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| John Stuart Mill ideologo del principio bottegaio |
L'associazione tra il titolo del blog LENARDULLIER con l'architetto LECORBUSIER tende ad un parallelismo con l'Archè = Principio, che deve misurarsi con la modernità = Technè, quindi un "futuro anteriore" applicabile a diversi specifici di conoscenza
mercoledì 31 maggio 2023
LIBERTA' "da".... LIBERTA' "per"
sabato 13 maggio 2023
LA TRAGICOMICA FIGURA DI RIMBAM-BIDEN
Da questi tristissimi, squallidi tempi d'oggi emerge la figura di questo anziano demente Biden come epiteto di una figura tragica, che esprime perfettamente l’intima crudeltà e l'impietoso cinismo della politica liberale, le cui linee generali le riporto nel presente articoletto: le situazioni imbarazzanti e tragicomiche in cui Biden è coinvolto con cadenza quotidiana, in mondovisione, travalicano il concetto di “gaffe” - si tratta difatti di impudiche esibizioni di un anziano, gravemente senescente, con una manifesta condizione di avanzato deperimento mentale, qualcosa che meriterebbe solo la pietà dei suoi cari : ecco nonno Biden meriterebbe di trascorrere i suoi ultimi anni con dei cani da compagnia o magari dei nipotini, che, se sufficientemente piccoli, potrebbero trovarsi perfettamente a loro agio nelle sue patetiche esibizioni , invece no, ce lo troviamo quotidianamente spiaggiato in un’atroce rappresentazione di sfaldamento fisico e mentale, che ci rammenta mestamente l’inesorabile trascolorare del tempo e di ogni gloria mondana, ma anche il grado di perversione del capitalismo avanzato odierno con la sua prassi di liberismo mescolato al piu’ rigido comunismo (per intenderci di stampo cinese o al limite del leninismo della rivoluzione bolscevica e del regime staliniano). In un’epoca che mostra sempre più apertamente l’essenza del liberismo reale, così come i precedenti trenta anni avevano messo alle corde il sistema del comunismo reale, Biden è l’epitome del modo in cui il liberismo va a braccetto con il comunismo riassumendo le due cosidette ideologie nel nel melange del consumismo di mercato, laddove emerge la considerazione che questa unica prassi considera la politica : una manipolazione di marionette i cui fili sono tessuti e tenutifuori scena dagli interessi del capitale e mantenuti in vita con gli sgherri della sinistra, una sinistra si badi bene oramai piu’ che venduta al dio denaro. Già, perché il fatto che Biden fosse un fantoccio era chiaro come il sole da ben prima delle elezioni a chiunque avesse gli occhi per vedere Lo sapevano tutti… si anche quelli del PD e del buonismo sinistrorso, e ovviamente anche lo stuolo sempre disponibile dei servi, tipo gli addetti ai mezzi di informazione di massa e a quelle specifiche professioni che potevano trarre enormi vantaggi economici dallo schierarsi senza onore e pudicizia dalla parte dei detentori di denaro e potere. In quell’unica medaglia con le due facce, quella lustrata dei bottegai e mercanti (liberismo)e quella oscura sempre corrosa dall’invidia e dalla frustrazione dei comunisti e sinistrorsi in genere; il problema del merito, del valore, della dignita’ ed anche della semplice competenza ed efficacia sono da questi estremi rappresentanti del "bottegaismo " della cultura anglosassone e ora americana, non solo sconosciuti ma addirittura sistematicamente avversati. Per il liberalismo come per il comunismo il problema del merito e della competenza non si pone, perché il politico idealmente è semplicemente un prestanome, eventualmente con doti attoriali
(da Reagan a Cicciolina, a Grillo a Zelensky esiste anche una brillante tradizione di trasferimenti diretti dallo schermo alla scena politica).Ecco quindi spiegata la persistenza di Biden sulla scena del mondo : un individuo menomato e stolido messo lì a recitare la parte de “L’UOMO PIU’ POTENTE DEL MONDO”, “IL COMANDANTE IN CAPO” dello impero americano del commercio, del mercato, del denaro in una malinconica inverazione del detto di Vespasiano "pecunia non olet". Possiamo dire “Paradosso e basta così “ - senza contro paradosso, che era un po’ la controparte di un mondo vissuto con quella certa alternanza tra arbitrio e ragione. Un Biden, forse figura un po’ piu’ tragica di altri epigoni di questa perversa prassi di potere nella melanconia della estrema vecchiezza debilitante, tipo chesso’ il nostro Draghi, un vile usuraio come ha detto qualcuno degli ultimi esponenti di una politica ancora non totalmente asservita al danaro, un mediocre ragionierucolo per dirlo con meno acritudine, scelto come Capo del Governo e una marea di comprimari ognuno con una peculiarita’ fortemente debilitante (la sicumera pretestuosa di un Conte, la ignoranza di un De Maio, la psicopatologia ipocondriaca di uno Speranza, l’inconsistenza di tutti gli altri membri del Governo e a corollario una serie di pseudo esperti fin troppo palesemente interessati solo alla mercede di un frequente apparire sui mezzi di comunicazione, a mo’ dell’eterno verso carducciano sul tirar le quattro paghe per il lesso”.Un Biden come punta massima di perversione del sistema capital/comunista, questo perche’ per il liberale così come per il comunista, il servo interessato solo alla mercede, è semplicemente l’ultimo dei problemi, visto che il politico è solo l'ultima rotella di una catena di trasmissione dell'interesse del capitale alla propria moltiplicazione - anzi, se qualcuno dovesse avere delle idee proprie, questo potrebbe rappresentare un grosso problema: si creerebbe difatti un attrito nel passaggio dei contenuti dalla sorgente al ricevitore. Il ruolo del politico liberale è idealmente quello di megafono stipendiato dei "desiderata" di chi paga il conto delle elezioni. Il nocciolo della politica liberale sta infatti nel trovare i finanziamenti, canalizzarli, e garantire che chi paga veda tutelato il proprio investimento. Il resto, elezioni, discussioni, ecc. è vissuto con fastidio, come superfluo folclore. Ed è
precisamente questa cosa che, altri stipendiati dagli stessi datori di lavoro, chiamano sui giornali "liberaldemocrazie occidentali", i cui valori dichiarati ipocritamente eterni, siamo tutti chiamati a difendere costi quel che costi. Finche’ magari qualcuno non esca dal gregge e cominci a pensare con la sua testa, uscendo da quel sonno piu’ che dogmatico, che altro non ha fatto che generare i mostri del nostro quotidiano, impersonati giustappunto dalla melanconica figura di un Biden o dalle poco umane persone dei suoi padroni, i bottegai che da quasi settecento anni a questa parte si sono impadroniti delle leve, non solo del potere, ma anche dell'essenza stessa dell'umanita'
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| attori e consimili come politici |
(da Reagan a Cicciolina, a Grillo a Zelensky esiste anche una brillante tradizione di trasferimenti diretti dallo schermo alla scena politica).Ecco quindi spiegata la persistenza di Biden sulla scena del mondo : un individuo menomato e stolido messo lì a recitare la parte de “L’UOMO PIU’ POTENTE DEL MONDO”, “IL COMANDANTE IN CAPO” dello impero americano del commercio, del mercato, del denaro in una malinconica inverazione del detto di Vespasiano "pecunia non olet". Possiamo dire “Paradosso e basta così “ - senza contro paradosso, che era un po’ la controparte di un mondo vissuto con quella certa alternanza tra arbitrio e ragione. Un Biden, forse figura un po’ piu’ tragica di altri epigoni di questa perversa prassi di potere nella melanconia della estrema vecchiezza debilitante, tipo chesso’ il nostro Draghi, un vile usuraio come ha detto qualcuno degli ultimi esponenti di una politica ancora non totalmente asservita al danaro, un mediocre ragionierucolo per dirlo con meno acritudine, scelto come Capo del Governo e una marea di comprimari ognuno con una peculiarita’ fortemente debilitante (la sicumera pretestuosa di un Conte, la ignoranza di un De Maio, la psicopatologia ipocondriaca di uno Speranza, l’inconsistenza di tutti gli altri membri del Governo e a corollario una serie di pseudo esperti fin troppo palesemente interessati solo alla mercede di un frequente apparire sui mezzi di comunicazione, a mo’ dell’eterno verso carducciano sul tirar le quattro paghe per il lesso”.Un Biden come punta massima di perversione del sistema capital/comunista, questo perche’ per il liberale così come per il comunista, il servo interessato solo alla mercede, è semplicemente l’ultimo dei problemi, visto che il politico è solo l'ultima rotella di una catena di trasmissione dell'interesse del capitale alla propria moltiplicazione - anzi, se qualcuno dovesse avere delle idee proprie, questo potrebbe rappresentare un grosso problema: si creerebbe difatti un attrito nel passaggio dei contenuti dalla sorgente al ricevitore. Il ruolo del politico liberale è idealmente quello di megafono stipendiato dei "desiderata" di chi paga il conto delle elezioni. Il nocciolo della politica liberale sta infatti nel trovare i finanziamenti, canalizzarli, e garantire che chi paga veda tutelato il proprio investimento. Il resto, elezioni, discussioni, ecc. è vissuto con fastidio, come superfluo folclore. Ed è
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| il sonno della ragione genera mostri |
giovedì 4 maggio 2023
REPARTI E DIVISIONI D'ASSALTO
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| Gen. Ottavio Zoppi |
(XXIX CdA) di poter andare col suo battaglione sul Piave ma gli fu negato. Ecco perché ho pensato ad un ardito reggimentale del monte Suello che lasciò temporaneamente il suo battaglione per andare a guidare una compagnia mitraglieri (che, a questo punto, forse era "divisionale")... in ogni caso, suo nonno deve essere stato un uomo forte e intraprendente, che credeva fermamente in quello per cui combatteva. Un veterano, un "vecio", di quelli che hanno vissuto la guerra vera, sul campo. In quanto all’altro garbato interlocutore, Roberto Roseanao mi comunicava che nella Divisione d’assalto “A” non c’erano reparti alpini ed alle mie reiterate dichiarazioni di poca competenza su questi fattori di organici mi inviava gentilmente l’organico giustappunto della Divisione d’assalto A comandata dal Gen. Zoppi
mercoledì 3 maggio 2023
PRECISAZIONI NECESSARIE DI UNA SUGGESTIONE
ho sempre candidamente ammesso di non essere un esperto di storia militare , ma solo un relativo conoscitore, molto emozionale e non tanto per motivi di vero interesse, quanto per una somma di circostanze che fin dall’infanzia mi ha fatto respirare un’aria letteralmente intrisa dell’atmosfera della Grande Guerra. I miei genitori, giovanissimi andarono, ancora prima della mia nascita, a vivere nella casa di mio nonno Mario in via Nicolo’ V dove tutti gli ambienti riflettevano quella atmosfera che richiamava quell’allora non lontanissimo periodo (1915/18 - 1948); dalle schegge di Shranpels che erano state estratte dalla mano e braccio destro di mio nonno nell’ospedaletto da campo a ridosso della prima linea del col della Borcola nella infuocata estate del 1916, che facevano mostra in una vetrinetta in salone, a fianco di una serie di medaglie annerite, coi nastrini stinti e sfilacciati, alla cassetta militare che fungeva da porta bottiglie di sgnappa verace, qualche cordiale, una di Fernet Branca, una di “Strega” e qualcuna di vino pregiato “Barolo e Amarone” . La brandina da campo del Pasubio, del Grappa sarebbe stata adattata a mia prima culla, quindi faceva spicco in ingresso il vecchio cappellaccio d’alpino a falde larghissime con la penna bianca screziata del rosso del rossetto dei baci delle fanciulle che vi avevano accostato le labbra. La sciabola e la fascia azzurra erano in ingresso a fianco di uno scudo di un guerriero Galla e due lance, con un casco coloniale schiacciato, che forse erano gli unici elementi di diversa atmosfera assieme ad un Naghile’ che pero’ era in sala da pranzo. A rigore anche la coramella appesa ad un grosso gancio nell’interno della porta del bagno, non era propria della Grande Guerra, così come la serie di rasoi a mano libera che facevano spicco assieme ad una pietra ben levigata, ma l’atmosfera riprendeva alla grande in camera da letto, dove quasi tutte le foto appese erano appunto della guerra del 15-18, quella di lui in Cadore al battaglione Fenestrelle del giugno 1915 quando era Sergente allievo ufficiale, quella da Sottotenente di prima nomina al battaglione Vestone , alcune assieme a commilitoni tra cui l’occhio esperto avrebbe riconosciuto un giovane Gastone Gambara colle tre stelle di capitano sulla manica, il giornalista Paolo Monelli che era di un altro battaglione , mi pare l’Exilles, ma inquadrato nello stesso Gruppo del Monte Suello, quella infine di lui con baffi e pizzetto, il cappellaccio d’alpino con la giubba aperta di Capitano dei Reparti d’assalto e sotto il maglione a collo alto, ma anche un altro paio che lo ritraevano piu’ anziano da Maggiore subito dopo la campagna d’Etiopia e da Tenente Colonnello al Corpo d’Armata di Lubiana nel 1942.Tutta la cosidetta mia passione per la Grande Guerra e' in verita' solo un riflesso, un riflesso di mio nonno che ha anche un piu' profondo correlato : quello di rappresentare un ulteriore riflesso, quello di un inconscio molto poco abreagito, quale e' quello di una primissima infanzia che si e' andato ad appuntare su di una specifica persona. Che la prima guerra mondiale si sia in qualche modo appropriata di tale assunto e' invero alquanto paradossale: in linea di principio uno con le mie idee, con le mie convinzioni, con anche la mia caratterialità e complessita' dell'Esser-ci Heideggeriano comprendente anche l'inconscio, dovrebbe aborrire al massimo grado tutto quello rappresentato da quell'evento, ha fatto piazza pulita del mondo della Belle Epoque, quello si un mondo davvero a mia misura e passione, ha provocato la fine della tradizione rappresentata in ultima battuta dai due grandi Imperi delle potenze dell'Europa centrali, le uniche che ancora potevano rappresentare lo spirito delle potenze di terra contrapposte alle potenze di mare del mondo anglosassone e americano, secondo la correttissima visione del filosofo geo/politico Carl Schmitt, ha fatto trionfare i principi economici dei bottegai e garzoni che hanno annichilito ogni tradizione facendo leva su di un esasperato tecnologismo e mercimonio di ogni aspetto della vita umana, giustappunto elidendo persone come Schmitt, Junger, Evola, Pound Guenon per far emergere ronzini del pensiero e della azione come Popper, Soros ed infine e' stata sporca, sordida, infame, ed anche vigliacca e traditrice in special modo nell'accezione del nostro Paese.
LA MIGLIOR DIFESA E'.... "IL DISTACCO"
Questa notte dopo tanto, tantissimo tempo (minimo 6 anni) ho sognato che dovevo dare gli esami di maturita’ e ovviamente ero gia’ laureato anzi bi-laureato (in architettura e in psicologia ); di solito questo avviene quando ci si deve cimentare in qualche nuova conoscenza o comunque in un apprendimento, e siccome la mia vita e’ stata sempre un “gli esami non finiscono mai “ ecco che il sogno in questione e’ stato piuttosto ricorrente . La novita’ del sogno di questa notte e’ che ero in compagnia di due miei antichi colleghi di lavoro Matteo Marino brillante dirigente dell’IRI ben ammanicato e quindi dopo il crollo dell’IRI negli anni novanta adeguatamente ricollocato alla Societa’ Ristrutturazione Grandi Stazioni e assegnato a quella di Roma, dove mi aveva prontamente convocato dato che ci legava reciproca stima e altissima considerazione professionale; poco prima del nostro incontro pero’ era morto improvvisamente per un infarto ricalcando il destino di suo padre che era morto per lo stesso motivo e grosso modo alla stessa eta’- Matteo aveva due anni piu’ di me era del ’46 quindi in quel 1994 o 95 (non ricordo bene ) aveva meno di 50 anni. L’altro era un altro dirigente della Italter Giuseppe Samperi cl. 1944 pure lui molto brillante e anche lui ben ammanicato, ma di cui dopo il 1993 quando l’Italter fu messa in liquidazione ne persi le tracce. Io giacevo su di un divano con la caviglia gonfissima (la sinistra ) e c’era un altro personaggio, un infermiere che e’ una conoscenza molto piu’ recente, di Fiuggi che voleva assolutamente farmi una iniezione/infiltrazione sulla caviglia gonfia, ma io non glielo permettevo. Tutto questo ha precise correlazioni con le Leggi di Hamer specie per quest’ultimo aspetto del sogno la cui lateralita’ del gonfiore mette in relazione a persone di relazione parallela (e’ ricorrente che quando mi sono trovato in situazioni in cui c’era da acquisire nuove conoscenze addirittura nuovi specifici, fa di riscontro un gonfiore di qualche arto (la mascella nel 1963 per gli orecchioni il giradito nel 1983 (processo di individuazione Junghiana con attivazione di archetipi inconscio collettivo) , con replica nel 2017 (5 Leggi Biologiche di Hamer) e nel 2018 non avendo ben compreso il messaggio e quindi recidiva sul ginocchio e al tendine di achille. Quello che invece giustifica il significante proprio del sogno (ridare gli esami di maturita’) e’ la questione della nuova o diversa conoscenza quale si era evinta poche ore prima in una discussione su FB in un Gruppo dedicato alla Grande Guerra con un vecchio mio contraddittore certo B.F. con il quale avevo piu’ volte litigato in passato, per un diverso modo di rapportarsi con lo specifico storico vieppiu’ limitato ad una singola guerra dove io avevo candidamente ammesso di non essere un esperto di storia militare , ma solo un relativo conoscitore e per motivi non di vero interesse, ma piu’ che altro di tradizione familiare che fin dall’infanzia mi aveva portato a frequentare moltissime persone correlate all’atmosfera soprattutto di quella specifica guerra incentrate sulla persona del nonno e omonimo : ufficiale degli alpini in trincea dal giugno 1915 prima in Cadore, poi in Trentino sul Pasubio nel ’16, altopiano di Asiago nel ’17, passato nei reparti d’assalto sul finire del ’17 sul Grappa e poi sul Piave e sul Montello nel ’18 nella Divisione Speciale d’assalto A. Da questo assunto tutto sommato di modestia, alquanto inusitato della mia caratterialita’ si diparte quindi il sogno che e’ indice di una nuova modalita’ di rapportarsi con un evento, ma che invece di essere compreso ha fatto scattare la rabbia del contraddittore virtuale quel citato B.P. che ora ha assunto un altro prenome N. e che mi attaccava in siffatta maniera come riportato nello scritto sottolineato : “ vede con lei ho già avuto modo di confrontarmi, confutando con riscontri documentali (Mai avvenuto, anzi semmai e’ vero il contrario, come fu su Badoglio vero e proprio mito di efficienza e professionalita’ militare per tale personaggio, il quale asseriva che l’inimicizia con Caviglia originava dalla vigilia della battaglia di Adua quando Baratieri convocò tutti i suoi comandanti di Brigata, Arimondi, Albertone, Dabormida ed Ellena, in cui i due si trovarono spettatori, ma non partecipanti, a rispettosa distanza come si conveniva ad un capitano ed ad un tenente. Ora un’altra guerra su cui sono abbastanza esperto e’ proprio quella d’Africa in eta’ umbertina (1885-1896), questo per il solito assunto sentimentale ed emozionale di aver conosciuto personalmente un reduce della battaglia di Abba Garima,che nel tragitto del treno Peloritano tra Palermo e Roma fece una narrazione dettagliatissima di tale battaglia ed anche di alcuni risvolti essendo lui addetto al servizio di Stato Maggiore del corpo di spedizione che fino a poco prima era diretto dal Magg.Tommaso Salsa) per cui replicai subito con un lapidario “Impossibile Badoglio non ha partecipato alla battaglia di Adua ne’ tantomeno ad eventi precedenti in quanto e’ arrivato in Africa assieme al Gen. Baldissera che come e’ noto non fece a tempo ad intervenire per bloccare la sconsiderata azione di Baratieri .” Questo con tanto di documentazione avrebbe dovuto mettere fino a polemiche , ma da allora in poi nacque in tale interlocutore un odio sordido verso la mia persona (da studiare in psicoanalisi) chissa’ forse perche’ gli avevo dimostrato di saperne di piu’ di lui sul suo modello/mito, ed ecco infatti anche a distanza di anni come rincarava la dose si insulti : le sue prese di posizione che sono espressione di sue personalissime considerazioni basate su pettegolezzo, luoghi comuni e tanto altro che distorgono oggettivamente la realtà storica di quel conflitto, frutto di una visione ed interpretazione ideologica che appartiene al passato. Superficiale? Lei è tutto fuorché superficiale, ma è volutamente polemico, meglio esprime con i suoi commenti un arroganza polemica assolutamente indisponente,(povero me!) indulgendo con considerazione offensivive su persone e cose, e pretendendo di rappresentare verità assolute.Così su Badoglio, e tanto altro.Le sue prese di posizioni indisponenti, e anche diffronte all'evidenza lei va avanti per la sua strada.(Quale evidenza, mai avuto una benche’ minima confutazione tanto meno su Badoglio e sul modo vergognoso di come si porto’ quale Cte del XXVII C.d’A.) Ricorda la discussione su Caporetto? (Rimanemmo ognuno delle nostre idee, per me assolutamente negative sul personaggio e non solo per Caporetto, per lui grande generale, con pero’ la peculiarita’ di non avere mai vinto, se non la dubbissima impresa del Sabotino nel ’16))Siamo fermi, per quanto letto di recente da lei a Silvestri, e il discutere con lei non è servito a nulla. Accuse? Non sono la persona adatta per esperire accuse, le mie argomentazioni sono sempre motivate, e vede i paragoni con le scienze da lei indicate si commentano da sole, e la inquadrano esattamente per quello che è, anche perché argomentando al contrario, se lei si atteggia (Ma come ho ammesso di non essere un esperto e informato solo quel tanto di qualche lettura e tutta una serie di frequentazioni correlate a mio nonno e quindi informazioni e conoscenze squisitamente emozionali )così in questa materia, che è la Storia Militare, permettendosi divagazioni personalissime, e distorcendo la realtà storica ai suoi umori, immagino come lei si possa atteggiare in scienze che per sua convinzione dovrebbero essere esatte, a parte la psicoanalisi, che francamente tutto è che scienza esatta. (chissa’ quali sono le sue scienze esatte, certo non la fisica di uno Schrodinger o di un Bohr, di un Feynman , magari ecco la medicina di Pasteur, dei microbi, delle pandemie) Quindi io che mi occupo di Storia Militare da più di tretacinque anni sarei un coglione, (Mai detto, anzi l’ho più volte apprezzato per la indubbia preparazione storiografica sia pure senza alcuna originalita’ e priva di qualsiasi interpretazione personale ed anche per la varieta’ di documentazioni fotografiche ) ma sopratutto dovrei stare a sentire le sue farneticazioni, (le mie farneticazioni??? Ma ci rendiamo conto? Me lo sono inventato che Badoglio comando’ il XXVII Corpo d’Armata, che fu letteralmente travolto dalla offensiva nemica e che lui scomparve lasciando le sue divisioni allo sbando provvidenzialmente inglobate dal contiguo XXIV corpo comandato, guarda un po’ da Caviglia? Mi sono anche inventato che Badoglio si dispose ad attaccare a Vittorio Veneto solo dopo quell’infamante telegramma di Vittorio Emanuele Orlando “tra l’inazione e la sconfitta preferisco la sconfitta. MUOVETEVI!” Mi sono inventato che brigo’ per ottenere il grado, prima di Generale d’Esercito e poi di Maresciallo d’Italia, pur non avendo il requisito principale ovvero aver comandato una Armata in guerra? Invenzione anche che nominato al piu’ alto ruolo Militare istituito nel 1925 Capo di Stato Maggior Generale, ovvero di tutte e tre le FF.AA. fu di fatto il principale responsabile della disasttrosa preparazione giustappunto delle nostre Forze Armate nella guerra del 1940. Ed infine mi sono anche inventato un evento che non abbisogna di alcuna connotazione se non una semplice data 8 settembre 1943, di cui lui e il Re furono l’incarnazione ?.... dando a queste piena dignità di fatti storici? Ma sopratutto qualsiasi cosuccia lei riferisca dovrebbe avere dignità di fatto storico, solo per il fatto che lei la abbia espressa sulla base di ricordi personali. Non funziona così. Lei è a modo suo arrogante nell' esporre le sue argomentazioni e glielo ho già scritto più volte, questi suo modo di atteggiarsi non mi garba, perché espressione di disprezzo verso tutto e tutti, utilizzando con disinvoltura memorialisti e aggiungendo ricordi personali, al solo fine di sminuire chi preso di mira. Mi dica che c'entra ora il buon Mambretti? (ma come che c’entra? nell’articolo che aveva ingenerato questa livorosa reazione e che non lo nego avevo preso l’abbaglio di scambiare il gen. Pecori Giraldi per il gen.Etna, stavo citando alcuni aneddoti , ecco puramente emozionali e suggestivi del mondo e dell’atmosfera della Grande Guerra come le strofette “bomba c’e’, i cimiterini sulle maniche che erano il modo di come i soldati chiamavano i gradi degli ufficiali superiori e generali, e una espressione “toccarsi le stellette” che era la modalita’ consueta di come i soldati facevano gli scongiuri, ovvero toccarsi con pollice e indice le stellette sul colletto, possibile con le uniformi di allora chiuse, molto piu’ difficile quando si diffusero le giubbe aperte con i colletti distanziati, e quindi usanzacaduta in disuso, ma ben rammentata da chi aveva fatto la Grande Guerra. Ora parlando di sfortuna non si puo’ non citare il “buon Mambretti” come lo definisce N.P. Generale perseguitato dalla fama di implacabile menagramo fin dai tempi della campagna di Libia, richiamato in servizio da Cadorna, e nominato comandante della 6^ armata che guarda caso fu l’Armata protagonista della piu’ disgraziata delle offensive, quella operazione K nota ai piu’ come “Battaglia dell’Ortigara” in effetti contrassegnata da una serie quasi inspiegabile di eventi avversi , ci sono una ridda di testimonianze che descrivono il terrore di soldati e ufficiali alla sola vista del Gen, Mambretti, ma quella piu’ importante e’ dello stesso Cadorna che ammette in una lettera alla figlia di essere stato costretto a silurarlo, giustappunto il “buon Mambretti” non per demerito, ma proprio a causa di quella fama che faceva si che giustappunto dalla piu’ sperduta delle trincee al caffe’ Dorta il caffe’ di Udine frequentato dagli Ufficiali dello Stato Maggiore detto “il Trinceron del Dorta” fosse un continuo di vedere gente in uniforme di qualsiasi grado con pollice e indice sul colletto, oppure armeggiare giu’ in basso nelle tasche dei pantaloni …. Continuiamo : Se il suo modo di argomentare poteva andare bene sessanta anni fa oggi fa semplicente sorridere. Vede lei critica, sminuisce, irride, banalizza per partito preso, da lei qui non ho mai letto una, dico una, considerazione costruttiva, un contributo costruttivo alle discussioni, solo ed esclusivamente pettegolezzi e luoghi comuni, critiche e considerazioni personalissime sempre fini a se stesse. Ma sopratutto lei chi è per esprimere giudizi sarcastici come quello sopra postato? Non prendiamoci per i fondelli, i "cimiterini" che nel testo di Monelli, da lei ad minchiam citato Perche’ poi “a minchia” ? Monelli era commilitone di mio nonno in un Gruppo Alpini che comprendeva i battaglioni Exilles, Susa, M.Berico e M.Suello, e poi intimo amico, l’ho conosciuto anche io, fa parte anche lui di quel corredo emozionale che ho asserito essere alla base del mio interesse per l’argomento della Grande Guerra…. al battaglione , hanno un loro preciso significato, e vanno necessariamente contestualizzati al racconto, lei invece, li vuol maldestramente e strumentalmente piegare a sue considerazioni, ribadisco del tutto fuori luogo. Se lo dice lui …Tutto ciò per esprimere sue considerazioni personalissime che ci cala dall'alto, bontà sua, ad un solo ed eslusivo scopo: fare becera polemica. Il suo è un monologo trito e ritrito. Giudizi severi? Ribadisco, lei chi è per esprimere giudizi? Faccia pace, credo che lei sia in avanzata età, con il mondo, e scenda da quel trono che si è autocostruito autoreferenzialmente a lei come a tutti della sua generazione, assolutamente incapaci di affrontare la realtà e barricati dietro un intellettualismo da operetta, con atteggiamenti sempre caratterizzati da giudizi diretti a contestare il nostro mondo, a lei manca la pars costruens. La finisca di conseguenza con questo intellettualismo di facciata, ribadisco, citando autori dotti, al solo fine di dimostrarci che lei è al di sopra di tutto e tutti, che lei è il dotto e noi dovremmo stare a sentirla, e che la rappresentano esattamente per quello che è.Oggi è la volta di Sausurre, domani di chi? (se magari ci aggiungesse una “s” ….va beh suvvia che vuoi pretendere ?) lei non è in grado di consigliarmi nulla, perché a sua volta lei è il nulla (hai capito io sono il nulla? Gli rispondo con una citazione di uno che lui non sa neppure di dove e’ di casa , stante l’ironia, la cultura , l’anticonformismo: “amo il nulla, e’ l’unica cosa su cui so tutto!”e le sue considerazioni aria fritta. Ciò che non va è lei, non è la società che la circonda, da Caporetto al Covid, ma il suo atteggiarsi nei confronti di questa con una superiorità assolutamente fuori luogo. Pars costruens e non solo destruens, che a lei fa profondamente difetto, mi creda”....Interviene nella discussione Manlio Colussi Moderatore del Gruppo che dice “ Mario Nardulli ora Mircea Fulcanelli per quanto mi riguarda è e resta un ottimo conoscitore della storia... un po spigoloso ma piacevole da leggere. Ed io gli rispondo grazie Manlio , ma non ti preoccupare le critiche di quel personaggio come ti dissi a suo tempo di persona, non solo non mi toccano, ma mi procurano grande ilarita'. E poi passo a rispondere al mio accusatore ….. non mi spreco neppure a risponderle, tanto la metterei in crisi sulle sue pseudo conoscenze inesatte, come quella volta di Badoglio e la sua partecipazione alla battaglia di Adua . In verita’ sono le sue conoscenze cosi’ esattine, circostanziate senza polemiche, ossequiose delle versioni ufficiali che sono trite e ritrite, che per fortuna, specie con le ultime buffonate in tutt'altri settori, in primis quello sanitario hanno sempre piu' gente come me che va alla ricerca della verita' /ci metterei la mano sul fuoco che lei e' uno di quelli crede ai virus e batteri di Pasteur e neppure ha mai sentito nominare Bernard, Bechamp, Rife, non parliamo neppure di Hamer, e oggi stara' ineggiando alla guerra santa pro Ucraina , con giudizi di anatema su Putin e di lode sul RimbaBiden e tutti i suoi burattinai dalle grandi multinazionali prima del farmaco ora degli armamenti ispirate dalla cialtronesca teoria Popperiana e del suo esecutore Soros (la trista Open Society) . Vedo che mi sto inutilmente scaldando, non mi urta come si urta lei al mio cospetto di verita' e obiettivita' , anche perche' ci sono abituato a gente come lei, sapesse quanto ne ho incontrate a cominciare dai corsi di catechismo del lontano 1956 dal quale fui allontanato con l'epiteto di blasfemo perche' osavo parlare di peccato originale e del non riscontro della resurrezione di cristo. Noto che lei ha tratto occasione di attaccarmi solo in virtu' di un mio marchiano errore , quello di aver scambiato Pecori Giraldi con Etna (credo la prima volta che ne abbia fatto uno in campo militare vero e non costruito dai bollettini a mò di quelli napoleonici . Una boutade scherzosa anche per allentare la tensione che secondo me e' alquanto fuori luogo. Lei sara' furente e mi copre di ingiurie io me la sto qui ridacchiando e fumando la pipa, allora veniamo alla boutade : lei mi contesta la critica e somma di giudizi negativi su generali italiani a cominciare da Fanti, Cialdini, La Marmora, Govone Cadorna padre e figlio (meno il nipote) e quasi totalita' della classe militare italiana, e non e' che poi vada cosi' controcorrente specie tra storici dotati di una certa credibilita' (i suoi disprezzati Del Boca, Silvestri, Salsa, e non ci metto quelli piu' feroci tipo Lussu, Malaparte, o cito un testo tipo Gorizia tu sei maledetta di cui ho spiegato in vari articoli che come Bella ciao trattasi di un falso costruito a tavolino da membri del Nuovo Canzoniere Italiano per il festival dei Due Mondi del 1964)..... non oso pensare che cosa direbbe se leggesse quello che penso di un generale come Napoleone Bonaparte di cui ho fatto una serie di articoli su riviste tipo Riflessi Storici e su miei blog in particolare della prima campagna d'Italia 1796/97, dove sostengo con dati alla mano che tutte le sue vittorie erano gonfiate e frutto di manipolazione e che quindi Napoleone e' solo un grande bluff come d'altronde quasi tutto della storia che quattro bottegai con i loro garzoni hanno voluto impartirci a cominciare dalla data fatidica del 1348. Va beh, qui andiamo ben oltre la storia della Grande Guerra e capisco che abbia difficolta' a seguirmi , anche perche' ribadisco il mio assunto che il mio interesse per una cosa così parziale e limitata come la Grande Guerra per di piu’ sul solo fronte italiano e’ solo emozionale e di carattere tradizional/familiare. Sono diversi e ben piu’ dilatati gli interessi veri, quelli sui quali mi profondo in studi, letture, ricerche e documentazioni, la storia in generale, la filosofia, ma non certo quella banale e tutto sommata fuorviante di un filosofo come Hegel che con le sue scempiaggini tipo “cio’ che è reale e razionale e cio’ che e’ razionale e’ reale” e la banalita’ della sua dialettica ha avvelenato l’epistemologia dando adito a sequel davvero disarmanti tipo lo squallido pensiero economico dei vari Smith, Malthus, Say e soprattutto Marx, o anche la psicoanalisi da lei tanto disprezzata che considero magari nelle sue accezioni piu’ promettenti tipo la seconda topica freudiana e la pulsione di morte o la retorica dell’inconscio di marca Lacaniana fino all’inconscio come insiemi infiniti dello psicoanalista cileno Ignacio Matte’ Blanco . Pensi un po’ come siamo messi proprio agli antipodi: lei si trastulla coi bollettini, bugiardi come quelli napoleonici e magari i severi resoconti dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito su di qualche battaglia di una unica guerra, io considero la psicoanalisi unitamente alla teoria biologica di Hamer e qualche considerazione in proiezione della fisica quantistica del tipo la teoria delle Stringhe e la supersimmetria che la regolerebbe, gli unici spiragli di luce in un mondo immerso nelle tenebre della menzogna, della montatura e dell'interessato raggiro.
lunedì 17 aprile 2023
L'INDICE REFERENZIALE "AGIATO - NON AGIATO"
Uno dei miti piu’ inossidabili e piu’ falsi riguarda il fatto che la medicina moderna,(per intenderci quella venuta fuori dalle sollecitazioni economiche di lucro e
mercificazione dei farmaci sul finire dell’ottocento, messa in atto da spregiudicati
industriali come Rockfeller, magnate
dell’industria petrolifera che giustappunto non aspettava altro che far confluire la
chimica del petrolio nella fabbricazione dei farmaci) questa medicina avrebbe
allungato in maniera strabiliante la vita dell’intera umanita’, o perlomeno di
quella parte di umanita’ in grado di beneficiare dei risultati della sua
ricerca di connessione giustappunto tra chimica e salute. In verita’”il non aspettare
altro” di Rockfeller e varie Societa’ a lui correlate tipo l’AMA che poi diverra’
Big Pharma, era rappresentato dalle ricerche di un chimico e microbiologo Louis Pasteur che aveva saccheggiato studi e
conclusioni scientifiche di di un suo
collega Antoine Bechamp ed era riuscito a tirare in ballo, animaletti ancora piu’ piccoli di ratti,
scarafaggi, mosche, pidocchi, cui nei secoli addietro era stata data la
responsabilita’ dell’insorgere di pestilenze, ora addirittura non visibili
all’occhio umano scoperti solo grazie all’invenzione del microscopio e
denominati microbi, cui imputare la perniciosita’ dell’insorgere delle malattie.
Era giustappunto quello che industriali e sedicenti scienziati al loro soldo aspettavano per liquidare la medicina
naturale, poco o nulla sfruttabile da un punto di vista del profitto e
inaugurarne una invece vera e propria “gallina dalle uova d’oro” per le
speculazioni commerciali , quale si presentava la teoria della tossicita’
microbica Certo
per un cialtrone impostore come Pasteur pronto a vendersi al miglior offerente,
la situazione era piu’ che palese “sono loro i responsabili di tutte le nostre
affezioni” diceva ; ovviamente ce l’aveva con i microbi, non certo con i
virus di cui ignorava non solo l’esistenza. Nel XX secolo con l’invenzione di
microscopi sempre piu’ sofisticati tipo il microscopio a scansione elettronico
di particelle, grazie alle ricerche della fisica quantistica si arrivo’ a
ipotizzare un ulteriore tipo di microbi, i cosidetti virus che si univano, sia
pure in una dimensione davvero infinitesimale e pertanto rappresentabili solo
attraverso immagini computerizzate, ai molto piu’ abbordabili batteri,
funghi e micobatteri, tutti indistintamente giudicati responsabili della stragrande
maggioranza delle affezioni che colpivano l’essere umano, anche se a rigorre la
loro tossicita’ e’ stata ben lungi dall’essere mai esplicata con chiarezza in
special modo per questi molto piu’
piccoli e ultimi arrivati animaletti che
a rigore non si potevano neppure piu’ definire tali, in quanto sprovvisti organizzazione
cellulare, senza citoplasma, senza attivita’ metabolica, privi di DNA e quindi
non ascrivibili alla categoria di materia vivente, ma tutt’al piu’ a quella di
un capside parassita del tutto dipendente dalla cellula in cui e’ ospite.
L’unica cosa che un virus sembra condividere con i piu’ accreditati
predecessori microbici ovvero funghi, batteri e micobatteri, e’ la sua
presunta carica di infettivita’ e
dannosita’ per gli esseri viventi (non a caso il termine virus deriva dal
latino e ha il significato di veleno) ma anche questa si rivela una questione
tutta da dimostrare . Certo batteri, micobatteri, funghi sono presenti
quando c’è una alterazione corporea che può essere descritta come malattia, ma
in verita’ sono presenti solo dopo che una infezione si e’ manifestata e
scompaiono quando questa e’ avviata al suo termine (viene chiamata guarigione):
il Dr. Rick Geerd Hamer che ha
completamente ribaltato la conoscenza della medicina ha utilizzato in tal senso
la metafora dei pompieri: anche i pompieri sono presenti solo dopo che un incendio e’ scoppiato e
se ne vanno quando questo e’ sedato, ma a nessuno verrebbe in mente di
sostenere che sono i responsabili dell’incendio. Il punto e’ che dobbiamo
risalire ad uno studioso che proprio per sfatare la leggenda che topi,
scarafaggi, pidocchi e anche funghi, batteri potessero essere i responsabili di
una malattia e vieppiu’ di una epidemia: Paul Bernard il piu’ grande fisiologo
dell’ottocento, un contemporaneo di Pasteur che al contrario di lui affermava
che “il terreno e’ tutto, il microbo niente” e quindi faceva piazza pulita
dell’assurdita’ che degli innocenti animaletti, di qualsiasi foggia potessero
essere responsabili di cataclismi epocali quali giustappunto una pandemia. Cosa
significa questo assunto? che semmai accade che animali di diversa foggia
siano attratti da un ambiente sporco, malsano in quanto trovano con facilita’
nutrimento, ma di certo non sono loro i colpevoli, così come non lo sono i
pompieri rispetto ad un incendio. Il punto e’ che se continueremo a credere
alle balle della medicina ufficiale, riduzionista e iatrogena non potremo mai
capire nulla della malattia e del suo decorso; come per la fisica quantistica
occorre cambiare non solo punto di vista, ma proprio di stato, farsi parte del
fenomeno, utilizzare ora la particella ora l’onda come insiste il principio di
indeterminazione di Heisenberg e fare un integrale di ogni cammino valutando le
diverse possibilita’ integrare, come ci ha edotto Feynman. Ma torniamo a quell’assunto che questo tipo di
medicina, sbagliata dalle fondamenta, riduttiva e altamente iatrogena, possa essere la protagonista dell’allungamento della vita
umana . Il riscontro con i dati statistici di mortalita’ e’ stato abilmente contraffatto
e Dai 35, 40 anni di età media di vita
dei popoli dell'antichità e di tutti i popoli precedenti alla scoperta della
medicina moderna.... si sarebbe passati agli 80 anni di età media di vita degli
uomini contemporanei alla medicina otto/novecentesca . L'età media quindi si
sarebbe allungata di circa 30, 40 anni. E tutto il merito di questo
"allungamento" sarebbe dovuto alla grande efficacia della medicina
moderna, della medicina inventata dalla gang che faceva capo alla fondazione
Rockefeller. Questa medicina, secondo molti, avrebbe debellato tante malattie e
di conseguenza avrebbe allungato le aspettative di vita di tutti. Prima che
questa medicina fosse stata inventata la gente era falcidiata dalle malattie e
moriva a grappoli in età prematura. Se la vita media si è allungata il merito
dunque è tutto di questa medicina. E per lo più questo è l'argomento più forte
che i sostenitori di questa medicina portano per dimostrare la validità della
medicina ufficiale. In realtà le cose non stanno così. La fondazione Rockefeller
con l'invenzione della medicina moderna e con il famigerato Protocollo Flexner
del 1910 non aveva alcuna intenzione di alzare
l'età media di vita, aveva solo intenzione di rendere sempre più dipendenti le
masse dai prodotti delle loro speculazioni medico/commerciali . Il mio amico
Nino Nandi con il quale ho avuto spesso proficui dibattiti sostiene anzi che
scopo di Rockfeller e compagnia era
quello di rendere attraverso farmaci, vaccini e quant’altro di chimico, la
gente sempre piu’ debole e quindi eliminare gran parte della popolazione
mondiale. A mio modesto parere non era questo lo scopo originario di padroni e
garzoni di quella grande bottega che è il mercato del farmaco, per me lo
ribadisco lo scopo e’ sempre quello in linea con il principio originario della
mentalita’ mercantile, venuta fuori non a caso, proprio in concomitanza con una
gonfiatissima pandemia, nella meta’ del XIV secolo: vendere, vendere e ancora vendere!... a tutti,
senza piu’ alcuna distinzione, di classe, di genere, di censo, di cultura, di razza, e
quant’altro : una evoluzione globalizzata del celeberrimo “pecunia non olet” di
Vespasiano , in linea teorica, un principio
ben evidenziato da quella sorta di ronzino della filosofia che e’ Karl
Popper col suo ignobile libro “La Societa’ Aperta e i suoi nemici” vero e
proprio manuale di nefandezza e spregiudicatezza dicompravendita’ e
preminenza commerciale e del mercato ed in linea pratica rappresentato dalla
Societa’ che ha assunto la medesima
denominazione la “Open Society” del suo
allievo George Soros, in primissima fila di tutti i tentativi di
assoggettamento delle masse ai principi del commercio e speculazione mondiali .
Il punto cui tutti, diciamo anche quel, non tanto, immaginario collettivo,
insiste e’ sempre in merito alla medicina e al suo presunto effetto di aumento
della longevita’ e della durata di vita “non puoi certo negare che l’eta’ media si sia
negli ultimi duecento anni incredibilmente innalzata.” dice il solito uomo della strada Ebbene come sempre in statistica
dipende dall’indice referenziale utilizzato, sia da un punto di vista spaziale,
che temporale, e aggiungo io anche da un referente di solito non impiegato,
quello del tenore di vita: difatti non
solo duecento anni fa, ma anche prendendo epoche molto piu’ remote, l’eta’
media delle classi agiate era grosso modo similare a quello odierno – intorno agli
ottanta anni con punte anche di parecchio superiore ai novanta, i Papi, i Dogi,
gli uomini di potere e ricchi erano in altissima percentuale anche molto attivi
a eta’ avanzatissime, uno per tutti Michelangelo Buonarroti che a novant’anni
passati ancora compiva le sue mirabili opere - Chi moriva prima erano gli uomini e donne appartenenti alle classi disagiate e senza
redditi. E non e’ che questi morivano prima
perche’ la medicina antica era meno
efficace della medicina moderna? La medicina antica non era per nulla
meno efficace della medicina moderna. Ma allora come si spiega che l'età media delle persone si è innalzata? La
risposta è più semplice di quanto si creda: l'età media si è innalzata perchè
sono state introdotte tutta una serie di
disposizioni a favore della gente, anche la gente piu’ umile e disagiata , che ha
permesso di raggiungere standard di vita un tempo consentite solo alle
cosidette classi agiate: gli ammortizzatori sociali , l'istituzione delle pensioni, i servizi
sociali e tutto l'insieme di misure di sostegno che lo Stato ha cominciato a impiegare
ecco quello che ha fatto la differenza. L'erogazione delle pensioni ad esempio
ha fatto sì che le persone non più in età di lavoro potessero vivere più a
lungo una volta espulsi dal mondo del lavoro. Ciò che faceva morire
prematuramente queste persone infatti era - non il fatto che non fosse stata
ancora inventata la medicina dei Rockfeller/Pasteur/Flechner , ma il fatto che
non disponessero di alcun reddito una volta buttati fuori dal mondo del lavoro.
Se queste persone non muoiono più a 50 o 60 anni è perchè essi adesso hanno di
che vivere, perchè hanno una pensione, un reddito sicuro. Togli a queste persone la
pensione , o la disoccupazione prevista per chi perde il lavoro e vedrai come
da subito l'età media di vita della popolazione si riduce bruscamente di 20 o
di 30 anni. Lo stesso discorso si deve fare per bambini orfani, vedove,
handicappati, mutilati, ecc. Senza l'aiuto dello Stato queste persone non
avrebbero nessuna possibilità di sopravvivere. Dunque non è stata la medicina
moderna ad innalzare l'età media di vita della popolazione ma semmai un vero e
proprio Stato Sociale di emanazione non liberista , ma neppure comunista, uno
Stato etico certamente , ma neppure di ispirazione hegeliana, piuttosto viene
da pensare all’unica teoria sociale, non economica per espressa precisazione
del suo ideatore ovvero John Maynard
Keynes , che abbia concepito uno Stato
che preveda una certa attenzione
ai problemi sociali , con una piena realizzazione giustappunto di uno Stato Sociale, previe istituzioni quali la Pensione, la Disoccupazione, la Cassa
Integrazione. E qui il mio amico Nino fa
una osservazione che non posso che condividere : In uno stato di estrema povertà e di miseria, di
nessuna attenzione ai problemi sociali ( probabilmente, osservo io: lo
status a cui vorrebbero tornare i
fautori di un Liberalismo estremizzato di Societa’ Aperta alla Popper/Soros, e
tutti coloro hanno concorso a questa “prova
generale” di farsa pandemica con l’inesistente pretesto di banale influenzetta)
, anche l'unica medicina valida e scientifica come la medicina del dottor Hamer
avrebbe potuto fare ben poco. La gente ugualmente sarebbe morta di fame e di
disperazione. Una persona senza mezzi e senza prospettive di vita, senza
reddito e senza lavoro, abbandonata a se stessa è difficile che non cada malata
e che non muoia prematura
lunedì 27 marzo 2023
UOMINI AL FUTURO ANTERIORE
Eh si! un futuro anteriore prossimo venturo, e’ quello che gli uomini di ragione, che non si sono lasciati prendere da alcun sonno, dogmatico o meno, in questi ultimi tre anni (2020/21/22 e strascichi ancora in questo 2023) e quindi nelle loro menti non si sono materializzati mostri, che invece hanno scorrazzato in lungo e largo per l’intero pianeta, i soliti Rotschild, Rockfeller, Morgan, Carnegie bottegai antesignani coi loro garzoni con diverso livello di servilismo: Soros, Schwab, Gates, Fauci, Biden, Macron, Trudeau, il papa Francesco e da noi in Italia i vari ragionierucoli e avvocaticchi o ancor peggio i cosidetti esperti da Carosello: Monti, Conte, Draghi, Speranza, Bassetti, Burioni, Pregliasco e via dicendo, e’ proprio quello il tempo della tradizione, che questi uomini “altri” che ancora non abbiamo nominato, hanno bene o male perseguito, differenziandosi dal resto del mondo, quello che ha pedissequamente seguito l’impero del male e della menzogna. Una tradizione indicata parecchi anni fa da uno dei grandi veri filosofi della storia Julius Evola in ispecie per un suosaggio del 1953 “Cavalcare la tigre” dove si faceva riferimento ad una tradizione senza tradizione, ovvero non suffragata storicamente quindi non “ex-sistente”, ma insita nell’uomo che riusciva appunto a differenziarsi dal contesto di menzogne e falsita’ facendo leva soprattutto su se stesso, quindi “in-sistente” e che oggi e’ stata recuperata da alcuni pensatori, ovviamente ferocemente osteggiati e ostracizzati dalla pseudo cultura dominante liberista e globalista nonche’ ipocritamente sinistrorsa; parlo in prima battuta dei vari Aleksander Dugin, Giorgio Agamben, Alain De Benoist , che ovviamente sono tra i primi a meritare la qualifica di uomini di questo prossimo venturo “futuro anteriore”, che dovra’ fare piazza pulita di tutte le falsita’ di tutte le menzogne, di tutte le “parti” a bella posta costruite e non solo di questi ultimi decenni, ma un po’ di tutta la storia dall’avvento della cosidetta eta’ del bronzo o dei mercanti (meta’ secolo XIV) per precisarsi con maggiore incisivita’ trecento anni dopo, con la cosidetta rivoluzione industriale (meta’ secolo XVIII), che ha posto la tecnologia a docile servizio del principio economico (la macchina al servizio del denaro). Ovviamente il solo pensiero, la sola teoria non sono sufficienti per incanalare una nuova prospettiva di concezione mondiale, occorre la pratica (chi e’ che ha detto che un’oncia di pratica vale piu’ di cento cerretti di teoria ?), una pratica operativa, fattiva e ben congegnata dalle persone opportune: e’ questa la condizione necessaria perche ‘ una credenza possa sostituirsi ad una precedente, quasi sempre, come ha osservato Kuhn nel suo famoso paradigma a proposito del cambiamento correlato alle “rivoluzioni scientifiche” antitetica, addirittura opposta. Se ad esempio nel negativo, espresso dal momento presente possiamo ravvedere quella continuita’ necessaria tra la teoria e pratica dell’opera teorica del sedicente filosofo Karl Popper in ispecie nel suo famoso saggio “La Societa’ Aperta e i suoi nemici” e la prassi sistematica e operativa della struttura economica e finanziaria con la medesima denominazione The open Society”del suo allievo George Soros, che tanto si e’ adoperata per diffondere liberalismo, sinistrismo di maniera e speculazioni per fomentrare sommosse, rivolte, colpi di Stato negli ultimi trent’anni, non possiamo non ravvedere oggi, nel campo opposto della giustizia della verita’, della tradizione, la correlazione tra il citato filosofo Dugin con le sue idee di Mondo Multipolare, di Quarta via politica e di una emergente societa’ Euroasiatica che sia pero’ rispettosa di tutte le altre civilta’, la concreta opera di uno statista come Vladimir Putin il Presidente della nuova inusitata Russia, none erede della Russia Sovietica, ne’ di quella degli Zar, ma neppure di identificazione con il sempre piu’ unilaterale mondo liberista di derivazione bottegaia anglosassone e di totale esplicazione statunitense, che ha rappresentato il leit motive della continua opposizione tra potenze di mare e potenze di terra, acutamente analizzato dal pensiero geopolitico di Karl Schmitt (1942). Tra gli uomini di pratica si può anche aggiungere l’Ex Presidente degli USA Donald Trump, vero e proprio uomo di Futuro anteriore così come era stato un altro Presidente degli USA John Fitzegerald Kennedy, entrambi con un qualcosa di profondo in comune : la provenienza dalla classe sociale verso poi la quale si sono scagliati contro, operando in senso opposto. Per il primo fu scelta la strada dell’eliminazione fisica tramite attentato, per il secondo si e’ mobilitato tutto l’establishment liberista e sinistrorso (il sedicente George Soros in prima istanza) per contraffarre le elezioni e invalorare con l’espediente del voto per corrispondenza, dove la manipolazione ha interessato milioni di voti, il netto trionfo che dell’unico presidente USA che non ha mai fatto una guerra. Viene anche da pensare che tutta la buriana allestita, dai soliti noti, con la pandemia, il virus inventato, il contagio tipo peste nere del 1348, sia stata allestita con il compito, si di fare una prova generale di asservimento al principio economico e ipertecnologico di tutto il mondo , ma anche quello specifico e piu’ immediato di potere, con la scusa del contagio, accampare il ricorso al voto per corrispondenza, proprio per scongiurare la sicurissima rielezione di Trump, e quindi dover desistere da tutte le velleita’ di “Great reset” così come stabilito da Klaus Schwab l’ideatore del termine/processo, nonche’ presidente del Centro di Davos dal 1971, che nella tabella di marcia di realizzazione, aveva chiaramente sostenuto che senza gli USA non sarebbe mai stato possibile realizzare tale meccanismo per realizzare il sogno dei nuovi bottegai, ovvero la societa’ aperta alla Popper ma anche alla Orwell/Huxley. Il presente articolo esula comunque dalla pretesa del saggio sia pure esplicativo, ma rappresenta solo il tentativo di riconoscere quei personaggi che Kuhnianamente potrebbero e dovrebbero rappresentare la possibile realizzazione di qualcosa di profondamente diverso da quello che i mostri del capitale e anche delle loro emanazioni, comunismo e fascismo, da troppo tempo stanno cercando di apparecchiare per un mondo sempre piu’ irretito da menzogne e falsita’, di cui proprio questa sorta di prova generale della pandemia di covid 19, ha rappresentato un pericolosissimo precedente. Dopo aver espresso alcune figure fondamentali a livello internazionale Dugin, De Benoist, Putin, Trump, Oban, Luckacensko, Bolsonaro, quindi retaggi di tradizione tipo la filosofia di Evola, di Guenon, di Jungher, di Eliade, di Schmitt, tutti soggetti che sono investiti dalla qualifica di uomini al futuro anteriore, un futuro anteriore che ci si augura possa essere al piu’ presto “prossimo venturo” viene da valutare quanti della nostra compagine nazionale, che non dimentichiamo e’ stata in prima fila in quanto a servilismo di questa espressione di malefatta internazionale, quanti si siano sottratti a questa infamia ed invece si siano portati con quel minimo di dignita’, di onore, di senso della verita’ e di liberta’ da poter essere ascritti alla qualifica di uomini al futuro anteriore? Sono pochi, pochissimi e, per il momento, scelti esclusivamente tra personaggi piuttosto noti che nel frangente di questa sordida prova generale di soppressione di liberta' e instaurazione di un terrorismo sanitario, si sonosottratti all'abominio della collusione con il potere neoliberista e sinistrorso e non hanno avuto paura di denunciarne le malefatte. Anzitutto il giornalista e addirittura ex senatore del Movimento 5 Stelle Gian Luigi Paragone, che da membro di uno dei movimenti politici che piu' si e' distinto nell'opera di repressione delle liberta' civili, dopo l'abbandono di tale Gruppo e' stato uno dei piu' solleciti e appassionati difensori della ragione accanendosi anche contro la UE, coacervo delle peggiori malefatte perpetrate contro le popolazioni, fondando un nuovo movimento l'ITALEXIT che appunto proponeva il subitaneo abbandono dell'Italia dall'infame comunita', purtroppo non premiato dagli elettori nel 2022. Subito dopo il celeberrimo Vittorio Sgarbi che al di la' delle intemperanze verbali e comportamentali degli ultimi decenni e anche di certi cedimenti di impegno ( l'ammirazione per Mario Draghi, l'accettazione del principio del virus, e quindi del vaccino, anche se da sempre contrarissimo all'obbligatorieta') e' stato sempre un paladino della liberta' e della ragionevolezza. Infaticabile l'azione contro i luoghi comuni, l'ignoranza il fanatismo di giornalisti come Maurizio Belpietro , Alessandro Sallusti e in parte anche Vittorio Feltri, veri e propri vessilliferi di buon senso e giustizia a fronte del marasma di menzogne e falsita' della quasi totalita' della stampa nazionale. Anche Daniele Capezzone merita l'inclusione in questa ristretta e, si spera non completa, schiera di grandi personaggi che si sono distinti come paladini della liberta', proprio per le sua analisi lucide e corrette, scevre da fanatismo e volgarita', peculiarita' che caratterizzano i rappresentanti della parte opposta specie dagli schiavi del buonismo ipocrita e sinistrorso Giorgio Agamben e' gia' stato citato a proposito dei grandi e veri intellettuali che senza "se" e senza "ma" hanno denunciato la vergognosa situazione in cui bottegai e i loro servi politici hanno cercato di imbrigliarci , accanto a lui possiamo mettervi il grande attore Enrico Montesano (l'ultimo della grandissima tradizione dei Gassman, dei Sordi, di Toto', Fabrizi, Manfredi) che si e' giusto rifatto ad Agamben leggendone dei passi e si e' sempre portato con grande dignita' professionale e di uomo, non incedendo mai al "servo encomio" ma anzi ribadendo il proprio talento e la propria professionalita' partecipando ad un programma televisivo dal cui e' stato proditoriamente allontanato previa una banalissima scusa (la censura del potere costituito dei bottegai e loro garzoni trova sempre una strada per nuocere alla liberta', in particolare la delazione ) . Ci si ferma qui, come detto, sperando di difettare per conoscenza, dispiace altresì di non poter mettere nessuna donna in questo novero di illustri personaggi, ecco magari una eccezione per Eleonora Brigliadori per aver pubblicamente rifiutato di prestare la sua persona ad uno spot pro-vaccini, e magari per la cantante Laura Pausini per essersi rifiutata di cantare la falsissima canzone Bella Ciao, spacciata per un inno partigiano della Resistenza , ma composta solo nel 1964 in occasione del Festival dei due mondi di Spoleto, dal Gruppo Nuovo Canzoniere Italiano erede dei famosi Cantacronache, un gruppo musicale non nuovo a questo tipo di manipolazione della storia (altro esempio con la Canzone "Gorizia tu sei maledetta" spacciata per un canto della Grande Guerra, ma composta dallo stesso Gruppo ben quasi cinquant'anni dopo (1916-1964). Tra i personaggi non famosi, ma diventati tali per un singolo gesto, una azione che vale mille e piu' stampelle tirate al nemico,quella di quel Mario Ferri che fugge nella spiaggia a fronte dei poliziotti. E' vero che si dice che tale personaggio si sia poi pentito, addirittura invitando la gente a non fare come lui, e anzi a tenersi rinchiusa a casa, ma questa confessione a posteriore sa tanto di imposizione ricattatoria, per cui non c'e' da prestarvi fede e ritenere invece il gesto della fuga un qualcosa che ricorda quella "Fuga dalla Liberta' di Erich Fromm" sostituendovi pero' la preposizione "dalla" con "per" : FUGA PER LA LIBERTA'
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