè che derivano dallo stesso foglietto embrionale.
Un’eccezione forma la zona limitrofa degli organi mesodermali, governati dal cervelletto, che vengono "elaborati" sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri sia anche (meno frequentemente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale del foglietto embrionale medio (mesoderma).
Il momento, da cui i microbi possono iniziare ad "elaborare", non dipende, come fino ad ora tutti noi presumevamo erroneamente, da fattori esterni, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer: il cervello. Si tratta sempre dell’inizio della fase di soluzione del conflitto, cioè della fase di guarigione.
La bifasicità delle malattie durante la soluzione del conflitto:
Fino ad ora la cosiddetta medicina moderna conosceva circa 1.000 presunte malattie, di cui circa la metà considerate "malattie fredde" come per esempio il cancro, l’angina pectoris, la sclerosi multipla, l’insufficienza renale, il diabete, ecc. e l’altra metà "malattie calde" come per esempio il reumatismo articolare, l’infiammazione renale, la leucemia, l’infarto cardiaco, le malattie infettive ecc.
Nelle "malattie fredde" i microbi si trovavano sempre come apatogeni, cioè non causavano sintomi. Nelle "malattie calde" invece gli trovavamo sempre "altamente virulenti", cioè abbiamo sempre creduto che essi "attaccavano" un organo.
Allora credevamo che fosse importante mobilitare l’armata di difesa del nostro corpo, il cosiddetto "sistema immunitario", contro l’armata attaccante maligna dei microbi o anche contro le cellule cancerogene, che volevano annientarci. Questa idea era errata, niente di tutto ciò era vero. Dobbiamo iniziare la "Nuova Medicina" tutta da capo!
Cos’ha tutto ciò a che fare con "l’AIDS"?
Nel caso dell’AIDS il nostro interesse è rivolto ai virus. Abbiamo appreso dal sistema dei microbi causato ontogeneticamente, che anche i virus hanno un loro posto stabile in questo sistema: essi sono responsabili per tutti gli organi derivanti dall’ectoderma (foglietto embrionale esterno) e che vengono governati dalla corteccia cerebrale. Essi "elaborano" questi organi, come già detto, esclusivamente nella fase di guarigione. I loro sintomi collaterali sono: vagotonia, di solito febbre, gonfiori dell’epidermide o della mucosa, cioè tra le diverse qualità di mucose esclusivamente gonfiore della mucosa di epitelio pavimentoso! Che tali sintomi evidenti comportino senza eccezione tutta una serie di reazioni del sangue e del siero, si comprende da se.
Per quanto concerne il "sistema immunitario", questa parola spugnosa, poco definita, che viene usata dappertutto, indistintamente nella fase di conflitto attivo e nella fase di conflitto risolto, in caso di cancro, sarcomi e leucemia, indistintamente in tutte le "malattie infettive", la completa non conoscenza sulla natura delle malattie corrispondeva ad una completa incapacità di valutare e classificare correttamente la moltitudine di fatti e sintomi del settore ematologico e sierologico.
Con il cosiddetto virus dell’HIV si intendeva principalmente, se esso esiste come virus ( è stato chiamato dai suoi "scopritori" "virus dell’immunodeficienza"), che le persone colpite "dall’epidemia mortale di AIDS" morivano nella fase finale di cachessia e di panmieloftisi, cioè non potevano più produrre sangue.
Lo stesso processo troviamo nel cancro osseo o per meglio dire nel cancro di diminuzione ossea, cioè l’osteolisi nel sistema scheletrico, che comporta sempre una panmieloftisi (anemia), e il conflitto appartenente è sempre secondo la localizzazione della parte di scheletro colpito un conflitto specifico di crollo dell’autostima.
La guarigione di un tale conflitto di crollo dell’autostima sarebbe sempre la neoformazione del callo nelle osteolisi (ricalcificazione) con il sintomi della leucemia.
Se un ammalato di "AIDS" dovesse farcela a ripristinare la sua autostima contro ogni aspettativa, cade "dalla padella alla brace", se è in mano ai medici della medicina ufficiale, viene pseudo curato a morte con la chemio.
Per la completezza dovrei nominare a fondo molti argomenti contro l’"AIDS", ma in questo trattato breve non è possibile. Ne nomino solo alcuni che mi sembrano importanti.
- Nessuno ha mai osservato una sintomatologia specifica dopo una cosiddetta infezione di HIV come viene osservato per esempio in caso di morbillo o rosolia.
- Virus di HIV non vengono mai trovati nei pazienti di AIDS.
- Nella "sindrome da immunodeficienza acquisita, AIDS" è presunto un coinvolgimento dei linfociti T, dei quali solo uno ogni 10.000 avrebbe fagocitato "un frammento del virus", del quale non esistono neanche esemplari interi nei pazienti di "AIDS".
- In quanto non esiste una vera sintomatologia dell’"AIDS", si è in balia della diagnostica medica: se una persona non ha il test dell’HIV positivo e si ammala per esempio di cancro, reumatismo articolare, sarcoma, polmonite, diarrea, demenza, micosi, tubercolosi, febbre, herpes o ogni possibile sintomatologia neurologica o manifestazioni di deficit, allora si tratta di normali malattie secondo le idee correnti. Se la stessa persona però ha il test dell’HIV positivo, tutti questi sintomi sono immediatamente sintomi maligni dell’"AIDS", quasi viene da dire "Metastasi da AIDS", i quali segnalano la morte imminente e penosa del paziente di "AIDS" da compatire.
- È altrettanto strano che l"AIDS" come presunta malattia virale debba comportarsi in modo completamente diverso da tutte le altre malattie virali, le quali sono ritenute superate quando il test degli anticorpi risulta positivo.
- La cosa più strana però è il fatto, nominato da tutti i ricercatori solo casualmente e che non ha spinto nessuno ad una qualsivoglia reazione: si ammala di "AIDS" solo chi sa di essere HIV positivo o chi crede di esserlo!
Strano che nessuno ha seguito questi sorprendenti fenomeni? Conosciamo interi popoli che sono al 100% HIV positivi e non gli succede niente. Gli scimpanzé, nonostante siano HIV positivi, non si ammalano di nessun sintomo che potrebbe assomigliare all"AIDS".
Tutta la faccenda deve aver a che fare con la psiche. O meglio: Se le persone si ammalano in modo evidente solo se viene loro detto di essere HIV positive, è ora di immaginare cosa succede nella psiche di un paziente al quale è stata comunicata una tale diagnosi annientante con la prognosi del 50% di mortalità!
Sono i nostri medici talmente privi d’animo da non essersi potuti immaginare finora, cosa avviene nel paziente messo di fronte ad una tale diagnosi annientante?
Il paziente non sa che tutto ciò è campato in per aria. Il poveretto lo prende molto sul serio, anche perché tutta la messinscena avviene in un ambito molto professionale.
Copyright by Dr. med. Ryke Geerd Hamer
ED IO CHE MI ATTENGO ALLE SUE TEORIE

giovedì 2 giugno 2022

LA TEORIA PLEOMORFICA DI BECHAMP



Tra Bernard e Pasteur non dovremmo dimenticare Bechamp che fu un ulteriore grande scienziato il quale dimostrò quanto fosse sbagliata la TEORIA DEI GERMI di Louis Pasteur il quale semmai va solo annoverato come colui che ha permesso alle case farmaceutiche di incrementare esponenzialmente i loro profitti. Ancora oggi La “scienza” medica e la biologia sono state tenute all’oscuro delle teorie di Béchamp per preservare gli interessi delle Big Pharma e la formula di Bernard “IL TERRENO È TUTTO, IL MICROBO È NULLA” ignorata sistematicamente;  eppure gia' alla fine del 1800 si sapeva che la TEORIA DEI GERMI di PASTEUR (ovvero i virus, i batteri, gli agenti patogeni, vengono da fuori, dall’esterno,e sono loro la causa delle malattie  per cui bisogna proteggersi tramite vaccini e antibiotici distruggendo tali “germi”) era ERRATA. Il prof. Béchamp osservò che i batteri cambiano forma e non sono la causa, ma il risultato  della patologia , poiche' provengono dai tessuti stessi . La sua TEORIA PLEOMORFICA è anche chiamata “TEORIA DELLA PATOLOGIA CELLULARE”. Quindi Béchamp capì che i batteri spazzini provengono dai “MICROZIMI”, enzimi immortali normalmente presenti nella materia e quindi nei tessuti, i quali hanno la capacità di dare la vita o la morte, a seconda del terreno cellulare. Il microzima  è un elemento che precede la vita cellulare, ed è  alla base della vita  essendo l'elemento tramite il quale si formano  cellule, tessuti, organi . Quindi i microzimi  sono sia costruttori che distruttori delle cellule . È l’attività distruttiva del microzima a scatenare la malattia. Béchamp spiegò che se il corpo è in salute i microzimi  funzionano in modo armonico, mentre in caso di malattia diventano patologici, causano cambiamenti nell’organismo, disorganizzazione dei tessuti e infine distruzione delle cellule. . I microbi, tutti i microbi, batteri, funghi, mico batteri, non pero' i virus della cui esistenza nessuno ha mai avuto la prova sono trasformazioni di microzima. La verita' e' che la medicina tradizionale ha seguito le orme  di Abrahm Flexner,  personaggio che non aveva nemmeno la laurea in medicina e che sposò ciecamente la teoria dei germi. Flexner si occupava di sistemi educativi e additò la pratica dei medici afro-americani, i quali non attenendosi alla teoria dei germi costituivano una minaccia per i bianchi; promosse quindi l’aderenza alla  Teoria dei germi e  tramite il suo "Flexner Report" del 1910, pubblicazione nella quale esaminava lo stato in cui versava la scuola americana e spiegava quale formazione avrebbero dovuto ricevere i dottori in medicina, ovvero sposare appieno una medicina chimica artificiale, di stretta derivazione dal petrolio così come l'ispiratore e finanziatore  di tale protocollo, l'industriale appunto del petrolio, David Rockfeller, andava perseguendo per i suoi affari   Prima di Flexner negli Stati Uniti i dottori erano liberi di scegliere quale teoria medica seguire prima di ottenere l’abilitazione, da Flexner in poi per diventare “medico” occorreva  studiare e aderire alla “teoria dei germi”. Oggi persino la medicina allopatica riconosce che le cellule batteriche sono maggiori di quelle umane, in un rapporto 10:1, che di recente è stato ridotto a 1,3:1. Il MICROBIOMA “è quell’insieme di batteri, funghi e parassiti che si trovano in particolare nell’intestino, nella bocca, sulla pelle e nell’apparato genitale”, tale microbioma, con cui le cellule umane vivono in simbiosi, svolge funzioni cruciali per il corpo, dal metabolismo all’attività sull’asse intestino-cervello, dalla protezione diretta contro organismi patogeni alla regolazione del sistema immunitario. Béchamp dimostrò che l’aria è piena di organismi microscopici in grado di fermentare qualsiasi corpo o mezzo sul quale approdino, spiegò anche  che la trasformazione chimica viene svolta da un fermento solubile prodotto dall’organismo, e che tale fermento è analogo ai succhi gastrici dello stomaco, per cui identificò la fermentazione con il processo digestivo. La conclusione più importante alla quale arrivò è che c’è un elemento micro-anatomico vitale e indipendente nelle cellule e nei fluidi di tutti gli organismi, che è per l’appunto il “microzima” o “piccolo fermento / fermentazione”. Gli diede il nome “microzima” perché ai suoi tempi il processo della fermentazione non era ancora compreso. Quindi i microzimi spesso diventano forme che definiamo “batteri”, e questi ultimi possono regredire tornando ad essere dei microzimi;   anche i germi atmosferici  sono microzimi , o meglio delle particolari evoluzioni che sono stati espulsi dall’organismo vegetale o animale che abitavano, a causa della morte di tale organismo (quindi morte di una pianta, di un animale o di una persona). Béchamp scoprì che i  microzimi sopravvivono alla decomposizione dell'organismo che li ospitava e ne attuano la decomposizione, giustappunto trasformandosi in germi  . Gli studi di Béchamp vennero ripresi e ampliati dal biologo e microscopista americano Raymond Rife e  dal canadese Gaston Naessens , creatori di particolari microscopi che raggiungevano un livello di risoluzione  di 20-30000 di diametro invece dei 2500 di diametro . e Günter Enderlein, l’ultimo dei pleomorfisti, il quale affermò che il processo di sviluppo dei microbi si ha solo in un ambiente acido, mentre in un ambiente alcalino i microbi sono innocui. C'e' da dire che dopo il rapporto Flexner,  la persecuzione di medici e ricercatori che proponevano teorie e terapie anticonvenzionali, fu assoluta, specie negli USA  e quindi una scienza  che si poggia su basi così incerte e interessate a ben altri fattori che la salute, indica che tale “scienza” e' solo frutto di mercimonio e corruttela .si poggia su basi a dir poco instabili, che possono essere smentite in qualsiasi momento.  Abbiamo detto dei virus che stante la loro infinitesima dimensione nessun microscopio e' mai riuscito a vedere, ma anche volendo ammetterne la loro esistenza  in vitro e tramite scansioni elaborate al computer , non fanno parte del sistema vitale, dato che non sono altro che scarti proteici di cellule morenti, ovvero prodotti di scarto delle apoptosi cellulari (morte cellulare programmata che avviene quando una cellula è danneggiata oltre le sue capacità di riparazione) causate dal disgregamento dei mitocondri e del nucleo della cellula che contiene il DNA. Questi pseudo virus, non essendo altro che prodotti di scarto di cellule morenti e quindi una parte del DNA cellulare, sono sempre materiale non organico e inattivo  non possiedono né metabolismo né vita. Secondo la teoria medica sono molecole di DNA e proteine complesse con un involucro o capside di lipidi grassi, ma mancano di enzimi e non possiedono una vita propria dato che mancano dei prerequisiti fondamentali della vita, cioè dei meccanismi di controllo metabolico che persino i batteri inferiori possiedono. Il GUYTON’S MEDICAL TEXTBOOK riconosce che i virus non hanno nessun sistema riproduttivo, nessuna capacità di locomozione, nessun metabolismo e che non possono essere riprodotti in vitro come entità viventi. Le malattie non sono altro che processi di purificazione del corpo e non sono mai provocate dai virus; i batteri sono presenti nei tessuti malati perché agiscono da “spazzini” per aiutare l’organismo a depurarsi. Tutto dipende dallo stile di vita, dallo stato emotivo e dalla spiritualità (come vive il suo rapporto col divino, sempre se crede che esista una divinità creatrice) della persona. Quando in un organismo malato vengono introdotti dei farmaci dovrà far fronte a questa seconda minaccia, perdendo così energie preziose e rallentando o arrestando del tutto il processo di guarigione. Le “malattie contagiose” sono un’invenzione dato che un individuo in salute (psico-fisica e spirituale) non è a rischio di “contagio”, ovvero il suo “terreno” non ha bisogno di scatenare crisi di depurazione (a volte si tratta di stress e / o stanchezza). Invece se una persona ha un terreno malato o è in squilibrio si ammala, ma mai a causa dei virus; ad esempio tanti si ammalano di disturbi “virali” perché nel loro subconscio ci sono dei programmi che li portano a credere ad un “contagio”, sia pure di una semplice influenza stagionale. C’è sempre qualcuno che sfugge a tali “contagi” e il motivo è che ha dei programmi inconsci che lo porta a credere di essere immune a tali infezioni, oppure è semplicemente in uno stato di benessere. Quando la persona sembra essere stata “contagiata” in verità il suo organismo era già malato, instabile, e la patologia si sarebbe comunque manifestata di lì a poco tempo. Siccome l’influenza e le cosiddette malattie “virali” non sono altro che crisi di disintossicazione, se si dà all’organismo il tempo e un aiuto per completare la sua opera, il paziente guarisce da solo. Oggi poi c’è una nuova piaga sociale: le malattie iatrogene, cioè causate dai farmaci e dalle terapie mediche stesse. Questo è il “contagio medicalmente indotto”, che in certi casi consiste nell’inoculamento del carico di tossicità di una persona malata nel corpo di un individuo sano, e che si verifica tramite le trasfusioni, le donazioni di sangue, di organi, e così via (sempre che uno dei due abbia un “terreno” inquinato). TUTTO DIPENDE DALLO STATO DI SALUTE DELLA PERSONA, LA QUALE SE HA UN TERRENO INQUINATO PUÒ AMMALARSI IN QUALSIASI MOMENTO, CHE VENGA O NO ESPOSTA AL “CONTAGIO”. Infatti le persone isolate negli osservatori del Polo Nord o del Polo Sud si “prendono” lo stesso il raffreddore, pure se non vengono “contagiate” da nessuno. Ci sono poi dubbi fondati sulle cosiddette “malattie veneree” che si sta scoprendo essere provocate da credenze religiose, e infatti nella storia ci sono state grandi “epidemie” di malattie veneree proprio in epoche durante le quali le persone erano particolarmente legate alla religione (anche in questo caso non possiamo trattare oltre delle malattie veneree, ma ci sono molti documenti e ricerche interessanti disponibili online). Emerge quindi sempre piu' l'assioma che "LA TEORIA DEL CONTAGIO SERVE A TENERE ALTA LA DOMANDA DI FARMACI E DI CURE MEDICHE E OSPEDALIERE." Se non avesse “vinto” Pasteur oggi le cure mediche sarebbero completamente diverse – e ciò riguarda anche e soprattutto le cure per i tumori… Alla luce di tutto ciò capiamo come i vaccini non servano a nulla, e anzi sappiamo che tanti si ammalano e / o muoiono a seguito delle vaccinazioni ricevute… Le “epidemie” e le “pandemie” sono create a tavolino per diffondere il terrore e vendere farmaci; oggi molti medici iniziano a dire apertamente che il famoso “HIV” è stato inventato per far diminuire le nascite e quindi per far decrescere il numero della popolazione. Essendo entità minuscole è molto difficile distinguere i virus e ci viene detto che possono essere osservati solo con il microscopio elettronico. Il virus dell’HIV non è ancora stato isolato, per cui il legame fra HIV e AIDS non è mai stato provato, così come non è mai stata provata la pericolosità di un virus: tutto poggia su una cosa sola…la paura! Siccome l’essere vivente va in crisi quando si stacca dall’ambiente naturale per vivere in modo artificiale, l’equilibrio del suo organismo viene meno. Quindi non ci deve sorprendere che nella nostra società ci siano tante malattie (dovute in gran parte a convinzioni opprimenti). QUANDO IL TERRENO NEL QUALE VIVE UNA PIANTA VIENE CHIMICAMENTE AVVELENATO E IMPOVERITO, l’organismo tenta di adattarsi alle nuove condizioni di vita e così si sviluppano dei “microrganismi simbionti”, i quali in qualche modo sostengono e aiutano il funzionamento metabolico dell’intero sistema vitale dell’ospite consentendogli di continuare a vivere; ovvero questi microrganismi sopperiscono con il loro metabolismo a funzioni del corpo che sono state compromesse, fungendo quindi da organo vicario. Lo stesso avviene nel corpo umano quando questo è intossicato: i BATTERI SVOLGONO FUNZIONI VICARIANTI DI ORGANI DIFETTATI, permettendo così la SOPRAVVIVENZA DELL’ORGANISMO. Per cui la MOLTIPLICAZIONE DI BATTERI E MICRORGANISMI VIVENTI in generale sono un TENTATIVO DI RIPORTARE IN EQUILIBRIO L’ORGANISMO. Le infiammazioni, ad esempio, sono una risposta immunitaria a una intossicazione in atto. I BATTERI DIGERISCONO CIÒ CHE L’ORGANISMO NON RIESCE A METABOLIZZARE. I “microzimi” di Béchamp furono ribattezzati “somatidi” dal biologo canadese Gaston Naessens. Questi “somatidi” o “microzimi” sono spazzini che si trasfigurano col cambiare della composizione del terreno che li ospita, adattando il loro metabolismo. Diventano “saprofiti” (cioè si cibano dei cadaveri) quando la materia passa dall’essere viva all’essere morta, e deve essere decomposta in materiale elementare per essere poi riutilizzata nei vari cicli della vita. I BATTERI NON ATTACCANO MAI UN TESSUNTO FINO A CHE ESSO RIMANE VIVO. Il primo a scoprire che l’ORGANISMO CERCA SEMPRE DI MANTENERSI IN EQUILIBRIO è stato CLAUDE BERNARD (1813-1878), il fisiologo e scienziato francese che propose il termine “MILIEU INTÉRIEUR”, che in italiano è stato tradotto come “Ambiente / Mezzo interno”. Successivamente il fisiologo americano WALTER BRADFORD CANNON chiamò questo ambiente interno “OMEOSTASI”.
 Tra le molte scoperte “sconvolgenti” non possiamo non citare quella del Dottor Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense e fondatore dell’EPIGENETICA. Mentre la GENETICA ci dice che I GENI CONTROLLANO LA NOSTRA VITA, l’EPIGENETICA rivela che È L’AMBIENTE CHE CONTROLLA I GENI. Per cui non siamo legati alle “eredità familiari”, e cambiando coscienza cambiamo vita. Il GENE è un PROGETTO CHE SERVE A CREARE LE PROTEINE, e queste ultime sono i “MATTONI” SUI QUALI È COSTRUITO IL CORPO FISICO. Ma dallo STESSO GENE POSSONO NASCERE PIÙ DI 3000 VERSIONI DIVERSE DI PROTEINE, in base al modo in cui reagiamo agli eventi della vita. È la  coscienza che influenza il tutto : siamo noi a controllare i nostri geni;  non esiste nessun “gene che causa il cancro”, infatti i geni sono correlati al cancro ma non  lo causano: questa malattia è il risultato di tantissimi fattori, che variano da individuo ad individuo, e che generalmente sono conflitti tra la volontà del Vero Sé e quella della personalità, carenze emotive, squilibri, rancori, stile di vita errato, pensieri distruttivi,… Infatti è stato scoperto che i bambini adottati da famiglie nelle quali tutti si ammalavano di cancro da diverse generazioni una volta adulti hanno sviluppato lo stesso tipo di cancro dei genitori / della famiglia adottiva, pur possedendo una genetica completamente diversa… Ciò dimostra che tanti si ammalano perché pensano di essere vittima delle eredità di famiglia, e alcuni muoiono alla stessa età dei genitori proprio perché credono di essere schiavi dei geni! Le “cellule cancerogene” sono solamente un sintomo e non serve a nulla distruggerle, dato che il problema risiede nel modo di pensare e nello stile di vita errato (oggi possiamo dire anche che le diagnosi precoci servono a far ammalare, o meglio a far credere alle persone sane di essere malate, e quindi a curare chi non ha bisogno di essere curato), per cui se vengono distrutte si riformeranno in un’altra parte del corpo, a meno che non si riesca a risolvere la vera causa del problema. La scoperta della struttura del DNA è stata attribuita a James Watson e Francis Crick, i quali la rivelarono al mondo per la prima volta nel 1953. Tuttavia la scoperta si deve in realtà ad una ricercatrice di nome Rosalind Franklin, chimica, biochimica e cristallografa britannica, e fu comunicata a Watson e Crick a sua insaputa.Struttura del DNA . Successivamente, nel 1958, comparve il DOGMA CENTRALE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE di Crick e Watson, secondo il quale l’informazione procede in una unica direzione dal DNA all’RNA e infine alle proteine.
 È interessante notare che la parola “dogma” è legata alla religione, e dovrebbe quindi essere un concetto totalmente estraneo ad una teoria, la quale deve essere flessibile e in costante evoluzione, mai statica. La medicina odierna si fonda sui dogmi e rifiuta qualsiasi tipo di rivoluzione. Lipton stesso afferma, in base alla sua esperienza come docente universitario di medicina, che i medici sono formati per attenersi fino alla morte ai dogmi che sono stati loro inoculati nelle università: il fatto che hanno dovuto accumulare e memorizzare una mole impressionante di informazioni (molte delle quali complesse), li rende resistenti al cambiamento. Lipton spiega che dall’ultimo trimestre di gravidanza fino ai 7 anni di età il bambino si serve unicamente della mente inconscia, la mente programmata, abitudinaria, che gli serve per “scaricare” i “programmi”, ovvero i comportamenti socialmente corretti, dai familiari e dalle persone che lo circondano. Il bambino fino ai 7 anni è come un “sistema operativo” funzionante ma nel quale non sono ancora stati inseriti dei “programmi” e vive in stato di ipnosi, ovvero a livello cerebrale opera nella frequenza Theta, la quale si trova giusto al di sotto dello stato cosciente. Quindi il bambino è malleabile, può essere programmato in qualsiasi modo, ma solo fino ai 7 anni. Raggiunta questa età si attiva la mente conscia, ovvero la mente creativa, che inizia ad utilizzare i programmi che ha ricevuto fino ai 7 anni. Per cui da adulti siamo influenzati dai programmi ricevuti in infanzia, che spesso non riusciamo nemmeno a riconoscere. Per cui bisogna prendere coscienza dei nostri programmi subconsci e trasformarli attraverso la pratica e la ripetizione costante e / o altre tecniche come l’ipnosi,… È per questo che i gesuiti, per oltre 400 anni, hanno detto ai loro seguaci: “Datemi un bambino da 0 fino a 7 anni (per i suoi primi 7 anni di vita) e vi dimostrerò l’uomo”; ovvero, scaricando “programmi” (comportamenti, credenze) per i primi 7 anni di vita si determina l’esistenza dell’adulto
Secondo Lipton noi stiamo vivendo un’EVOLUZIONE DI COSCIENZA, il che significa che stanno cambiando le nostre credenze e la nostra visione della vita. Superando la fisica newtoniana che rappresenta gli atomi come particelle fisiche, piccole palline, stiamo andando verso una fisica unitaria, che parte dal presupposto che se esaminiamo gli atomi e le particelle in essi contenute ci accorgiamo che sono fatti di ENERGIA, per cui non sono qualcosa di “fisico”, statico, limitato. Siamo tutti interconnessi e ci influenziamo a vicenda, siamo parti di un UNO. Ciò si contrappone alla vecchia visione del mondo, per la quale tutto è separato.
Tutto ciò che ho riportato in questo articolo è veramente sconvolgente, persino per me, ma è necessario conoscere tali informazioni se si vuole essere veramente liberi. Siamo stati condizionati a credere che il mondo sia pieno di limiti e confini e che la Sorgente di Vita sia in qualche modo perversa per aver creato la sofferenza e il male che in questo periodo storico è rappresentato dai “virus”, dai “germi” che causerebbero contagi…Se tutto ciò fosse vero la vita sarebbe un’esperienza senza senso, destinata al fallimento, e qualsiasi forma creativa un qualcosa di puro male sadico e perverso. Ma ecco che si interrompe il famoso assioma di Hegel "cio' che e' razionale e' reale, cio' che e' reale e' irrazionale " ammettendo Invece il principio opposto che in verita' e' piu' l'irrazionale ad essere reale, dobbiamo convenire che la vita e' aleatoria ma non certo per pseudo “agenti patogeni” difatti in tal caso saremmo tutti a rischio, moriremmo letteralmente come le mosche dato che non sarebbe mai possibile difendersi da tutti questi germi. Se esistesse veramente un germe infettante che vola nell’aria la famosa mascherina non servirebbe assolutamente a nulla, ci vorrebbe una spessa tuta da astronauta per proteggersi e non bisognerebbe togliersela nemmeno per mangiare…stare in una stanza anche solo con un’altra persona in presenza di germi infettanti e indossare un pezzo di stoffa o di carta sul volto comunque non ci proteggerebbe dal contagio! Dovremmo vivere tutta la vita in isolamento e l’umanità si estinguerebbe nel giro di poco tempo. Di certo la scoperta che non esiste nessun “germe patogeno” non ci autorizza a vivere nella sporcizia…la pulizia è importante perché ci fa condurre un’esistenza dignitosa e ordinata, e tutti noi sappiamo quanto sia importante vivere in un ambiente pulito e ben organizzato. L’unica vera epidemia / piaga dell’umanità è la distorsione del reale, la mancanza di discernimento e di coscienza (ovvero il dominio dell'irrazionale), che ben lungi dallo scacciarlo con formulette idiote, bisogna prenderlo di petto e convenire che... si!!! esso fa parte della possibilita' umana, d'altronde non lo aveva detto il vecchio Protagora che l'uomo e' la misura di tutte le cose? di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono" ebbene la questione del razionale e dell'irrazionale e' solo una possibilita' della essenza umana,e' una sorta di "integrale sui cammini di Feynman" e' la commedia e poi film di Tom Stoppard "Rosencrantz e Guildstern sono morti" , che si consuma a ridosso dell'Amleto di Shakespeare

mercoledì 1 giugno 2022

I VIRUS : AFFERRA CAZZI N'T'ALL'ARIA

 

Il dilemma vero, specie di  questi tempi  e' se i Virus a parte la questione di esseri vitali o no, siano effettivamente esistenti. Hamer li aveva inclusi nelle sue prime formulazioni delle 5 Leggi biologiche riservandoli come  impiego (non dannoso, ma anzi benefico) solo per il foglietto embrionale dell'esoderma, ma poi li aveva esclusi appunto giudicandoli del tutto inesistenti. Mi sono state riportate molto criticamente e persino ironicamente foto che appunto rappresenterebbero virus che contraddirebbero il mio assunto che quello che vediamo sarebbero solo elaborazioni computerizzate, un qualcosa di totalmente presupposto (un pò come le stringhe della fisica quantistica) Apro quindi una sorta di dibattito per venire a capo di questa controversia  "Com’è risaputo da tempo, quelli che solitamente chiamiamo virus non sono animaletti. I batteri lo sono, ma i virus no. I virus sono veleni, tanto è vero che il termine virus in latino significa proprio “veleno”. Essi, in particolare, sono veleni che il nostro corpo produce naturalmente e di cui si libera nelle normali attività fisiologiche, salvo che ne sia impedito o ostacolato da un inadeguato e innaturale stile alimentare e di vita che provochi intasamento e occlusione. Per spiegare ancor meglio le cose, può essere utile ricorrere all’impropria metafora del motore a scoppio (metafora che noi oggi conosciamo perfettamente). In questo senso, e in modo puramente esplicativo, si può rappresentare l’essere umano come una specie di macchina: riceve cioè “carburante” (cibo, sole, aria pura, affetto, riposo) allo scopo di produrre energia (attività vitali) e scartando continuamente residui cellulari e veleni (proprio come fa un motore dal tubo di scarico). Questi residui vengono portati normalmente all’esterno del corpo attraverso quelle che sono le sue normali funzioni organiche di “evacuazione”: attraverso cioè le feci, l’urina, il sudore, il cerume, il muco, il muco secco, l’alito cattivo, la squamatura della cute, eccetera. Quando però la produzione di questi rifiuti metabolici è eccessiva, perché il soggetto mangia continuamente schifezze, respira aria inquinata, prende solitamente farmaci (che interferiscono con i cicli organici), si riposa poco o male, vive in ambienti freddi inadatti alla natura umana, non è felice, conduce un esistenza stressata, di corsa, nella perenne preoccupazione o, ancor peggio, atterrita come in questi giorni di terrorizzazione sanitaria, le funzioni escretorie non riescono più a svolgere completamente i loro compiti di quotidiana e necessaria pulizia, e allora COMPARE la malattia, che è l’estremo tentativo del corpo di mettere a riposo e a digiuno l’improvvido essere vivente intasato, così da risolvere organicamente il suo problema.Le malattie, dunque, non si prendono: compaiono. E l’unica forma di contagio che esse producono è quella della paura, fomentata dall’ignoranza e da una sapiente gestione della stessa in funzione del controllo e della soggezione delle popolazioni. L’idea che i virus siano degli animaletti terrificanti che vogliono la morte di persone, animali, piante e altri esseri viventi, è solo un’idea assurda e perniciosa, peraltro. La Medicina, del resto, non si basa sulla verità divina, ma – come tutte le altre manifestazioni della cultura – si basa su idee, e cioè su convinzioni personali che, in quanto tali, possono essere sbagliate. Il fatto che queste idee vengano poi accettate dalla maggioranza e, una volta cristallizzate nel tempo, si trasformino in ideologie riverite da tutti, non conferisce alle stesse alcuna patente di verità. La cosiddetta “teoria batterica” che sta alla base della creduta contagiosità dei virus, e che fu appunto elaborata per la prima volta dal microbiologo positivista francese Louis Pasteur (che per altro si riferiva a batteri), resta una teoria che, in quanto tale, può essere l’effetto di un abbaglio.
(INFATTI BARNARD ERA DI TUTT'ALTRO AVVISO), così come sono state effetto di un abbaglio le tante “verità conclamate” sostenute dalla Medicina nel corso della sua storia, e che poi si sono dimostrate delle pure superstizioni o delle pratiche dannose e distruttive: il salasso, per esempio; le insufflazioni rettali a base di fumo di tabacco; l’uso di pomate al mercurio per curare la sifilide; il ricorso ai raggi “x” per vedere i feti vivi nelle donne gravide; l’elettroshock; la lobotomia. L’inventore di quest’ultima, addirittura, António Egas Moniz, nel 1949 fu persino insignito del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. La Medicina insomma sbaglia perché non si fonda sulla verità rivelata, ma su idee e ideologie; pertanto, esattamente come il comunismo o il fascismo o il liberismo, queste idee/ideologie possono essere sbagliate. Compresa quindi anche la “teoria batterica”.

Basta del resto informarsi un poco per rendersi conto della grande confusione che vige in materia scientifica sull’argomento. È vero, ad esempio, che in microbiologia i virus sono ufficialmente considerati dei “microorganismi acellulari”, ma questa definizione è un ossimoro (e cioè una contraddizione in termini): non esiste vita senza struttura cellulare, dunque, definire i virus degli organismi acellulari è come dire che sono degli organismi senza vita, è cioè che non sono degli organismi. Infatti, se scorriamo persino quella che è oggi considerata la Bibbia Enciclopedica Mondiale, e cioè Wikipedia (la quale è tutt’altro che un’enciclopedia libera, ma un servile e devozionale contributo di legittimazione alla cultura mainstream), la cosa viene subito alla luce. Alla voce “Virus”, infatti, leggiamo: “Vi è una divergenza di opinioni sulla questione se i virus siano una forma di vita, essi non hanno una struttura cellulare, aspetto che viene spesso visto come l’unità base della vita. I virus non hanno nemmeno un proprio metabolismo  Anche tale questione di una assenza di metabolismo non è secondaria, se è vero che “in biochimica  il metabolismo è l’insieme delle trasformazioni chimiche che si dedicano al mantenimento vitale all’interno delle cellule  degli organismi  viventi. Queste reazioni consentono agli organismi di crescere e riprodursi, mantenere le proprie strutture e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante. La parola “metabolismo” può anche riferirsi a tutte quelle reazioni chimiche che avvengono negli organismi viventi I virus, dunque, da un punto di vista strettamente scientifico, non sono organismi viventi. Essi, lo si è detto più volte, sono scarti metabolici, sporcizia cellulare prodotta dal nostro stesso organismo; o, come dice Valdo Vaccaro, “sostanza escrementizia cellulare”. Tutto ciò che essi attaccano è solo il panico, il terrore, la paura diffusa e generalizzata. Che però è esattamente ciò che serve ai governi per ottenere l’immediata, supina, incontestata soggezione dei soggetti governati. L’unica pandemia oggi esistente è quella che Andrea Fontana ebbe un tempo a definire “Infodemia”, e cioè una pandemia di cazzate sparate a caso e replicate all’infinito da media e social media. Il fatto che ad oggi siano stati aperti i microfoni a virologi e immunologi, che così possono godere del loro momento di gloria e affermare il loro potere di sciamani in camice bianco, non cambia lo stato delle cose: semplicemente lo aggrava. La verita' e' che  virologia e immunologia “sono discipline e anche professioni inutili e dannose per l’umanità” difatti spendere miliardi per capire la formula di ogni nuova combinazione di veleni e virus è un esercizio banale e privo di significato”. Il fatto poi che gli organi di governo dello Stato italiano si uniformino all’ideologia batterica promossa dal Potere Sanitario Mondiale e, contribuendo a seminare il panico tra la gente, approvino oggi quei provvedimenti giuridici necessari a sospendere diritti costituzionali di libertà, ci dice soltanto quale sia la strada sempre più chiaramente imboccata dalle società (post)moderne: quella che conduce al totalitarismo della Scientocrazia" . Vale la pena di approfondirle e valutare se alla panzana del terrorismo sanitario, iperpromosso da questo attuale momento di storia disopica ci sia anche una balla, diciamo così puramente visiva: un abbaglio ....e il virus si riveli alla fin fine per tutti quelli che ci credono un pò quello che il dialetto siciliano bolla impietosamente come "afferrra cazzi n't'all'aria"


il CO-MONDO DEI QUANTI

  MI PROPONGO DI CHIOSARE  UN TITININ un'interpretazione della fisica quantistica  proposta da Carlo Rovelli nel 1996. Secondo questa vi...