L’ho detto piu’ di una volta : mi sono interessato moltissimo di politica dal 1963 dal 1965, militante dell’estrema destra, ammaliato dalla filosofia di Evola che arrivai a conoscere personalmente in una riunione nella sua casa di Corso Vittorio Emanuele ove era presente anche Pino Rauti e il principe Junio Valerio Borghese e via via familiarizzatomi con le figure di Drieu de La Rochelle, Guenon, Mircea Eliade, Ernst Junger, Carl Schmitt; poi pero’ dopo la disfatta alle elezioni presidenziali USA del ’64 di Barry Goldwater ritirai tutta quella passione per oggettiva scarsa applicazione nel mondo reale. L’interesse per la politica doveva tornarmi nel marzo 2020 per via dell’infame tentativo da parte delle cosidette elites economiche e finanziarie (insomma quel deleterio spitito bottegaio di stampo anglosassone) che con la complicita’ della, malgrado tutto mai amata, sinistra stava portandoci ad una societa’ distopica tipo Grande Fratello con il patetica ma sempre efficace spauracchio dell’emergenza sanitaria. Superfluo sottolineare che non ho mai creduto,neppure per un nanosecondo al virus del covid 19 sia esso costruito in laboratorio o proveniente dalla fantasiosa ridda di poveri animali innocenti, pipistrelli, scimmie, topi, scarafaggi proprio come era stato nel lontano 1348 ai tempi della cosidetta peste nera. Debbo dire che in questo ero oramai ben approntato a non credere in fandonie, in quanto oramai da qualche anno, appartenente alla non nutrita, ma fortemente motivata teoria dei convinti ed entusiasti assertori e seguaci delle Leggi biologiche della nuova medicina del Dottor Rick Geerd Hamer. Ovviamente ridevo delle paure della gentina e scrollavo le spalle agli improperi affinche ‘ mi mettessi la ridicola mascherina, (nei fatti non una maschera ma una vera e propria museruola in quanto coprente bocca e naso) o osservassi la cosidetta distanza di sicurezza o peggio salutassi le persone con il gomito. Sulle prima, diciamo nel marzo del 2022, la cosa era piuttosto esilarante, pigliavo per il culo la gente e soprattutto gli addetti ai lavori, cioe’ medici, infermieri e farmacisti e potrei citare decine di episodi davvero spassosi con testimoni parecchi amici che anche se magari non la pensavano esattamente come me, erano trascinati dalla mia assoluta mancanza di paura e di qualsiasi forma di prevenzione , poi pero’ la cosa comincio’ a farsi piu’ pesante, addirittura gravosa e pur restando una cosa ridicola, assumeva tutti i crismi della vera distopia che nulla aveva a che invidiare ai romanzi di Orwell, di Huxley o magari di Breadbury, Philip Dick e occasionalmente anche Camus (tutti autori che conoscevo fin troppo bene da tempo immemorabile, ecco proprio dal periodo in cui mi interessavo di politiche nella fila del MSI e dell’organizzazione giovanile Giovane Italia e anche quella piu’ estrema di Ordine Nuovo, che fu l’ultima mia frequentazione in tal senso). Le imposizioni sempre piu’ gravose e assurde , con l’acuirsi delle stesse, quando fu immesso nel mercato lo pseudo vaccino, cominciarono davvero a rivelarsi intollerabili, e fu allora che cominciai a fare due piu’ due eguale quattro, ovvero sembrava proprio che tutto quel ridicolo amabaradam fosse stato allestito a bella posta proprio per imporre un uso generalizzato, direi addirittura totale e onnicomprensivo, di tale vaccino visto come siero miracoloso in grado di salvare l’intera umanita’, ovvero letto nei termini piu’ concreti far guadagnare miliardi su miliardi alle case farmaceutiche produttrici di vaccini , tipo Pfizer, Astrazecna, Moderna etc. - “ti conosco mascherina” era il caso di dire, “dietro a tutto c’è sempre lo sporco denaro” quel dannatissimo spirito bottegaio di stampo anglosassone che oramai si profondeva in tutto il mondo , come diceva Palmerston uno degli esponenti piu’ biechi di tale mentalita’ “noi non abbiamo nemici eterni e non abbiamo neppure amici eterni, abbiamo solo interessi eterni” . Guaio piu’ grosso doveva rivelarsi il fatto che l’Italia si stava distinguendo come il Paese piu’ sollecito a mettere in atto il diabolico piano di spauracchio sanitario, un vero e proprio paese-kapo’ , specie con la ascesa al ruolo di capo del governo di uno dei piu’ indefessi difensori degli interessi finanziari e bancari della Unione Europea la famigerata UE, in verita’ un ragionerucolo da quattro soldi, del tutto incompetente anche nel suo specifico dell’economia, che, detto per inciso mai e poi va considerata una materia degna di considerazione se non come aggiornamento del vecchio “conto della serva”. Come tutti i servi, o kapo’ chiamiamoli come piu’ ci aggrada, che vogliono far bella figura col loro padrone (e qui il padrone ha appunto la fumosa connotazione dellae grandi societa’ finanziarie tipo Vanguard, Blackrock, Goldman Sachsetc e solo episodicamente ha il colto sia pure squallido di un Soros, Bill Gates, Schwab o i piu’ antichi Rotschild e Rockfeller) il servetto di turno italiano volle far di piu’ e si invento’ l’obbligo vaccinale previo allontanamento dal posto di lavoro e misure sempre piu’ restrittive , tipo un lasciapassare chiamato ovviamente all’inglese green pass per accedere ai luoghi pubblici e addirittura l’obbligo di farsi iniettare il siero per le persone al di sopra dei 50 anni, siero di cui tra l’altro gia’ si andavano manifestando preoccupanti effetti iatrogeni e che diverranno ancora piu’ preoccupanti negli anni a venire, come piu’ di uno studioso (uno per tutti il premio Nobel per la medicina Montaigner) aveva predetto. A quel punto la mia permanenza in Italia era divenuta insopportabile, non v’era giorno che non litigassi, anche pesantemente con qualcuno, la rottura persino con amici di antica data veniva irreparabilmente compromessa, e così decisi di espatriare e ritirarmi a Tenerife nelle Isole Canarie, dove in effetti anche se qualche idiozia tipo l’uso delle museruole nei luoghi chiusi, si respirava un’aria di maggiore liberta’. in tutto questo evolversi dei fatti, diciamo così di cronaca, era andato in parallelo accentuandosi il mio ritorno ai temi della politica sia internazionale che nazionale. Come la disfatta di Goldwarer nel 1964 aveva segnato il mio allontanamento così la ingiusta e manipolata sconfitta di Trump nel 2020 segno’ il mio pieno e interessatissimo ritorno e lo caretterizzo’ riprendendo i temi della destra di tradizione, di giustizia, ma non di eguaglianza e meno che mai di democrazia e liberalismo e soprattutto torno’ moltiplicata per un milione la mia ripugnanza per la sinistra , e tutti i partiti e movimenti che ad essa si ispiravano (socialismo, comunismo, socialdemocrazia, e nella fattispecie attuale PD, 5 stelle e vari movimentucci e partitini tipo chesssò Liberi e Uguali, Piu’ Europa ed anche il patetico Italia via (o via Italia, mi sbaglio sempre) di Renzi. Ecco in propositi di questi partitini e movimentucci da operetta, debbo dire che in proposito la mia indifferenza e una forte ignoranza su di essi e i loro effimeri protagonisti e’ rimasta la stessa. Liberi e eguali, Piu’ Europa, quello dei verdi (non ne ricordo neppure il nome), o il movimento pro Calenda che si era prima unito con Renzi per arrivare al quorum, oppure il movimento delle Sardine di quello sprovveduto ragazzetto che diceva che Prodi era un padre storico della sinistra (Roba da chiodi il democristiano piu’ democristiano anche come “la phisique du role”) ed ancora quella ragazzina con il ghigno, Greta Guthenberg (no! ma quello non eral'inventore della stampa?) non so come, che pare presa di sana pianta da un film tipo Bambola assassina e proprio in ultima battuta quel movimento sulla barca con la scusa della Palestina che come lo hanno denominato: Flottilla? Io con questo concordo col Generale Vannacci “l’unica flottiglia che conosco e la Decima : “X flottiglia nostra che beffasti l’inghilterra” ecco piu' o meno ho riassunto tutta questa gente innutile, fastidiosi ronzini della politica che continuo non solo a non seguire, ma neppure a sapere nulla e c’e’ di piu’: non mi interessa sapere nulla di loro: neppure il nome.
L'associazione tra il titolo del blog LENARDULLIER con l'architetto LECORBUSIER tende ad un parallelismo con l'Archè = Principio, che deve misurarsi con la modernità = Technè, quindi un "futuro anteriore" applicabile a diversi specifici di conoscenza
martedì 30 settembre 2025
mercoledì 17 settembre 2025
IL PERCHE' CI SIAMO SALVATI
Quando eravamo ai tempi più crudi della farsa pandemica, c'è stato in me un momento di grande sconforto, in particolare nel periodo della vittoria di Biden in Usa (nov. 2020), col suo carico di assurdita’ e paradosso ( un demente alla guida del Paese piu’ potente del mondo) perché credevo che oramai ci fossimo in tutto e per tutto allineati alla non piu’ fantascientifica distopia Orwelliana e che i vari Soros, Gates, Schwab, Rotschild, Morgan e altri magnati, tutti quelli insomma che stavano perpetuando quella sorta di macchinazione, non piu’ nella nostra immaginazione, ma nella piena realta’ del nostro quotidiano, avessero oramai partita vinta (se sono riusciti a far passare questo” mi dicevo e dicevo a tutti quei pochi che ancora avevano conservato un briciolo di ragione (l’oramai simbolo a livello di summa di negativita’ di Biden), il mio amico Paolo Letizia ribatte’ "No! Non hanno vinto perché non si metteranno d'accordo! - Se la concorrenza e’ il motore del nostro mondo a capitalismo avanzato e quindi il mercato, anzi i mercati e sempre piu’ globalizzati, sono l’asse portante del suo funzionamento, come e’ possibile che riescano a costruire una societa’ che contempli questa eventualita’ del loro annullamento? In effetti è questa la chiave per capire come mai dalla seconda metà del 2022 la soluzione distopica abbia cominciato amostrare le sue crepe. In effetti come giustamente osserva Costanzo Preve inuno dei suoi pregevolissimi saggi, il capitalismo avanzato a forte strutturaconsumistica, quella che io continuo a chiamare con il massimo disprezzo “bottegaia” vive di concorrenza, che va a lambire tutte le manifestazioni della società: se questa concorrenza e’ di fatto azzerata con tutte le idiozie tipiche di quel periodo (distanziamento, isolamento, confino a casa, lasciapassare (l’infame green pass, che come tutte le cose infami ha un idioma anglosassone) per andare in giro e accedere a negozi, luoghi di lavoro, di ritrovo, di svago, privazioni e imposizioni assurdi (il caffe’ seduto al bar ma non in piedi o viceversa, il virus cioe’ il contagio della terribile pestilenza (mai identificata) capace di balzi stratosferici, ma solo da una certa ora, proprio come una puttana con camera aore o tipo il film del 1962 di Varda “Cleo’ dalle 5 alle 7”. Condividiamo dunque l’assunto di Preve anche a livello filosofico laddove si dice a chiare lettere che “non può esistere alcuna pianificazione centralizzata dell'estorsione del plusvaloreeconomico, sociale, geopolitico” e neppure sanitario, aggiungo io come l'esperimento del 2020 poteva lasciar intendere. Difatti se ci fossero organi o persone pianificatrici centralizzati (per intenderci tipo dr. NO della Spectre) l’intero potere capitalista diverrebbe subito riconoscibile e automaticamente più debole. Il turbo capitalismofinanziario, economico, strutturale è tanto forte proprio perché indistinto, sconosciuto: se ci fosse una Bastiglia o un Palazzo d'Inverno da assaltare, perderebbe buona parte della sua forza, proprio come successe ai tempi delle due rivoluzioni più famose della storia. Soros, Gates o Blakrock, la UE, le lobby farmaceutiche e i fabbricanti d'armi, non sono più fortezze da assalire, ma un gas velenoso che avvolge tutta l'atmosfera, e come i gas della grande guerra, hanno ognuno una sua composizione letale che però non e cumulabile una con l'altra. Ecco dunque disvelato il motivo del perche' ci siamo salvati e i cialtroni del virus, della pandemia e di tutte le colossali fregnacce che hanno cercato di farci ingoiare, potranno ancora con patetici espedienti (spot demenziali di ridicolo allarmismo sui vari social, articoli paleesemente sponsorizzati anzi del tutto finanziati da Case farmaceutiche, e altri mezzucci del genere) cercare di farci tornare all'idiozia di quegli anni, ma oramai non convincono piu', e ripeto e qui debbo tornare all'affermazione di quel mio amico "non si metteranno d'accordo" che vale mille, milioni di volte di piu' di presente prese di coscienza della popolazione mondiale (italiana in particolare stante il grado di convincimento del nostro Paese con quel vergognoso 95% di persone che si sono fatti inoculare un del tutto inutile vaccino - inutilita' dimostrata al 100 % senza ombra di dubbio e persino con un meno sbandierato effetto iatrogeno ad alta letalita') .
A questo punto , assodata la vera motivazione del perche' la distopia non e' stata un trionfo per il sistema liberalista (spirito bottegaio coi loro padroni e padroncini ) coi suoi servi scientisti della sinistra (servi e garzoni di bottega) , andiamo ad analizzare come mai l'impianto sanitario con quel viscerale archetipico terrore della malattia, sia stato l'elemento trainante del tentativo distopico Sono 50 anni buoni che ragiono sul motivo della malattia, e del terrore che con essa si riesce a mettere in atto : ho messo in campo praticamente tutti, Ippocrate ovviamente, ma anche più recentemente i vari cialtroni della medicina ufficiale che però non erano medici tipo Pasteur, Koch, Flexner e soprattutto Rockfeller che col suo petrolio e derivati (e immancabilmente il profitto del mercimonio può essere considerato l'alfa e l'omega di tutta la medicina moderna altamente iatrogena per lo sconsiderato impiego di farmaci e vaccini. Poi sono venuti , nel mio apprendimento gente più seria, un pizzico di Freud e Jung, quindi Groddeck, Reich, Lowen, Matte'Blanco, Lacan e finalmente lui, il grande disvelatore dell'arcano della malattia Rick Geerd Hamer che ha
scoperto che la malattia non è la malattia, cioe' quello che con sacro terrore viene denominata appunto malattia, ma solo il tentativo di recuperare l'integrità corporea compromessa dal conflitto tra gli organi preposti al confronto con l'ambiente e il contesto esterno (tramite i 4 foglietti embrionali dell'endoderma, mesoderma arcaico e recente, ectoderma) ma allora ecco che e' malattia tutto quel negativo con tanto di annesso dolore e debilitazione che sostanzialmente prende il posto della mancanza, cioè il vuoto della reazione, da cui appunto origina la paura ed ecco il proliferare dei sintomi che sono sempre sintomi di conversione che qualcuno potrebbe anche chiamare di proiezione: sostanzialmente possiamo affermare senza tema di errore, che e' la paura, l'essenza della malattia, la paura che incutono i vari sintomi di conversione che giustappunto si proiettano sugli organi preposti al confronto dai foglietti embrionali C'è da aggiungere qualche postilla alla filippica contro la malattia che nel suo sintomo non è altro che paura. Tutto può essere considerato malattia in quanto paura del sintomo di conversione sull'organico con tanto di proiezione. Ad esempio la vecchiaia è un classico esempio di paura alla reazione del corpo, e lo stesso l'ingrassare il cui sintomo di vedersi aumentare la ciccia ingenera paura (a quale foglietto embrionale vogliamo addurla? Direi il mesoderma recente (midollo cerebrale), cioè il relazionarsi con un contesto nel quale sei compromesso come presenza, un po' lo stesso dell'invecchiare) la verità è che tutta la vita fino alla morte abbiamo a che fare con sintomi di conversione che sono effetto del connubio /conflitto del corpo con il contesto, la cui proiezione riflette sempre un buco dell'io, una mancanza, essendo l'io il sintomo per eccellenzalunedì 25 agosto 2025
I BAFFONI DI UMBERTO
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| UMBERTO I RE 1878 - 1900 |
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| la classe della Marinelli. il compagno Ferro e' il secondo da sinistra, io l'ultimo |
giovedì 21 agosto 2025
IL PRINCIPIO DI LEGITTIMITA' COME GENIO DEL POTERE
C’è uno storico che qualsivoglia sia il periodo che affronti nei suoi saggi, riesce sempre a farti sobbalzare dalla sedia. Sto parlando di uno storico italiano, sconosciuto ai piu’ o perlomeno , mettiamola in altri termini, molto poco conosciuto anche da noi in Italia , Guglielmo Ferrero, che come detto qualsiasi periodo affronti ti colpisce per la sua originalità e per le sue argomentazioni che gettano sempre nuova luce su eventi e personaggi affrontati. Gia’ parecchi anni fa la rilettura di un suo saggio sulla prima campagna d’Italia di Napoleone quella del 1796/97 “Avventura”, mi illumino’, eh si! "quasi d’immenso" ribaltando completamente l’opinione, un po’ da libro di scuola e da filmati agiografici tipo il famoso film Napoleon di Abel Gance, che avevo sul cosidetto “grande Corso”. Ma quale grande generale? Uno squattrinato militare asceso a gli alti gradi in un periodo e contesto in cui le carriere vertiginose (che solo molto tempo dopo furono da lui appunto definite napoleoniche) erano quasi la norma, dovute tra l’altro sempre alla presenza di una sorta di pigmalione, nel suo caso l’influentissimo Paul Barras che appunto nel 1793 in seguito ad una operazione chequesti gli aveva affidato durante l’assedio di Tolone e che lui da giovane capitano di artiglieria aveva condotto con una certa brillantezza (la conquista del forte dell’Eguillette), gli fece conferire la nomina diretta a Generale di brigata. Barras fu l’anno seguente uno dei principali artefici della deposizione di Robespierre e non fece troppo caso alle voci che indicavano il giovane generale nell'entourage nell’entourage del fratello del Dittatore, ricordandosi di lui lo scelse per sedare una rivolta di realisti presso la Chiesa di san Rocco dove nuovamente fece il suo dovere di esperto di artiglieria, sparando questa volta sulla folla . Ma piu’ di queste gesta di perizia prettamente militare, Napoleone ancora Buonaparte e non Bonaparte, si era messo in mostra con il sempre piu’ potente oramai accreditato protettore, condividendone l’amante ovvero una avvenente e anche intelligente creola che era stata la moglie di un generale ghigliottinato Alexandre de Beauharnais. Per carita’ trattavasi di una condivisione per nulla segreta, anzi Josephine Beauharnais , era famosa per la spregiudicatezza con la quale era solita cambiare partner e il fatto di essere sempre legata a Barras era diventato per lui un vero e proprio peso. .
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| PROLOGO AL CDO D'ARMATA |
venerdì 15 agosto 2025
NAZIONE SOVRANA
Nazione sovrana e’ per me una qualifica diversa dei due termini presi a se’ che indicano degli –ismi di cui oggi si sta facendo un uso spropositato e spesso e volentieri errato : con l’-ismo di nazione : nazionalismo, si intende spesso e volentieri un significato di eccessivo attaccamento alla propria compagine nazionale che francamente risulta piuttosto esagerato solo in determinati eventi tipo campionati del mondo di calcio, olimpiadi, manifestazioni agonistiche e sportive in genere : in tali occasioni difatti viene fuori tutto quello spirito di attaccamento alla propria nazione che puo’ anche risultare fastidioso per eccessiva partecipazione e anche per una pronunciata mancanza di spirito critico e obiettività. Diverso e’ il termine sovran-ismo che indica una sorta di gestione di potere che si vorrebbe pertinenza della propria terra con comunanza di storia e tradizione . Il termine quindi congiunto di “Nazione Sovrana “ si riferisce a uno Stato che esercita piena sovranità, ovvero indipendenza e autonomia, su un determinato territorio e popolazione. In altre parole, è uno stato che non è soggetto al controllo o all'influenza di altri stati o poteri esterni ed e' anche una esptressione che dovrebbe lasciar intendere una entita’ univoca che riesca a conciliare tutte le forze socioeconomiche ma soprattutto di tradizioni, cultura e ideali che contraddistinguono una popolazione e che danno luogo ad una determinata operatività in tutti quegli specifici che possono adeguatamente rappresentare la propria comunita’ e anche perseguire attivita’ e iniziative di conservazione e anche di miglioramento delle condizioni di vita nell’ambito della propria giurisdizione, Il concetto di stato nazionale e’ in qualche maniera antitetico a quello di Impero o comunque di una federazione , come sappiamo dalle ben note differenze che venivano poste fin dagli anni del liceo tra lo studio e le analisi ad esempio di un Dante Alighieri rispetto ad un Francesco Petrarca o anche dalle diatribe belliche tra Impero e Papato o addirittura singoli Comuni che magari si costituivano in Lega solo occasionalmente ; insomma, detto in altre parole: aggregazione, unione, magari federazione, di Stati oppure singoli entita’ nazionali così come ratificato dalla pace di Westfalia del 1648 che pose fine alla guerra dei trent’anni e da cui appunto vennero ratificate le diverse entita’ nazionali come piu’ compiuta espressione della borghesia emergente che si sarebbe imposta nei secoli successivi. Io personalmente, pur nell’ammirazione del modello imperiale Romano, riproposto successivamente in varie accezioni (il Sacro Romano impero di Carlo Magno, lo Stupor Mundi di Federico II, la grande fioritura della Praga di Carlo IV e l’impero su cui non tramonta il sole di Carlo V , sono piu’ orientato, probabilmente per tradizione e cultura, al modello delle singole entita’ nazionali, cercando pero’ di non cadere in quelle esasperazioni che in genere si attribuiscono a tutte le ideologie nazionaliste . Nazionale dunque con le dovute cautele e riserve, ma sovranità imprescindibile per ogni singola entita’ nazionale, eh si anche e soprattutto quella sovranità monetaria di cui oggi si e’ tornato tanto a discutere previa la delusione della fallimentare e catastrofica esperienza della cosidetta Unione Europea ovvero la UE delle Banche, dell’alta finanza, di un ipocrita Globalismo all’insegna della mortificazione giustappunto della sovranità di ogni compagine nazionale che per sua disgrazia ne e’ entrata a far parte in coincidenza con l’inizio di questo disgraziato terzo millennio. La nazione che riuscira’ a sottrarsi al diabolico potere del diffuso mercimonio della UE dovra’ non piu’ fare riferimentio alla finanza, alle banche ad un esasperato e accomodato scientismo , dovra’ al contrario concepirsi come l’unione organica di un popolo senza identificarsi in una determinata forma economica come purtroppo e’ avvenuto nel nostro mondo occidentale , nell’accezione della produzione e nello scambio di merci e sotto il totale dominio del dio denaro, (reale ed anche virtuale) vero e proprio feticcio del cosidetto mondo moderno e vieppiu’ “post moderno”, secondo l’accezione datane dai piu’ qualificati pensatori moderni , ovviamente non di fede liberista o neoliberista, per intenderci persone come De Benoist, Preve, Dugin, su ispirazione e riferimento con il meglio del pensiero della tradizione e della vera cultura (Evola, Guenon, Spengler, Schmitt, Junger) Ebbene c'è un libello di recente pubblicazione titolato appunto Nazione Sovrana dello storico Daniele Proietti dove viene avanzata la tesi che la piu' alta espressione di questo CONCETTOdi Nazione Sovrana sia stato realizzato (ma successivamente interrotto dalla ben nota mobilitazione e crociata di tutto il mondo capitalista, erede di quello spirito bottegaio di origine anglosassone , ovvero Inghilterra e Stati Uniti ) dalla Germania Nazionalsocialista nei pochi anni dal 1933 allo scoppio della seconda guerra mondiale che riusci' ad annullare la dittatura del "Debito Pubblico" e di converso nell'esiguo tempo di 6 anni realizzare una indipendenza economica e un benessere sociale che mai aveva avuto confronti in una nazione del mondo occidentale. La parte ideale di questo programma che doveva avere tanto successo era come e' noto fondata su di un principio di pronunciato razzismo in particolare nei riguardi degli ebrei, che ha offerto il destro per una, non solo critica, ma addirittura anatema generalizzato, messo in atto dalle potenze capitalistiche vincitrici del conflitto che aveva visto i due mondi contrapposti dal 1939 al 1945, dei quali solo oggi si cominciano ad intravedere dei risvolti (enfatizzati dall'autore del saggio) che sollevano parecchi dubbi sulle modalita’ ed anche sulle interpretazioni che le potenze vincitrici hanno dato della narrazione dei fatti di tale contrapposizione. Anzitutto si registra una grossa esagerazione sulla portata della persecuzione degli ebrei con una drastica riduzione del numero delle vittime, anche se, c’è da rimarcarlo, duole che lo Stato nazionalsocialista se la sia presa tanto con la razza ebraica sulla generali non facendo un necessario distinguo ed abbia finito quindi per penalizzare poveri diavoli e comunque gente di poca influenza, lasciando del tutto indisturbati gli alti e altissimi livelli della stessa razza che da tempo immemorabile, perlomeno dai tempi della Rivoluzione industriale dell’inizio del XVIII secolo si erano impadroniti delle leve del potere economico finanziario mondiale ed erano quindi altamente responsabile dei fatti che si erano succeduti .Un esempio classico in tal senso e’ la famiglia dei Rotschild ascesa ad un potere economico inusitato giustappunto in tale periodo e sempre correlata ad eventi di portata epocale sempre in direttiva di un aumento dei profitti e del potere internazionale con intromissioni in rivolte e rivoluzioni tipo la guerra dei coloni americani contro la corona inglese, la Rivoluzione francese i cui capi erano tutti affiliati al movimento della Massoneria che era e sara’ nei tempi la cartina al tornasole dell’influenza del principio mercantile anglosassone, così come individuato dal filosofo geo politico Carl Schmitt nei suoi due saggi Terra Mare e Il Nomos della terra dove appunto suddivide la influenza sul mondo secondo i due principi terricolo e marittimo , nella contrapposizione di Nazioni di terra Francia, Germania, Austria, Russia, e Nazioni di mare (Gran Bretagna e poi quasi a passaggio di testimone gli Stati uniti ). Tornando quindi ai motivi del rammarico per la imperfetta divisione della problematica ebrea, che ha offerto l'occasione ai soliti noti per costruire tutta una narrazione unilaterale degli eventi storici, questo non significa che non dobbiamo analizzare con animo e pensiero scevri di pregiudizio un movimento che si e' mostrato tanto efficace contro quel diffuso sprito bottegaio che perlomenor da cimque secoli ci opprime. anzitutto proprio leggendo le pagine del volume del Proietti non possiamo non rimarcare che il programma che il Nazionalsocialismo si proponeva di realizzare era anzitutto un programma spirituale, esso infatti doveva partire dal popolo e solo in un momento successivo diffondersi sul piano politico e in ultimo su quello economico. Il netto contrario cioe' di quanto il modello di pensiero della nostra era moderna si era identificato, grazie appunto allo spirito talassico e bottegaio inglese nella tipologia dell'utilitarismo, liquidando i modelli precedenti ovvero il contrattualistico e il tradizionalista, secondo le modalita' individuate nell'articolo precedente su questo stesso blog analizzando l'opera del filosofo Costanzo Preve nel suo scritto "la filosofia del presente" Passando quindi a tale parte economica ovvero al programma utilitaristico in senso stretto, vediamo come anche accettando le regole del gioco, ma modificandole in senso non piu' padronale, ma popolare e di pertinenza di tutti, i risultati apparirono subito diversi: anzitutta una rigorosa e integrale confisca dei profitti di guerra (piaga che aveva interessato tutte le nazioni belligeranti (peculiare da noi in Italia la dizione di "pescicani" ), quindi una statalizzazione di tutte le aziende, come l'economista inglese John Maynard Keynes, che pure era stato membro (critico) della Conferenza di Versailles, andava sostenendo, con la partecipazione agli utili nelle grandi impres, tema di base della dottrina corporativista che il regime fascista aveva iniziato ad applicare in Italia, quindi un ampio sviluppo della previdenza sociale per le malattie, la vecchiaia, la disoccupazione, l'assistenza sanitaria per l'infanzia e la maternita', una generale attenzione a tutte le problematiche del lavoro e il rapporto tra Stato e piccole e medie imprese commerciali e di forniture di servizi, il favorire un largo e variegato programma di infrastrutture pubbliche, senza dimenticare le problematiche dell'agricoltura, dando avvio ad una misurata riforma agraria con l'introduzione di una legge per l'espropriazione senza indenizzo della terra per scopi utili alla collettivita', l'abolizionme della rendita fondiaria eil perseguire con la massima severita' qualsiasi forma di speculazione fondiaria ed edilizia. Una eguale enfasi veniva perseguita in merito alla cultura e alla scolarizzazione: molto importante era difatti per il Nazional Socialismo che il popolo fosse ben istruito e in grado di discernere le propagande avverse a questo tipo di programma che ovviamente il potere oligarchico internazionale e si, con anche grosse implicazioni dell'ebraismo di alto livello, andavano mettendo in atto per contrastarne l'ascesa che metteva fortemente in crisi proprio quel modello di utilitarismo della modernita' che con guerre, raggiri, epidemie e crisi economiche indotte, lo spirito bottegaio anglosassone e ora anche nord americano, che sempre piu' ne andava raccogliendo il testimone, cercava di diffondere in tutto il mondo ; Vediamo come, sempre seguendo il testo di Proietti Nazione Sovrana, ma anche gli schemi della modernita' di Costanzo Preve sulla filosofia del presente, il Partito Nazionalsocialista vinte le libere e regolarissime elezioni del marzo1933 e salito al potere, con la ratifiche delle successive elezioni del novembre dello stesso anno sui pieni poteri, riusci' a trasformare tutto questo in fatti concreti e in una politica davvero differente da quella che quel famoso spirito bottegaio di origine anglosassone era riuscito ad imporre alla intera compagine europea specie dopo la Grande Guerra del 1914-18, coronando quella prassi mercantile e quindi di modello economico/utilitaristico che aveva avuto un forte impulso dalla fine della guerra di Crimea nel 1855. I movimenti di stampo nazionalistico, tipo il fascismo italiano e qualche suo correlato, tipo il regime di Dolfuss in Austria, il falangismo in Spagna, la Guardia di ferro di Codreanu in Romania e giustappunto il Nazionalsocialismo tedesco, furono in sostanza dei movimenti che cercarono di arginare l'avanzata del modello utilitaristico, facendo ritorno al modello tradizionalista e optando per una certa revisione del modello contrattualistico, ponendo pero' una netta chiusura con un quarto modello quello venuto fuori da una ferraginosa ideologia denominata Marxismo dal nome del suo ideatore Carlo Marx desunta dalla filosofia idealista di Hegel (vedi mio precedente articolo su questo stesso blog) e preso il nome di Comunismo, con modalita' di eccezionalita' dovute alla guerra in corso e finanziamenti neppure tanto oscuri della Germania (il famoso treno blindato con cui si rimando' in Russia il sobillatore Lenin) era andato al potere in Russia previa la famosa rivoluzione bolscevica del 1917 e ancora lo era saldamente in quella meta' degli anni trenta
venerdì 1 agosto 2025
CONTI CON MARX (E NON SOLO)
Diciamo che ho tratto occasione della lettura di Costanzo Preve che come ho piu’ volte detto e’ un filosofo che trovo particolarmente stimolante, probabilmente per il fatto di essere stato un pensatore che era in origine un marxista e poi avvicinatosi sempre piu’ alle mie idee che sono ancestralmente quanto di piu’ distante dal comunismo, socialismo, financo socialdemocrazia. Diciamo che ritrovo in Preve e nella sua filosofia quello che in politica ho ritrovato in Marco Rizzo. C’e’ da dire che parimenti sono anche sempre stato ferocemente anti capitalista, anti liberalista e visceralmente ostile a tutto cio’ che attiene a quello che ho sempre definito con il massimo disprezzo “spirito bottegaio” riconoscendogli una matrice prettamente anglosassone con continuita’ statunitense. Nel precedente articolo su questo stesso blog ho trattato dell’occasione che ho tratto dalla lettura di Preve per fare qualche conticino con la filosofia di Hegel che parimenti al cominismo, parimenti al liberalismo, ho sempre disprezzato al massimo grado, ora e’ il caso di profittare sempre del saggio di Preve sulla filosofia del presente per fare qualche altro conticino con Marx. Il dato di partenza e’ sempre quello di cosa si debba intendere per costituzione categoriale della modernita’ storica, ovvero quel periodo che si diparte (questa e’ un po’ una mia costruzione) dalla fine del medioevo sancita dalla grande pandemia del 1347/48 e la nascita non fulminea ma sistematica dello spirito mercantile e bottegaio di matrice anglosassone ratificatasi con la Rivoluzione industriale e la setta della Massoneria. Questo spirito che Preve chiama modello utilitaristico con il suo perseguire il primato dell'economia sul sociale ha finito per dominare e soppiantare gli altri due modelli che avevano cercato di contrappoglirsi quello tradizionalista e quello contrattualistica che nel periodo sopracitato avevano anch'essi cercato di incanalare l'era moderna. Stravittoria di tale modello, ovvero economia, mercato, commercio, quindi denaro e suo scambio (valore di scambio e nessuno scambio di valori ) come rappresentazione integrale della legittimazione e della riproduzione sociale, che io ho indicato nel suo momento saliente in un fenomeno storico sociale come la Rivoluzione Industriale ed in una setta come la Massoneria, entrambi fenomeni di spirito anglosassone e Preve coerentemente al suo essere filosofo, adduce, non a caso, ad una idea di un singolo filosofo, nella fattispecie David Hume che con le sue critiche alla teoria della casualita' e l'esaltazione del soggetto come flusso di impressioni non piu' correlate alla religiosita', giustappunto nel periodo immediiatamente precedente ai fatti sociali sopracitati, aveva fatto pulizia del tentativo del modello contrattualistita di Locke e Rosseau che a loro volta avevano fatto precipitare il modello tradizionalista. Passando da questi presupposti sulla costituzione categoriale della modernita’ storica che ha visto il primato, tuttoria indiscusso del modello utilitaristico, ovvero dello spirito bottegaio di stampo anglosassone e prosecuzione statunitense, come correttamente analizzato da Carl Schmitt sia nel suo libello Terra Mare che sul piu’ articolato saggio “Il nomos della terra” ad affrontare una prima precisazione con Hegel ed ora con Marx tanto per analizzare le due voci che tradizionalmente passano per antitetiche a tale modello, c’è da osservare come in primo piano e per entrambi balzi alla ribalta la parola “ideale”. Abbiamo visto che in Hegel tale termine sia in sostanza il vero referente del suo celebre aforisma “cio’ che e’ razionale e’ reale” e viceversa : ideale qui sta per quel che deve essere fatto e sostituisce il significato, anzi direi soprattutto il significante, di reale, si da imprimere una sorta di impulso alla fattualita’ opportuna al termine di razionale; diciamo per dirla un po’ alla De Saussure, ma anche un po’ alla Lacan, che si presenta un po’ piu’ nei termini di una metonimia ovvero di spostamento di significante, invece che in quelli di condensazione della metafora. Passando a Marx ci troviamo nuovamente al cospetto con il termine di ideale e questa volta per contrapporsi a quello super abusato di materiale, o meglio passiamo all’-ismo per intenderci piu’
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